Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino scorri →
Il testo è generato solo da questi 2 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Irgass è un farmaco a base di bromfenac, un antinfiammatorio non steroideo (FANS) per uso oculare. È indicato nell’adulto per ridurre l’infiammazione dell’occhio dopo l’estrazione della cataratta.[1, 2] Prima di usarlo è importante sapere che non deve essere impiegato in caso di allergia al bromfenac, ad altri FANS o se con acido acetilsalicilico o medicinali simili compaiono asma, orticaria o rinite acuta.[1, 2] L’uso richiede cautela in caso di problemi corneali, tendenza al sanguinamento, diabete, artrite reumatoide, interventi oculari ripetuti o uso concomitante di corticosteroidi oculari.[1, 2]
A cosa serve
Irgass contiene bromfenac e appartiene ai FANS, cioè farmaci che riducono l’infiammazione bloccando sostanze coinvolte nei processi infiammatori.[2] La scheda tecnica precisa che il medicinale è indicato nell’adulto per il trattamento dell’infiammazione oculare postoperatoria dopo estrazione di cataratta.[1]
Formulazioni e come si usa
Nelle fonti compaiono due presentazioni dello stesso medicinale: la scheda tecnica AIFA descrive IRGASS 0,9 mg/ml collirio, soluzione in contenitore monodose da 0,25 ml, mentre il foglietto illustrativo descrive anche una presentazione in flacone multidose da 5 ml.[1, 2] Le informazioni di impiego vanno quindi lette in base alla confezione posseduta.[1, 2]
Adulti e anziani
| Presentazione | Dose standard | Durata massima | |
|---|---|---|---|
| Collirio 0,9 mg/ml | una goccia nell’occhio o negli occhi interessati due volte al giorno, a partire dal giorno successivo all’intervento di cataratta | non oltre 2 settimane | [1] |
Il foglietto illustrativo concorda sulla dose di una goccia due volte al giorno, mattino e sera, iniziando il giorno successivo all’intervento.[2] La scheda tecnica sottolinea che il trattamento non deve superare 2 settimane perché non ci sono dati di sicurezza oltre questo periodo.[1]
Bambini e adolescenti
La sicurezza e l’efficacia del bromfenac nei pazienti pediatrici non sono state stabilite e non ci sono dati disponibili; il foglietto illustrativo precisa inoltre che Irgass non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti.[1, 2] La dose, quando prevista, dipende dal peso e va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto, ed è il pediatra a stabilire se e come usarlo.[1, 2]
Modalità di somministrazione
Irgass è per uso oftalmico.[1, 2] Se si usano più medicinali oftalmici topici, devono essere instillati a distanza di almeno 5 minuti l’uno dall’altro.[1, 2] La scheda tecnica raccomanda di non toccare con il contagocce palpebre, aree circostanti o altre superfici per evitare contaminazioni.[1] Il foglietto illustrativo ribadisce la stessa attenzione per la versione in flacone multidose.[2]
Controindicazioni e avvertenze
Irgass è controindicato in caso di ipersensibilità al bromfenac, a uno qualsiasi degli eccipienti o ad altri FANS.[1] È inoltre controindicato nei pazienti nei quali l’acido acetilsalicilico o altri inibitori della prostaglandina-sintetasi provocano crisi di asma, orticaria o rinite acuta.[1, 2]
La scheda tecnica avverte che tutti i FANS topici possono rallentare o ritardare la guarigione e che l’uso insieme a corticosteroidi topici può aumentare il rischio di disturbi della guarigione.[1] Il foglietto illustrativo raccomanda prudenza se si usano steroidi oculari.[2]
In pazienti suscettibili, l’uso continuato di FANS oculari può favorire problemi importanti della cornea, come assottigliamento, erosione, ulcerazione o perforazione, con possibile compromissione della vista.[1] Per questo i pazienti con segni di degenerazione dell’epitelio corneale devono interrompere subito il trattamento e vengono indicati controlli stretti della cornea.[1]
La scheda tecnica segnala un rischio maggiore di reazioni corneali nei pazienti con interventi oculari impegnativi, denervazione corneale, difetti dell’epitelio corneale, diabete mellito, malattie della superficie oculare come occhio secco, artrite reumatoide o interventi oculari ripetuti in breve tempo; in questi casi il medicinale va usato con cautela.[1] Il foglietto illustrativo riporta in modo coerente prudenza in presenza di problemi oculari, diabete, artrite reumatoide e interventi oculari ripetuti.[2]
Irgass può aumentare il rischio di emorragie nei tessuti oculari, compreso l’ifema, associate alla chirurgia oculare; perciò va usato con cautela in chi ha una nota tendenza al sanguinamento o assume medicinali che possono allungare il tempo di sanguinamento.[1] Il foglietto illustrativo cita, tra gli esempi, warfarin, clopidogrel e acido acetilsalicilico.[2]
Alla sospensione, raramente è stata osservata una riacutizzazione della risposta infiammatoria, per esempio sotto forma di edema maculare dopo l’intervento di cataratta.[1] Inoltre, un’infezione oculare acuta può essere mascherata dall’uso topico di antinfiammatori.[1]
L’uso delle lenti a contatto non è raccomandato nel periodo postoperatorio dopo cataratta e i pazienti devono essere informati di non indossarle durante il trattamento.[1, 2] Nella presentazione in flacone multidose, il foglietto illustrativo aggiunge che il benzalconio cloruro può irritare l’occhio, essere assorbito dalle lenti morbide e decolorarle; in quella confezione le lenti vanno tolte prima dell’instillazione e reinserite dopo 15 minuti.[2]
Gravidanza e allattamento
Per la gravidanza, la scheda tecnica dice che non ci sono dati adeguati nell’essere umano e che gli studi animali hanno mostrato tossicità riproduttiva; l’esposizione sistemica dopo uso oculare è però trascurabile.[1] Nonostante questo, l’uso durante il terzo trimestre deve essere evitato per il possibile effetto sui vasi fetali, e in generale il medicinale non è raccomandato in gravidanza se non quando i benefici superano i rischi.[1] Il foglietto illustrativo è più restrittivo nei primi 6 mesi: non deve essere usato negli ultimi tre mesi e nei primi 6 mesi solo se strettamente necessario e consigliato dal medico.[2]
Per l’allattamento, la scheda tecnica afferma che Irgass può essere usato, perché si ritiene improbabile un effetto sul lattante dato che l’esposizione sistemica materna è trascurabile.[1] Il foglietto illustrativo è coerente e indica che può essere prescritto durante l’allattamento.[2]
La scheda tecnica non ha evidenziato effetti sulla fertilità negli studi animali e, vista l’esposizione sistemica trascurabile, non richiede test di gravidanza o misure contraccettive.[1] Anche il foglietto illustrativo riferisce che non ha un’influenza rilevante sulla fertilità.[2]
Effetti indesiderati
Negli studi clinici, il 3,4% dei pazienti ha avuto almeno una reazione avversa.[1] Le reazioni più comuni riportate con maggiore frequenza sono state sensazione anomala nell’occhio, erosione corneale lieve o moderata, prurito oculare, dolore oculare e arrossamento oculare.[1]
Tra le reazioni elencate in scheda tecnica compaiono, con frequenza non comune, riduzione dell’acuità visiva, difetto dell’epitelio corneale, edema corneale, dolore oculare, fotofobia, edema palpebrale, secrezione oculare, prurito, irritazione, arrossamento e sensazione anomala dell’occhio.[1] Tra quelle rare sono riportate perforazione corneale, ulcera corneale, erosione corneale grave, scleromalacia, infiltrati corneali, disturbo corneale, cicatrice corneale e asma.[1]
Il foglietto illustrativo avverte che, se compaiono sensazioni anomale, bruciore o dolore, soprattutto con la formulazione in flacone multidose contenente benzalconio cloruro, è opportuno parlarne con il medico.[2]
Domande frequenti
Quanto dura il trattamento con Irgass? La scheda tecnica indica una durata massima di 2 settimane dopo l’intervento di cataratta.[1]
Posso usare Irgass se porto lenti a contatto? In generale no nel periodo postoperatorio dopo cataratta; il foglietto illustrativo aggiunge che, nella confezione multidose con benzalconio cloruro, le lenti morbide vanno tolte prima dell’uso e reinserite dopo 15 minuti.[1, 2]
Irgass si usa nei bambini? No, il foglietto illustrativo dice che non deve essere usato nei bambini e negli adolescenti; la scheda tecnica riporta che sicurezza ed efficacia in età pediatrica non sono state stabilite.[1, 2]
Posso usarlo in gravidanza? In generale non è raccomandato in gravidanza; va evitato nel terzo trimestre e, secondo il foglietto illustrativo, nei primi 6 mesi solo se strettamente necessario e su consiglio del medico.[1, 2]
Posso allattare mentre uso Irgass? Sì, entrambe le fonti indicano che può essere usato durante l’allattamento.[1, 2]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Irgass: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
