Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 6 schede tecniche AIFA, 3 bugiardini, 1 pagina effetti collaterali, 2 pagine principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFALamivudina Aurobindo
- 2 Scheda tecnica AIFALamivudina Teva 100
- 3 Scheda tecnica AIFALamivudina Tevph Fl 60 Cpr 150 mg
- 4 Scheda tecnica AIFALamivudina e Zidovudina
- 5 Scheda tecnica AIFALamivudina Zidovudina Te
- 6 Scheda tecnica AIFALamivudina Hetero 300 mg
- 7 BugiardinoLamivudina Aurobindo Italia
- 8 BugiardinoLamivudina E Zidovudina Aurobindo
- 9 BugiardinoLamivudina Mylan Pharma
- 10 Effetti collateraliLamivudina
- 11 Principio attivoLamivudina
- 12 Principio attivoZidovudina
Il testo è generato solo da questi 12 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Lamivudina è un principio attivo antivirale della classe degli analoghi nucleosidici inibitori della trascrittasi inversa; nelle schede qui considerate compare in medicinali equivalenti chiamati Lamivudina seguiti dal nome dell’azienda, oltre ad alcune associazioni con zidovudina da tenere distinte dalle formulazioni che contengono solo lamivudina.[1, 2, 3, 4, 5, 6, 11] Nelle formulazioni a base di sola lamivudina, è indicata per il trattamento dell’epatite B cronica negli adulti e, in altre formulazioni, come componente di terapie antiretrovirali per l’infezione da HIV; prima di usarla bisogna considerare indicazione, funzione renale, possibili interazioni e il rischio di riacutizzazione dell’epatite alla sospensione.[1, 2, 6, 7, 9] Le schede tecniche indicano che il trattamento va iniziato da un medico esperto e che, per i bambini, la posologia dipende dal peso e va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo, con decisione del pediatra.[1, 2, 3, 6]
A cosa serve
La lamivudina da sola, nelle formulazioni per l’epatite B, è indicata per il trattamento dell’epatite B cronica negli adulti con malattia epatica compensata e segni di replicazione virale attiva, aumento persistente dell’ALT e evidenza istologica di infiammazione e/o fibrosi; nei pazienti con malattia epatica scompensata deve essere usata in associazione con un secondo antivirale senza resistenza crociata.[1, 2, 7, 9] Nelle formulazioni destinate all’HIV, la lamivudina è indicata come componente delle terapie di associazione antiretrovirale nel trattamento di adulti e bambini con infezione da HIV.[3, 4, 5, 6, 8] Nelle associazioni lamivudina/zidovudina, il medicinale è usato per il trattamento dell’infezione da HIV in adulti e bambini, sempre come terapia combinata.[4, 5, 8]
Formulazioni e come si usa
Per l’epatite B cronica, la formulazione da 100 mg prevede negli adulti la dose raccomandata di 100 mg una volta al giorno.[1, 2] La durata ottimale del trattamento non è nota; nei pazienti HBeAg positivi senza cirrosi il trattamento va proseguito per almeno 6-12 mesi dopo la sieroconversione HBeAg confermata, oppure fino alla sieroconversione HBsAg o fino a perdita di efficacia, mentre nei pazienti HBeAg negativi senza cirrosi va continuato almeno fino alla sieroconversione HBs o fino a perdita di efficacia.[1, 2] Nei pazienti con malattia epatica scompensata o cirrosi e in quelli sottoposti a trapianto di fegato non è raccomandata la sospensione del trattamento.[1, 2] Se la terapia viene interrotta, i pazienti devono essere monitorati periodicamente per evidenziare una epatite recidivante; dopo sospensione, ALT e bilirubina vanno controllate per almeno quattro mesi.[1, 2, 7, 9]
Per le formulazioni per HIV, la dose raccomandata negli adulti è 300 mg al giorno, somministrabili secondo la scheda tecnica come 150 mg due volte al giorno oppure come 300 mg una volta al giorno.[3, 6] Per i bambini, la dose dipende dal peso corporeo e va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo; la scelta e l’adattamento della dose spettano al pediatra.[3, 4, 5, 6, 8] La lamivudina può essere assunta con o senza cibo nelle formulazioni per HIV, e per chi non riesce a deglutire le compresse alcune formulazioni possono essere frantumate e mescolate con una piccola quantità di cibo semi-solido o liquido, da assumere immediatamente.[3, 5, 6] In caso di insufficienza renale la dose deve essere ridotta perché le concentrazioni aumentano per ridotta clearance; le schede tecniche prevedono un adattamento del dosaggio secondo la funzione renale e, in alcune formulazioni, il ricorso alla soluzione orale.[1, 2, 3, 6] Non sono disponibili dati sufficienti per raccomandare dosi specifiche nei bambini di età inferiore a tre mesi per le formulazioni per HIV.[3, 6]
Controindicazioni e avvertenze
La controindicazione riportata nelle schede tecniche per la lamivudina in monoterapia è l’ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2, 6] Per le formulazioni combinate con zidovudina, oltre all’ipersensibilità, è controindicata anche la presenza di marcata neutropenia o di emoglobina molto bassa, perché la controindicazione deriva dalla zidovudina.[4, 5, 8]
Le schede tecniche avvertono che la lamivudina non deve essere usata con altri medicinali contenenti lamivudina o con medicinali contenenti emtricitabina; l’associazione con cladribina non è raccomandata.[1, 2] Per le formulazioni HIV, la monoterapia non è raccomandata e in caso di terapia con tre nucleosidi sono stati osservati fallimenti virologici e comparsa precoce di resistenza in alcune associazioni specifiche.[3, 6] Nell’epatite B cronica, con il trattamento prolungato possono comparire ceppi virali con ridotta suscettibilità, in particolare il mutante YMDD, con possibile aumento di HBV DNA e ALT; in questi casi va considerato un passaggio o l’aggiunta di un antivirale alternativo senza resistenza crociata.[1, 2]
Le riacutizzazioni dell’epatite possono comparire sia durante il trattamento sia dopo la sospensione; nei pazienti con cirrosi scompensata e in quelli trapiantati il rischio di peggioramento grave, anche fatale, è maggiore.[1, 2] Sono state segnalate anche acidosi lattica, angioedema, trombocitopenia e rabdomiolisi, con frequenze diverse a seconda della formulazione e dell’indicazione.[1, 2, 3, 6]
Interazioni
Nelle schede tecniche la probabilità di interazioni metaboliche è descritta come bassa, perché la lamivudina ha un metabolismo limitato, un basso legame proteico e viene eliminata soprattutto per via renale.[1, 2, 6] L’uso con trimetoprim/sulfametossazolo aumenta l’esposizione a lamivudina di circa il 40%, ma in generale non richiede modifiche di dose, salvo che il paziente abbia compromissione renale.[1, 2, 6] Con alte dosi di co-trimossazolo per polmonite da Pneumocystis jirovecii o toxoplasmosi, la somministrazione concomitante deve essere evitata.[6, 8]
Per le formulazioni a base di sola lamivudina, gli altri medicinali che usano la secrezione cationica renale attiva, come trimetoprim, richiedono attenzione; ranitidina e cimetidina non hanno mostrato interazioni clinicamente significative.[1, 2, 6] Nelle associazioni con zidovudina, la zidovudina non modifica in modo significativo la farmacocinetica della lamivudina e viceversa, ma alcune altre associazioni antiretrovirali e i farmaci che influenzano i trasportatori renali richiedono cautela.[3, 4, 5]
Gravidanza e allattamento
Dai dati disponibili nell’uomo non emergono effetti teratogeni o tossicità feto-neonatale rilevanti con la lamivudina; nelle schede tecniche il farmaco può essere usato in gravidanza se clinicamente necessario.[1, 2, 3, 6] Se una donna trattata per epatite B inizia una gravidanza, va considerata la possibilità di una riacutizzazione dell’epatite se la lamivudina viene sospesa.[1, 2, 6, 7, 9]
La lamivudina passa nel latte materno, ma le concentrazioni nei lattanti allattati da madri in trattamento per HIV sono molto basse; nelle schede tecniche per l’epatite B l’allattamento può essere preso in considerazione se il neonato è gestito adeguatamente per la prevenzione dell’HBV alla nascita.[1, 2, 6, 7] Nelle formulazioni per HIV, però, si raccomanda che le madri non allattino al seno per evitare la trasmissione dell’HIV.[3, 4, 5, 6, 8]
Effetti indesiderati
Le reazioni avverse più comuni riportate con la lamivudina includono malessere e affaticamento, cefalea, sintomi respiratori, disturbi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea e dolori addominali, oltre a eruzione cutanea e prurito.[1, 2, 3, 6] Tra gli eventi meno frequenti o rari sono stati segnalati neutropenia, anemia, trombocitopenia, angioedema, pancreatite, aumenti degli enzimi epatici e rabdomiolisi.[3, 6, 10] Nelle formulazioni per epatite B è molto comune l’aumento dell’ALT; nelle formulazioni per HIV sono inoltre descritti, tra gli altri, cefalea, insonnia, tosse, sintomi nasali, artralgia e stanchezza.[1, 2, 3, 6]
Domande frequenti
La lamivudina si usa da sola o insieme ad altri farmaci? Dipende dall’indicazione: per l’epatite B può essere usata da sola in alcuni pazienti adulti, mentre nell’HIV e nelle formulazioni con zidovudina è parte di terapie di associazione.[1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8]
Posso interromperla quando i valori migliorano? No, la sospensione va decisa dal medico perché può provocare riacutizzazione dell’epatite o ricaduta virologica; dopo l’interruzione sono necessari controlli clinici e di laboratorio.[1, 2, 7, 9]
Serve un aggiustamento se ho problemi renali? Sì, la dose va ridotta nelle insufficienze renali secondo la scheda tecnica della specifica formulazione, oppure può essere necessaria la soluzione orale.[1, 2, 3, 6]
È compatibile con la gravidanza? Le schede tecniche dicono che può essere usata se clinicamente necessario, ma in caso di epatite B la sospensione in gravidanza può favorire una ricomparsa dell’epatite.[1, 2, 3, 6]
Devo evitare altri farmaci insieme alla lamivudina? Sì, non deve essere usata con altri medicinali contenenti lamivudina o emtricitabina, e l’associazione con cladribina non è raccomandata; con il co-trimossazolo ad alte dosi va evitata la co-somministrazione.[1, 2, 6, 7, 8]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Lamivudina Aurobindo: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
