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Navoban: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Navoban

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Navoban: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Navoban: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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NAVOBAN 2 mg/2 ml soluzione iniettabile e per infusione

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Una fiala da 2 ml contiene 2 mg di tropisetron, corrispondente a 2,256 mg di tropisetron cloridrato.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Soluzione iniettabile e per infusione.

La soluzione è limpida, da incolore a molto debolmente giallo-brunastra.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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• Trattamento della nausea e del vomito post-operatori.

• Prevenzione della nausea e del vomito post-operatori in pazienti sottoposte a chirurgia ginecologica intra-addominale. Per ottimizzare il rapporto beneficio-rischio, l’impiego deve essere limitato a pazienti con una storia pregressa di nausea e vomito post-operatori.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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NAVOBAN è consigliato ad una dose di 2 mg per via endovenosa sia sotto forma di infusione (diluita in una comune soluzione per infusione, come: soluzione fisiologica, Ringer, glucosio 5% o levulosio 5%) sia sotto forma di iniezione lenta (non meno di 30 secondi). Per la prevenzione della nausea e del vomito post-operatori, NAVOBAN deve essere somministrato poco prima dell’induzione dell’anestesia.

Uso in soggetti identificati come metabolizzatori lenti della sparteina/debrisochina

In pazienti con metabolismo lento, la dose usuale di 2 mg non deve essere ridotta (vedere paragrafo 5.2).

Uso in pazienti con funzionalità epatica o renale compromessa

Non è necessario ridurre la posologia in questi pazienti, quando si somministra la dose raccomandata di 2 mg (vedere paragrafo 5.2).

Uso nei bambini

Attualmente non si ha esperienza sull’impiego di NAVOBAN nella prevenzione e nel trattamento della nausea e del vomito post-operatori nei bambini.

Uso negli anziani

Non vi sono prove che i pazienti anziani richiedano dosi diverse da quelli dei pazienti più giovani.

Uso in pazienti ipertesi

In pazienti con ipertensione non controllata si devono evitare dosi giornaliere di NAVOBAN superiori a 10 mg poiché potrebbero provocare un ulteriore aumento della pressione arteriosa.

Metodo di somministrazione

Le fiale di vetro di NAVOBAN contengono 2 mg/2 ml di soluzione acquosa. Questa soluzione è compatibile con i seguenti liquidi di infusione (1 mg di tropisetron diluito in 20 ml): glucosio 5% (p/v); mannitolo 10% (p/v); soluzione di Ringer; sodio cloruro 0,9% (p/v) e potassio cloruro 0,3% (p/v); levulosio 5% (p/v).

Le soluzioni sono compatibili anche con i contenitori abituali (vetro, PVC) e con i loro sets infusionali.

Se si osserva intorbidimento o la presenza di precipitato, il prodotto deve essere scartato.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al tropisetron, ad altri antagonisti dei recettori 5-HT3 o a uno qualsiasi degli eccipienti della formulazione (vedere paragrafo 6.1).

NAVOBAN non deve essere somministrato in gravidanza (vedere paragrafo 4.6).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Uso in pazienti cardiopatici

Si deve porre attenzione nei pazienti con disturbi del ritmo cardiaco o della conduzione o sotto trattamento con antiaritmici o bloccanti β-adrenergici, poiché per questi gruppi di pazienti si dispone di limitata esperienza nell’uso di NAVOBAN contemporaneamente ad anestetici.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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La somministrazione concomitante di tropisetron con rifampicina o con altri farmaci induttori degli enzimi epatici (ad esempio fenobarbital) determina una diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di tropisetron e, quindi, richiede un aumento del dosaggio nei pazienti metabolizzatori rapidi (ma non nei soggetti metabolizzatori lenti). Gli effetti degli inibitori dell’enzima citocromo P450, come la cimetidina, sui livelli plasmatici di tropisetron sono trascurabili e non richiedono un aggiustamento posologico.

Non sono stati condotti studi di interazione con tropisetron e i farmaci impiegati in anestesia.

È stato osservato un prolungamento dell’intervallo QTc in alcuni pazienti ai quali Navoban è stato somministrato con farmaci noti per provocare tale effetto. Negli studi dove Navoban è stato utilizzato da solo alle dosi terapeutiche non è stato segnalato il prolungamento dell’intervallo QTc. Nonostante ciò, deve essere prestata cautela quando altri farmaci che possono prolungare l’intervallo QTc vengono somministrati contemporaneamente a Navoban.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Poichè NAVOBAN non è stato studiato in donne in gravidanza, non deve essere somministrato in gravidanza.

Nel ratto, dopo somministrazione di tropisetron radiomarcato, la sostanza radioattiva viene escreta nel latte. Non è noto se tropisetron sia escreto nel latte umano e, quindi, le pazienti trattate con NAVOBAN non devono allattare al seno.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare e sull’uso di macchinari. Si tenga presente che possono insorgere quali effetti collaterali capogiri e stanchezza.

04.8 Effetti indesiderati

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Gli effetti indesiderati sono transitori se il medicinale viene somministrato secondo la posologia raccomandata. L’effetto indesiderato osservato più di frequente alla dose di 2 mg è la cefalea (24-27,7%), mentre, a dosi più elevate, si osservano stitichezza (9,5-15%) e, meno frequentemente anche, capogiri (3,6-6,8%), stanchezza (2,4-9,6%) e disturbi gastrointestinali, come dolore addominale (3,6-6,1%) e diarrea (6,9-8,3%).

I pazienti identificati come metabolizzatori lenti possono manifestare cefalea e stitichezza con maggiore probabilità rispetto ai pazienti che sono metabolizzatori rapidi.

Le seguenti reazioni avverse al farmaco, elencate in Tabella 1, sono state accumulate dagli studi clinici con tropisetron e dall’esperienza post-marketing.

Le reazioni avverse al farmaco (Tabella 1) sono elencate secondo la categoria di frequenza, riportando per prime le reazioni avverse più frequenti, mediante l’utilizzo della seguente convenzione: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Tabella 1

Disturbi del sistema immunitario
Reazioni di ipersensibilità comprendenti:
Non comune: dispnea, vampate di calore, ipotensione, orticaria generalizzata, fastidio al torace.
Non nota: broncospasmo*, eruzione cutanea*, eritema*, reazioni anafilattiche/shock*.
Patologie del sistema nervoso
Molto comune: cefalea.
Comune: capogiri.
Non comune: sincope.
Patologie cardiache
Non nota: arresto cardiaco*.
Patologie vascolari
Non nota: collasso circolatorio*.
Patologie gastrointestinali
Molto comune: stitichezza.
Comune: dolore addominale, diarrea.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: stanchezza.

* Le reazioni avverse sopra menzionate sono state riportate con l’uso di Navoban dopo la registrazione. Poichè queste segnalazioni si riferiscono ad una popolazione di incerta numerosità, non è possibile stimarne in modo affidabile la frequenza.

04.9 Sovradosaggio

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Sintomi

A dosi ripetute molto elevate, si osservano allucinazioni visive e, in pazienti con ipertensione preesistente, aumento della pressione arteriosa.

Trattamento

Sono consigliati il trattamento sintomatico con monitoraggio frequente dei segni vitali ed un’attenta osservazione del paziente.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: antagonisti della serotonina (5-HT3), codice ATC: A04AA03.

Tropisetron è un antagonista competitivo molto potente e selettivo dei recettori 5-HT3, una sottoclasse dei recettori serotoninergici situati nei neuroni periferici e nel Sistema Nervoso Centrale. Un intervento chirurgico ed il trattamento con determinate sostanze, compresi alcuni chemioterapici, possono determinare il rilascio di serotonina (5-HT) dalle cellule enterocromaffino-simili nella mucosa viscerale e dare inizio al riflesso del vomito ed alla sensazione di nausea ad esso associata. Tropisetron blocca selettivamente l’eccitazione dei recettori 5-HT3 pre-sinaptici dei neuroni periferici coinvolti nel suddetto riflesso e può esercitare ulteriori azioni dirette nel Sistema Nervoso Centrale sui recettori 5-HT3 mediando l’azione dell’input vagale all’area postrema. Questi effetti sono considerati il meccanismo d’azione di base dell’effetto antiemetico del tropisetron.

Tropisetron ha una durata d’azione di 24 ore.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Tropisetron si lega per il 71% alle proteine plasmatiche (specialmente alle alfa1-glicoproteine) in maniera aspecifica. Il volume di distribuzione è di 400-600 l.

Tropisetron viene metabolizzato per idrossilazione nelle posizioni 5, 6 o 7 dell’anello indolico, seguita da una reazione di coniugazione con formazione del glucuronide o del solfato ed escrezione nell’urina o nella bile (rapporto urine/feci 5:1). I metaboliti hanno una potenza notevolmente ridotta per il recettore 5-HT3 e non contribuiscono all’azione farmacologica del farmaco. Il metabolismo di tropisetron è collegato al polimorfismo genetico della via sparteina/debrisochina. È noto che circa l’8% della popolazione caucasica è costituito da metabolizzatori lenti della via della sparteina/debrisochina.

L’emivita di eliminazione (fase beta) è di circa 8 ore nei metabolizzatori rapidi; nei metabolizzatori lenti è prolungata (4 o 5 volte più lunga che in individui identificati come metabolizzatori rapidi) e può arrivare a 45 ore.Tuttavia non sono stati osservati eventi avversi gravi in volontari sani noti per essere metabolizzatori lenti quando NAVOBAN è stato somministrato per via endovenosa a dosi fino a 40 mg due volte al giomo per un periodo superiore a 7 giorni. Queste osservazioni indicano che in pazienti metabolizzatori lenti la dose usuale di 2 mg non necessita di riduzione.

La clearance totale di tropisetron è di circa 1 l/min e la clearance renale contribuisce per circa il 10%. In pazienti che sono metabolizzatori lenti, la clearance totale è ridotta a 0,1 l/min, anche se la clearance totale resta invariata. Questa riduzione della clearance non renale determina un’emivita di eliminazione più lunga di circa 4-5 volte e valori di AUC superiori di 5-7 volte. La Cmax ed il volume di distribuzione non sono diversi rispetto a quelli dei metabolizzatori rapidi. Nei metabolizzatori lenti viene escreta nell’urina una maggiore percentuale di tropisetron invariato rispetto ai metabolizzatori rapidi.

Gli enzimi epatici coinvolti nel metabolismo di tropisetron possono essere saturati durante la somministrazione ripetuta, il che potrebbe portare ad un aumento dose-dipendente dei livelli plasmatici del farmaco durante la somministrazione ripetuta. Questo accumulo è rilevante dal punto di vista farmacocinetico solo a dosi di NAVOBAN superiori a 10 mg due volte al giomo. Tuttavia, anche nei metabolizzatori lenti, l’esposizione totale al farmaco in queste condizioni resta entro i livelli tollerati dai pazienti e non si ritiene che ciò costituisca un problema clinico alla dose consigliata.

Pazienti con funzionalità epatica o renale compromessa

Nei pazienti con epatite acuta o steatosi epatica non si verifica alcuna variazione della farmacocinetica di tropisetron. Invece, in pazienti con cirrosi epatica o funzionalità renale compromessa, si possono avere livelli plasmatici fino al 50% superiori a quelli riscontrati in volontari sani che appartengono al gruppo dei metabolizzatori rapidi della sparteina/debrisochina. Tuttavia, non è necessario ridurre la posologia in questi pazienti quando si somministra la dose raccomandata di 2 mg.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Tropisetron è risultato privo di attività mutagena nelle batterie di tests in vitro ed in vivo. In studi sul potenziale carcinogenetico in topi e ratti è stato osservato un aumento nell’incidenza di adenomi delle cellule epatiche solo nei topi maschi a dosi elevate a partire da 30 mg/kg/die. Ulteriori studi hanno confermato che questo risultato è specie e sesso-specifico.

In animali da esperimento, tropisetron, come gli altri antagonisti 5-HT3, blocca i canali del potassio nel cuore, a dosi leggermente superiori a quelle terapeuticamente raccomandate. I canali del sodio sono interessati in seguito all’uso di dosi maggiori del farmaco.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Acido acetico

Sodio acetato triidrato

Sodio cloruro

Acqua per preparazioni iniettabili

06.2 Incompatibilità

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Il medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti diversi dai liquidi di infusione menzionati nella sezione metodo di somministrazione al paragrafo 4.2.

06.3 Periodo di validità

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5 anni.

Le soluzioni diluite sono fisicamente e chimicamente stabili per almeno 24 ore. Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente. Se non utilizzato immediatamente, i tempi e le modalità di conservazione prima della somministrazione, che non devono essere superiori a 24 ore alla temperatura di 2-8°C, sono sotto la responsabilità dell’utilizzatore.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Le fiale di NAVOBAN sono di vetro incolore.

Esse sono disponibili in confezioni da una e cinque fiale.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Novartis Farma S.p.A.

Largo Umberto Boccioni 1

21040 Origgio (VA)

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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AIC n. 028456046/M – 1 fiala 2 mg/2 ml

AIC n. 028456059/M – 5 fiale 2 mg/2 ml

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Autorizzazione: 08 luglio 1997

Ultimo rinnovo: 10 febbraio 2007

10.0 Data di revisione del testo

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10/2009

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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    Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983