Prolia: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Prolia: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo, 1 riassunto EPAR EMA scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAProlia 60 mg soluzione iniettabile
  2. 2 BugiardinoProlia
  3. 3 IndicazioniProlia
  4. 4 Effetti collateraliProlia
  5. 5 Sicurezza e azioneProlia
  6. 6 Riassunto EPAR EMAProlia (denosumab)
  7. 7 Principio attivoDenosumab

Il testo è generato solo da questi 7 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato: gli articoli di approfondimento in fondo alla pagina sono solo elencati.

Prolia è un farmaco a base di denosumab usato per trattare l’osteoporosi nelle donne in post-menopausa e negli uomini a rischio aumentato di fratture, la perdita ossea negli uomini con cancro della prostata sottoposti a terapia ormonale ablativa e la perdita ossea associata a trattamento sistemico prolungato con glucocorticoidi negli adulti ad aumentato rischio di frattura.[1] Prima di usarlo bisogna verificare che non ci sia ipocalcemia e che non vi siano allergie al principio attivo o agli eccipienti; inoltre durante il trattamento servono un adeguato apporto di calcio e vitamina D e un controllo del calcio nel sangue, soprattutto nei soggetti a rischio.[1, 2] In gravidanza non è raccomandato e l’allattamento va deciso valutando con il medico il rapporto tra beneficio per la madre e per il bambino.[1, 2]

A cosa serve

Prolia è indicato per il trattamento dell’osteoporosi in donne in post-menopausa e in uomini ad aumentato rischio di fratture. Nelle donne in post-menopausa riduce in modo significativo il rischio di fratture vertebrali, non vertebrali e di femore.[1] È indicato anche per la perdita ossea associata a terapia ormonale ablativa in uomini con cancro della prostata ad aumentato rischio di fratture; in questo contesto riduce significativamente il rischio di fratture vertebrali.[1] Inoltre è usato nella perdita ossea associata a terapia sistemica con glucocorticoidi a lungo termine in pazienti adulti ad aumentato rischio di frattura.[1]

Il foglio EMA conferma questi impieghi e ricorda che il medicinale contiene denosumab, un anticorpo monoclonale.[6]

Formulazioni e come si usa

Prolia è una soluzione iniettabile in siringa preriempita da 60 mg di denosumab in 1 mL.[1, 7] La dose raccomandata negli adulti è 60 mg, somministrati come singola iniezione sottocutanea una volta ogni 6 mesi, nella coscia, nell’addome o nella parte superiore del braccio.[1] La somministrazione deve essere eseguita da un soggetto adeguatamente addestrato nelle tecniche di iniezione.[1, 6]

Durante il trattamento è necessario assumere un adeguato supplemento di calcio e vitamina D.[1, 6] La durata totale ottimale del trattamento antiriassorbitivo per l’osteoporosi non è stata stabilita; per questo la necessità di continuare la terapia deve essere rivalutata periodicamente, in particolare dopo 5 o più anni di utilizzo.[1] Nei pazienti anziani non è richiesto alcun aggiustamento della dose, e non è richiesto un aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale.[1]

Per la popolazione pediatrica la scheda tecnica indica che Prolia non deve essere usato nei bambini di età inferiore a 18 anni per problemi di sicurezza legati a ipercalcemia grave e al potenziale effetto sulla crescita ossea e sull’eruzione dei denti.[1]

Controindicazioni e avvertenze

Prolia è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti e in caso di ipocalcemia.[1, 2] Prima di iniziare il trattamento l’ipocalcemia deve essere corretta con adeguato apporto di calcio e vitamina D.[1]

L’ipocalcemia è un punto centrale di sicurezza: il monitoraggio clinico dei livelli di calcio è raccomandato prima di ogni dose e, nei pazienti predisposti, entro due settimane dalla dose iniziale.[1] Se compaiono sintomi sospetti, come crampi, spasmi o parestesie, il calcio va misurato.[1, 2] La scheda tecnica segnala che sono stati riportati casi di ipocalcemia severa sintomatica, anche fatale, soprattutto nelle prime settimane di terapia, ma talvolta anche più avanti nel trattamento.[1] Il rischio aumenta nei pazienti con grave compromissione renale o in dialisi, e il trattamento concomitante con glucocorticoidi è un ulteriore fattore di rischio.[1]

Sono state riportate infezioni cutanee, soprattutto cellulite, che possono richiedere ospedalizzazione; il paziente deve rivolgersi subito al medico se compaiono segni compatibili con cellulite.[1, 2] È stata inoltre segnalata raramente osteonecrosi della mandibola o della mascella.[1, 2] La scheda tecnica raccomanda di rinviare l’inizio o il nuovo inizio del trattamento se sono presenti lesioni aperte non guarite dei tessuti molli della bocca e di valutare il rapporto beneficio/rischio individuale, con visita odontoiatrica e profilassi dentale, nei pazienti con fattori di rischio.[1]

Gravidanza e allattamento

L’uso di Prolia non è raccomandato nelle donne in gravidanza e nelle donne in età fertile che non usano misure contraccettive.[1] Le donne devono evitare di iniziare una gravidanza durante il trattamento e per almeno 5 mesi dopo la fine della terapia.[1] La scheda tecnica avverte che gli effetti possono essere maggiori nel secondo e nel terzo trimestre, perché gli anticorpi monoclonali attraversano la placenta con l’avanzare della gravidanza.[1]

Non è noto se denosumab passi nel latte materno.[1] In allattamento bisogna decidere se sospendere l’allattamento oppure la terapia, considerando il beneficio dell’allattamento per il bambino e quello del trattamento per la madre.[1]

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più comuni sono il dolore muscoloscheletrico e il dolore alle estremità, osservati in più di un paziente su dieci.[1, 2, 6] Altri eventi descritti includono infezione delle vie urinarie, infezione delle vie respiratorie superiori, diverticolite, cellulite, infezione auricolare, sciatica, stipsi, fastidio addominale, eruzione cutanea, eczema e alopecia.[1, 4]

Tra le reazioni meno comuni o rare sono riportate ipersensibilità, reazione anafilattica, ipocalcemia, osteonecrosi della mandibola o mascella, fratture femorali atipiche e, molto raramente, vasculite da ipersensibilità.[1, 4] Il bugiardino segnala anche che il rischio di osteonecrosi della mandibola o mascella può aumentare con l’uso prolungato.[2]

Come agisce

Denosumab è un anticorpo monoclonale umano IgG2 diretto contro il RANKL.[1, 6] Legandosi al RANKL, impedisce l’attivazione del recettore RANK presente su osteoclasti e precursori, riducendo formazione, funzione e sopravvivenza degli osteoclasti e quindi il riassorbimento osseo.[1, 6] La scheda tecnica indica che il trattamento riduce rapidamente il turnover osseo, con una riduzione del CTX dell’85% in 3 giorni, e che l’effetto si mantiene durante l’intervallo di somministrazione.[1]

Studi principali

Nello studio principale in donne in post-menopausa con osteoporosi, Prolia è stato valutato per 3 anni in 7.808 donne.[5] A 3 anni, il rischio di nuove fratture vertebrali è stato del 2,3% con Prolia contro il 7,2% con placebo, con riduzione relativa del rischio del 68%.[5] Sempre nello stesso studio, il rischio di fratture di femore è stato dell’1,2% nel gruppo placebo e dello 0,7% nel gruppo Prolia, con una riduzione relativa del 40%.[5]

Il riassunto EMA riporta anche che, negli uomini con osteoporosi, la densità ossea aumentava del 5,7% dopo 1 anno con Prolia rispetto allo 0,9% con placebo, e che negli uomini trattati per il carcinoma prostatico il farmaco era più efficace del placebo nel migliorare la densità ossea e nel ridurre le nuove fratture vertebrali.[6] Nei pazienti in terapia cronica con corticosteroidi, Prolia è risultato più efficace di risedronato nell’aumentare la densità ossea lombare in due sottogruppi dello studio principale.[6]

Domande frequenti

Prolia si usa per tutti i tipi di osteoporosi? No, le indicazioni riportate sono osteoporosi in donne in post-menopausa e uomini ad alto rischio di frattura, perdita ossea da terapia ormonale ablativa nel carcinoma prostatico e perdita ossea da glucocorticoidi a lungo termine negli adulti.[1, 6]

Ogni quanto si fa l’iniezione? La dose raccomandata è 60 mg sottocute una volta ogni 6 mesi.[1, 6]

Devo prendere calcio e vitamina D? Sì, il supplemento di calcio e vitamina D è richiesto durante il trattamento.[1, 6]

Prolia può essere usato in gravidanza? No, non è raccomandato in gravidanza e bisogna evitare una gravidanza durante il trattamento e per almeno 5 mesi dopo.[1]

Chi non deve usare Prolia? Non deve essere usato in caso di ipocalcemia o di allergia al principio attivo o agli eccipienti.[1, 2]

Approfondimenti su Prolia

I 50 articoli di Torrinomedica su Prolia, divisi per tema. Non sono stati usati come fonte del riassunto qui sopra.

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Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Tutte le informazioni su Prolia: pagina del farmaco.