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Navoban Cps E Fiale 5 mg: Scheda Tecnica del Farmaco

Navoban Cps E Fiale 5 mg

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Navoban Cps E Fiale 5 mg: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Navoban Cps E Fiale 5 mg: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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NAVOBAN soluzione per infusione e per uso orale

NAVOBAN soluzione iniettabile per uso sottocutaneo

NAVOBAN capsule rigide

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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NAVOBAN 5 mg/5 ml soluzione per infusione e per uso orale

Ogni fiala contiene:

Principio attivo:

tropisetron cloridrato 5,64 mg

(pari a 5 mg di tropisetron)

NAVOBAN 5 mg/ml soluzione iniettabile per uso sottocutaneo

Ogni fiala contiene:

Principio attivo:

tropisetron cloridrato 5,64 mg

(pari a 5 mg di tropisetron)

NAVOBAN 5 mg capsule rigide

Ogni capsula rigida contiene:

Principio attivo:

tropisetron cloridrato 5,64 mg

(pari a 5 mg di tropisetron)

Per gli eccipienti vedere sezione 6.1

03.0 Forma farmaceutica

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Soluzione per infusione / soluzione orale.

Soluzione iniettabile per uso sottocutaneo.

Capsule rigide.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Prevenzione e controllo della nausea e del vomito indotti dalla chemioterapia antitumorale.

Profilassi e trattamento dell’emesi post-operatoria.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Nel corso di ogni ciclo di chemioterapia antitumorale si raccomanda il seguente schema posologico:

Giomo 1, ovvero ogni giomo in cui si somministrano gli agenti antitumorali: 5 mg di NAVOBAN (1 fiala), diluiti in 100 ml di liquido per infusione endovenosa lenta (in almeno 15 minuti) immediatamente prima di inziare la chemioterapia oppure 5 mg di NAVOBAN (1 fiala) in 1 ml da somministrare per via sottocutanea circa 30 minuti prima di iniziare la chemioterapia.

Giorni successivi (2-6): 5 mg di NAVOBAN/die per via orale (1 capsula/die) o 5 mg/ml per via sottocutanea.

In caso di somministrazione orale il farmaco deve essere assunto al mattino, al risveglio, a stomaco vuoto ed almeno 1 ora prima di ingerire il cibo.

Se necessario, invece della capsula da 5 mg, si può somministrare per via orale il contenuto di 1 fiala da 5 mg, diluito con succo di arancia o bevande a base di cola.

La via sottocutanea può essere utilizzata nel caso in cui la presenza di nausea impedisca la somministrazione per via orale. Per la somministrazione della soluzione per uso sottocutaneo vedere sezione 6.6.

Profilassi dell’emesi post-operatoria:

5 mg di NAVOBAN in infusione endovenosa di breve durata (15 minuti) o 5 mg in 1 ml da somministrare per via sottocutanea circa 15 minuti prima di effettuare la chiusura della ferita chirurgica nel primo caso e circa 30 minuti prima nel secondo.

Trattamento dell’emesi post-operatoria:

5 mg di NAVOBAN per os o per via sottocutanea se è presente solo nausea; 5 mg per infusione endovenosa in caso di comparsa di vomito.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

NAVOBAN non deve essere somministrato in gravidanza e durante l’allattamento.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Nei pazienti con ridotta attività della debrisochina-idrossilasi (circa l’8% della popolazione caucasica) il tempo di emivita del tropisetron è prolungato (4 o 5 volte maggiore rispetto al tempo di emivita dei pazienti con normale attività della debrisochina-idrossilasi). Nei soggetti con ridotta attività della debrisochina-idrossilasi NAVOBAN, somministrato per via endovenosa fino a dosaggi di 40 mg per 2 volte al giomo per un periodo di 7 giorni, non ha determinato alcun effetto collaterale grave.

Queste osservazioni indicano che per cicli di terapia di 6 giorni in pazienti con ridotta attività della debrisochina-idrossilasi, la dose usuale giornaliera di 5 mg non necessita di alcuna riduzione.

Gli effetti collaterali segnalati da soggetti anziani non sono stati differenti (per tipo, frequenza, intensità e durata) da quelli segnalati da soggetti giovani.

Pertanto, alla posologia proposta, NAVOBAN può essere somministrato senza particolari precauzioni anche a soggetti anziani.

Nei pazienti con alterata funzionalità epatica (da epatite acuta o da steatosi epatica) non si è evidenziata alcuna modifica della farmacocinetica del tropisetron. Invece pazienti con cirrosi epatica o con insufficienza renale potrebbero presentare concentrazioni plasmatiche fino al 50% superiori rispetto a quelle dei soggetti sani appartenenti al gruppo con normale attività della debrisochina-idrossilasi. Tuttavia nessuna riduzione di dosaggio è necessaria in tali pazienti quando NAVOBAN viene somministrato alla posologia raccomandata.

Poichè l’esperienza nei bambini è limitata, il suo impiego in pediatria non è raccomandato.

Si sconsiglia la somministrazione di più di 10 mg/die di NAVOBAN in pazienti ipertesi senza specifico trattamento, perchè si potrebbe avere un improvviso incremento pressorio.

Si deve prestare attenzione nei pazienti con disturbi del ritmo cardiaco o della conduzione cardiaca, o nei pazienti trattati con farmaci antiaritmici o bloccanti b-adrenergici, poichè in questa popolazione di pazienti è limitata l’esperienza dell’uso concomitante di NAVOBAN con farmaci anestetici.

Tenere fuori dalla portata dei bambini

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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La somministrazione concomitante di NAVOBAN con rifampicina o con altri induttori degli enzimi epatici (es.: fenobarbital) determina una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di tropisetron e, conseguentemente, richiede un aumento del dosaggio nei pazienti con normale attività della debrisochina-idrossilasi (ma non in quelli con ridotta attività della debrisochina-idrossilasi).

L’effetto degli inibitori degli enzimi epatici (es.: cimetidina) sui livelli plasmatici di tropisetron è, viceversa, trascurabile e non richiede alcun aggiustamento posologico.

La somministrazione delle capsule con il cibo non ha alcuna influenza rilevante sulla biodisponibilità ma potrebbe determinare un lieve ritardo nell’assorbimento di NAVOBAN.

Allo stesso modo la somministrazione sottocutanea presenta un assorbimento leggermente ritardato, raggiungendo concentrazioni plasmatiche analoghe a quelle raggiunte dopo somministrazione per via endovenosa circa 30 minuti dopo la somministrazione, rispetto ai 15 minuti necessari per ottenere la stessa concentrazione dopo infusione endovenosa.

Non sono stati condotti studi di interazione di tropisetron con farmaci impiegati in anestesia.

E’ stato osservato un prolungamento dell’intervallo QTc in alcuni pazienti ai quali NAVOBAN è stato somministrato in concomitanza ad altri farmaci noti per provocare tale effetto. Il prolungamento dell’intervallo QTc non è stato riportato negli studi clinici in cui NAVOBAN è stato utilizzato da solo ed a dosi terapeutiche. Tuttavia, è necessaria particolare cautela quando NAVOBAN è somministrato contemporaneamente ad altri farmaci che potrebbero prolungare l’intervallo QTc.

04.6 Gravidanza e allattamento

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NAVOBAN è controindicato in gravidanza ed allattamento.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Nessuno. Si tenga però presente che il prodotto può causare vertigini e senso di affaticamento.

04.8 Effetti indesiderati

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In generale NAVOBAN è ben tollerato. Gli effetti collaterali segnalati impiegando la dose raccomandata sono stati, in genere, transitori. I più frequenti sono rappresentati da cefalea, stitichezza, e meno frequentamente vertigini, senso di affaticamento e disturbi gastrointestinali, quali epigastralgia, dolore addominale e diarrea. Come con altri antagonisti dei recettori 5-HT3 sono state raramente osservate reazioni di ipersensibilità quali arrossamento del viso e/o orticaria generalizzata, senso di costrizione toracica, dispnea, broncospasmo acuto e ipotensione. Durante l’infusione o in seguito a somministrazione sottocutanea, è possibile che si verifichino arrossamenti cutanei improvvisi. Molto raramente sono stati riportati casi di collasso, sincope o arresto cardiovascolare, ma non è stata stabilita una relazione con NAVOBAN. Alcuni di essi, tuttavia, potrebbero essere stati causati anche dalla concomitante terapia o dalla malattia neoplastica.

04.9 Sovradosaggio

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Il tropisetron ad alti dosaggi (> 50 mg x 2/die) può provocare allucinazioni (tattili e visive) e, in pazienti con preesistente ipertensione, un aumento della pressione arteriosa.

In tale evenienza è consigliabile il trattamento sintomatico, con monitoraggio frequente dei segni vitali e una attenta osservazione del paziente.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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A04AA03 Antiemetici ed Antinausea. Antagonista dei recettori 5-HT3.

Il farmaco è un antagonista potente ed altamente selettivo dei recettori 5-HT3, una sottoclasse di recettori serotoninergici localizzati sia nei neuroni periferici che nel sistema nervoso centrale.

Alcune sostanze irritanti per la mucosa intestinale, fra cui gli agenti antitumorali, sono in grado di innescare il rilascio di serotonina (5-HT) da parte delle cellule enterocromaffini e, quindi, di provocare il riflesso del vomito e la sensazione di nausea che lo accompagna.

Tropisetron blocca selettivamente i recettori 5-HT3 dei neuroni periferici coinvolti nel suddetto riflesso ed, inoltre, esercita un’azione diretta sui recettori 5-HT3 del SNC, che modulano gli stimoli vagali in arrivo all’area postrema. NAVOBAN previene la nausea e il vomito indotti dalla chemioterapia antitumorale senza causare reazioni di tipo extrapiramidale.

Esso possiede una durata d’azione di 24 ore che permette un’unica somministrazione giornaliera; la sua efficacia rimane inalterata anche dopo ripetuti cicli di chemioterapia.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

Nell’uomo tropisetron, somministrato per via orale, viene rapidamente e pressochè completamente assorbito dal tratto gastro-intestinale (più del 95%) con un’emivita di assorbimento pari a circa 20 minuti.

Distribuzione

Il 71% della quota plasmatica di tropisetron è legato alle proteine (in particolare alle a1-glicoproteine) in maniera non-specifica. Il volume apparente di distribuzione è di 554 l.

Metabolismo

Si raggiunge la massima concentrazione plasmatica approssimativamente in 3 h. La biodisponibilità assoluta dipende dalla dose ed equivale approssimativamente a circa il 60% per una dose di 5 mg ed aumenta (fino al 100%) alla dose di 45 mg.

Tropisetron viene estensivamente metabolizzato nel fegato, mediante idrossilazione ossidativa (geneticamente determinata in modo polimorfo, come per la debrisochina) alle posizioni 5, 6 e 7 dell’anello indolico e successivamente viene coniugato con glicuronide o solfato; viene, quindi, escreto principalmente con le urine e le feci (rapporto urine/feci: 5/1). In caso di somministrazione sottocutanea gli studi condotti hanno evidenziato un assorbimento rapido e quasi completo, con concentrazioni plasmatiche simili a quelle ottenute dopo somministrazione endovenosa a distanza di circa 30 minuti dalla somministrazione.

I metaboliti possiedono una potenza estremamente ridotta nei confronti dei recettori 5-HT3 e non contribuiscono all’azione farmacologica del farmaco.

Gli enzimi epatici coinvolti nel metabolismo di tropisetron sono saturabili con dosaggi ripetuti e ciò potrebbe portare ad un aumento dose-dipendente dei livelli plasmatici del farmaco durante la somministrazione ripetuta. Tuttavia questo accumulo è rilevante farmacocineticamente solo con dosi superiori a 10 mg di NAVOBAN per due volte al giomo. Inoltre, anche nei pazienti con scarsa attività della debrisochina-idrossilasi, sempre in caso di somministrazione ripetuta, l’esposizione totale al farmaco rimane entro i livelli tollerati dai pazienti e non costituisce un problema clinico, purchè non sia superata la dose raccomandata di 5 mg per 1 volta al giomo per 6 giorni.

Eliminazione

La sua emivita di eliminazione (fase b) è di circa 8 ore nei soggetti con normale attività della debrisochina-idrossilasi e di 30 ore dopo somministrazione i.v., con possibili aumenti fino a 42 ore dopo somministrazione orale, nei pazienti con ridotta attività della debrisochina-idrossilasi (circa l’8% della popolazione di razza bianca).

La clearance totale di tropisetron è di circa 1 L/min, di cui la clearance renale corrisponde a circa il 10%. Nei pazienti con ridotta attività della debrisochina-idrossilasi, la clearance totale è ridotta a 0,1 – 0,2 L/min sebbene la clearance renale rimanga immodificata. Questa riduzione nella clearance non renale deriva da un aumento di circa 4 o 5 volte dell’emivita di eliminazione e da valori di AUC maggiori di 5 – 7 volte. Il Cmax ed il volume di distribuzione non sono differenti se confrontati con i pazienti con normale attività della debrisochina-idrossilasi. Nei pazienti con ridotta attività della debrisochina-idrossilasi, viene escreta nelle urine una frazione di tropisetron immodificato maggiore rispetto ai pazienti con normale attività della debrisochina-idrossilasi.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Tossicità acuta

La dose minima letale era di 30 mg/kg nei topi e nei ratti dopo somministrazione i.v.; e di 420 mg/kg nei topi e 180 mg/kg nei ratti dopo somministrazione orale. La corrispondente dose minima non-letale era di 18-24 mg i.v. nei topi e nei ratti, e di 300 e 100 mg/kg per os nei topi e nei ratti rispettivamente.

Tossicità cronica e subcronica

Somministrazione orale

La tollerabilità è stata studia con somministrazione orale, nei ratti e nei cani, fino a 6 mesi negli studi di tossicità cronica. Con dosi elevate fino a 100 volte la dose raccomandata nell’uomo per la prevenzione ed il trattamento della nausea e del vomito, è stata osservata una leggera diminuzione del peso corporeo e la riduzione dell’assunzione di cibo. I livelli senza effetto tossico erano pari a 20 mg/kg al giomo per i ratti e 20 mg/kg al giomo per i cani.

Somministrazione endovenosa

Nei cani la somministrazione endovenosa di tropisetron, per un periodo di 6 e 26 settimane, ha causato delle leggere alterazioni cliniche quali vomito, aumento della salivazione, eccitazione e diarrea. Questi effetti indesiderati, che sono stati osservati anche nel gruppo placebo, sebbene in maniera meno pronunciata, sono risultati reversibili dopo l’interruzione del trattamento.

Sulla base degli studi condotti, la dose senza effetto tossico nei cani è compresa tra 3 e 10 mg/kg al giomo (somministrazione in bolo).

Carcinogenesi

Negli studi di carcinogenesi a 2 anni, nei topi e nei ratti, l’incidenza degli adenomi epatici era aumentata solo nei topi maschi che ricevevano 30 e 90 mg/kg al giomo. Studi addizionaliin vitro edin vivo hanno supportato la considerazione che gli effetti osservati nel fegato dei topi maschi era specifico della specie e del sesso.

Tossicità riproduttiva

La tossicità riproduttiva è stata studiata nei ratti e nei conigli con somministrazioni orali.

I parametri di riproduzione dei ratti maschi non erano influenzati da tropisetron alle dosi giornaliere fino a 45 mg/kg. Nelle ratte femmine l’attività riproduttiva è stata danneggiata da dosi tossiche per la madre pari a 15 mg/kg al giomo (circa 400 volte la dose raccomendata nell’uomo per la prevenzione ed il trattamento della nausea e del vomito post-operatori). Non sono stati osservati effetti embriotossici con dosi giornaliere fino a 20 mg/kg nei ratti e dosi giornaliere da 60 mg/kg nei conigli. A dosi estremamente elevate pari a 60 mg/kg al giomo nei ratti – erano dosi tossiche anche per le madri – è stata osservata la morte degli embrioni. Risultati comparabili sono stati ottenuti con i conigli che ricevevano 120 mg/Kg al giomo. Il peso del corpo del feto era ridotto e la mortalità peri e post-natale nei ratti era aumentata come conseguenza del prolungamento della gravidanza.

Mutagenicità

Nèin vitro nein vivo gli studi di mutagenicità hanno evidenziato alcun effetto mutagenico di tropisetron.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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NAVOBAN 5 mg/5 ml soluzione per infusione e per uso orale

NAVOBAN 5 mg/ml soluzione iniettabile per uso sottocutaneo

acido acetico glaciale, sodio acetato triidrato, sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili.

NAVOBAN 5 mg capsule rigide

silice colloidale anidra, magnesio stearato, amido di mais, lattosio.

Costituenti della capsula: pigmento ossido di ferro giallo, titanio biossido, gelatina.

06.2 Incompatibilità

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Le fiale di NAVOBAN per somministrazione endovenosa contengono una soluzione acquosa di 5 mg/5 ml. NAVOBAN è compatibile con le seguenti soluzioni per infusione: fisiologica; Ringer; glucosio 5%; mannitolo 10%; sodio cloruro 0,9%; potassio cloruro 0,3%; levulosio 5%, alla concentrazione di 5 mg in 100 ml di soluzione. Le soluzioni diluite sono fisicamente e chimicamente stabili per almeno 24 ore (Vedere sezione 6.3). Le soluzioni sono compatibili anche con gli usuali tipi di contenitori (vetro, PVC) e i loro sets di infusione.

La soluzione delle fiale è risultata compatibile con succo d’arancia e bevande a base di cola; se dovesse essere clinicamente raccomandabile somministrare la soluzione oralmente.

06.3 Periodo di validità

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NAVOBAN 5 mg/5 ml soluzione per infusione e per uso orale: 3 anni.

Le soluzione diluite sono fisicamente e chimicamente stabili per almeno 24 ore.

Dal punto di vista microbiologico, il prodotto diluito deve essere utilizzato immediatamente.

NAVOBAN 5 mg/ml soluzione iniettabile per uso sottocutaneo: 3 anni.

NAVOBAN 5 mg capsule rigide: 3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Nessuna.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Fiale

Fiale di vetro incolore di tipo I

Astuccio da 1 fiala da 5 mg/5 ml

Astuccio da 1 fiala da 5 mg/ml

Astuccio da 3 fiale da 5 mg/ml

Astuccio da 1 fiala da 5 mg/ml + 1 siringa per uso sottocutaneo

Astuccio da 3 fiale da 5 mg/ml + 3 siringhe per uso sottocutaneo

Capsule rigide

Blister PVC/Al

Astuccio da 5 capsule da 5 mg

Astuccio da 10 capsule da 5 mg

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Fiale: trattasi di fiala con sistema di prerottura OPC (One Point Cut). Per eseguire correttamente l’apertura delle fiale è necessario attenersi alle istruzioni riportate nel foglio illustrativo.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Novartis Farma S.p.A.

Largo Umberto Boccioni, 1 – 21040 Origgio (VA)

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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NAVOBAN 5 mg/5 ml soluzione per infusione e per uso orale

1 fiala A.I.C. n. 028456010

NAVOBAN 5 mg/ml soluzione iniettabile per uso sottocutaneo

1 fiala A.I.C. n. 028456061

NAVOBAN 5 mg/ml soluzione iniettabile per uso sottocutaneo

3 fiale A.I.C. n. 028456073

NAVOBAN 5 mg/ml soluzione iniettabile per uso sottocutaneo

1 fiala + 1 siringa per uso sottocutaneo A.I.C. n. 028456085

NAVOBAN 5 mg/ml soluzione iniettabile per uso sottocutaneo

3 fiale + 3 siringhe per uso sottocutaneo A.I.C. n. 028456097

NAVOBAN 5 mg capsule rigide – 5 capsule A.I.C. n. 028456022

NAVOBAN 5 mg capsule rigide – 10 capsule A.I.C. n. 028456034

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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NAVOBAN 5 mg/5 ml soluzione per infusione e per uso orale – 1 fiala

NAVOBAN 5 mg capsule rigide – 5 capsule

NAVOBAN 5 mg capsule rigide – 10 capsule

Prima autorizzazione: 01.06.1993

Rinnovo: 16.06.2003

NAVOBAN 5 mg/ml soluzione iniettabile per uso sottocutaneo – 1 fiala

NAVOBAN 5 mg/ml soluzione iniettabile per uso sottocutaneo – 3 fiale

Prima autorizzazione: 13.12.1999

Rinnovo: 16.06.2003

NAVOBAN 5 mg/ml soluzione iniettabile per uso sottocutaneo

1 fiala + 1 siringa per uso sottocutaneo

NAVOBAN 5 mg/ml soluzione iniettabile per uso sottocutaneo

3 fiale + 3 siringhe per uso sottocutaneo

Prima autorizzazione: 13.02.2001

Rinnovo: 16.06.2003

10.0 Data di revisione del testo

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Settembre 2003

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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    Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983