Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFADeltacortenesol
- 2 BugiardinoDeltacortenesol
- 3 IndicazioniDeltacortenesol
- 4 Effetti collateraliDeltacortenesol
- 5 Sicurezza e azioneDeltacortenesol
- 6 Principio attivoPrednisolone
Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Deltacortenesol è un farmaco a base di prednisolone sodio succinato, disponibile come polvere e solvente per soluzione iniettabile. Si usa in alcune situazioni acute o gravi, come insufficienza adreno-corticale acuta, crisi anafilattiche, stato asmatico, shock grave e alcune affezioni reumatologiche quando non è possibile la somministrazione orale. Prima di usarlo bisogna sapere che va somministrato sotto diretto controllo medico, è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti e in infezioni micotiche e sistemiche.[1, 2]
A cosa serve
Deltacortenesol è un corticosteroide sistemico, cioè un glucocorticoide, usato in contesti clinici specifici e spesso urgenti. Le indicazioni riportate comprendono insufficienza adreno-corticale acuta, controllo di gravi affezioni allergiche non rispondenti alle terapie convenzionali come stato asmatico e crisi anafilattiche, shock grave emorragico, traumatico o chirurgico come trattamento supplementare, prevenzione di stress acutissimi come le crisi operatorie nei pazienti trattati a lungo con preparati di cortisone, e affezioni di interesse reumatologico come terapia aggiuntiva a breve termine quando non sia possibile la somministrazione orale.[1, 2]
Formulazioni e come si usa
Deltacortenesol è disponibile in due formulazioni iniettabili: 10 mg/1 ml e 25 mg/1 ml, entrambe come polvere e solvente per soluzione iniettabile, con principio attivo prednisolone sodio succinato.[1]
Va somministrato sotto il diretto controllo del medico. La frequenza delle somministrazioni e la dose giornaliera dipendono dalla gravità del quadro clinico e dalla malattia trattata; la dose di mantenimento deve essere la minima capace di controllare i sintomi, e la riduzione va sempre fatta in modo graduale.[1, 2]
Per gli adulti, la scheda tecnica indica che nelle forme lievi si somministrano in genere 25-50 mg al giorno. Nei trattamenti degli stati di shock, collasso, gravi affezioni allergiche e coma epatico si possono raggiungere dosi relativamente elevate, da 100-250 mg ed oltre.[1]
| Formulazione | Dose standard negli adulti | Dose massima giornaliera riportata |
|---|---|---|
| Deltacortenesol 10 mg/1 ml | 25-50 mg al giorno nelle forme lievi | 100-250 mg ed oltre nei casi di shock, collasso, gravi affezioni allergiche e coma epatico |
| Deltacortenesol 25 mg/1 ml | 25-50 mg al giorno nelle forme lievi | 100-250 mg ed oltre nei casi di shock, collasso, gravi affezioni allergiche e coma epatico |
La via endovenosa è consigliata lentamente. Il medicinale può essere somministrato anche per via intramuscolare, intraarticolare e intratecale. Se usato per via intraarticolare, occorre tenere presenti controindicazioni e avvertenze perché l’assorbimento è più rapido rispetto alle sospensioni cristalline.[1]
Per i bambini, la posologia dipende dal peso e dalla situazione clinica: va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo e deve essere stabilita dal pediatra.[1, 2]
Nei pazienti con epatopatie, la somministrazione endovenosa profilattica di 1 fiala da 25 mg può evitare la comparsa di reazione trasfusionale.[1]
Controindicazioni e avvertenze
Deltacortenesol è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti, e nelle infezioni micotiche e sistemiche.[1, 2]
Durante il trattamento, soprattutto se prolungato o ad alte dosi, i corticosteroidi possono mascherare i segni di infezione; possono comparire infezioni intercorrenti e va valutata l’opportunità di una terapia antibiotica adeguata. Se compare una alterazione del bilancio elettrolitico, può essere necessario correggere l’apporto di sodio e potassio. Tutti i corticosteroidi aumentano l’escrezione di calcio.[1, 2]
In presenza di particolari situazioni di stress, la dose deve essere adattata in base all’entità dello stress stesso. Dopo una terapia corticosteroidea può persistere per mesi una insufficienza surrenale secondaria; se si verifica una situazione di stress in quel periodo, la terapia ormonale dovrebbe essere ripresa.[1, 2]
L’uso nella tubercolosi attiva va limitato ai casi fulminanti o disseminati, insieme a un’appropriata terapia antitubercolare. Nei pazienti con tubercolosi latente o con test alla tubercolina positivo è necessaria una stretta sorveglianza, perché la malattia può riattivarsi; nella terapia prolungata questi soggetti devono essere sottoposti a chemioprofilassi.[1, 2]
Nella primissima infanzia il medicinale va usato solo in casi di effettiva necessità e sotto diretto controllo medico.[1, 2]
Occorre cautela nei pazienti con herpes simplex oculare, perché è possibile una perforazione corneale. Durante la corticoterapia possono comparire alterazioni psichiche di vario tipo, come euforia, insonnia, cambiamenti dell’umore o della personalità, depressione grave e sintomi psicotici; una preesistente instabilità emotiva o tendenza psicotica può peggiorare.[1, 2]
Il bugiardino aggiunge che i corticosteroidi devono essere somministrati con cautela in presenza di colite ulcerativa non specifica con rischio di perforazione, ascessi e infezioni piogeniche in genere, diverticolite, anastomosi intestinali recenti, ulcera peptica attiva o latente, insufficienza renale, ipertensione, osteoporosi e miastenia grave.[2]
Se il farmaco viene iniettato in un’articolazione, può dare effetti sistemici e locali. Prima dell’iniezione bisogna escludere un processo settico; dolore marcato, gonfiore locale, ulteriore limitazione del movimento, febbre e malessere possono indicare un’artrite settica, che richiede un’adeguata terapia antibiotica. Va evitata l’iniezione locale di steroide in un’articolazione in precedenza colpita da infezione settica.[2]
Interazioni
Nei pazienti con ipoprotrombinemia è consigliata prudenza nell’associare acido acetilsalicilico e corticosteroidi.[1, 2]
I pazienti in terapia corticosteroidea non devono essere vaccinati contro il vaiolo o con altri vaccini vivi attenuati. Altri procedimenti immunizzanti non vanno intrapresi, soprattutto con dosi elevate di corticosteroidi, per il rischio di complicazioni neurologiche e di una risposta anticorpale insufficiente.[1, 2]
Gli anticoagulanti orali possono vedere aumentata o diminuita la propria azione da parte dei corticosteroidi; è quindi necessario un controllo stretto. I FANS possono aumentare l’incidenza e/o la gravità di sanguinamento e ulcerazione gastrointestinale, e i corticosteroidi possono anche ridurre i livelli sierici dei salicilati con possibile diminuzione dell’efficacia.[1, 2]
Gravidanza e allattamento
In gravidanza Deltacortenesol va somministrato solo in casi di effettiva necessità e sotto diretto controllo del medico.[1, 2]
Nelle fonti fornite non sono riportate indicazioni specifiche sull’allattamento.[1, 2]
Effetti indesiderati
Con terapie cortisoniche intense e prolungate possono comparire alterazioni del bilancio idro-elettrolitico, ipertensione, insufficienza cardiaca congestizia e aritmie cardiache, soprattutto dopo somministrazione rapida di dosi elevate per via endovenosa.[1]
Sono possibili anche miopatie, osteoporosi, fragilità ossea e artropatia tipo Charcot, oltre a complicazioni gastrointestinali fino a ulcera peptica o pancreatite.[1]
Tra gli effetti cutanei sono riportati ritardo di cicatrizzazione, assottigliamento e fragilità della cute, manifestazioni atrofiche cutanee e sottocutanee, alterazioni della pigmentazione, petecchie, ecchimosi, strie, eruzioni acneiformi, porpora e rossori.[1]
Possono comparire vertigini, cefalea e aumento della pressione endocranica. A livello endocrino sono riportate irregolarità mestruali, aspetto simil-cushingoide, disturbi della crescita nei bambini, interferenza con l’asse ipofisi-surrene, ridotta tollerabilità ai glucidi, possibile diabete mellito latente, maggiore necessità di farmaci ipoglicemizzanti nei diabetici e irsutismo.[1]
Tra gli effetti oculari sono segnalate cataratta posteriore subcapsulare e aumento della pressione endoculare. Sono inoltre possibili alterazioni psichiche, insonnia e reazioni di ipersensibilità.[1]
Domande frequenti
Deltacortenesol è un antibiotico? No, è un corticosteroide sistemico a base di prednisolone sodio succinato.[1, 2]
Si può usare da soli per dosare il farmaco? No, la scheda tecnica dice che deve essere somministrato sotto diretto controllo medico.[1, 2]
Qual è la dose negli adulti? Nelle forme lievi si indicano in genere 25-50 mg al giorno; nei casi gravi come shock, collasso, gravi allergie e coma epatico si possono raggiungere 100-250 mg ed oltre.[1]
Si può usare in gravidanza? Solo in caso di effettiva necessità e sotto diretto controllo del medico.[1, 2]
Ci sono problemi con i vaccini? Sì, i pazienti in terapia corticosteroidea non devono ricevere vaccini contro il vaiolo o altri vaccini vivi attenuati.[1, 2]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Deltacortenesol: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
