Tranex: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Tranex: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFATranex
  2. 2 BugiardinoTranex
  3. 3 IndicazioniTranex
  4. 4 Effetti collateraliTranex
  5. 5 Sicurezza e azioneTranex
  6. 6 Principio attivoAcido Tranexamico

Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato: gli articoli di approfondimento in fondo alla pagina sono solo elencati.

Tranex è un farmaco a base di acido tranexamico, in soluzione iniettabile per uso endovenoso, usato per prevenire e trattare emorragie dovute a fibrinolisi generalizzata o locale negli adulti e nei bambini a partire da un anno.[1] Prima di usarlo è importante sapere che non deve essere impiegato in caso di trombosi acuta, insufficienza renale grave, anamnesi di convulsioni o somministrazione intratecale, intraventricolare o intracerebrale.[1] La somministrazione deve avvenire lentamente in vena e la dose va adattata dal medico, soprattutto se c’è insufficienza renale.[1, 2]

A cosa serve

Tranex è indicato per la prevenzione e il trattamento di emorragie dovute a fibrinolisi generalizzata o locale negli adulti e nei bambini a partire da un anno.[1] Le indicazioni specifiche comprendono menorragia e metrorragia, sanguinamento gastrointestinale, disturbi emorragici urinari, emorragie dopo chirurgia prostatica o procedure sulle vie urinarie, interventi otorinolaringoiatrici come adenoidectomia, tonsillectomia ed estrazioni dentali, chirurgia ginecologica o disturbi ostetrici, chirurgia toracica e addominale, altri grandi interventi chirurgici come la chirurgia cardiovascolare e la gestione dell’emorragia dovuta alla somministrazione di un fibrinolitico.[1, 2]

Il principio attivo, l’acido tranexamico, appartiene alla categoria degli antiemorragici antifibrinolitici.[1, 5] Agisce inibendo le proprietà fibrinolitiche della plasmina, riducendo quindi la degradazione della fibrina.[1, 5]

Formulazioni e come si usa

La formulazione descritta nelle fonti è Tranex 500 mg/5 ml soluzione iniettabile.[1] Si tratta di una soluzione per uso endovenoso.[1]

Negli adulti, salvo diversa prescrizione medica, la scheda tecnica riporta queste dosi.[1]

Situazione clinica Dose standard Frequenza Via di somministrazione
Fibrinolisi locale da 0,5 g a 1 g 2 o 3 volte al giorno iniezione endovenosa lenta
Fibrinolisi generalizzata 1 g ogni 6-8 ore iniezione endovenosa lenta

La scheda tecnica precisa che la somministrazione deve avvenire lentamente, con una velocità di 1 ml/minuto.[1] L’iniezione intramuscolare non deve essere usata.[1]

Per i bambini a partire da un anno, la scheda tecnica e il foglietto illustrativo indicano che la dose dipende dal peso e che il medico decide la posologia e la durata del trattamento.[1, 2] I dati su efficacia, posologia e sicurezza nei bambini sono limitati, quindi per questa fascia d’età bisogna leggere la tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo e affidarsi al pediatra.[1, 2]

Negli anziani non è necessario ridurre la dose, a meno che non sia presente insufficienza renale.[1, 2] Nei pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata la dose deve essere ridotta in base alla creatinina sierica; nei pazienti con insufficienza renale grave l’uso è controindicato.[1]

Controindicazioni e avvertenze

Tranex non deve essere usato in caso di ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, trombosi venosa o arteriosa acuta, condizioni fibrinolitiche dovute a coagulopatia da consumo, insufficienza renale grave, anamnesi di convulsioni e somministrazione intratecale, intraventricolare o applicazione intracerebrale.[1, 2]

La scheda tecnica raccomanda che le iniezioni endovenose siano eseguite lentamente e precisa che il medicinale non deve essere somministrato per via intramuscolare.[1] Sono stati riportati casi di convulsioni in associazione al trattamento, soprattutto con dosi elevate nel contesto della chirurgia di bypass aortocoronarico.[1] Rispettando le dosi minori raccomandate, l’incidenza di convulsioni post-operatorie era la stessa dei pazienti non trattati.[1]

Bisogna prestare attenzione ai possibili disturbi visivi, compresi visione offuscata, visione alterata dei colori e compromissione della visione; se necessario il trattamento deve essere interrotto.[1, 2] In caso di uso prolungato si raccomandano regolari controlli oftalmologici.[1, 2]

In presenza di ematuria dalle vie urinarie superiori esiste il rischio di ostruzione uretrale e di anuria meccanica.[1, 2] Nei pazienti con funzionalità renale compromessa c’è rischio di accumulo del farmaco, perciò la dose va ridotta secondo la creatinina sierica.[1]

Prima di usare il medicinale devono essere considerati i fattori di rischio tromboembolico.[1] Nei pazienti con anamnesi di trombosi o con elevato rischio familiare di trombofilia, Tranex deve essere somministrato solo se espressamente indicato dal medico, dopo consulto con un esperto in emostaseologia e sotto stretta supervisione medica.[1] In caso di coagulazione intravascolare disseminata, nella maggior parte dei casi il medicinale non può essere usato; se si decide di impiegarlo, ciò deve avvenire solo quando prevale l’attivazione fibrinolitica con sanguinamento grave acuto.[1, 2]

Interazioni

Non sono stati effettuati studi formali sulle interazioni.[1] Il trattamento concomitante con anticoagulanti può avvenire solo sotto stretta supervisione medica da parte di un esperto.[1] I medicinali che agiscono sull’emostasi devono essere usati con cautela nei pazienti trattati con acido tranexamico.[1] Esiste un rischio teorico di aumento della formazione di trombi, come può avvenire con gli estrogeni, e l’effetto antifibrinolitico può essere antagonizzato dai farmaci trombolitici.[1] Nel foglietto illustrativo è inoltre raccomandato di informare il medico se si assumono antifibrinolitici, trombolitici o contraccettivi orali.[2]

Gravidanza e allattamento

Le donne potenzialmente fertili devono usare contraccettivi efficaci durante il trattamento.[1] Non esistono sufficienti dati clinici sull’uso in gravidanza.[1] Per precauzione, l’uso non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza.[1] Nel secondo e terzo trimestre il medicinale può essere usato solo se i benefici attesi giustificano il potenziale rischio.[1]

L’acido tranexamico è escreto nel latte materno, quindi l’allattamento non è raccomandato.[1, 2] Non ci sono dati clinici sugli effetti sulla fertilità.[1]

Effetti indesiderati

Tra le reazioni avverse riportate ci sono nausea, vomito e diarrea, che nella scheda tecnica risultano comuni.[1] La dermatite allergica è riportata come non comune.[1]

Tra gli effetti con frequenza non nota figurano convulsioni, soprattutto in caso di uso scorretto, disturbi visivi compresa la visione alterata dei colori, reazioni di ipersensibilità incluso anafilassi, trombosi arteriosa o venosa in qualsiasi sede, malessere associato a ipotensione con o senza perdita di coscienza e necrosi corticale renale acuta.[1]

In caso di sovradosaggio non sono stati riportati casi specifici, ma i possibili segni e sintomi includono vertigine, cefalea, ipotensione e convulsioni; il trattamento è di supporto.[1]

Domande frequenti

Tranex si usa solo in ospedale? La forma descritta in scheda tecnica è una soluzione iniettabile endovenosa, quindi la somministrazione avviene tramite iniezione lenta in vena e deve essere gestita da personale sanitario.[1, 2]

Può essere usato nei bambini? Sì, è indicato nei bambini a partire da un anno, ma per loro la dose dipende dal peso e va definita dal pediatra seguendo la tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo.[1, 2]

È adatto a chi ha problemi renali? Se l’insufficienza renale è grave è controindicato; se è lieve o moderata la dose va ridotta in base alla creatinina sierica.[1]

Può dare problemi alla vista? Sì, possono comparire disturbi visivi, compresa la visione alterata dei colori, e in caso di comparsa o uso prolungato va rivalutato dal medico.[1, 2]

Approfondimenti su Tranex

I 15 articoli di Torrinomedica su Tranex, divisi per tema. Non sono stati usati come fonte del riassunto qui sopra.

Con altri farmaci, malattie, cibo e alcol (1)
Confronti e alternative (1)
Effetti indesiderati e sicurezza (1)
Per quali disturbi si usa (3)
Dosi, formulazioni e modo d'uso (7)
Altre domande (2)

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Tutte le informazioni su Tranex: pagina del farmaco.