Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina effetti collaterali, 1 riassunto EPAR EMA scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFAAclasta
- 2 BugiardinoAclasta
- 3 Effetti collateraliAclasta
- 4 Riassunto EPAR EMAAclasta (zoledronic acid)
Il testo è generato solo da questi 4 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Aclasta è un farmaco a base di acido zoledronico, un bisfosfonato che si usa per trattare l’osteoporosi nelle donne in post-menopausa e negli uomini adulti a rischio aumentato di fratture, compresi i pazienti con recente frattura dell’anca da trauma lieve, e per l’osteoporosi associata a terapia sistemica prolungata con glucocorticoidi. Si usa anche nel morbo di Paget osseo negli adulti.[1, 2, 4] Prima di usarlo bisogna sapere che non deve essere somministrato in caso di ipersensibilità al principio attivo o ad altri bisfosfonati, ipocalcemia, grave compromissione renale con clearance della creatinina sotto 35 ml/min, gravidanza o allattamento.[1, 2] L’infusione deve durare almeno 15 minuti, va associata a un adeguato apporto di calcio e vitamina D, e nei pazienti anziani o in terapia con diuretici l’idratazione è particolarmente importante.[1, 4]
A cosa serve
Aclasta è indicato per il trattamento dell’osteoporosi nelle donne in post-menopausa e negli uomini adulti ad aumentato rischio di fratture, inclusi quelli con una recente frattura dell’anca da trauma lieve. È indicato anche per l’osteoporosi associata a terapia sistemica a lungo termine con glucocorticoidi in donne in post-menopausa e uomini adulti ad aumentato rischio di frattura. Inoltre è usato nel trattamento del morbo di Paget osseo negli adulti.[1, 2, 4]
Il farmaco agisce sull’osso riducendo il riassorbimento mediato dagli osteoclasti, cioè le cellule che degradano il tessuto osseo. Questo contribuisce a diminuire la perdita di massa ossea nell’osteoporosi e l’attività di malattia nel morbo di Paget.[4, 1]
Formulazioni e come si usa
Aclasta è una soluzione per infusione da 5 mg in 100 ml, corrispondente a 0,05 mg/ml di acido zoledronico. La confezione è in flacone da 100 ml.[1]
L’uso è endovenoso, con infusione a velocità costante e durata non inferiore a 15 minuti. Il medicinale non deve essere somministrato come bolo o in tempi più brevi.[1, 4]
Dose negli adulti
| Indicazione | Dose raccomandata | Frequenza / durata |
|---|---|---|
| Osteoporosi post-menopausale, osteoporosi nell’uomo, osteoporosi da glucocorticoidi | 5 mg in singola infusione endovenosa | Una volta all’anno[1] |
| Morbo di Paget osseo | 5 mg in singola infusione endovenosa | Di solito una sola infusione; in caso di recidiva si può considerare un’ulteriore infusione dopo un anno o più[1, 4] |
Prima della somministrazione i pazienti devono essere adeguatamente idratati, soprattutto anziani e persone in terapia con diuretici. È raccomandato associare un supplemento adeguato di calcio e vitamina D.[1, 4]
Nei pazienti con una recente frattura dell’anca da trauma lieve, l’infusione va fatta almeno due settimane dopo la guarigione della frattura; inoltre prima della prima infusione è raccomandata una dose di carico di vitamina D per via orale o intramuscolare.[1, 4]
Nel morbo di Paget Aclasta deve essere prescritto solo da medici esperti e si raccomanda un supplemento di calcio di almeno 500 mg di calcio elementare due volte al giorno per almeno 10 giorni dopo la somministrazione.[1]
Per i pazienti con clearance della creatinina pari o superiore a 35 ml/min non è necessario un aggiustamento della dose. Il medicinale è controindicato se la clearance è inferiore a 35 ml/min.[1]
Aclasta non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni.[1]
Controindicazioni e avvertenze
Aclasta è controindicato in caso di ipersensibilità all’acido zoledronico, ad altri bisfosfonati o a uno qualsiasi degli eccipienti; in presenza di ipocalcemia; in caso di grave compromissione renale con clearance della creatinina sotto 35 ml/min; durante gravidanza e allattamento.[1, 2, 4]
La scheda tecnica segnala un rischio di compromissione renale, osservata anche dopo una singola infusione, soprattutto in pazienti con disfunzione renale preesistente, età avanzata, uso concomitante di farmaci nefrotossici, terapia diuretica o disidratazione. Per ridurre il rischio, prima di ogni infusione va calcolata la clearance della creatinina e nei pazienti a rischio va considerato il monitoraggio della creatinina sierica.[1]
Prima della terapia l’ipocalcemia preesistente deve essere corretta con calcio e vitamina D, e anche altre alterazioni del metabolismo minerale vanno trattate in modo adeguato. Nel morbo di Paget può comparire un’ipocalcemia transitoria, talvolta sintomatica, in genere nei 10 giorni successivi all’infusione.[1]
Il foglietto illustrativo ricorda anche di avvisare il medico se si hanno problemi ai reni, se non si può assumere un supplemento giornaliero di calcio, se sono state rimosse le paratiroidi o parti dell’intestino. Segnala inoltre il rischio di osteonecrosi della mandibola o mascella, per cui è importante una buona igiene orale e controlli dentistici regolari, soprattutto se si hanno problemi dentali, se si è fumatori, se si assumono corticosteroidi o se in passato si sono usati bisfosfonati.[2]
Interazioni
Non sono stati effettuati studi formali di interazione. L’acido zoledronico non è metabolizzato sistemicamente e non inibisce gli enzimi del citocromo P450 umano. Le interazioni con farmaci fortemente legati alle proteine plasmatiche sono considerate improbabili. Tuttavia va usata cautela con medicinali che possono influire in modo significativo sulla funzione renale, per esempio aminoglicosidi o diuretici che possono causare disidratazione.[1]
Gravidanza e allattamento
Aclasta è controindicato in gravidanza e durante l’allattamento. La scheda tecnica aggiunge che non è raccomandato nelle donne in età fertile. I dati disponibili in gravidanza sono insufficienti e gli studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva, comprese malformazioni. Non è noto se il farmaco passi nel latte umano.[1, 2, 4]
Effetti indesiderati
Gli effetti avversi sono più frequenti dopo la prima infusione e tendono a ridursi con le infusioni successive. Nella scheda tecnica, dopo la prima, seconda e terza infusione le reazioni avverse complessive sono state rispettivamente 44,7%, 16,7% e 10,2%. Dopo la prima infusione gli eventi più riportati sono stati piressia, mialgia, malattia simil-influenzale, cefalea e artralgia.[1]
Tra gli effetti indesiderati elencati figurano ipocalcemia, cefalea, capogiro, nausea, vomito, diarrea, mialgia, artralgia, dolore osseo, dolore dorsale, brividi e malattia simil-influenzale. Sono riportati anche ipersensibilità, fibrillazione atriale, uveite, episclerite, irite, compromissione renale, e, più raramente, osteonecrosi della mandibola e fratture atipiche del femore.[1, 3]
Secondo la sintesi EMA, l’effetto indesiderato più comune è la febbre, osservata in più di 1 paziente su 10, e la maggior parte degli eventi compare nei primi tre giorni dopo l’infusione.[4]
Studi principali
Negli studi registrati nell’EPAR, Aclasta è stato confrontato con placebo in quasi 8 000 donne anziane con osteoporosi per tre anni, con riduzione del rischio di fratture vertebrali del 70% e del rischio di fratture dell’anca del 41% considerando tutte le pazienti trattate. In uno studio su 2 127 uomini e donne con recente frattura dell’anca, le fratture si sono verificate nel 9% dei pazienti trattati con Aclasta contro il 13% con placebo. In un terzo studio su 833 uomini e donne con osteoporosi da glucocorticoidi, Aclasta è risultato più efficace del risedronato nell’aumentare la densità ossea della colonna vertebrale dopo un anno. Nel morbo di Paget, in 357 adulti, circa il 96% dei pazienti ha risposto al trattamento con Aclasta rispetto a circa il 74% con risedronato dopo sei mesi.[4]
Domande frequenti
Aclasta si fa una sola volta o tutti gli anni? Per l’osteoporosi la dose raccomandata è una singola infusione da 5 mg una volta all’anno. Nel morbo di Paget di solito si fa una sola infusione, ma può servire un ritrattamento dopo un anno o più se la malattia recidiva.[1, 4]
Quanto dura l’infusione? L’infusione deve durare almeno 15 minuti.[1, 4]
Serve prendere calcio e vitamina D? Sì, la scheda tecnica raccomanda un adeguato supplemento di calcio e vitamina D, e nel morbo di Paget consiglia almeno 500 mg di calcio elementare due volte al giorno per almeno 10 giorni dopo il trattamento.[1, 4]
Chi non deve ricevere Aclasta? Non deve essere usato in caso di allergia al principio attivo o ad altri bisfosfonati, ipocalcemia, grave insufficienza renale con clearance della creatinina sotto 35 ml/min, gravidanza o allattamento.[1, 2]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Tutte le informazioni su Aclasta: pagina del farmaco. Avvertenze.
