Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.
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Cordarone è un farmaco a base di amiodarone cloridrato. Nella formulazione in compresse è indicato per la terapia e la prevenzione di gravi disturbi del ritmo resistenti ad altre terapie specifiche, oltre che per la profilassi delle crisi di angina pectoris.[1] Prima di usarlo bisogna sapere che ha molte controindicazioni importanti, tra cui alcune aritmie, disturbi tiroidei, gravidanza e allattamento; inoltre richiede attenzione per possibili effetti polmonari gravi e per diverse interazioni farmacologiche.[1] È disponibile anche una formulazione iniettabile ospedaliera, ma le informazioni cliniche qui riportate riguardano la compressa da 200 mg.[2, 1]
A cosa serve
Cordarone compresse è usato per la terapia e la prevenzione di gravi disturbi del ritmo quando altre terapie specifiche non sono sufficienti o non funzionano. In particolare è indicato per tachicardie sopraventricolari parossistiche e non parossistiche, extrasistoli atriali, flutter e fibrillazione atriale, tachicardie sopraventricolari reciprocanti come nella sindrome di Wolff-Parkinson-White, extrasistoli e tachicardie ventricolari. È indicato anche per il trattamento profilattico delle crisi di angina pectoris.[1]
Formulazioni e come si usa
La formulazione descritta nella scheda tecnica è Cordarone 200 mg compresse divisibili; ogni compressa contiene 200 mg di amiodarone cloridrato. È presente anche una formulazione iniettabile ospedaliera da 150 mg/3 ml, con prescrizione e distribuzione ospedaliera.[1, 2]
La posologia va valutata caso per caso, perché l’amiodarone ha un assorbimento orale variabile, si distribuisce molto nei tessuti, viene eliminato lentamente e la risposta può arrivare in ritardo.[1]
| Uso nell’adulto | Dose iniziale raccomandata | Dose di mantenimento |
|---|---|---|
| Trattamento dei disturbi del ritmo | 600 mg al giorno fino a ottenere una buona risposta terapeutica, in media entro due settimane | 100-400 mg al giorno |
| Trattamento profilattico delle crisi di angina pectoris | 600 mg al giorno per circa 7 giorni | 100-400 mg al giorno, oppure in maniera discontinua (5 giorni a settimana o 2/3 settimane al mese) |[1]
Quando è difficile stabilire una dose giornaliera di mantenimento soddisfacente, può essere usata una terapia discontinua, per esempio per 2/3 settimane al mese o per 5 giorni a settimana.[1]
Nei bambini la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite; i dati disponibili sono richiamati nella scheda tecnica, ma la dose dipende dal peso e deve essere letta nella tabella ufficiale, con decisione del pediatra.[1]
Controindicazioni e avvertenze
Cordarone è controindicato in caso di ipersensibilità allo iodio, al principio attivo o ad degli eccipienti, bradicardia sinusale, blocco seno-atriale, disturbi gravi della conduzione senza elettrostimolatore, malattia sinusale senza elettrostimolatore, associazione con farmaci che possono provocare torsade de pointes, distiroidismi o antecedenti tiroidei, gravidanza salvo casi eccezionali e allattamento.[1]
L’amiodarone può causare effetti avversi anche gravi, soprattutto a carico del polmone e del fegato. La tossicità polmonare è descritta come una reazione frequente e grave, che può comparire anche dopo settimane o mesi di terapia, talvolta perfino dopo la sospensione; può manifestarsi con tosse secca, dispnea, febbre e calo ponderale. La scheda tecnica raccomanda controlli periodici e la sospensione del trattamento se si sospetta tossicità polmonare.[1]
Il rischio di tossicità polmonare aumenta con dosi superiori a 400 mg al giorno, ma può comparire anche a dosi più basse e con trattamenti inferiori a 2 anni.[1]
Il farmaco può modificare l’ECG con prolungamento del QT e onde U, senza che questi segni indichino di per sé tossicità. Nei pazienti anziani il rallentamento della frequenza cardiaca può essere più marcato, e il trattamento deve essere interrotto se compaiono blocco atrioventricolare di 2° o 3° grado, blocco seno-atriale o blocco bifascicolare.[1]
La scheda segnala anche la possibilità di nuove aritmie o peggioramento di aritmie preesistenti, talvolta fatali, soprattutto in presenza di fattori che allungano il QT o di disturbi elettrolitici.[1]
Un’avvertenza importante riguarda l’uso concomitante con regimi contenenti sofosbuvir, con segnalazioni di bradicardia potenzialmente letale e blocco cardiaco comparsi entro poche ore o giorni, e talvolta fino a 2 settimane dopo l’inizio del trattamento per epatite C.[1]
La scheda tecnica segnala inoltre che, se si prescrivono altri farmaci cardiologici insieme ad amiodarone, occorre verificare che non ci siano interazioni note; per gli inibitori dell’HMG-CoA reduttasi, cioè le statine, viene richiesto un richiamo specifico alla consultazione dei paragrafi dedicati alle interazioni e alle avvertenze.[1]
Gravidanza e allattamento
Amiodarone è controindicato in gravidanza, salvo casi eccezionali in cui il beneficio superi il rischio, per i suoi effetti sulla tiroide del feto. È controindicato anche durante l’allattamento, perché passa nel latte materno in quantità significative.[1]
Effetti indesiderati
Tra gli effetti indesiderati segnalati, quelli oculari più comuni sono i microdepositi corneali, di solito limitati sotto la pupilla; possono dare aloni colorati o visione offuscata e sono reversibili dopo sospensione del trattamento. Molto raramente sono stati segnalati neuropatia o neurite ottica fino alla cecità.[1]
A livello cutaneo sono molto comuni la fotosensibilizzazione e, con trattamenti prolungati e dosi elevate, possono comparire pigmentazioni grigio-ardesia o bluastre della pelle, che tendono a regredire lentamente dopo la sospensione. Sono state segnalate anche eruzioni cutanee, dermatite esfoliativa, alopecia e reazioni cutanee gravi come sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica e DRESS.[1]
Tra gli effetti cardiaci compaiono bradicardia, disturbi della conduzione, peggioramento o insorgenza di aritmie e, con frequenza non nota, torsade de pointes. Sono inoltre riportati effetti ematologici rari o molto rari, come anemia emolitica, anemia aplastica, trombocitopenia, neutropenia e agranulocitosi.[1]
La scheda tecnica indica anche disturbi tiroidei, tra cui ipotiroidismo e ipertiroidismo, come reazioni avverse comuni.[1]
Domande frequenti
Cordarone è usato per tutti i disturbi del ritmo? No. La scheda lo indica solo per gravi disturbi del ritmo resistenti alle altre terapie specifiche, con alcune aritmie sopraventricolari e ventricolari ben definite.[1]
Si può usare in gravidanza? No, è controindicato, salvo casi eccezionali in cui il beneficio superi il rischio.[1]
Qual è la dose di mantenimento nell’adulto? Per le compresse, la dose di mantenimento è in genere compresa tra 100 e 400 mg al giorno.[1]
I bambini hanno una dose standard uguale agli adulti? No. La sicurezza e l’efficacia nei bambini non sono state stabilite e la dose va letta nella tabella ufficiale della scheda tecnica, con decisione del pediatra.[1]
Esiste anche una formulazione diversa dalle compresse? Sì, esiste una formulazione iniettabile ospedaliera di Cordarone, ma le informazioni cliniche riportate qui riguardano la compressa da 200 mg.[2, 1]
Approfondimenti su Cordarone
I 31 articoli di Torrinomedica su Cordarone, divisi per tema. Non sono stati usati come fonte del riassunto qui sopra.
Con altri farmaci, malattie, cibo e alcol (2)
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Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Tutte le informazioni su Cordarone: pagina del farmaco. Avvertenze.





