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Le coliche intestinali sono episodi di dolore addominale intenso, spesso crampiforme, che possono comparire all’improvviso e mettere seriamente alla prova la qualità di vita, anche quando non nascondono patologie gravi. Possono essere legate a disturbi funzionali dell’intestino, a un’alimentazione poco equilibrata, a stress o, in alcuni casi, a condizioni organiche che richiedono una valutazione medica accurata. Capire come riconoscerle, quali siano le possibili cause e quali strategie adottare per alleviare il dolore è fondamentale per gestire al meglio questi episodi e sapere quando è il caso di rivolgersi a un professionista.
In questa guida affronteremo in modo sistematico le principali cause delle coliche intestinali, i rimedi naturali che possono contribuire ad attenuare il fastidio, i farmaci da banco più utilizzati e le situazioni in cui è prudente consultare il medico o recarsi al pronto soccorso. Le informazioni fornite hanno carattere generale e non sostituiscono in alcun modo una visita medica: ogni dolore addominale va interpretato nel contesto della storia clinica individuale, dell’età, di eventuali altre malattie e dei sintomi associati.
Cause delle coliche intestinali
Con il termine “coliche intestinali” si indica un dolore addominale di tipo crampiforme, spesso a ondate, che origina dall’intestino o da altre strutture addominali e che può essere accompagnato da gonfiore, meteorismo, alterazioni dell’alvo e sensazione di urgenza evacuativa. Una delle cause più frequenti, soprattutto nei soggetti giovani, è la sindrome dell’intestino irritabile, un disturbo funzionale in cui la motilità intestinale e la percezione del dolore risultano alterate pur in assenza di lesioni visibili alla colonscopia o agli esami di imaging. Anche semplici errori alimentari, come pasti molto abbondanti, ricchi di grassi o di alimenti fermentabili, possono scatenare episodi di colica in persone predisposte, così come l’ingestione rapida di cibo e bevande gassate che favoriscono l’accumulo di aria nel lume intestinale.
Un altro gruppo importante di cause è rappresentato dalle infezioni gastrointestinali acute, di origine virale o batterica, che determinano infiammazione della mucosa intestinale, aumento della secrezione di liquidi nel lume e iperperistaltismo, con comparsa di crampi, diarrea e talvolta febbre. In questi casi il dolore tende a essere diffuso, associato a scariche diarroiche e, spesso, a nausea o vomito. Non vanno poi dimenticate le intolleranze e le allergie alimentari, come l’intolleranza al lattosio o la celiachia, in cui l’assunzione di determinati alimenti scatena una risposta anomala dell’organismo con gonfiore, coliche e alterazioni dell’alvo. Per riconoscere meglio le caratteristiche del dolore e distinguerlo da altre forme di dolore addominale può essere utile approfondire come si manifesta una colica addominale e quali segnali devono destare maggiore attenzione come riconoscere una colica addominale.
Esistono poi cause organiche più rilevanti, come la presenza di diverticoli infiammati (diverticolite), malattie infiammatorie croniche intestinali (morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa), occlusioni o subocclusioni intestinali, ernie strozzate, ischemia intestinale, che possono esordire con coliche ma che, a differenza dei disturbi funzionali, tendono a peggiorare nel tempo o a essere associate a segni sistemici come febbre, calo ponderale, sangue nelle feci, marcato stato di malessere generale. In questi contesti il dolore può localizzarsi in punti specifici dell’addome, diventare continuo o molto intenso e non rispondere ai comuni rimedi casalinghi. È importante sottolineare che, soprattutto dopo i 50 anni o in presenza di fattori di rischio, un dolore addominale nuovo o diverso dal solito merita sempre una valutazione medica per escludere patologie serie.
Infine, le coliche intestinali possono essere favorite o aggravate da fattori extra-intestinali, come lo stress psicologico, l’ansia e i disturbi del sonno, che influenzano l’asse intestino-cervello e modulano la percezione del dolore viscerale. Anche alcuni farmaci, tra cui antibiotici, lassativi stimolanti, antinfiammatori non steroidei e oppioidi, possono alterare la motilità intestinale o la flora batterica, predisponendo a episodi di colica. Nei bambini piccoli, le cosiddette “coliche del lattante” rappresentano un capitolo a parte, con meccanismi non ancora del tutto chiariti ma in cui sembrano giocare un ruolo sia la maturazione incompleta dell’intestino sia fattori ambientali e relazionali. In ogni fascia di età, la raccolta accurata della storia clinica e l’osservazione dei sintomi associati restano il punto di partenza per orientarsi tra le diverse possibili cause.
Rimedi naturali
Molte persone cercano di alleviare le coliche intestinali con rimedi naturali, soprattutto quando riconoscono nel proprio disturbo un andamento ricorrente e legato a fattori come stress, alimentazione o ciclo mestruale. Tra le strategie più semplici e spesso efficaci rientra l’applicazione di calore locale sull’addome, ad esempio con una borsa dell’acqua calda o un cuscino termico: il calore favorisce il rilassamento della muscolatura liscia intestinale e può attenuare la percezione del crampo. Anche assumere una posizione raccolta, sdraiandosi su un fianco con le ginocchia leggermente flesse verso il torace, può ridurre la tensione addominale e facilitare l’espulsione di gas. È importante, tuttavia, non utilizzare il calore in presenza di sospetta appendicite, diverticolite o altre condizioni infiammatorie acute, perché potrebbe mascherare i sintomi e ritardare la diagnosi.
Le tisane a base di piante carminative e antispastiche, come finocchio, anice, cumino, camomilla e menta piperita, sono tradizionalmente impiegate per ridurre gonfiore e crampi. Alcuni componenti di queste piante sembrano modulare la motilità intestinale e favorire l’eliminazione dei gas, offrendo un sollievo lieve-moderato nei disturbi funzionali. Anche l’uso di probiotici, cioè batteri “buoni” in grado di riequilibrare il microbiota intestinale, è stato studiato in diverse condizioni caratterizzate da coliche e gonfiore; i risultati variano a seconda del ceppo utilizzato e della patologia di base, ma in alcuni casi si osserva una riduzione della frequenza e dell’intensità dei sintomi. È sempre consigliabile discutere con il medico o il farmacista la scelta del prodotto più adatto, soprattutto in presenza di altre malattie o terapie concomitanti.
Un capitolo fondamentale tra i rimedi naturali riguarda le modifiche dello stile di vita e dell’alimentazione. Ridurre il consumo di cibi molto grassi, fritti, insaccati, alcolici e bevande gassate può diminuire la stimolazione eccessiva dell’intestino e la formazione di gas. In alcune persone è utile limitare temporaneamente gli alimenti ricchi di FODMAP (zuccheri fermentabili presenti, ad esempio, in alcuni cereali, legumi, frutta e dolcificanti), che possono accentuare gonfiore e coliche nei soggetti con intestino irritabile. Mangiare lentamente, masticare bene, evitare di parlare troppo durante i pasti e non coricarsi subito dopo aver mangiato sono accorgimenti semplici ma spesso sottovalutati, che contribuiscono a ridurre l’aria ingerita e a migliorare la digestione complessiva.
Infine, non va trascurato il ruolo delle tecniche di gestione dello stress, come training autogeno, mindfulness, yoga dolce o esercizi di respirazione diaframmatica, che possono ridurre la tensione muscolare e modulare la percezione del dolore viscerale attraverso l’asse intestino-cervello. L’attività fisica regolare, adattata alle condizioni individuali, favorisce la motilità intestinale, migliora l’umore e contribuisce a prevenire la stipsi, che spesso si associa a coliche e senso di peso addominale. È importante ricordare che, pur essendo generalmente sicuri, i rimedi naturali non sono privi di possibili effetti collaterali o interazioni con farmaci: per questo, soprattutto in caso di patologie croniche, gravidanza o allattamento, è prudente confrontarsi con il medico prima di introdurre cambiamenti significativi nella dieta o integratori specifici.
Farmaci da banco
Quando le coliche intestinali sono particolarmente fastidiose, molte persone ricorrono ai farmaci da banco, cioè medicinali acquistabili senza ricetta medica, per ottenere un sollievo più rapido. Tra i più utilizzati vi sono gli antispastici, che agiscono rilassando la muscolatura liscia dell’intestino e riducendo l’intensità del crampo. Questi farmaci possono essere utili nei disturbi funzionali, come la sindrome dell’intestino irritabile, o in caso di coliche legate a spasmi transitori della muscolatura intestinale. È fondamentale, tuttavia, rispettare le dosi e le modalità d’uso indicate nel foglietto illustrativo e non prolungare l’assunzione per periodi lunghi senza un parere medico, perché il dolore addominale persistente merita sempre un inquadramento diagnostico più approfondito.
Un’altra categoria di farmaci da banco spesso impiegata nelle coliche associate a meteorismo è rappresentata dagli antiflatulenti, come il simeticone, che agiscono riducendo la tensione superficiale delle bolle di gas e facilitandone l’eliminazione. In presenza di stipsi, che può contribuire alla comparsa di coliche e gonfiore, si ricorre talvolta a lassativi osmotici o di volume, che ammorbidiscono le feci e ne facilitano il transito; è però importante non abusarne e preferire, quando possibile, interventi dietetici e comportamentali. Gli analgesici da banco, come alcuni antinfiammatori non steroidei o il paracetamolo, possono attenuare il dolore, ma non vanno utilizzati per mascherare sintomi potenzialmente gravi o in presenza di sospetta patologia chirurgica acuta, perché potrebbero ritardare la diagnosi e complicare il quadro clinico.
In alcuni casi selezionati, il medico o il farmacista possono consigliare l’uso di farmaci antidiarroici da banco, ad esempio in caso di diarrea acuta non complicata associata a coliche, purché non siano presenti febbre alta, sangue nelle feci o segni di disidratazione importante. È essenziale comprendere che questi medicinali agiscono sui sintomi e non sulla causa sottostante, per cui il loro impiego deve essere limitato nel tempo e sempre accompagnato da un’adeguata idratazione e da una dieta leggera. Nei pazienti con patologie croniche, come malattie infiammatorie intestinali, insufficienza renale, epatica o cardiaca, l’uso di qualsiasi farmaco da banco dovrebbe essere concordato con il curante, per evitare interazioni o effetti indesiderati.
Un principio generale di prudenza è quello di non considerare i farmaci da banco come una soluzione definitiva alle coliche intestinali, ma come un supporto temporaneo in attesa di chiarire la causa del disturbo. Se il dolore si ripresenta frequentemente, cambia caratteristiche, si associa a sintomi di allarme o non risponde ai comuni medicinali, è necessario rivolgersi al medico per una valutazione più approfondita, che potrà includere esami del sangue, ecografia addominale, colonscopia o altri accertamenti mirati. L’automedicazione prolungata, soprattutto con analgesici e antinfiammatori, può non solo ritardare la diagnosi di patologie importanti, ma anche provocare danni a carico di stomaco, reni e apparato cardiovascolare, rendendo più complessa la gestione complessiva della salute intestinale.
Quando consultare un medico
Non tutte le coliche intestinali richiedono un intervento medico urgente, ma è fondamentale riconoscere i segnali che indicano la necessità di una valutazione professionale. Bisogna consultare il medico quando il dolore è molto intenso, insorto improvvisamente e non tende a ridursi nel giro di poche ore, oppure quando si accompagna a febbre alta, brividi, vomito incoercibile, incapacità di espellere gas o feci, gonfiore addominale marcato e duro alla palpazione. Questi segni possono suggerire la presenza di un’appendicite acuta, una diverticolite complicata, un’occlusione intestinale o altre condizioni chirurgiche che richiedono un inquadramento rapido in pronto soccorso. Anche la comparsa di sangue nelle feci, di colore rosso vivo o scuro, è un sintomo che non va mai sottovalutato e che merita un accertamento tempestivo.
È opportuno rivolgersi al medico anche quando le coliche intestinali diventano ricorrenti, interferiscono con le normali attività quotidiane o si associano a calo di peso non intenzionale, perdita di appetito, stanchezza marcata o anemia documentata agli esami del sangue. In particolare, dopo i 50 anni, un cambiamento persistente dell’alvo (stipsi o diarrea nuove, alternanza irregolare, sensazione di evacuazione incompleta) associato a coliche e gonfiore deve indurre a eseguire gli accertamenti consigliati dal curante, come la colonscopia, per escludere patologie organiche, inclusi i tumori del colon-retto. Anche nei soggetti più giovani, la presenza di familiarità per malattie infiammatorie intestinali o tumori intestinali anticipa spesso la soglia di attenzione e può rendere opportuno un controllo specialistico più precoce.
Le persone con patologie croniche, come diabete, malattie cardiovascolari, insufficienza renale o epatica, immunodeficienze, così come le donne in gravidanza o in allattamento, dovrebbero essere particolarmente caute nell’autogestione delle coliche intestinali e dei relativi farmaci. In questi casi, anche sintomi apparentemente banali possono evolvere più rapidamente o richiedere aggiustamenti terapeutici specifici. È quindi consigliabile contattare il medico curante o il ginecologo in caso di coliche persistenti, soprattutto se associate a vomito, diarrea o difficoltà ad alimentarsi e idratarsi adeguatamente. Nei bambini piccoli e nei lattanti, infine, il pianto inconsolabile associato a addome teso, difficoltà a espellere gas o feci, febbre o letargia richiede sempre una valutazione pediatrica, per distinguere le comuni coliche del lattante da condizioni più serie.
In sintesi, è bene considerare le coliche intestinali come un sintomo da interpretare nel contesto generale della persona, evitando sia di allarmarsi per ogni episodio isolato e di breve durata, sia di sottovalutare segnali di allarme chiari. Tenere un diario dei sintomi, annotando quando compaiono le coliche, quanto durano, con quali alimenti o situazioni sembrano correlate e quali rimedi risultano efficaci, può essere di grande aiuto per il medico nel formulare una diagnosi e proporre un piano di gestione personalizzato. Ricordare che il dolore è un messaggio dell’organismo e non un nemico da zittire a ogni costo è il primo passo per prendersi cura in modo consapevole della propria salute intestinale.
Le coliche intestinali rappresentano un disturbo molto comune, con cause che spaziano dai semplici errori alimentari ai disturbi funzionali, fino a patologie organiche che richiedono un inquadramento specialistico. Interventi sullo stile di vita, rimedi naturali e, quando appropriato, farmaci da banco possono offrire un sollievo significativo, ma non devono sostituire il confronto con il medico in presenza di sintomi ricorrenti, intensi o associati a segnali di allarme. Ascoltare il proprio corpo, osservare con attenzione l’andamento dei disturbi e chiedere aiuto tempestivamente quando qualcosa non convince sono strategie fondamentali per far “passare” le coliche nel modo più sicuro possibile, proteggendo al tempo stesso la salute dell’apparato digerente nel lungo periodo.
Per approfondire
Ministero della Salute – Malattie dell’apparato digerente Panoramica istituzionale aggiornata sulle principali patologie gastrointestinali, utile per inquadrare le coliche intestinali nel contesto delle malattie dell’apparato digerente e conoscere le raccomandazioni generali di prevenzione.
Istituto Superiore di Sanità – Microbiota intestinale Schede informative sul ruolo del microbiota nella salute intestinale e nella comparsa di disturbi come gonfiore e coliche, con focus su dieta, probiotici e stili di vita.
AIFA – Uso corretto dei farmaci Indicazioni ufficiali sull’uso responsabile dei farmaci da banco, comprese le avvertenze su analgesici, antispastici e lassativi, rilevanti per chi ricorre a medicinali per gestire le coliche intestinali.
NHS – Irritable bowel syndrome (IBS) Scheda clinica aggiornata sulla sindrome dell’intestino irritabile, una delle cause più frequenti di coliche intestinali, con spiegazioni chiare su sintomi, diagnosi e opzioni di gestione.
Gastroenterology – Journal Rivista scientifica internazionale di riferimento in gastroenterologia, utile per approfondire studi recenti su coliche intestinali, disturbi funzionali e nuove strategie terapeutiche basate sull’evidenza.
