Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFACedravis
- 2 BugiardinoCedravis
- 3 IndicazioniCedravis
- 4 Effetti collateraliCedravis
- 5 Sicurezza e azioneCedravis
Il testo è generato solo da questi 5 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Cedravis è un farmaco a base di risedronato sodico, un bisfosfonato usato per trattare l’osteoporosi postmenopausale e l’osteoporosi negli uomini ad alto rischio di fratture. Serve a ridurre il rischio di fratture vertebrali e, nell’osteoporosi postmenopausale manifesta, anche quello di fratture dell’anca.[1, 2]
Prima di usarlo, è importante sapere che non deve essere assunto in caso di ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti, di ipocalcemia, in gravidanza o durante l’allattamento, e nei pazienti con grave compromissione renale.[1, 2] Va inoltre preso seguendo con precisione le istruzioni di somministrazione, perché cibo, bevande diverse dall’acqua del rubinetto e medicinali con calcio, magnesio, ferro o alluminio ne riducono l’assorbimento.[1, 2]
A cosa serve
Cedravis 35 mg è indicato per il trattamento dell’osteoporosi postmenopausale per ridurre il rischio di fratture vertebrali. È indicato anche per il trattamento dell’osteoporosi postmenopausale manifesta per ridurre il rischio di fratture dell’anca, e per il trattamento dell’osteoporosi negli uomini ad alto rischio di fratture.[1, 2]
Il medicinale appartiene ai bisfosfonati. Il risedronato sodico si lega all’idrossiapatite dell’osso e riduce il riassorbimento osseo da parte degli osteoclasti, mantenendo l’attività osteoblastica e la mineralizzazione ossea.[1]
Formulazioni e come si usa
Cedravis è disponibile come compresse rivestite con film da 35 mg di risedronato sodico. Ogni compressa contiene anche lattosio.[1]
Posologia negli adulti
| Formulazione | Dose standard | Dose massima giornaliera |
|---|---|---|
| Cedravis 35 mg compresse rivestite con film | una compressa da 35 mg per via orale una volta alla settimana | non è prevista una dose giornaliera: la posologia è di una compressa alla settimana[1] |
La compressa deve essere assunta lo stesso giorno ogni settimana, almeno 30 minuti prima della colazione e prima di altri medicinali o bevande, con l’eccezione dell’acqua di rubinetto. Va deglutita intera, con un bicchiere di acqua di rubinetto di almeno 120 ml, mantenendo il busto eretto. Dopo l’assunzione bisogna evitare di coricarsi per 30 minuti.[1, 2]
Se si dimentica una dose, va presa il giorno stesso in cui ci si ricorda, poi si riprende il consueto schema settimanale. Non si devono assumere due compresse nello stesso giorno.[1, 2]
La supplementazione di calcio e vitamina D deve essere considerata se l’apporto dietetico è inadeguato.[1]
Nei pazienti anziani non è necessario un aggiustamento della dose. Anche nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata non è necessario un adattamento posologico.[1]
Bambini e adolescenti
L’uso di risedronato sodico non è raccomandato sotto i 18 anni di età per insufficienza di dati su sicurezza ed efficacia. Le eventuali dosi pediatriche, quando pertinenti ad altre formulazioni o usi, devono essere lette nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo e decise dal pediatra.[1, 2]
Controindicazioni e avvertenze
Cedravis non deve essere usato in caso di ipersensibilità al risedronato sodico o ad degli eccipienti, né in caso di ipocalcemia. È inoltre controindicato se la funzione renale è gravemente compromessa, con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min.[1, 2]
Il farmaco va usato con cautela nei pazienti con disturbi dell’esofago che rallentano il transito, come restringimento o acalasia, nei pazienti che non riescono a mantenere il busto eretto per almeno 30 minuti e in presenza di disturbi esofagei o del tratto gastrointestinale superiore, inclusi problemi recenti o in corso e l’esofago di Barrett.[1]
I bisfosfonati sono stati associati a esofagiti, gastriti, ulcere esofagee e ulcere gastroduodenali. Per questo è importante seguire con precisione le istruzioni di assunzione e riferire al medico eventuali sintomi suggestivi di irritazione esofagea.[1]
Il foglietto illustrativo segnala inoltre cautela se il metabolismo minerale e osseo è anormale, per esempio in caso di carenza di vitamina D o di alterazioni del paratormone che possono favorire ipocalcemia.[2]
Interazioni
Cibo, bevande diverse dall’acqua del rubinetto e medicinali contenenti cationi polivalenti, come calcio, magnesio, ferro e alluminio, interferiscono con l’assorbimento del risedronato sodico e non devono essere assunti contemporaneamente.[1]
Nel foglietto illustrativo si raccomanda di prendere questi medicinali almeno 30 minuti dopo CEDRAVIS.[2]
Negli studi clinici non sono state osservate interazioni clinicamente rilevanti con altre specialità medicinali. Sono state comunque riportate esperienze con acido acetilsalicilico e FANS senza differenze rilevanti degli eventi gastrointestinali superiori nei pazienti che li assumevano regolarmente.[1]
Gravidanza e allattamento
Cedravis non deve essere somministrato in gravidanza e non deve essere usato nelle donne che allattano al seno.[1, 2]
La scheda tecnica segnala che non vi sono dati sufficienti sull’uso in gravidanza, che negli studi su animali è emersa tossicità riproduttiva e che una piccola quantità di risedronato passa nel latte materno negli animali.[1]
Effetti indesiderati
Negli studi clinici la maggior parte degli effetti indesiderati è stata lieve o moderata e di solito non ha richiesto la sospensione del trattamento.[1]
Gli effetti indesiderati più comuni includono cefalea, stipsi, dispepsia, nausea, dolore addominale, diarrea e dolore muscoloscheletrico. Tra quelli non comuni sono stati riportati gastrite, esofagite, disfagia, duodenite, ulcera esofagea e irite. Più raramente sono state segnalate glossite, stenosi esofagea e alterazioni dei test di funzionalità epatica.[1]
Dopo la commercializzazione sono state riportate fratture atipiche sottotrocanteriche e diafisarie del femore, osteonecrosi della mandibola e della mascella, osteonecrosi del canale uditivo esterno, reazioni cutanee e di ipersensibilità anche gravi, reazioni anafilattiche e gravi patologie epatiche.[4]
Domande frequenti
Cedravis si prende tutti i giorni? No. La dose raccomandata negli adulti è una compressa da 35 mg una volta alla settimana.[1]
Posso prenderlo insieme al latte o al calcio? No, perché cibo, bevande diverse dall’acqua del rubinetto e prodotti con calcio, magnesio, ferro o alluminio riducono l’assorbimento.[1, 2]
Se dimentico una dose, devo raddoppiare quella successiva? No. Va presa la compressa il giorno stesso in cui ci si ricorda e poi si riprende la cadenza settimanale abituale. Non si devono assumere due compresse nello stesso giorno.[1, 2]
Posso usarlo se ho problemi ai reni? Non è necessario un aggiustamento della dose nei casi lievi o moderati, ma è controindicato in caso di grave compromissione renale con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min.[1]
Cedravis altera la capacità di guidare? No, oppure lo fa in modo trascurabile.[1, 2]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Cedravis: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
