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Pentothal Sodium

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Pentothal Sodium: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Pentothal Sodium

 

01.0 Denominazione del medicinale

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PENTOTHAL SODIUM

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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PENTOTHAL SODIUM 0,5 g

Ogni flacone contiene:

Pentothal Sodium Sterile 0,5 g.

PENTOTHAL SODIUM 1,0 g

Ogni flacone contiene:

Pentothal Sodium Sterile 1,0 g

PENTOTHAL SODIUM 5,0 g

Ogni flacone contiene:

Pentothal Sodium Sterile 5,0 g

 

03.0 Forma farmaceutica

Indice

Polvere sterile.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Anestetico per via endovenosa.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Soluzioni Penthotal

Concentrazione:

Il Pentothal viene usato in concentrazioni varianti da 0,1% a 10%. Comunque per uso generale, si raccomanda di usare delle soluzioni con concentrazioni non inferiori al 2,0%, nè superiori al 3,3%.

Calcoli per le varie soluzioni:

Concentrazioni Desiderata Per cento Quantità da usare mg/ml Pentothal mg Solvente ml
2,0 20 20,0 1000
1,0 50
2,5 25 1,0 40
25,0 1000
3,0 30 1,0 33 1/3
15,0 500
4,0 40 1,0 25
20,0 500
5,0 50 1,0 20
25,0 500
0,2 2 1,0 500
0,4 4 2,0 500

Preparazione della soluzione:

Tre sono i solventi comunemente usati per il Pentothal: acqua distillata, soluzione fisiologica, o destrosio, al 5% in acqua (le soluzioni al 10% di destrosio, zucchero invertito o fruttosio non sono consigliabili a causa della loro maggiore acidità titolabile).

Se si desidera una concentrazione di Pentothal inferiore al 2%, la soluzione deve essere fatta con soluzione fisiologica o destrosio per evitare ipotonicità.

Le soluzioni di Pentothal devono essere preparate asetticamente e non si devono sterilizzare mediante calore. Quando si usa spesso il Pentothal, è consigliabile preparare una quantità di soluzione sufficiente per 24-48 ore. La precipitazione – indice che la soluzione non si può usare – viene ritardata dalla refrigerazione, accellerata dall’esposizione all’aria, ed in genere si verifica prima nelle soluzioni di destrosio che non in quelle saline o in acqua distillata.

Preparazione preoperatoria:

Premedicazione:

Moltissimi anestesisti raccomandano di somministrare un derivato della belladonna ogni qual volta sta per essere indotta l’anestesia generale, e considerano ciò come una saggia precauzione anche quando si deve usare soltanto il Pentothal in quanto si riducono le possibilità del laringospasmo inibendo la salivazione e diminuendo la sensibilità della laringe.

Quando durante la premedicazione di un paziente, si desidera somministrare un barbiturico o un oppiaceo (o entrambi), è importante somministrarli in modo che il loro massimo effetto si esplichi poco prima della induzione.

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Attrezzatura per la rianimazione:

Il primo effetto potenzialmente pericoloso di una sopradose di Pentothal somministrata inavvertitamente è la depressione respiratoria. Se il paziente può sopportare tale depressione senza arrivare alla ipossiemia, non ci dovrebbero essere conseguenze. prima di somministrare qualsiasi quantità di Pentothal è quindi essenziale che si facciano tutte le preparazioni necessarie ad assicurare una adatta ossigenazione durante e dopo l’induzione.

È importante avere pronto per l’uso immediato qualche agente supplementare e tenere a portata di mano l’attrezzatura necessaria all’anestesia per inalazione. È necessaria una apparecchiatura per l’anestesia dotata di ossigeno e protossido di azoto o di qualche altro agente per inalazione; come alternativa può essere utile anche qualche altro mezzo per somministrare l’ossigeno (o l’aria) sotto pressione controllata. La maggior parte degli anestesisti ritiene utile avere a portata di mano un apparecchio per aspirazione, un laringoscopio e delle cannule endotracheali di dimensioni diverse.

Per proteggere le vie respiratorie:

L’anestesia ottenuta con il Pentothal richiede la stessa attenzione alle vie respiratorie come se fosse stata prodotta da un agente anestetico per inalazione.

È di principale importanza – come del resto è importante la solita preparazione e l’esame del paziente e della sua storia clinica – accertarsi che le vie respiratorie possano essere protette per tutto il periodo dello stato di incoscienza.

Somministrazione:

Venipuntura:

L’azione anestetica può essere raggiunta iniettando il Pentothal attraverso qualsiasi vena accessibile. Comunque si debbono scartare le vene varicose perchè in esse il flusso è lento.

In un considerevole numero di pazienti si trovano arterie superficiali aberranti che richiedono determinate precauzioni da seguire regolarmente per evitare di iniettare inavvertitamente il preparato per via endo-arteriosa con la possibilità di una conseguente necrosi dell’area interessata. Prima di applicare il laccio emostatico, una attenta palpazione farà scoprire la pulsazione di qualsiasi arteria contigua alla vena. Se il laccio emostatico viene tenuto stretto fino a che il polso non scompare, e poi rilasciato lentamente finchè il polso non ricompare, le vene si riempiranno fino al massimo della capacità, e quindi la palpazione permetterà di distinguere una vena da un’arteria.

Una prova finale e decisiva consiste nel prelevare una piccola quantità di sangue dal vaso ed osservare il colore e se sgorga a fiotti.

Una dose di prova: La sensibilità dei pazienti al Pentothal è molto varia ed imprevedibile – per es.: nella quantità richiesta per portarli ad un dato livello di anestesia. Per questa ragione si raccomanda che tutte le somministrazioni di pentothal siano precedute da una dose di prova da 25 a 75 mg, e di aspettare quindi almeno 60 secondi per osservarne l’effetto sul paziente.

Segni da osservare durante l’induzione: I sintomi descritti sotto si possono manifestare nella maggior parte dei pazienti quando non è stata somministrata alcuna premedicazione eccetto derivati della belladonna, e quando il Pentothal viene somministrato ad intermittenza in dosi moderate.

Occhi:In un primo momento le pupille possono dilatarsi, ma poi si contraggono: generalmente non perdono la sensibilità alla luce finchè non si è raggiunto un livello anestetico abbastanza profondo da permettere l’intervento. Il nistagmo e lo strabismo divergente sono caratteristici durante i primi stadi; la fissità centrale si ha quando si raggiunge l’anestesia chirurgica. Durante l’anestesia chirurgica i riflessi corneali e congiuntivali sono assenti.

Polso: La pulsazione rimane normale, o torna subito normale dopo un leggero aumento.

Pressione del sangue: È tipica una moderata ma transitoria caduta.

Tono muscolare: Un rilassamento moderato segue in genere allo stato di incoscienza dopo un intervento di circa 30 secondi. Il tono dei muscoli della mandibola è un indice sul quale ci si può basare abbastanza sicuramente.

Respirazione: Poco dopo la perdita della coscienza vi è una diminuzione nell’ampiezza del respiro. In molti pazienti questa diminuzione è preceduta da parecchie inspirazioni molto più profonde seguite da una pausa momentanea. Proseguendo nell’induzione dell’anestesia, l’ampiezza della respirazione continua a diminuire, mentre minore è la diminuzione nella frequenza degli atti respiratori.

Se le vie respiratorie sono pervie e se al paziente viene fatta respirare una adeguata miscela di ossigeno, questa depressione respiratoria non si accompagna ad insufficiente ossigenazione.

Il colorito rimane normale; la pelle calda, rosea e secca.

Induzione moderatamente lenta:

Con questo metodo la somministrazione viene regolata secondo la reazione del paziente, somministrando il Pentothal ad intermittenza in dosi abbastanza piccole da portare il paziente al livello desiderato di anestesia senza che si verifichi una notevole depressione respiratoria. In media negli adulti si può raggiungere ciò iniettando generalmente da 2 a 3 ml di una soluzione al 2,5% (da 50 a 75 mg) ad intervalli di 30-60 secondi.

È particolarmente importante evitare lo stimolo fino a che il paziente non sia in uno stato di incoscienza abbastanza profondo da poterlo sopportare. L’assenza di reazione alla prova del pizzicotto indica una certa sicurezza che è stata somministrata una quantità sufficiente di Pentothal. Molti raccomandano di usare dapprima questo metodo d’induzione poichè riduce al minimo la probabilità di un superdosaggio dovuto ad una valutazione inesatta della tollerabilità.

Induzione moderatamente rapida:

Con questo metodo si cerca di stabilire la quantità di Pentothal necessaria a portare il paziente al livello di anestesia desiderato, somministrando questa quantità in due o quattro dosi frazionate. Con questo metodo è necessario tenere presente l’eventualità che paziente si possa trovare temporaneamente sotto l’azione di un sopraddose e che quindi si renda immediatamente necessaria un’ossigenazione polmonare controllata.

Questo metodo d’induzione è raccomandato da alcuni anestesisti come il metodo con cui più facilmente si evita il laringospasmo. Altri invece sono di opinione diversa in quanto affermano che la percentuale dei casi di laringospasmo può essere tenuta ugualmente bassa con il metodo più lento, che essi preferiscono poichè vi è minor probabilità che causi una marcata depressione respiratoria o circolatoria.

Sintomi da osservare durante il mantenimento: quando il Pentothal è usato come principale agente.

Respirazione: La profondità del respiro è generalmente considerata come stimolo che accompagna più da vicino il livello di anestesia raggiunto. Ma se si vuole tenere la profondità della respirazione come guida per la somministrazione del Pentothal, è necessaria un’attenta osservazione e sapere interpretare tutte le altre cause che possono modificare la respirazione.

Reazione muscolare: Altro segno che può costituire una utile guida per l’anestesista è il tono muscolare, ma anche questo si può tenere in conto soltanto quando siano state eliminate le altre possibili cause di cambiamento.

Responso allo stimolo chirurgico: Si è generalmente d’accordo nel ritenere che i risultati siano più soddisfacenti se i pazienti pentothalizzati possono essere tenuti ad un livello di anestesia che non cancella del tutto le reazioni agli stimoli più intensi del procedimento chirurgico. Comunque, se per la natura dell’intervento i movimenti del paziente diventano un pericolo, si può evitare ciò approfondendo l’anestesia e permettendo un breve intervallo affinchè il paziente si sistemi prima di sottoporlo ad uno stimolo intenso.

Un principio cardinale:

L’impossibilità di controllare il paziente con dosi moderate di Pentothal indica la necessità di aggiungere un agente anestetico supplementare o di ricorrere ad un altro metodo.

Spingere il Pentothal in tali casi può portare ad un eccessivo prolungamento del tempo necessario al risveglio.

 

04.3 Controindicazioni

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Controindicazioni assolute: assenza di vene adatte per la somministrazione endovenosa; ipersensibilità (allergia) ai barbiturici; stato asmatico; porfiria latente o conclamata; in pazienti con gravi difficoltà respiratorie; negli stati infiammatori della bocca, della mandibola e del collo.

Controindicazioni relative: malattia cardiovascolare grave; ipotensione o shock; condizioni in cui l’effetto ipnotico può risultare prolungato o potenziato: eccessiva premedicazione, morbo di Adison, disfunzioni epatiche o renali, mixedema, azotemia elevata, grave anemia; aumento della pressione endocranica, asma o miastenia grave.

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04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Per quanto i metodi di applicazione possano variare grandemente, la maggior parte di coloro che usano il Pentothal raccomandano di seguire quattro regole generali:

Il Pentothal (con aria o ossigeno) può essere considerato adatto soltanto quando si può ottenere un controllo soddisfacente del paziente con dosi moderate.

Se si pensa che l’intervento debba durare più di 15 minuti è quasi sempre meglio usare Pentothal e O2 piuttosto che Pentothal e aria.

Se è richiesto un rilassamento più che moderato della muscolatura scheletrica è meglio fare respirare al paziente pentothalizzato una miscela di protossido d’azoto e ossigeno.

Se è necessario ottenere il rilassamento della muscolatura addominale è meglio aggiungere un agente supplementare di maggiore potenza (p. es: curaro o etere).

Per raggiungere con il Pentothal dei risultati veramente soddisfacenti, nelle varie associazioni e procedimenti in cui oggi viene applicato, è necessario essere preparati a trattare qualsiasi problema che possa sorgere non appena viene indotto nel paziente lo stato di incoscienza.

I risultati favorevoli dipendono non solo dalle caratteristiche del Pentohtal, ma anche dalla precisione della somministrazione e dal competente trattamento dell’ammalato.

La maggior parte delle condizioni e dei procedimenti chirurgici elencati nel passato come non adatti all’uso del Pentothal, oggi vengono considerati come controindicazioni relative nel senso che presentano degli speciali problemi da trattare per cui l’uso del Pentothal è possibile solo a quei medici o chirurghi che abbiano una grandissima esperienza ed abilità nell’uso di questo preparato. Il criterio finale che deve essere seguito per determinare se la condizione del paziente o la natura del procedimento non precludono l’uso del Pentothal in un determinato caso, è la possibilità di avere del personale preparato a trattare il paziente in maniera tale da poter raggiungere il livello di anestesia desiderato senza che si verifichino anossiemia e ipercapnia.

Quando sta per essere utilizzato il tiopentale sodico i.v. deve essere sempre disponibile un anestesista e le attrezzature necessarie per assistere la respirazione e la circolazione.

Somministrare con cuatela in pazienti con preesistente ipotensione ed in quelle condizioni in cui l’effetto ipnotico possa essere prolungato o intensificato come nei casi di malattia epatica o renale.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Il tiopentale sodico ha dimostrato interazioni con i seguenti farmaci:

Farmaco Azione
Sulfisoxazolo Riduzione del dosaggio richiesto di tiopentale sodico
Probenecide Prolungamento azione del tiopentale
Diazoxide Ipotensione
Zimelidine Antagonista del tiopentale
Analgesici oppiacei Diminuzione dell’azione antinoceptina
Aminofillina Antagonista del tiopentale
Midazolam Sinergismo

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Il tiopentale sodico supera la barriera placentare e piccole quantità possono apparire nel latte delle donne durante l’allattamento specie a seguito di somministrazione del farmaco ad alte dosi.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Come tutti i barbiturici, il tiopentale sodico non deve essere somministrato a persone che attendono ad attività che richiedono la massima attenzione nella guida e nell’uso di macchine.

 

04.8 Effetti indesiderati

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Comprendono la depressione della respirazione e del miocardio, le aritmie cardiache, il prolungamento della sonnolenza e del periodo di risveglio, lo starnutamento, il singulto, la tosse, il broncospasmo, il laringospasmo ed i brividi, orticaria, vasodilatazione ed edema.

 

04.9 Sovradosaggio

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Somministrazione di dose eccessiva:

In genere la depressione respiratoria o l’arresto della respirazione dovuti ad una dose eccessiva di Pentothal sono facilmente trattabili se non esiste un concomitante ostacolo alla respirazione. Se le vie respiratorie sono libere, qualsiasi metodo di ventilazione dei polmoni che impedisca l’ipossiemia dovrebbe riuscire a mantenere le altre attività vitali. Il trattamento generalmente raccomandato come il più efficace è la somministrazione di ossigeno per mezzo della pressione intermittente della sacca respiratoria, con una pausa di tanto in tanto per osservare il ritomo della respirazione spontanea.

Ostruzioni delle vie respiratorie:

L’ostruzione è generalmente accompagnata da un’attività diaframmatica eccessiva con un diminuito scambio dell’aria respiratoria ed un aumento nella frequenza del polso. Se l’ostruzione è nel tratto respiratorio inferiore (sotto la laringe), l’espirazione è attiva; se è nel tratto superiore la fase inspiratoria è prolungata ed accompagnata da retrazione della parete toracica superior-anteriore. La depressione dell’attività respiratoria è una delle azioni caratteristiche del Pentothal ed in presenza di ostruzione gli sforzi respiratori saranno di brevissima durata e non saranno mai troppo pronunciati. Per questa ragione è importante osservare attentamente la respirazione.

In caso di laringospasmo:

L’adduzione moderata delle corde vocali si fa riconoscere durante la respirazione per un sibilo acuto. Se si lascia progredire questa condizione sino a giungere ad un grave laringospasmo, le corde possono aderire così strettamente da impedire completamente l’inspirazione, e la respirazione può cessare con il torace in posizione di espirazione.

La percentuale di laringospasmo sotto Pentothal è generalmente bassa quando si usano tecniche che impediscono lo stimolo nello stadio di anestesia leggera e tendono ad evitare l’ipossiemia. Come con qualsiasi anestetico generale, il laringospasmo può essere causato in tre diverse maniere: per stimolazione diretta delle corde vocali dovuta a muco, sangue, vapore irritante o polvere proveniente dal recipiente della calce sodata; per riflesso sollecitato da stimolo di una qualunque parte del corpo, come dall’inserzione di una cannula nella faringe, dilatazione dello sfintere anale, compressione del prepuzio, lavaggio della pelle con un liquido freddo, ecc.; o per spasmo anossiemico dei muscoli faringei che, con l’aumentare dell’anossiemia, oltre alla azione non coordinata dei muscoli dell’adduzione e dell’abduzione può causare la chiusura completa delle corde vocali.

Il pronto riconoscimento ed il pronto trattamento di queste cause di stridore o sibilo impediscono generalmente lo sviluppo di un grave o reale laringospasmo. In questi casi spesso basta un’accurata aspirazione per togliere qualsiasi traccia di muco o di altre sostanze che stimolino le corde vocali.

Se lo spasmo è di origine riflessa, lo stimolo che lo causa deve essere subito represso e l’anestesia attentamente approfondita, facendo nel contempo ogni sforzo per tenere i polmoni ben ventilati con ossigeno. Se lo spasmo è anossiemico, qualunque ne sia la natura, generalmente è meglio non approfondire l’anestesia fino a che la causa non sia stata eliminata e l’anossiemia corretta.

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Per superare un grave laringospasmo alcuni anestesisti hanno trovato utile somministrare atropina per via endovenosa. Una pratica raccomandata è quella di dare un preparato che provochi il rilassamento muscolare. Ciò si raccomanda comunque soltanto quando si è perfettamente al corrente dell’azione di questi preparati per il rilassamento muscolare e quando si è attrezzati per l’inserzione di un tubo endotracheale e pronti a provvedere, se necessario, alla respirazione artificiale. Altri raccomandano, qualora la eliminazione della causa, dello spasmo e la somministrazione di ossigeno sotto pressione non siano sufficienti, che venga forzato tra le corde un tubo endotracheale: e se anche questo non può essere fatto si deve eseguire senza indugio la tracheotomia.

Deposito perivenoso del Pentothal:

Non tutti gli anestesisti sono d’accordo che lo stravaso di Pentothal richieda un trattamento. Anche, senza trattamento, la reazione nella maggior parte dei casi non è grave, per quanto in qualche paziente si siano notati indurimento e dolorabilità della zona interessata della durata di qualche ora a parecchie settimane.

Comunque alcuni anestesisti raccomandano il trattamento immediato al fine di alleviare il dolore ed evitare la possibilità di ulcerazione e di escara. Si raccomanda l’iniezione di procaina allo 0,5% o di una soluzione fisiologica o applicazioni caldo-umide nella parte interessata. Si è anche consigliata come misura efficace un’iniezione di jaluronidasi.

Iniezione intra-arteriosa inavvertita:

L’iniezione di Pentothal in un’arteria in genere causa uno spasmo arterioso che si manifesta con un impallidimento della pelle relativo alla distribuzione dei vasi e delle diramazioni vasali distalmente al punto dell’iniezione; ciò può essere accompagnato o seguito da trombosi dei vasi più grandi.

Se il paziente è conscio, si lamenterà subito di una sensazione di bruciore seguita da forte dolore che si irradia al di sotto del punto dell’iniezione. Appena ci si accorge di ciò, l’iniezione di Pentothal deve essere subito interrotta ed effettuato immediatamente il trattamento adatto. Il trattamento consigliato consiste nel sollievo immediato dello spasmo – mediante blocco del plesso radiale o una iniezione intra-arteriosa di procaina – ed un’immediata terapia anticoagulante.

In caso si dovesse verificare un collasso cardiocircolatorio, il trattamento deve essere diretto verso il controllo della pressione sanguigna ed all’utilizzo di plasma expander e/o farmaci vasopressori.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Barbiturici non associati

Codice ATC: N01AF03

Il Pentothal Sodium (tiopentale sodico per uso endovenoso, U.S.P.) è un tiobarbiturico noto chimicamente come 5-etil-5-(1- metilbutil)-2-tiobarbiturato sodico.

Il Pentothal (tiopentale sodico) è un depressore ad azione brevissima del sistema nervoso centrale che provoca ipnosi ed anestesia, ma non analgesia. Esso produce ipnosi entro 30-40 secondi dalla iniezione endovenosa. Il risveglio dopo una piccola dose è rapido, con qualche sonnolenza ed amnesia retrograda. La somministrazione ripetuta di dosi endovenose provoca un’anestesia prolungata per effetto dell’accumulo del farmaco nei tessuti grassi, in concentrazioni da 6 a 12 volte superiori a quelle del plasma; tale accumulo viene poi liberato lentamente, dando luogo ad un’anestesia prolungata. L’emivita della fase di eliminazione dopo una singola somministrazione endovenosa va da tre ad otto ore.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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La distribuzione ed il destino del Pentothal (come per altri barbiturici) è influenzata principalmente dalla sua solubilità nei lipidi, dal legame proteico e dal suo grado di ionizzazione.

Il tiopentale sodico ha un coefficiente di ripartizione pari a 580. Circa l’80% del farmaco nel sangue è legato alle proteine plasmatiche. Il farmaco viene metabolizzato principalmente nel fegato. Il suo pKa è pari a 7,4.

La concentrazione nel fluido spinale è leggermente più bassa di quella presente nel plasma.

Il tiopentale non da luogo a prodotti di degradazione farmacologicamente attivi e l’escrezione avviene in massima parte per via urinaria.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Non sono stati condotti studi sull’animale con il tiopentale sodico i.v. per valutarne il potenziale carcinogenico, mutageno nè l’effetto sulla fertilità.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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PENTOTHAL SODIUM 0,5 g

Carbonato di sodio anidro

PENTOTHAL SODIUM 1,0 g

Carbonato di sodio anidro

PENTOTHAL SODIUM 5,0 g

Carbonato di sodio anidro

 

06.2 Incompatibilità

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Non sono note particolari incompatibilità tra il tiopentale sodico ed altri farmaci.

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Vedi punto 5.6 per le interazioni.

 

06.3 Periodo di validità

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36 mesi a confezionamento integro

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Tenere al riparo dalla luce.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Flacone da 0,5 g

Flacone da 1,0 g

Flacone da 5,0 g

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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HOSPIRA SpA, Liscate (MI)

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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Flacone da o,5 g AIC n. 002347019

Flacone da 1,0 g AIC n. 002347021

Flacone da 5,0 g AIC n. 002347033

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Pentothal Sodium 0,5 g 07/09/1949

Pentothal Sodium 1,0 g 07/09/1949

Pentothal Sodium 5,0 g 07/09/1949

Rinnovo AIC: 01/06/2005

 

10.0 Data di revisione del testo

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01/07/2007

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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