Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina sicurezza e azione, 2 pagine principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFANuvaring
- 2 BugiardinoNuvaring
- 3 IndicazioniNuvaring
- 4 Sicurezza e azioneNuvaring
- 5 Principio attivoEtinilestradiolo
- 6 Principio attivoEtonogestrel
Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Nuvaring è un farmaco a base di etinilestradiolo + etonogestrel, usato come contraccettivo vaginale per prevenire la gravidanza.[1, 2] È un contraccettivo ormonale combinato: rilascia lentamente i due ormoni per 3 settimane e agisce soprattutto bloccando l’ovulazione.[1, 2, 4] Prima di usarlo, è importante valutare con il medico il rischio personale di tromboembolia venosa, perché NuvaRing può aumentarlo rispetto al non uso e il rischio può essere anche doppio rispetto ad alcuni contraccettivi con rischio più basso.[1, 2]
A cosa serve
NuvaRing è indicato nelle donne in età fertile per la prevenzione della gravidanza. La sicurezza e l’efficacia sono state stabilite in donne di età compresa tra 18 e 40 anni.[1, 3, 4]
Il foglietto illustrativo spiega che si tratta di un anello vaginale contraccettivo che rilascia due ormoni sessuali femminili, etonogestrel ed etinilestradiolo, in quantità basse.[2]
L’effetto contraccettivo si basa su più meccanismi, ma il principale è l’inibizione dell’ovulazione.[2, 4]
Formulazioni e come si usa
NuvaRing è un dispositivo vaginale flessibile, trasparente, incolore o quasi incolore, con diametro esterno di 54 mm e sezione trasversale di 4 mm. Ogni anello contiene 11,7 mg di etonogestrel e 2,7 mg di etinilestradiolo, e rilascia in media 0,120 mg e 0,015 mg ogni 24 ore per 3 settimane.[1]
L’anello può essere inserito direttamente dalla donna. Va compresso tra due dita e inserito nella vagina fino a una posizione confortevole; la posizione esatta non influenza l’efficacia contraccettiva. Il medico deve informare la donna sulle modalità di inserimento e rimozione.[1]
Una volta inserito, NuvaRing resta in vagina ininterrottamente per 3 settimane, poi va rimosso lo stesso giorno della settimana in cui era stato inserito. Dopo un intervallo libero da anello di 1 settimana, si inserisce un nuovo anello.[1]
L’emorragia da sospensione di solito inizia 2-3 giorni dopo la rimozione e può non essere finita quando deve essere inserito il nuovo anello.[1]
Il foglietto ricorda anche che NuvaRing non deve essere usato insieme a metodi di barriera vaginali femminili come diaframma, cappuccio cervicale o preservativo femminile, perché può interferire con la loro corretta posizione.[1, 2]
Controindicazioni e avvertenze
Il foglietto illustrativo indica che NuvaRing non deve essere usato se la donna ha o ha avuto: trombosi venosa profonda o embolia polmonare, un disturbo della coagulazione come carenza di proteina C, proteina S, antitrombina III, fattore V di Leiden o anticorpi antifosfolipidi, un intervento chirurgico o un lungo periodo di immobilità, infarto o ictus, angina pectoris o attacco ischemico transitorio, emicrania con aura, pancreatite associata ad alti grassi nel sangue, e alcune condizioni che aumentano il rischio di coaguli nelle arterie come diabete grave con lesione dei vasi, pressione molto alta, livelli molto alti di colesterolo o trigliceridi, o iperomocisteinemia.[2]
La scheda tecnica aggiunge che, se sono presenti fattori di rischio o condizioni rilevanti, l’idoneità di NuvaRing deve essere discussa con la donna, e che se un fattore di rischio peggiora o compare per la prima volta, la donna deve rivolgersi al medico per stabilire se il trattamento vada interrotto.[1]
Per il rischio di tromboembolia venosa, la scheda tecnica segnala che il rischio è massimo nel primo anno di utilizzo e che può aumentare anche quando un contraccettivo ormonale combinato viene ripreso dopo una pausa di 4 o più settimane.[1, 2]
Interazioni
NuvaRing può interagire con farmaci o prodotti a base di erbe induttori degli enzimi microsomiali. Queste interazioni possono aumentare la clearance degli ormoni sessuali e portare a sanguinamento da rottura o a riduzione dell’efficacia contraccettiva.[1]
L’induzione enzimatica può comparire dopo pochi giorni di trattamento e raggiungere il massimo in poche settimane; dopo la sospensione, può persistere per circa 4 settimane.[1]
Se il trattamento concomitante è a breve termine, il foglietto raccomanda di usare temporaneamente un metodo di barriera o un altro metodo contraccettivo non ormonale in aggiunta a NuvaRing per tutto il periodo di terapia e per i 28 giorni successivi. Se il farmaco concomitante continua oltre 3 settimane di uso di un anello, il successivo va inserito subito, senza il consueto intervallo libero da anello.[1]
Nelle donne in trattamento a lungo termine con induttori enzimatici, si raccomanda un altro metodo contraccettivo non ormonale affidabile.[1]
Gravidanza e allattamento
NuvaRing non è indicato durante la gravidanza. Se si instaura una gravidanza con l’anello in sede, deve essere rimosso.[1, 3]
La scheda tecnica riferisce che ampi studi epidemiologici non hanno mostrato un aumento del rischio di difetti congeniti nei bambini nati da donne che avevano usato contraccettivi ormonali combinati prima della gravidanza, e non sono emersi effetti teratogeni quando questi farmaci sono stati usati inavvertitamente all’inizio della gravidanza. Per NuvaRing, però, non è stata riportata esperienza clinica di esiti di gravidanze esposte.[1]
Se una donna vuole smettere perché desidera una gravidanza, si consiglia di attendere la comparsa di una mestruazione naturale prima di provare a concepire.[1]
Durante l’allattamento, l’uso di NuvaRing deve in genere essere sconsigliato fino al completamento dello svezzamento, perché gli estrogeni possono ridurre la quantità di latte e modificarne la composizione. Piccole quantità di steroidi contraccettivi e/o metaboliti possono passare nel latte, ma non vi è prova che ciò danneggi il bambino.[1, 3]
Effetti indesiderati
Negli studi clinici gli effetti indesiderati più frequenti con NuvaRing sono stati cefalea, infezioni vaginali e secrezione vaginale, ciascuno riportato dal 5-6% delle donne.[1]
Tra le reazioni avverse elencate nella scheda tecnica figurano anche depressione, diminuzione della libido, emicrania, capogiri, disturbi visivi, vampate di calore, dolore addominale, nausea, acne, alopecia, prurito, eruzione cutanea, orticaria, dolore dorsale e spasmi muscolari. Alcune reazioni sono state classificate come rare o con frequenza non nota, tra cui reazioni di ipersensibilità con angioedema e anafilassi, tromboembolia venosa e arteriosa, e cloasma.[1]
La scheda tecnica ricorda inoltre che nelle donne che usano contraccettivi ormonali combinati è stato osservato un maggior rischio di eventi trombotici e tromboembolici arteriosi e venosi, inclusi infarto miocardico, ictus, attacchi ischemici transitori, trombosi venosa ed embolia polmonare.[1]
Domande frequenti
Nuvaring si usa per evitare la gravidanza? Sì, è un anello vaginale contraccettivo usato per prevenire la gravidanza.[1, 2]
Quanto tempo resta inserito? Resta in vagina per 3 settimane, poi si fa una settimana di intervallo libero da anello prima di inserirne uno nuovo.[1, 2]
Può essere usato in gravidanza? No, non è indicato durante la gravidanza; se la gravidanza inizia con l’anello in sede, va rimosso.[1, 3]
Qual è il problema principale da valutare prima di iniziarlo? Il rischio di tromboembolia venosa: la scheda tecnica dice che va valutato con attenzione prima della prescrizione.[1]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Nuvaring: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
