Prisma: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Prisma: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAPrisma
  2. 2 BugiardinoPrisma
  3. 3 IndicazioniPrisma
  4. 4 Effetti collateraliPrisma
  5. 5 Sicurezza e azionePrisma

Il testo è generato solo da questi 5 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato: gli articoli di approfondimento in fondo alla pagina sono solo elencati.

Prisma è un farmaco a base di mesoglicano, un antitrombotico indicato nel trattamento delle ulcere venose croniche.[1, 2] È disponibile in capsule rigide da 24 mg e 50 mg e in soluzione iniettabile da 30 mg/ml per uso intramuscolare.[1] Prima di usarlo vanno considerate alcune controindicazioni importanti, tra cui allergia al principio attivo o agli eccipienti, allergia a eparina o eparinoidi e la presenza di malattie emorragiche.[1, 2]

A cosa serve

Prisma è indicato nel trattamento delle ulcere venose croniche, cioè lesioni dei tessuti associate a una patologia venosa e che non guariscono con le normali fasi di rigenerazione e cicatrizzazione.[1, 2] Nella scheda tecnica il farmaco è classificato tra gli antitrombotici e il suo principio attivo, mesoglicano, è descritto come un insieme di glucosaminoglicani estratti e purificati dalla mucosa intestinale suina.[1] La sua attività farmacologica è spiegata con un effetto antitrombotico, profibrinolitico e antiedemigeno, oltre a un effetto antiaterogeno.[1]

Formulazioni e come si usa

Prisma è disponibile in tre formulazioni: capsule rigide da 24 mg, capsule rigide da 50 mg e soluzione iniettabile da 30 mg/ml per uso intramuscolare.[1] Le capsule si assumono per via orale, mentre la soluzione iniettabile si usa per via intramuscolare.[1]

Per gli adulti, la posologia riportata in scheda tecnica è la seguente:[1]

Formulazione Dose standard Dose massima giornaliera riportata
Prisma 24 mg capsule rigide 1 capsula due volte al dì 2 capsule al dì
Prisma 50 mg capsule rigide 1 capsula una o due volte al dì 2 capsule al dì
Prisma 30 mg/ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare 1-2 fiale al dì 2 fiale al dì

Per la formulazione da 50 mg la scheda tecnica precisa che la scelta tra una o due somministrazioni giornaliere dipende dalla gravità dell’affezione in atto e dalla prescrizione medica.[1] Il bugiardino conferma che il dosaggio può essere modificato dal medico.[2] La sicurezza e l’efficacia di Prisma nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni non sono state stabilite.[1, 2]

Controindicazioni e avvertenze

Prisma non deve essere usato in caso di ipersensibilità al mesoglicano o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2] È controindicato anche in caso di ipersensibilità verso l’eparina e gli eparinoidi e in presenza di diatesi o malattie emorragiche.[1, 2]

Se compaiono eruzioni cutanee o altre manifestazioni di ipersensibilità, la scheda tecnica raccomanda di interrompere il trattamento e instaurare una terapia idonea.[1] Il foglietto illustrativo indica di interrompere immediatamente l’assunzione e contattare il medico se compaiono reazioni allergiche gravi.[2]

Le capsule contengono lattosio: i pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo farmaco.[1] La soluzione iniettabile contiene clorocresolo, che può causare reazioni allergiche.[1]

Se è in corso un trattamento contemporaneo con anticoagulanti, la scheda tecnica consiglia di controllare periodicamente i parametri emocoagulativi.[1] La stessa cautela è indicata anche quando Prisma viene usato insieme ad altri medicinali che influenzano la coagulazione.[1, 2]

Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.[1, 2]

Interazioni

Non sono stati effettuati studi di interazione.[1] La somministrazione concomitante con anticoagulanti potrebbe potenziarne l’azione, per una possibile interazione farmacodinamica.[1, 2] Per questo motivo, l’uso insieme ad altri medicinali con effetti sulla coagulazione deve essere effettuato con cautela e con controlli periodici dei parametri emocoagulativi.[1, 2]

Gravidanza e allattamento

In gravidanza, la sicurezza d’uso del mesoglicano nell’uomo non è stata accertata.[1, 2] Gli studi nell’animale non hanno mostrato effetti dannosi sullo sviluppo dell’embrione e del feto né sul decorso della gestazione, ma per motivi cautelativi Prisma è sconsigliato in gravidanza.[1, 2] Anche durante l’allattamento il suo uso è sconsigliato, perché il passaggio del mesoglicano nel latte materno non è stato accertato.[1, 2] Gli effetti sulla fertilità umana non sono stati studiati.[1]

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati riportati con Prisma riguardano soprattutto disturbi non gravi del tratto gastrointestinale superiore, più spesso con le formulazioni orali, e reazioni cutanee non gravi.[1] Negli studi clinici nell’insufficienza venosa cronica, comprese le ulcere venose, l’interruzione del trattamento per reazioni avverse è stata dell’1,2%.[1]

Tra le reazioni avverse segnalate ci sono dolore addominale, dolore addominale superiore e dispepsia, considerate comuni.[1, 2] Sono stati riportati anche cefalea, palpitazioni, ipotensione, pre-sincope, nausea, diarrea, prurito, orticaria, eruzione cutanea, eritema e malessere, con frequenze variabili.[1, 2] Reazioni meno comuni o rare comprendono vertigine, porpora e metrorragia.[1, 2] Sono inoltre segnalati edema palpebrale, angioedema, parestesia, epistassi, dolore agli arti ed edema con frequenza non nota.[1, 2] Le reazioni in sede di iniezione, come dolore ed ematoma, sono associate esclusivamente alla formulazione intramuscolare.[1]

In caso di sovradosaggio, non sono stati segnalati casi specifici di Prisma.[1, 2] La scheda tecnica raccomanda misure di supporto, monitoraggio clinico e, se necessario, terapia di supporto.[1] Il foglietto illustrativo segnala che, in caso di assunzione accidentale eccessiva, va contattato subito il medico o il pronto soccorso.[2]

Domande frequenti

Prisma è un anticoagulante? No, nella scheda tecnica è classificato come antitrombotico e usato per le ulcere venose croniche.[1, 2]

Si può usare nei bambini? La sicurezza e l’efficacia nei minori di 18 anni non sono state stabilite, quindi il dato pediatrico non è disponibile in scheda tecnica.[1, 2]

Posso prenderlo in gravidanza? No, per motivi cautelativi il suo uso in gravidanza è sconsigliato.[1, 2]

Cosa devo fare se compaiono rash o altri segni di allergia? Il trattamento va interrotto e bisogna contattare il medico per una valutazione e una terapia idonea.[1, 2]

Prisma contiene lattosio? Sì, le capsule contengono lattosio e non devono essere assunte da chi ha alcuni rari problemi ereditari di tolleranza agli zuccheri elencati in scheda tecnica.[1]

Approfondimenti su Prisma

I 26 articoli di Torrinomedica su Prisma, divisi per tema. Non sono stati usati come fonte del riassunto qui sopra.

Confronti e alternative (2)
Effetti indesiderati e sicurezza (2)
Per quali disturbi si usa (3)
Dosi, formulazioni e modo d'uso (9)
Altre domande (10)

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Tutte le informazioni su Prisma: pagina del farmaco. Avvertenze.