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Diagnosi di HPV: 15 cose da sapere

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L’infezione da HPV è una delle più frequenti infezioni sessualmente trasmissibile, ma la sua diagnosi non è semplice e spesso i test disponibili per la diagnosi di HPV vengono utilizzati a sproposito e senza reale indicazioni.

Abbiamo voluto riassumere in 15 punti principali i concetti più importanti da tenere a mente nel percorso diagnostico della infezione da HPV.

15 cose da sapere sulla diagnosi di HPV

  1. Non esistono esami del sangue specifici per la ricerca del Papillomavirus e per la diagnosi di HPV.
  2. Il Pap-test non permette di visualizzare direttamente il Papillomavirus, ma solo le alterazioni cellulari da esso indotte.
  3. Se il Pap-test risulta negativo per alterazioni citologiche da HPV, non sono necessari ulteriori controlli, se non la ripetizione dell’esame citologico dopo 3 anni. Se il test risulta positivo, è necessario effettuare una colposcopia, esame assolutamente non doloroso.
  4. Eseguire il Pap-test è sconsigliabile nel sospetto di un’infiammazione vaginale (bruciore, prurito e/o perdite intensi) poiché questa condizione potrebbe interferire con l’interpretazione dei risultati del Pap-test; prima di eseguire il test sarà, quindi, necessario effettuare una terapia antinfiammatoria.
  5. Il test HPV-DNA non ha ancora sostituito completamente il Pap-test nei programmi di screening in quanto non vi sono ancora dati sufficienti a dimostrarne la superiorità. Recenti studi condotti in Italia e in Europa hanno dimostrato che il test HPV-DNA è in grado di evidenziare un maggior numero di lesioni cervicali e di farlo più precocemente rispetto al Pap-test; ciò potrebbe consentire di allungare gli intervalli di tempo dei vari follow-up e di migliorare l’attendibilità della diagnosi di HPV.
  6. Il test HPV-DNA può essere effettuato per molteplici scopi: come esame di completamento, per selezionare, tra le donne con alterazioni citologiche di tipo ACS-US, quelle che necessitano di una colposcopia; seguire nel tempo le pazienti con lesioni ACS-US e colposcopia negativa; follow-up delle donne trattate per lesioni precancerose della cervice uterina; come esame di screening sostitutivo del Pap-test in alcuni studi pilota.
  7. Dal punto di vista pratico, l’esecuzione del test HPV-DNA è come quella del Pap-test, ma il campione prelevato non è studiato al microscopio ma utilizzato per la ricerca del materiale genetico virale.
  8. Dal punto di vista diagnostico e di screening, il test HPV-DNA non sostituisce il Pap-test, poiché solo quest’ultimo è in grado di individuare le alterazioni cellulari indotte dal virus, permettendo, così, di ottenere una diminuzione della mortalità per tumore della cervice uterina.
  9. Il test HPV-DNA non è necessario in donne isterectomizzate, poiché i tumori vaginali HPV-dipendenti sono molto rari.
  10. E’ stato dimostrato che l’esecuzione di entrambi i test, l’HPV-DNA e il Pap-test, nello screening dell’infezione da HPV è inutile, poiché adduce poche informazioni diagnostiche e, dall’altro lato, porta ad un aumento dei falsi positivi, ponendo indicazione all’esecuzione di una colposcopia in donne prive di lesioni cervicali. Per tale motivo, nei programmi di screening attualmente in vigore, il Pap-test viene eseguito solo in caso di test HPV-DNA positivo; in tal caso, se anche il Pap-test risulterà positivo, sarà appropriatamente indicata l’esecuzione della colposcopia. Il Pap-test diviene, quindi, un esame complementare, utile nella selezione di donne con maggior probabilità di avere alterazioni cervicali e quindi candidate alla colposcopia.
  11. Se la colposcopia risulta negativa, non sono necessari ulteriori controlli; se invece durante questo esame vengono evidenziate delle piccole lesioni, queste possono essere trattate.
  12. Le alterazioni cellulari indotte dall’HPV possono essere conseguenza di un processo infiammatorio scatenato dal virus, di un particolare stato ormonale (come la menopausa) o alla presenza diretta del virus.
  13. Le lesioni cervicali che necessitano di trattamento sono quelle caratterizzate da un certo grado di gravità, poiché i piccoli interventi terapeutici non sono scevri da complicanze.
  14. Oltre all’infezione da HPV, numerosi altri fattori quali il sistema immunitario ed il fumo giocano un importante ruolo nello sviluppo del tumore del collo cervicale.

 


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