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Ozempic

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Ozempic: ultimo aggiornamento pagina: 09/07/2019 (Fonte: A.I.FA.)

 

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

Ozempic 0,25 mg soluzione iniettabile in penna preriempita Ozempic 0,5 mg soluzione iniettabile in penna preriempita Ozempic 1 mg soluzione iniettabile in penna preriempita

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ozempic 0,25 mg soluzione iniettabile.

Un ml di soluzione contiene 1,34 mg di semaglutide*. Una penna preriempita contiene 2 mg di semaglutide* in 1,5 ml di soluzione. Ogni dose contiene 0,25 mg di semaglutide in 0,19 ml di soluzione.

Ozempic 0,5 mg soluzione iniettabile.

Un ml di soluzione contiene 1,34 mg di semaglutide*. Una penna preriempita contiene 2 mg di semaglutide* in 1,5 ml di soluzione. Ogni dose contiene 0,5 mg di semaglutide in 0,37 ml di soluzione.

Ozempic 1 mg soluzione iniettabile.

Un ml di soluzione contiene 1,34 mg di semaglutide*. Una penna preriempita contiene 4 mg di semaglutide* in 3,0 ml di soluzione. Ogni dose contiene 1 mg di semaglutide in 0,74 ml di soluzione.

*analogo del peptide-1 simil-glucagone (GLP-1) umano prodotto con tecnologia del DNA ricombinante da cellule di Saccharomyces cerevisiae.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

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Soluzione iniettabile (iniezione).

Soluzione isotonica, limpida, incolore o quasi incolore; pH=7,4.

 

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Ozempic è indicato per il trattamento di adulti affetti da diabete mellito tipo 2 non adeguatamente controllato in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico

come monoterapia quando l’uso di metformina è considerato inappropriato a causa di intolleranza o controindicazioni

in aggiunta ad altri medicinali per il trattamento del diabete.

Per i risultati degli studi clinici rispetto alle combinazioni, agli effetti sul controllo glicemico e agli eventi cardiovascolari e alle popolazioni studiate, vedere i paragrafi 4.4, 4.5 e 5.1.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

La dose iniziale è di 0,25 mg di semaglutide una volta alla settimana. Dopo 4 settimane, la dose deve essere aumentata a 0,5 mg una volta alla settimana. Dopo almeno 4 settimane con una dose da 0,5 mg una volta alla settimana, la dose può essere aumentata a 1 mg una volta alla settimana per migliorare ulteriormente il controllo glicemico.

Semaglutide 0,25 mg non è una dose di mantenimento. Non sono raccomandate dosi superiori a 1 mg alla settimana.

Quando Ozempic viene aggiunto alla terapia in atto a base di metformina e/o tiazolidinedione, la dose di metformina e/o tiazolidinedione può essere mantenuta senza variazioni.

Quando Ozempic viene aggiunto alla terapia in atto con sulfanilurea o con un’insulina, è necessario considerare una riduzione della dose di sulfanilurea o di insulina per ridurre il rischio di ipoglicemia (vedere paragrafì 4.4 e 4.8).

Non è necessario automonitorare la glicemia per aggiustare la dose di Ozempic. Tuttavia, quando si inizia il trattamento con Ozempic in combinazione con una sulfanilurea o con un’insulina, l’automonitoraggio della glicemia può diventare necessario per correggere la dose della sulfanilurea o di insulina e ridurre il rischio di ipoglicemia (vedere paragrafo 4.4).

Dose saltata

Se una dose viene saltata, deve essere somministrata non appena possibile ed entro 5 giorni dalla dose saltata. Se sono trascorsi più di 5 giorni, la dose saltata deve essere ignorata e la dose successiva deve essere somministrata nel giorno regolarmente pianificato. In ogni caso, successivamente i pazienti possono riprendere lo schema di somministrazione abituale una volta alla settimana.

Popolazioni speciali

Anziani

Non è richiesta la correzione della dose in base all’età. L’esperienza terapeutica nei pazienti di età

≥75 anni è limitata (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione della funzionalità renale

Non è richiesta correzione della dose per i pazienti con lieve, moderata o severa compromissione della funzionalità renale. L’esperienza con l’uso di semaglutide in pazienti con severa compromissione della funzionalità renale è limitata. Semaglutide non è raccomandato per l’uso in pazienti con uno stadio finale della funzionalità renale (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione della funzionalità epatica

Non è richiesta correzione della dose per i pazienti con compromissione della funzionalità epatica. L’esperienza con l’uso di semaglutide in pazienti con severa compromissione della funzionalità epatica è limitata. È necessario prestare attenzione quando si trattano questi pazienti con semaglutide (vedere paragrafo 5.2).

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di semaglutide nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni non sono state ancora stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione

Ozempic si somministra una volta alla settimana a qualsiasi ora del giorno, indipendentemente dai pasti.

Ozempic si inietta per via sottocutanea nell’addome, nella coscia o nella parte superiore del braccio. Il sito dell’iniezione può essere variato senza necessità di correzione della dose. Ozempic non deve essere somministrato per via endovenosa o intramuscolare.

Se necessario, il giorno della somministrazione settimanale può essere variato purché il tempo trascorso tra due dosi sia almeno di 3 giorni (>72 ore). Una volta scelto un nuovo giorno per la somministrazione, si deve continuare la somministrazione una volta alla settimana.

Per ulteriori informazioni sulla somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

 

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Semaglutide non deve essere usato nei pazienti affetti da diabete mellito tipo 1 o per il trattamento della chetoacidosi diabetica. Semaglutide non è un sostituto dell’insulina.

Non vi è nessuna esperienza nei pazienti affetti da insufficienza cardiaca congestizia di classe IV secondo la NYHA e, pertanto, semaglutide non è raccomandato per l’uso in questi pazienti.

Effetti gastrointestinali

L’uso di recettori agonisti del GLP-1 può essere associato a reazioni avverse gastrointestinali. Se ne deve tenere conto quando si trattano pazienti con compromissione della funzionalità renale perché la nausea, il vomito e la diarrea possono causare disidratazione che a sua volta può provocare un deterioramento della funzionalità renale (vedere paragrafo 4.8).

Pancreatite acuta

Pancreatite acuta è stata osservata durante l’uso di recettori agonisti del GLP-1. I pazienti devono essere informati del sintomo caratteristico della pancreatite acuta. In caso di sospetto di pancreatite, semaglutide deve essere interrotto; se la pancreatite acuta è confermata, semaglutide non deve essere ripreso. È necessario prestare attenzione nei pazienti con una storia clinica di pancreatite.

Ipoglicemia

I pazienti trattati con semaglutide in combinazione con una sulfanilurea o con insulina possono essere soggetti a un rischio maggiore di ipoglicemia. Il rischio di ipoglicemia può essere ridotto diminuendo la dose di sulfanilurea o di insulina quando si inizia il trattamento con semaglutide (vedere paragrafo 4.8).

Retinopatia diabetica

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Nei pazienti con retinopatia diabetica trattati con insulina e semaglutide, è stato osservato un aumento del rischio di sviluppo di complicazioni della retinopatia diabetica (vedere paragrafo 4.8). È necessario prestare attenzione quando si usa semaglutide nei pazienti con retinopatia diabetica trattati con insulina. Questi pazienti devono essere monitorati attentamente e trattati secondo le linee guida cliniche. Il miglioramento rapido del controllo glicemico è stato associato a un temporaneo peggioramento della retinopatia diabetica, ma non possono essere esclusi ulteriori meccanismi.

Contenuto di sodio

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per dose, cioè è praticamente “senza sodio”.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Semaglutide ritarda lo svuotamento gastrico e può influire sulla velocità di assorbimento di medicinali orali assunti in concomitanza. Semaglutide deve essere usato con cautela nei pazienti trattati con medicinali orali che necessitano di un assorbimento gastrointestinale rapido.

Paracetamolo

Semaglutide ritarda la velocità di svuotamento gastrico, come valutato con la farmacocinetica del paracetamolo durante un test con pasto standard. L’AUC0-60min e la Cmax del paracetamolo sono diminuite rispettivamente del 27% e del 23% dopo l’uso concomitante di 1 mg di semaglutide.

L’esposizione totale di paracetamolo (AUC0-5h) non è stata alterata. Non è richiesta una correzione della dose di paracetamolo quando somministrato con semaglutide.

Contraccettivi orali

Non si prevede che semaglutide riduca l’effetto dei contraccettivi orali perché non ha cambiato l’esposizione totale di etinilestradiolo e levonorgestrel in maniera clinicamente rilevante quando un contraccettivo orale combinato (0,03 mg di etinilestradiolo/0,15 mg di levonorgestrel) è stato somministrato in concomitanza con semaglutide. L’esposizione di etinilestradiolo non è stata alterata;

si è osservato un aumento del 20% dell’esposizione di levonorgestrel allo steady state. La Cmax non è stata alterata per nessuno dei composti.

Atorvastatina

Semaglutide non ha modificato l’esposizione totale di atorvastatina dopo la somministrazione di una dose singola di atorvastatina (40 mg). La Cmax dell’atorvastatina è diminuita del 38%. Questa riduzione non è stata giudicata clinicamente rilevante.

Digossina

Semaglutide non ha modificato l’esposizione totale o la Cmax della digossina dopo la somministrazione di una dose singola di digossina (0,5 mg).

Metformina

Semaglutide non ha modificato l’esposizione totale o la Cmax della metformina dopo la somministrazione di 500 mg due volte al giorno nell’arco di 3,5 giorni.

Warfarin

Semaglutide non ha modificato l’esposizione totale o la Cmax di R-warfarin e S-warfarin dopo una dose singola di warfarin (25 mg) e gli effetti farmacodinamici di warfarin, misurati con il Rapporto Internazionale Normalizzato (INR), non sono stati alterati in maniera clinicamente rilevante. Tuttavia,

all’inizio della terapia con semaglutide in pazienti trattati con warfarin o altri derivati cumarinici si raccomanda un monitoraggio frequente dell’INR.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Donne in età fertile

Si raccomanda che le donne in età fertile facciano uso di misure contraccettive quando sono trattate con semaglutide.

Gravidanza

Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). I dati relativi all’uso di semaglutide in donne in gravidanza sono in numero limitato. Pertanto, semaglutide non deve essere usato durante la gravidanza. Se una paziente desidera iniziare una gravidanza o se si verifica una gravidanza, semaglutide deve essere interrotto. In considerazione della sua lunga emivita, semaglutide deve essere interrotto almeno 2 mesi prima di una gravidanza pianificata (vedere paragrafo 5.2).

Allattamento

In femmine di ratto che allattavano, semaglutide è risultato escreto nel latte materno. Poiché non è possibile escludere il rischio per un bambino allattato al seno, semaglutide non deve essere utilizzato durante l’allattamento.

Fertilità

L’effetto di semaglutide sulla fertilità umana è sconosciuto. Semaglutide non ha alterato la fertilità maschile nei ratti. Nelle femmine di ratto, si sono osservati un aumento della durata estrale e una lieve riduzione del numero di ovulazioni a dosi associate a un calo ponderale della madre (vedere paragrafo 5.3).

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Semaglutide non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Quando viene usato in combinazione con una sulfanilurea o con insulina, ai pazienti occorre raccomandare di adottare le necessarie precauzioni per evitare la comparsa di ipoglicemia durante la guida e l’uso di macchinari (vedere paragrafo 4.4).

 

04.8 Effetti indesiderati

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Riassunto del profilo di sicurezza

In otto studi clinici di fase 3a, 4.792 pazienti sono stati esposti a semaglutide. Le reazioni avverse segnalate con maggiore frequenza durante gli studi clinici riguardavano patologie gastrointestinali, compresi nausea (molto comune), diarrea (molto comune) e vomito (comune). In generale, queste reazioni sono state di gravità lieve o moderata e di breve durata.

Tabella delle reazioni avverse

Nella tabella 1 sono elencate le reazioni avverse individuate in tutti gli studi di fase 3a condotti in pazienti con diabete mellito tipo 2 (una descrizione più dettagliata è riportata nel paragrafo 5.1). Le frequenze delle reazioni avverse sono basate sui dati raggruppati degli studi di fase 3a, escluso lo studio sugli esiti cardiovascolari (vedere la tabella dì seguìto per ulterìorì ìnformazìonì).

Le reazioni sono elencate di seguito in base alla classificazione per sistemi e organi e alla frequenza assoluta. Le frequenze sono definite come: molto comune: (≥1/10); comune: (≥1/100, <1/10); non comune: (≥1/1.000, <1/100); raro: (≥1/10.000, <1/1.000) e molto raro: (<1/10.000). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.

Tabella 1 Reazioni avverse da studi controllati di fase 3a a lungo termine, incluso lo studio sugli esiti cardiovascolari

Classificazione
per sistemi e organi secondo MedDRA
Molto comune Comune Non comune Raro
Disturbi del sistema
immunitario
Reazione
anafilattica
Disturbi del Ipoglicemiaa Ipoglicemiaa
metabolismo e quando usato con quando usato con
della nutrizione insulina o altri antidiabetici
sulfanilurea orali
Diminuzione
dell’appetito
Patologie del sistema nervoso Capogiro Disgeusia
Patologie dell’occhio Complicazioni
della retinopatia diabeticab
Patologie cardiache Frequenza
cardiaca aumentata
Patologie gastrointestinali Nausea
Diarrea
Vomito
Dolore addominale
Dilatazione addominale Stipsi
Dispepsia Gastrite
Malattia da reflusso gastroesofageo
Eruttazione Flautolenza
Patologie epatobiliari Colelitiasi
Patologie
sistemiche e condizioni relative alla sede di sommini- strazione
Affaticamento Reazioni al
sito di iniezione
Esami diagnostici Lipasi aumentata
Amilasi aumentata Calo ponderale

a) Ipoglicemia definita come grave (che necessita dell’assistenza di un’altra persona) o sintomatica in

associazione a glicemia <3,1 mmol/l

b) Le complicazioni della retinopatia diabetica sono un composito di: fotocoagulazione della retina, trattamento con agenti intravitreali, emorragia del vitreo, cecità correlata al diabete (non comune). Frequenza basata sullo studio sugli esiti cardiovascolari.

Studio della durata di 2 anni sugli esiti cardiovascolari e di sicurezza

Nella popolazione ad alto rischio cardiovascolare, il profilo delle reazioni avverse è risultato simile a quello osservato negli altri studi di fase 3a (descritti al paragrafo 5.1).

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Ipoglicemia

Non è stato osservato nessun episodio di ipoglicemia grave quando semaglutide è stato usato in monoterapia. L’ipoglicemia grave è stata principalmente osservata quando semaglutide è stato usato con una sulfanilurea (1,2% dei soggetti, 0,03 eventi/paziente/anno) o insulina (1,5% dei soggetti, 0,02 eventi/paziente/anno). Con semaglutide in combinazione con antidiabetici orali diversi dalle sulfaniluree si sono osservati pochi episodi (0,1% dei soggetti, 0,001 eventi/paziente/anno).

Reazioni avverse gastrointestinali

Nei pazienti trattati rispettivamente con semaglutide 0,5 mg e 1 mg si è verificata nausea nel 17,0% e nel 19,9%, diarrea nel 12,2% e nel 13,3% e vomito nel 6,4% e nel 8,4%. La maggior parte degli eventi è stata di gravità da lieve a moderata e di breve durata. Gli eventi hanno portato all’interruzione del trattamento nel 3,9% e nel 5% dei pazienti. Gli eventi sono stati segnalati più frequentemente durante i primi mesi di trattamento.

I pazienti di basso peso corporeo possono manifestare più effetti indesiderati gastrointestinali quando vengono trattati con semaglutide.

Complicazioni della retinopatia diabetica

Uno studio clinico della durata di 2 anni ha valutato 3.297 pazienti con diabete tipo 2, ad alto rischio cardiovascolare, con diabete di lunga durata e glicemia scarsamente controllata. In questo studio, gli eventi aggiudicati come complicazioni della retinopatia diabetica si sono verificati in un numero maggiore di pazienti trattati con semaglutide (3,0%) rispetto al placebo (1,8%). Questo è stato osservato nei pazienti trattati con insulina, affetti da retinopatia diabetica accertata. La differenza compariva prima del previsto e persisteva durante tutto lo studio. La valutazione sistematica delle complicazioni della retinopatia diabetica è stata unicamente eseguita negli studi sugli esiti cardiovascolari.

Negli studi clinici di durata massima di 1 anno, condotti in 4.807 pazienti con diabete tipo 2, sono stati riferiti eventi avversi correlati alla retinopatia diabetica in percentuali simili di soggetti trattati con semaglutide (1,7%) e con prodotti di confronto (2,0%).

Interruzione del trattamento dovuta a un evento avverso

L’incidenza di interruzione del trattamento dovuta a eventi avversi è stata del 6,1% e dell’8,7% per i pazienti trattati rispettivamente con 0,5 mg e 1 mg di semaglutide, rispetto a 1,5% per il placebo. Gli eventi avversi più frequenti che hanno causato l’interruzione del trattamento sono stati di natura gastrointestinale.

Reazioni al sito di iniezione

Sono state segnalate reazioni al sito di iniezione (per es. eruzione cutanea, eritema al sito di iniezione) nello 0,6% e nello 0,5% dei pazienti trattati rispettivamente con 0,5 mg e 1 mg di semaglutide. Queste reazioni sono state in genere di lieve entità.

Immunogenicità

In linea con le potenziali proprietà immunogene dei medicinali contenenti proteine o peptidi, i pazienti possono sviluppare anticorpi a seguito del trattamento con semaglutide. La percentuale di pazienti risultati positivi agli anticorpi anti-semaglutide in qualsiasi momento dopo il basale è stata bassa (1- 2%) e nessun paziente ha presentato anticorpi neutralizzanti anti-semaglutide o anticorpi anti- semaglutide con effetto neutralizzante del GLP-1 endogeno alla fine dello studio.

Aumento della frequenza cardiaca

Un aumento della frequenza cardiaca è stato osservato con gli agonisti del recettore del GLP-1. Negli studi di fase 3a, nei soggetti trattati con Ozempic, sono stati osservati aumenti medi da 1 a 6 battiti al minuto (bpm) da un basale compreso tra 72 e 76 bpm. In uno studio a lungo termine in soggetti con fattori di rischio cardiovascolare, il 16% dei soggetti trattati con Ozempic ha avuto un aumento della frequenza cardiaca di> 10 bpm rispetto all’11% dei soggetti trattati con placebo dopo 2 anni di trattamento.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

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La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

 

04.9 Sovradosaggio

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Negli studi clinici sono stati riportati sovradosaggi fino a 4 mg in una dose singola e fino a 4 mg in una settimana. La reazione avversa più comunemente segnalata è stata la nausea. Tutti i pazienti si sono ripresi senza complicazioni.

Non esiste nessun antidoto specifico per il sovradosaggio di semaglutide. In caso di sovradosaggio, deve essere iniziato un appropriato trattamento di supporto a seconda dei sintomi e dei segni clinici manifestati dal paziente. Tenendo conto della lunga emivita di semaglutide, di circa 1 settimana, può essere necessario un periodo prolungato di osservazione e trattamento di questi sintomi (vedere paragrafo 5.2).

 

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: farmaci usati nel diabete, analoghi del peptide-1 simil-glucagone (GLP- 1), codice ATC: A10BJ06

Meccanismo d’azione

Semaglutide è un analogo del GLP-1, con un’omologia di sequenza del 94% rispetto al GLP-1 umano. Semaglutide agisce da agonista recettoriale del GLP-1 che si lega selettivamente al recettore del GLP- 1, il bersaglio del GLP-1 nativo, attivandolo.

Il GLP-1 è un ormone fisiologico che svolge molteplici azioni nella regolazione del glucosio e dell’appetito, nonché nel sistema cardiovascolare. Gli effetti sul glucosio e sull’appetito sono mediati specificamente dai recettori del GLP-1 nel pancreas e nel cervello.

Semaglutide riduce la glicemia in modo glucosio-dipendente, stimolando la secrezione di insulina e riducendo la secrezione di glucagone quando la glicemia è elevata. Il meccanismo ipoglicemizzante comporta anche un lieve ritardo nello svuotamento gastrico nella prima fase postprandiale. Durante l’ipoglicemia, semaglutide riduce la secrezione di insulina e non ostacola quella di glucagone.

Semaglutide riduce il peso corporeo e la massa grassa mediante un ridotto introito calorico grazie a una diminuzione generale dell’appetito. Inoltre, semaglutide riduce la preferenza per gli alimenti ad alto contenuto di grassi.

I recettori del GLP-1 sono anche espressi nel cuore, nel sistema vascolare, nel sistema immunitario e nei reni.

Negli studi clinici, semaglutide ha esercitato un effetto positivo sui lipidi plasmatici, ha diminuito la pressione arteriosa sistolica e ha ridotto l’infiammazione. Negli studi su animali, semaglutide ha attenuato lo sviluppo dell’aterosclerosi prevenendo la progressione della placca aortica e riducendo l’infiammazione nella placca.

Effetti farmacodinamici

Tutte le valutazioni farmacodinamiche sono state eseguite dopo 12 settimane di trattamento (compresa la fase di aumento progressivo della dose) allo steady state con una dose di semaglutide di 1 mg una volta alla settimana.

Glicemia a digiuno e postprandiale

Semaglutide riduce le glicemie a digiuno e postprandiali. Nei pazienti con diabete tipo 2, il trattamento con semaglutide 1 mg ha determinato riduzioni della glicemia in termini di variazione assoluta dal basale (mmol/l) e riduzione relativa rispetto al placebo (%) per la glicemia a digiuno (1,6 mmol/l; riduzione del 22%), per la glicemia postprandiale a 2 ore (4,1 mmol/l; riduzione del 37%), per la glicemia media nelle 24 ore (1,7 mmol/l; riduzione del 22%) e per le escursioni della glicemia postprandiale in 3 pasti (0,6-1,1 mmol/l) rispetto al placebo. Semaglutide ha ridotto la glicemia a digiuno dopo la prima dose.

Funzionalità delle cellule beta e secrezione di insulina

Semaglutide migliora la funzionalità delle cellule beta. Rispetto al placebo, semaglutide ha migliorato la prima e seconda fase di risposta insulinica con un aumento rispettivamente di 3 e 2 volte e ha aumentato la capacità secretoria massima delle cellule beta in pazienti con diabete tipo 2. Inoltre, il trattamento con semaglutide ha aumentato le concentrazioni di insulina a digiuno rispetto al placebo.

Secrezione di glucagone

Semaglutide riduce le concentrazioni di glucagone a digiuno e postprandiali. In pazienti con diabete tipo 2, semaglutide ha determinato le seguenti riduzioni relative del glucagone rispetto al placebo: glucagone a digiuno (8-21%), risposta del glucagone postprandiale (14-15%) e concentrazione media di glucagone nelle 24 ore (12%).

Secrezione di insulina e di glucagone glucosio-dipendente

Semaglutide ha ridotto le glicemie elevate stimolando la secrezione di insulina e riducendo la secrezione di glucagone in modo glucosio-dipendente. Con semaglutide, il tasso di secrezione di insulina nei pazienti con diabete tipo 2 è risultato comparabile a quello dei soggetti sani.

Durante l’ipoglicemia indotta, semaglutide rispetto al placebo non ha alterato le risposte contro- regolatorie di aumento di glucagone e non ha compromesso la riduzione del C-peptide nei pazienti con diabete tipo 2.

Svuotamento gastrico

Semaglutide ha causato un lieve ritardo dello svuotamento gastrico nelle prime fasi postprandiali, riducendo così la velocità con la quale il glucosio compare in circolazione dopo il pasto.

Appetito, introito calorico e scelta degli alimenti

Semaglutide rispetto al placebo ha ridotto del 18-35% l’introito calorico in 3 pasti consecutivi ad libitum. Questa osservazione è stata supportata da una soppressione dell’appetito indotta da semaglutide a digiuno così come dopo il pasto, da un miglior controllo dell’alimentazione, da minore desiderio alimentare e da una preferenza relativamente minore per alimenti ad alto contenuto di grassi.

Lipidi a digiuno e postprandiali

Semaglutide rispetto al placebo ha ridotto le concentrazioni a digiuno di trigliceridi e di colesterolo con lipoproteine a densità molto bassa (VLDL) rispettivamente del 12% e del 21%. La risposta postprandiale dei trigliceridi e del colesterolo VLDL a un pasto ad alto contenuto di grassi è stata ridotta di >40%.

Elettrofisiologia cardiaca (QT corretto)

L’effetto di semaglutide sulla ripolarizzazione cardiaca è stato valutato in un accurato studio sul QT corretto. Semaglutide non ha prolungato gli intervalli del QT corretto a livelli di dose sovra-terapeutici (fino a 1,5 mg allo steady state).

Efficacia e sicurezza clinica

Sia il miglioramento del controllo glicemico che la riduzione della morbidità e della mortalità cardiovascolare sono parte integrante del trattamento del diabete tipo 2.

L’efficacia e la sicurezza di Ozempic 0,5 mg e 1 mg una volta alla settimana sono state valutate in sei studi randomizzati controllati di fase 3a nei quali sono stati inclusi 7.215 pazienti con diabete mellito tipo 2 (4.107 trattati con semaglutide). Cinque studi (SUSTAIN 1-5) avevano come obiettivo primario la valutazione dell’efficacia glicemica, mentre uno studio (SUSTAIN 6) aveva come obiettivo primario l’esito cardiovascolare.

Uno studio clinico addizionale è stato condotto in 1.201 per confrontare l’efficacia e la sicurezza rispettivamente di Ozempic 0,5 mg e 1 mg una volta alla settimana con dulaglutide 0,75 e 1,5 mg una volta alla settimana.

Il trattamento con semaglutide ha dimostrato riduzioni prolungate, statisticamente superiori e clinicamente significative dell’HbA1c e del peso corporeo fino a 2 anni rispetto al placebo e al trattamento di controllo attivo (sitagliptin, insulina glargine, exenatide ER e dulaglutide).

L’efficacia di semaglutide non è stata alterata dall’età, dal sesso, dall’origine etnica, dall’indice di massa corporea (Body Mass Index, BMI) al basale, dal peso corporeo (kg) al basale, dalla durata del diabete e dal livello di compromissione della funzionalità renale.

SUSTAIN 1 – monoterapia

In uno studio della durata di 30 settimane in doppio cieco, controllato con placebo, 388 pazienti controllati in modo inadeguato con la dieta e l’esercizio fisico sono stati randomizzati a Ozempic 0,5 mg o Ozempic 1 mg una volta alla settimana o placebo.

Tabella 2 SUSTAIN 1: risultati alla settimana 30

Semaglutide 0,5 mg Semaglutide 1 mg Placebo
Popolazione Intent-to-Treat (ITT) (N) 128 130 129
HbA1c
(%)
Basale (valore medio) 8,1 8,1 8,0
Variazione dal basale alla
settimana 30
-1,5 -1,6 0
Differenza rispetto al placebo [IC
95%]
-1,4 [-1,7, -1,1]a -1,5 [-1,8, -1,2]a
Pazienti (%) che hanno raggiunto HbA1c
<7%
74 72 25
Glicemia a digiuno (FPG, mmol/l)
Basale (valore medio) 9,7 9,9 9,7
Variazione dal basale alla
settimana 30
-2,5 -2,3 -0,6
Peso corporeo (kg)
Basale (valore medio) 89,8 96,9 89,1
Variazione dal basale alla
settimana 30
-3,7 -4,5 -1,0
Differenza rispetto al placebo [IC
95%]
-2,7 [-3,9, -1,6]a -3,6 [-4,7, -2,4]a

ap <0,0001 (a 2 code) per la superiorità

SUSTAIN 2 – Ozempic vs sitagliptin entrambi in combinazione con 1-2 antidiabetici orali (metformina e/o tiazolidinedioni)

In uno studio della durata di 56 settimane, con controllo attivo, in doppio cieco, 1.231 pazienti sono stati randomizzati a Ozempic 0,5 mg una volta alla settimana, Ozempic 1 mg una volta alla settimana o sitagliptin 100 mg una volta al giorno, tutti in combinazione con metformina (94%) e/o tiazolidinedioni (6%).

Tabella 3 SUSTAIN 2: risultati alla settimana 56

Semaglutide 0,5 mg Semaglutide 1 mg Sitagliptin 100 mg
Popolazione Intent-to-Treat (ITT) (N) 409 409 407
HbA1c
(%)
Basale (valore medio) 8,0 8,0 8,2
Variazione dal basale alla
settimana 56
-1,3 -1,6 -0,5
Differenza rispetto a sitagliptin [IC
95%]
-0,8 [-0,9, -0,6]a -1,1 [-1,2, -0,9]a
Pazienti (%) che hanno raggiunto HbA1c
<7%
69 78 36
Glicemia a digiuno (FPG, mmol/l)
Basale (valore medio) 9,3 9,3 9,6
Variazione dal basale alla
settimana 56
-2,1 -2,6 -1,1
Peso corporeo (kg)
Basale (valore medio) 89,9 89,2 89,3
Variazione dal basale alla settimana 56 -4,3 -6,1 -1,9
Differenza rispetto a sitagliptin [IC 95%] -2,3 [-3,1, -1,6]a -4,2 [-4,9, -3,5]a

ap <0,0001 (a 2 code) per la superiorità

HbA1c (%)

Variazione dal basale

Peso corporeo (kg)

Variazione dal basale

Figura 1 Variazione media di HbA1c (%) e peso corporeo (kg) dal basale alla settimana 56

SUSTAIN 7 – Ozempic vs dulaglutide entrambi in combinazione con metformina

In uno studio della durata di 40 settimane in aperto, 1.201 pazienti trattati con metformina sono stati randomizzati in rapporto 1 :1 :1 :1 con Ozempic 0,5 mg, dulaglutide 0,75 mg , Ozempic 1 mg o dulaglutide 1,5 mg una volta alla settimana, rispettivamente. Lo studio ha confrontato 0,5 mg di Ozempic con 0,75 mg di dulaglutide e 1 mg di Ozempic con 1,5 mg di dulaglutide.

I disturbi gastrointestinali sono stati gli eventi avversi più frequenti e si sono verificati in una proporzione simile di pazienti trattati con Ozempic 0,5 mg (129 pazienti [43%]), Ozempic 1 mg (133 [44%]) e dulaglutide 1,5 mg (143 [48%] ); un numero inferiore di pazienti presentava disturbi gastrointestinali con dulaglutide 0,75 mg (100 [33%]).

Alla settimana 40, l’aumento della frequenza cardiaca per Ozempic (0,5 mg e 1 mg) e dulaglutide (0,75 mg e 1,5 mg) era rispettivamente 2,4, 4,0 e 1,6, 2,1, battiti/min.

Table 4 SUSTAIN 7: Risultati alla settimana 40

Semaglutide 0,5 mg Semaglutide 1 mg Dulaglutide 0,75 mg Dulaglutide 1,5 mg
Popolazione Intent-to-Treat (ITT)
(N)
301 300 299 299
HbA1c
(%)
Basale (valore medio) 8,3 8,2 8,2 8,2
Variazione dal basale alla
settimana 40
-1,5 -1,8 -1,1 -1,4
Differenza rispetto a dulaglutide [IC
95%]
-0,4b
[-0,6, -0,2]a
-0,4c
[-0,6, -0,3]a
Pazienti (%) che hanno raggiunto HbA1c
<7%
68 79 52 67
FPG (mmol/L)
Basale (valore medio) 9,8 9,8 9,7 9,6
Variazione dal basale alla
settimana 40
-2,2 -2,8 -1,9 -2,2
Peso corporeo (kg)
Basale (valore medio) 96,4 95,5 95,6 93,4
Variazione dal basale alla
settimana 40
-4,6 -6,5 -2,3 -3,0
Differenza rispetto a dulaglutide [IC
95%]
-2,3b
[-3,0, -1,5]a
-3,6c
[-4,3, -2,8]a

ap <0,0001 (a 2 code) per la superiorità

b Ozempic 0,5 mg vs dulaglutide 0,75 mg

c Ozempic 1 mg vs dulaglutide 1,5 mg

HbA1c (%)

Cambiamento dal basale

Peso corporeo (kg)

Cambiamento dal basale

Figure 2 Variazione media di HbA1c (%) e peso corporeo (kg) dal basale alla settimana 40

SUSTAIN 3 – Ozempic vs exenatide ER entrambi in combinazione con metformina o metformina con sulfanilurea

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In uno studio della durata di 56 settimane in aperto, 813 pazienti trattati con metformina in monoterapia (49%), metformina con sulfanilurea (45%) o altro (6%) sono stati randomizzati a Ozempic 1 mg o exenatide ER 2 mg una volta alla settimana.

Tabella 5 SUSTAIN 3: risultati alla settimana 56

Semaglutide 1 mg Exenatide ER 2 mg
Popolazione Intent-to-Treat (ITT) (N) 404 405
HbA1c
(%)
Basale (valore medio) 8,4 8,3
Variazione dal basale alla
settimana 56
-1,5 -0,9
Differenza rispetto a exenatide [IC
95%]
-0,6 [-0,8, -0,4]a
Pazienti (%) che hanno raggiunto HbA1c
<7%
67 40
Glicemia a digiuno (FPG, mmol/l)
Basale (valore medio) 10,6 10,4
Variazione dal basale alla
settimana 56
-2,8 -2,0
Peso corporeo (kg)
Basale (valore medio) 96,2 95,4
Variazione dal basale alla
settimana 56
-5,6 -1,9
Differenza rispetto a exenatide [IC
95%]
-3,8 [-4,6, -3,0]a

ap <0,0001 (a 2 code) per la superiorità

SUSTAIN 4 – Ozempic vs insulina glargine entrambi in combinazione con 1-2 antidiabetici orali: metformina o metformina e sulfanilurea

In uno studio della durata di 30 settimane in aperto con prodotto di confronto, 1.089 pazienti sono stati randomizzati a Ozempic 0,5 mg una volta alla settimana, Ozempic 1 mg una volta alla settimana o insulina glargine una volta al giorno in aggiunta a una terapia di base con metformina (48%) o metformina e sulfanilurea (51%).

Tabella 6 SUSTAIN 4: risultati alla settimana 30

Semaglutide 0,5 mg Semaglutide 1 mg Insulina glargine
Popolazione Intent-to-Treat (ITT) (N) 362 360 360
HbA1c
(%)
Basale (valore medio) 8,1 8,2 8,1
Variazione dal basale alla settimana 30 -1,2 -1,6 -0,8
Differenza rispetto a insulina glargine [IC
95%]
-0,4 [-0,5, -0,2]a -0,8 [-1,0, -0,7]a
Pazienti (%) che hanno raggiunto HbA1c
<7%
57 73 38
Glicemia a digiuno (FPG, mmol/l)
Basale (valore medio) 9,6 9,9 9,7
Variazione dal basale alla settimana 30 -2,0 -2,7 -2,1
Peso corporeo (kg)
Basale (valore medio) 93,7 94,0 92,6
Variazione dal basale alla settimana 30 -3,5 -5,2 +1,2
Differenza rispetto a insulina glargine [IC
95%]
-4,6 [-5,3, -4,0]a -6,34 [-7,0, -5,7]a

ap <0,0001 (a 2 code) per la superiorità

SUSTAIN 5 – Ozempic vs placebo entrambi in combinazione con insulina basale

In uno studio della durata di 30 settimane in doppio cieco, controllato con placebo, 397 pazienti controllati in modo inadeguato con insulina basale con o senza metformina sono stati randomizzati a Ozempic 0,5 mg una volta alla settimana, Ozempic 1 mg una volta alla settimana o placebo.

Tabella 7 SUSTAIN 5: risultati alla settimana 30

Semaglutide 0,5 mg Semaglutide 1 mg Placebo
Popolazione Intent-to-Treat (ITT) (N) 132 131 133
HbA1c
(%)
Basale (valore medio) 8,4 8,3 8,4
Variazione dal basale alla
settimana 30
-1,4 -1,8 -0,1
Differenza rispetto al placebo [IC
95%]
-1,4 [-1,6, -1,1]a -1,8 [-2,0, -1,5]a
Pazienti (%) che hanno raggiunto HbA1c
<7%
61 79 11
Glicemia a digiuno (FPG, mmol/l)
Basale (valore medio) 8,9 8,5 8,6
Variazione dal basale alla settimana 30 -1,6 -2,4 -0,5
Peso corporeo (kg)
Basale (valore medio) 92,7 92,5 89,9
Variazione dal basale alla
settimana 30
-3,7 -6,4 -1,4
Differenza rispetto al placebo [IC
95%]
-2,3 [-3,3, -1,3]a -5,1 [-6,1, -4,0]a

ap <0,0001 (a 2 code) per la superiorità

Combinazione con sulfanilurea in monoterapia

Nello studio SUSTAIN 6 (vedere sottoparagrafo Malattìa cardìovascolare), 123 pazienti erano trattati con sulfanilurea in monoterapia al basale. L’HbA1c al basale era rispettivamente pari a 8,2%, 8,4% e 8,4% per Ozempic 0,5 mg, Ozempic 1 mg e placebo. Alla settimana 30, la variazione dell’HbA1c è risultata rispettivamente di -1,6%, -1,5% e 0,1% per Ozempic 0,5 mg, Ozempic 1 mg e placebo.

Combinazione con insulina premiscelata ± 1-2 antidiabetici orali

Nello studio SUSTAIN 6 (vedere sottoparagrafo Malattìa cardìovascolare), 867 pazienti erano trattati con insulina premiscelata (con o senza antidiabetici orali) al basale. L’HbA1c al basale era rispettivamente pari a 8,8%, 8,9% e 8,9% per Ozempic 0,5 mg, Ozempic 1 mg e placebo. Alla settimana 30, la variazione dell’HbA1c è risultata rispettivamente di -1,3%, -1,8% e -0,4% per Ozempic 0,5 mg, Ozempic 1 mg e placebo.

Malattia cardiovascolare

In uno studio della durata di 104 settimane in doppio cieco (SUSTAIN 6), 3.297 pazienti con diabete mellito tipo 2 ad alto rischio cardiovascolare sono stati randomizzati a Ozempic 0,5 mg una volta alla settimana, Ozempic 1 mg una volta alla settimana o placebo corrispondente in aggiunta allo standard di cura e successivamente seguiti per 2 anni. In totale, il 98% dei pazienti ha completato lo studio e lo stato di sopravvivenza alla fine dello studio era noto per il 99,6% dei pazienti.

La popolazione dello studio era distribuita nel seguente modo per l’età: 1.598 pazienti (48,5%)

≥65 anni, 321 (9,7%) ≥75 anni e 20 (0,6%) ≥85 anni. 2.358 pazienti presentavano funzionalità renale normale o compromissione lieve della funzionalità renale, 832 presentavano compromissione moderata e 107 presentavano compromissione grave o compromissione renale in stadio terminale. Il 61% dei pazienti era di sesso maschile, l’età media era di 65 anni e il BMI medio era di 33 kg/m2. La durata media del diabete era di 13,9 anni.

L’endpoint primario era il tempo intercorso tra la randomizzazione fino alla comparsa del primo degli eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE): morte cardiovascolare, infarto miocardico non fatale o ictus non fatale.

Pazienti con un evento (%)

Il numero totale di eventi per i componenti dell’endpoint primario dei MACE è stato 254, compresi 108 (6,6%) con semaglutide e 146 (8,9%) con il placebo. Vedere la figura 4 per i risultati degli endpoint cardiovascolari primari e secondari. Il trattamento con semaglutide ha determinato una riduzione del rischio del 26% per quanto riguarda l’esito composito primario di morte per cause cardiovascolari, infarto miocardico non fatale o ictus non fatale. I numeri totali di eventi di morte cardiovascolare, infarto miocardico non fatale e ictus non fatale sono stati rispettivamente 90, 111 e 71, inclusi rispettivamente 44 (2,7%), 47 (2,9%) e 27 (1,6%) con semaglutide (figura 4). La riduzione del rischio nell’esito composito primario è stata dovuta prevalentemente a una diminuzione del tasso di ictus non fatale (39%) e a una diminuzione di infarto miocardico non fatale (26%) (figura 3).

Figura 3 Grafico di Kaplan-Meier del tempo intercorso fino alla prima comparsa dell’esito composito: morte cardiovascolare, infarto miocardico non fatale o ictus non fatale (SUSTAIN 6)

(100) (100)
0.74 108 146
(0.58- 0.95) (6.6) (8.9)
0.98 44 46
(0.65-1.48) (2.7) (2.8)
0.61 27 44
(0.38-0.99) (1.6) (2.7)
0.74 47 64
(0.51-1.08) (2.9) (3.9)
1.05 62 60
(0.74-1.50) (3.8) (3.6)

Figura 4 Rappresentazione grafica (forest plot) del tempo intercorso fino alla prima comparsa dell’esito composito, delle sue componenti e di tutte le cause di morte (SUSTAIN 6)

Si sono verificati 158 nuovi episodi o peggioramento della nefropatia. Il tasso di rischio [IC 95%] per il tempo alla nefropatia (nuova insorgenza di macroalbuminuria persistente, raddoppiamento persistente della creatinina sierica, necessità di terapia sostitutiva renale continua e morte per malattia renale) è risultato pari a 0,64 [0,46; 0,88] guidato dalla nuova insorgenza di macroalbuminuria persistente.

Peso corporeo

Dopo un anno di trattamento, è stato ottenuto un calo ponderale di ≥5% e ≥10% per un numero maggiore di soggetti trattati con Ozempic 0,5 mg (46% e 13%) e 1 mg (52-62% e 21-24%) rispetto ai prodotti di confronto attivi sitagliptin (18% e 3%) ed exenatide ER (17% e 4%).

Nello studio della durata di 40 settimane rispetto dulaglutide una perdita di peso ≥5% e ≥10% è stata raggiunta in più pazienti con Ozempic 0,5 mg (44% e 14%) rispetto a dulaglutide 0,75 mg (23% e 3%)

e Ozempic 1 mg (fino a 63%e 27%) rispetto a dulaglutide 1,5 mg (30% e 8%).

Si è osservata una riduzione significativa e prolungata del peso corporeo dal basale alla settimana 104 con Ozempic 0,5 mg e 1 mg rispetto a placebo 0,5 mg e 1 mg, in aggiunta allo standard di cura (rispettivamente -3,6 kg e -4,49 kg vs -0,7 kg e -0,5 kg) nello studio SUSTAIN 6.

Pressione arteriosa

Si sono osservate riduzioni significative della pressione arteriosa sistolica quando Ozempic 0,5 mg (3,5-5,1 mmHg) e 1 mg (5,4-7,3 mmHg) sono stati utilizzati in combinazione con antidiabetici orali o insulina basale. Per la pressione arteriosa diastolica non si sono osservate differenze significative tra semaglutide e i prodotti di confronto.

Popolazione pediatrica

L’Agenzia europea dei medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi con semaglutide in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica per il diabete tipo 2 (vedere paragrafo 4.2).

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Rispetto al GLP-1 nativo, semaglutide ha un’emivita prolungata di circa 1 settimana, che lo rende idoneo alla somministrazione per via sottocutanea una volta alla settimana. Il meccanismo principale

di protrazione è il legame dell’albumina, che determina una riduzione della clearance renale e la protezione dalla degradazione metabolica. Inoltre, semaglutide è stabilizzato contro la degradazione dovuta all’enzima DPP-4.

Assorbimento

La concentrazione massima è stata raggiunta da 1 a 3 giorni dopo la dose. L’esposizione allo steadystate è stata raggiunta dopo 4-5 settimane di somministrazioni una volta alla settimana. Nei pazienti con diabete tipo 2, le concentrazioni medie allo steady state dopo la somministrazione sottocutanea di 0,5 mg e 1 mg di semaglutide sono state rispettivamente di circa 16 nmol/l e 30 nmol/l. L’esposizione a semaglutide è aumentata in modo proporzionale alla dose per le dosi di 0,5 mg e

1 mg. Si è ottenuta un’esposizione simile con la somministrazione sottocutanea di semaglutide nell’addome, nella coscia o nella parte superiore del braccio. La biodisponibilità assoluta di semaglutide somministrato per via sottocutanea è stata dell’89%.

Distribuzione

Il volume di distribuzione medio di semaglutide dopo la somministrazione per via sottocutanea in pazienti con diabete tipo 2 è stato di circa 12,5 l. Semaglutide si è legato ampiamente all’albumina plasmatica (>99%).

Metabolismo/Biotrasformazione

Prima dell’escrezione, semaglutide viene ampiamente metabolizzato mediante la divisione proteolitica della base peptidica e la successiva beta-ossidazione della catena laterale degli acidi grassi. Si prevede che l’enzima endopeptidase neutra (NEP) sia coinvolto nel metabolismo di semaglutide.

Eliminazione

In uno studio con una dose singola per via sottocutanea di semaglutide radiomarcato, si è osservato che le vie di escrezione primarie del materiale correlato a semaglutide erano le urine e le feci; circa 2/3 del materiale correlato a semaglutide è stato escreto nelle urine e circa 1/3 nelle feci. Circa il 3% della dose è stato escreto come semaglutide intatto nelle urine. Nei pazienti con diabete tipo 2, la clearance di semaglutide è stata di circa 0,05 l/ora. Con un’emivita di eliminazione di circa 1 settimana, semaglutide sarà presente nella circolazione per circa 5 settimane dopo l’ultima dose.

Popolazione speciale

Anziani

L’età non ha mostrato di avere effetti sulla farmacocinetica di semaglutide sulla base dei dati degli studi di fase 3a condotti su pazienti di 20-86 anni di età.

Sesso, razza e origine etnica

Il sesso, la razza (Bianco, Nero, Afroamericano, Asiatico) e l’origine etnica (Ispanico o Latino, non Ispanico o non Latino) non hanno mostrato di avere effetti sulla farmacocinetica di semaglutide.

Peso corporeo

Il peso corporeo influisce sull’esposizione di semaglutide. Un peso corporeo maggiore determina un’esposizione minore; una differenza del 20% nel peso corporeo tra gli individui determinerà una differenza del 16% nell’esposizione. Dosi di semaglutide di 0,5 mg e 1 mg forniscono un’esposizione sistemica adeguata per un peso corporeo compreso tra 40 e 198 kg.

Compromissione della funzionalità renale

La compromissione della funzionalità renale non ha influito sulla farmacocinetica di semaglutide in modo clinicamente rilevante. Questo è stato mostrato con una dose singola di 0,5 mg di semaglutide per pazienti con gradi diversi di compromissione della funzionalità renale (lieve, moderata, grave o pazienti dializzati) rispetto a soggetti con una funzionalità renale normale. Questo è stato mostrato anche per i soggetti con diabete tipo 2 e con compromissione della funzionalità renale in base ai dati degli studi di fase 3a, sebbene l’esperienza nei pazienti con malattia renale in stadio terminale fosse limitata.

Compromissione della funzionalità epatica

La compromissione della funzionalità epatica non ha influito sull’esposizione di semaglutide. La farmacocinetica di semaglutide è stata valutata in pazienti con gradi diversi di compromissione della funzionalità epatica (lieve, moderata, grave) rispetto a soggetti con funzionalità epatica normale in uno studio con una dose singola di 0,5 mg di semaglutide.

Popolazione pediatrica

Semaglutide non è stato studiato nei pazienti pediatrici.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute o genotossicità.

I tumori benigni delle cellule C tiroidee osservati nei roditori sono un effetto di classe degli agonisti del recettore del GLP-1. Negli studi di carcinogenicità a 2 anni condotti su ratti e topi, semaglutide ha causato tumori benigni delle cellule C tiroidee a esposizioni clinicamente rilevanti. Non si sono osservati altri tumori correlati al trattamento. I tumori delle cellule C dei roditori sono causati da un meccanismo non genotossico, mediato dal recettore specifico del GLP-1, a cui i roditori sono particolarmente sensibili. La rilevanza per gli esseri umani è considerata bassa, ma non può essere completamente esclusa.

Negli studi di fertilità condotti sui ratti, semaglutide non ha alterato le prestazioni di accoppiamento o la fertilità maschile. Nelle femmine di ratto, si sono osservati un aumento della durata dell’estro e una lieve riduzione dei corpi lutei (ovulazioni) a dosi associate a un calo ponderale della madre.

Negli studi di sviluppo embrio-fetale condotti sui ratti, semaglutide ha causato embriotossicità al di sotto di esposizioni clinicamente rilevanti. Semaglutide ha causato riduzioni marcate del peso corporeo della madre e riduzioni della sopravvivenza e della crescita embrionali. Nei feti, si sono osservate importanti malformazioni scheletriche e viscerali, compresi effetti sulle ossa lunghe, le coste, le vertebre, la coda, i vasi sanguigni e i ventricoli cerebrali. Le valutazioni meccanicistiche hanno indicato che l’embriotossicità comportava una compromissione, mediata dal recettore del GLP-1, dell’apporto di nutrienti all’embrione attraverso il sacco vitellino dei ratti. In considerazione delle differenze di specie nell’anatomia e nella funzione del sacco vitellino e in considerazione della mancanza di espressione del recettore del GLP-1 nel sacco vitellino di primati non umani, questo meccanismo è considerato di rilevanza improbabile per gli esseri umani. Tuttavia, un effetto diretto di semaglutide sul feto non può essere escluso.

Negli studi di tossicità dello sviluppo condotti in conigli e scimmie cynomolgus, si sono osservate una maggiore perdita di gravidanza e un’incidenza lievemente aumentata di anomalie fetali a esposizioni clinicamente rilevanti. I risultati sono compatibili con il calo ponderale marcato della madre, fino al 16%. Non è noto se questi effetti siano correlati a un minore consumo di cibo della madre come conseguenza diretta del GLP-1.

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La crescita e lo sviluppo postnatali sono stati valutati in scimmie cynomolgus. I neonati erano lievemente più piccoli al momento del parto, ma si sono ripresi durante il periodo di allattamento.

Nei ratti giovani, semaglutide ha causato un ritardo della maturazione sessuale sia nei maschi che nelle femmine. Questi ritardi non hanno alterato la fertilità o la capacità riproduttiva dei due sessi o la capacità delle femmine di mantenere la gravidanza.

 

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Fosfato disodico diidrato Propilenglicole

Fenolo

Acido cloridrico (per aggiustamento del pH) Idrossido di sodio (per aggiustamento del pH) Acqua per preparazioni iniettabili

 

06.2 Incompatibilità

Indice

In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

 

06.3 Periodo di validità

Indice

3 anni.

Periodo di validità in uso: 6 settimane.

Dopo il primo utilizzo: conservare a temperatura inferiore a 30°C o conservare in frigorifero (2°C – 8°C). Non congelare Ozempic e non usare Ozempic se è stato congelato. Quando la penna non è in uso, conservarla con il cappuccio per proteggere il medicinale dalla luce.

Rimuovere sempre l’ago per iniezione dopo ogni iniezione e conservare la penna senza l’ago inserito. Questo può prevenire ostruzioni degli aghi, contaminazioni, infezioni, perdite di soluzione e dosaggi errati.

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Prima del primo utilizzo: conservare in frigorifero (2°C – 8°C). Conservare lontano dagli elementi refrigeranti.

Non congelare Ozempic e non usare Ozempic se è stato congelato.

Per le condizioni di conservazione dopo la prima apertura vedere paragrafo 6.3. Conservare il cappuccio sulla penna per proteggere il medicinale dalla luce.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Cartuccia di vetro (vetro tipo I) da 1,5 ml o 3 ml chiusa a un’estremità con uno stantuffo di gomma (clorobutile) e all’altra estremità con una capsula di chiusura in alluminio con una placca laminata di gomma (bromobutile/polisoprene). La cartuccia è assemblata in una penna preriempita monouso realizzata in polipropilene, poliossimetilene, policarbonato e acrilonitrile butadiene stirene.

Confezione

Ozempic 0,25 mg soluzione iniettabile: ogni penna preriempita contiene 1,5 ml di soluzione, che rilascia 4 dosi da 0,25 mg.

1 penna preriempita e 4 aghi monouso NovoFine Plus

Ozempic 0,5 mg soluzione iniettabile: ogni penna preriempita contiene 1,5 ml di soluzione, che rilascia 4 dosi da 0,5 mg.

1 penna preriempita e 4 aghi monouso NovoFine Plus 3 penne preriempite e 12 aghi monouso NovoFine Plus

Pubblicita'

Ozempic 1 mg soluzione iniettabile: ogni penna preriempita contiene 3 ml di soluzione, che rilascia 4 dosi da 1 mg.

1 penna preriempita e 4 aghi monouso NovoFine Plus 3 penne preriempite e 12 aghi monouso NovoFine Plus

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

Si deve raccomandare al paziente di eliminare l’ago per iniezione dopo ogni iniezione e di conservare la penna senza ago per iniezione inserito. Questo può prevenire ostruzioni degli aghi, contaminazioni, infezioni, perdite di soluzione e dosaggi errati. Gli aghi e gli altri rifiuti devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

La penna è per l’uso di una sola persona.

Ozempic non deve essere usato se non appare limpido e incolore o quasi incolore. Ozempic non deve essere usato se è stato congelato.

Ozempic può essere somministrato con aghi lunghi fino a 8 mm. La penna è progettata per essere utilizzata con aghi monouso NovoFine o NovoTwist. Gli aghi NovoFine Plus sono inclusi nella confezione.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

Novo Nordisk A/S Novo Allé

DK-2880 Bagsværd Danimarca

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice

EU/1/17/1251/002 EU/1/17/1251/003 EU/1/17/1251/004 EU/1/17/1251/005 EU/1/17/1251/006

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

Data della prima autorizzazione: 8 febbraio 2018

 

10.0 Data di revisione del testo

Indice

Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: ———-

 


 

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

Informazioni aggiornate al: 01/02/2020
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Ozempic – 1 Pen 1 mg/d+4 Aghi (Semaglutide)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) Nota AIFA: Nessuna   Ricetta: Ricetta Ripetibile Limitativa Tipo: Etico Info: Continuita terapeutica Ospedale-Territorio (Det. AIFA 29/10/2004 All. 2)Prescrivibile su Diagnosi e Piano Terapeutico, Farmaco soggetto a monitoraggio addizionale. Segnalare eventi avversi (Art 23 Regolamento (CE) 726/2004), Distribuzione Prontuario Ospedale-Territorio (PHT) per conto delle ASL, BT ATC: A10BJ06 AIC: 046128056 Prezzo: 168,82 Ditta: Novo Nordisk Spa


Ozempic – 1 Pen 0,5 mg/d+4 Aghi (Semaglutide)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) Nota AIFA: Nessuna   Ricetta: Ricetta Ripetibile Limitativa Tipo: Etico Info: BT, Distribuzione Prontuario Ospedale-Territorio (PHT) per conto delle ASL, Continuita terapeutica Ospedale-Territorio (Det. AIFA 29/10/2004 All. 2)Prescrivibile su Diagnosi e Piano Terapeutico, Farmaco soggetto a monitoraggio addizionale. Segnalare eventi avversi (Art 23 Regolamento (CE) 726/2004) ATC: A10BJ06 AIC: 046128031 Prezzo: 168,82 Ditta: Novo Nordisk Spa


Ozempic – 1 Pen 0,25 mg/d+4 Aghi (Semaglutide)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) Nota AIFA: Nessuna   Ricetta: Ricetta Ripetibile Limitativa Tipo: Etico Info: BT, Farmaco soggetto a monitoraggio addizionale. Segnalare eventi avversi (Art 23 Regolamento (CE) 726/2004), Distribuzione Prontuario Ospedale-Territorio (PHT) per conto delle ASL, Continuita terapeutica Ospedale-Territorio (Det. AIFA 29/10/2004 All. 2)Prescrivibile su Diagnosi e Piano Terapeutico ATC: A10BJ06 AIC: 046128029 Prezzo: 168,82 Ditta: Novo Nordisk Spa


 


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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4 Comments

  1. Se la penna,che sia da 0,25 oppure da 0,5, è sufficiente per 4 dosi ,quanti scatti deve fare il cursore per ogni dose? Visto che ci sono delle aste senza numeri ,come regolarsi per suddividerle esattamente?
    Gradirei una precisa risposta.Grazie

    antonio
  2. Perchè non mettere dei numeri al posto delle aste per leggere il dosaggio da fare nelle penne di Ozempic? Si trova il quantitativo in numeri solo dopo aver scorso tutto il cursore,in fondo! In pratica dopo averli contati dividi per 4 il numero di scatti per ottenere la singola dose,non sarebbe più semplice dire :9 scatti corrispondono ad una dose? Perchè non numerare la penna?

    antonio
    1. Sul foglietto illustrativo è raccomandato chiaramente di NON CONTARE GLI SCATTI della penna, ma di leggere nell’apposita finestrella il numero relativo alla dose selezionata:
      “Prima di iniettare questo medicinale, usi sempre il contatore della dose e l’indicatore della dose per vedere che 0,25 mg sono stati selezionati.
      Non conti gli scatti della penna. 0,25 mg nel contatore della dose deve allinearsi con precisione con l’indicatore della dose per assicurare che venga erogata una dose corretta.”

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