Se hai un abbonamento attivo ACCEDI QUI
Introduzione
La semaglutide è un agonista del recettore del GLP-1 somministrato per via iniettiva una volta alla settimana. È disponibile in Italia con diversi marchi e dosaggi, tra cui Ozempic (per il diabete di tipo 2) e formulazioni specificamente approvate per la gestione cronica del peso corporeo come Wegovy. Negli ultimi anni l’interesse è cresciuto rapidamente, ma insieme all’attenzione del pubblico sono aumentati anche i dubbi pratici: chi può realmente prescriverla? In quali contesti clinici? E con quali regole? La risposta dipende dal quadro regolatorio, dall’indicazione per cui viene usata e dal canale di erogazione (privato o tramite Servizio Sanitario Nazionale).
Capire “chi può prescrivere” non è un dettaglio burocratico: è una garanzia di appropriatezza terapeutica, sicurezza e continuità di cura. La semaglutide non è un integratore né un “farmaco di stile di vita”: richiede una valutazione clinica, obiettivi chiari e monitoraggio. Inoltre, trattandosi di una penna preriempita con titolazione graduale, la scelta del dosaggio e del ritmo di incremento deve seguire criteri medici. In questa guida illustriamo in modo chiaro e aggiornato come funziona la prescrizione in Italia, quali figure sanitarie sono coinvolte e quali aspetti pratici è utile conoscere, sia per i clinici sia per i lettori non specialisti.
Chi può prescrivere la semaglutide
In Italia la semaglutide è un medicinale soggetto a prescrizione medica. Questo significa che non può essere acquistata senza ricetta e che la decisione di iniziare la terapia deve essere presa da un medico, dopo un’appropriata valutazione clinica. La classificazione e le condizioni di impiego possono variare a seconda dell’indicazione: nelle formulazioni per il diabete di tipo 2 (ad esempio Ozempic) si colloca nel percorso terapeutico del paziente diabetico quando dieta ed esercizio non sono sufficienti e, se necessario, in associazione ad altri ipoglicemizzanti; nelle formulazioni per il controllo del peso corporeo (ad esempio Wegovy) è indicata in presenza di determinati criteri di BMI e comorbidità e sempre come parte di un programma strutturato di modifiche dello stile di vita. Al di là dell’indicazione, la prescrizione deve considerare controindicazioni, fattori di rischio, comorbidità e farmaci concomitanti, aspetti che richiedono competenze mediche specifiche.
Chi può materialmente redigere la ricetta? In termini generali, qualsiasi medico abilitato e iscritto all’Ordine può prescrivere un farmaco soggetto a ricetta, nell’ambito delle proprie competenze. Tuttavia, per la semaglutide esistono percorsi preferenziali e, in diversi contesti regionali, requisiti specifici per l’accesso tramite Servizio Sanitario Nazionale. Per i pazienti con diabete di tipo 2, l’inizio della terapia e l’eventuale eleggibilità alla rimborsabilità sono spesso definiti da Note e piani terapeutici che richiedono la valutazione dello specialista (diabetologo, endocrinologo o internista) in centri accreditati. In molti casi il piano terapeutico, una volta attivato, può consentire al medico di medicina generale di proseguire o rinnovare la terapia entro i limiti previsti. In regime privatistico, il medico curante o lo specialista può prescrivere semaglutide se clinicamente appropriato, ma resta raccomandabile il coinvolgimento di un team esperto per impostare correttamente titolazione, obiettivi e follow-up.
È importante distinguere le diverse formulazioni di semaglutide e le loro indicazioni. Ozempic è autorizzato per il diabete di tipo 2; l’impiego esclusivo per la perdita di peso in soggetti senza diabete rientra nell’uso off-label e richiede particolari cautele normative, oltre a motivazioni cliniche solide e consenso informato. Viceversa, le formulazioni approvate per la gestione cronica del peso (come Wegovy) hanno schemi posologici e target di dose differenti, sono valutate nell’ambito dell’obesità come patologia cronica e vanno inserite in un programma multidisciplinare che includa nutrizione, attività fisica e strategie comportamentali. Non si devono usare in modo intercambiabile penne e dosaggi pensati per indicazioni diverse. Inoltre, in periodi di carenza di fornitura, le autorità possono raccomandare la priorità di dispensazione per le indicazioni approvate; il rispetto dell’indicazione è una responsabilità del medico prescrittore e del farmacista dispensatore.

Chi non può prescrivere la semaglutide? La prescrizione è atto medico: farmacisti, infermieri, dietisti, biologi nutrizionisti e altri professionisti sanitari non medici non possono rilasciare ricette per farmaci soggetti a prescrizione. Anche l’odontoiatra, pur essendo medico, può prescrivere farmaci nell’alveo delle competenze odontoiatriche; la semaglutide esula generalmente da tale ambito. Un discorso a parte riguarda l’età pediatrica: per gli adolescenti la valutazione deve essere affidata a specialisti con competenze in endocrinologia pediatrica o obesità dell’età evolutiva, in centri in grado di garantire un percorso strutturato e il monitoraggio multidisciplinare. In tutti i casi, l’avvio del trattamento dovrebbe avvenire in un setting con esperienza nella gestione dei GLP-1, perché la corretta educazione all’uso della penna, la titolazione graduale e la gestione degli effetti avversi iniziali (come nausea o disturbi gastrointestinali) influenzano l’aderenza e gli esiti.
Nella pratica, la prescrizione di semaglutide si accompagna a una documentazione clinica essenziale. Per il diabete: storia clinica, glicemie, emoglobina glicata, funzione renale ed epatica, terapia in corso e rischio di ipoglicemia, oltre alla definizione di obiettivi individualizzati. Per la gestione del peso: misurazioni antropometriche (BMI, circonferenza vita), comorbidità (apnea ostruttiva del sonno, steatosi epatica metabolica, ipertensione, dislipidemia, prediabete/diabete), valutazione psicocomportamentale e un piano strutturato di dieta e attività fisica. In entrambi i contesti vanno considerate controindicazioni e avvertenze (ad esempio storia personale o familiare di particolari neoplasie tiroidee, pancreatiti pregresse, gravidanza e allattamento) e va concordato un calendario di follow-up per rivalutare i benefici clinici, gli eventi avversi e l’eventuale proseguimento della terapia. Questo approccio, condiviso tra medico di medicina generale e specialisti, aiuta a garantire appropriatezza, sicurezza e sostenibilità del trattamento con semaglutide.
Indicazioni per l’uso
La semaglutide è un agonista del recettore GLP-1 indicato principalmente per il trattamento del diabete mellito di tipo 2 negli adulti. Viene prescritta in aggiunta a una dieta equilibrata e all’esercizio fisico, sia in monoterapia quando la metformina non è tollerata o controindicata, sia in combinazione con altri farmaci antidiabetici per migliorare il controllo glicemico. (pharmamedix.com)
Oltre al diabete, la semaglutide è approvata per la gestione del peso corporeo in adulti e adolescenti sopra i 12 anni. È indicata per pazienti con obesità (indice di massa corporea ≥30 kg/m²) o sovrappeso (IMC da ≥27 kg/m² a <30 kg/m²) che presentano almeno una comorbilità associata, come disglicemia, diabete di tipo 2, ipertensione, dislipidemia, apnea ostruttiva del sonno o malattie cardiovascolari.
Recentemente, la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l’uso della semaglutide per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari in pazienti obesi o in sovrappeso con malattia cardiovascolare diagnosticata.
È importante notare che l’uso della semaglutide per la gestione del peso deve essere accompagnato da una dieta ipocalorica e da un aumento dell’attività fisica. Nei pazienti adolescenti, se dopo 12 settimane di terapia alla dose ottimale non si osserva una perdita di peso di almeno il 5%, il trattamento dovrebbe essere interrotto e la terapia rivalutata.
Inoltre, studi preliminari suggeriscono un potenziale utilizzo della semaglutide nel trattamento della steatopatite non alcolica associata a disfunzione metabolica (MASLD), una condizione spesso correlata a obesità e diabete di tipo 2.
Conclusioni
In conclusione, la semaglutide rappresenta una risorsa terapeutica versatile, efficace non solo nel controllo glicemico dei pazienti con diabete di tipo 2, ma anche nella gestione del peso corporeo e nella riduzione del rischio cardiovascolare in individui obesi o in sovrappeso. Tuttavia, è fondamentale che il suo utilizzo avvenga sotto stretta supervisione medica, con un monitoraggio attento degli effetti collaterali e delle risposte al trattamento.
Per approfondire
Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA): Informazioni ufficiali sui farmaci approvati in Italia, inclusa la semaglutide.
Agenzia Europea per i Medicinali (EMA): Dettagli sull’approvazione e l’uso della semaglutide nell’Unione Europea.
American Diabetes Association (ADA): Linee guida e risorse sul trattamento del diabete, compreso l’uso di agonisti del recettore GLP-1 come la semaglutide.
New England Journal of Medicine: Studio clinico sull’efficacia della semaglutide nella gestione del peso corporeo.
Food and Drug Administration (FDA): Informazioni sull’approvazione della semaglutide per la riduzione del rischio cardiovascolare in pazienti obesi o in sovrappeso.
