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Verruche Genitali: lesioni benigne da HPV

Le Verruche Genitali sono delle lesioni cutanee che si presentano, più o meno visibili, come escrescenze di dimensioni variabili, molli e umide, di colore grigio o rosa.

Rappresentano una espressione benigna di una infezione da HPV (Virus del Papilloma Umano).

Possono localizzarsi nella donna sulla vulva, sullle pareti vaginali e sulla cute che circonda la vagina; nell’uomo generalmente sul pene o nell’uretra.

Le verruche genitali compaiono da uno a sei mesi dal contagio con HPV e crescono rapidamente diventando papule ruvide e irregolari, talvolta peduncolate, con aspetto a piccolo cavolfiore.

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Generalmente sono asintomatiche, ma talvolta possono causare prurito o dolore urente.

Diagnosi

La diagnosi di verruche genitali è basata sulla visualizzazione diretta delle lesioni; talvolta necessita di una conferma bioptica ma la biopsia non sempre è necessaria, così come non risulta indicato il test HPV-DNA.

Terapia delle verruche genitali

Se non trattate, le verruche possono risolversi spontaneamente, non evolvere o aumentare in grandezza o quantità.

Non è ancora chiara l’efficacia del trattamento nel ridurre la possibilità di trasmissione dell’infezione da HPV.

L’obiettivo primario è la rimozione delle verruche a scopo estetico, anche se la ricorrenza di tali lesioni è molto frequente.

Esistono vari tipi di trattamento delle verruche genitali:

  • Auto-medicazioni
  • Trattamenti da effettuare ambulatoriamente
    • Crioterapia
    • Resina Podofillina*
    • Acido Tricloroacetico (TCA) o Bicloroacetico (BCA)
    • Rimozione chirurgica (escissione tangenziale con forbici o bisturi, curettage o laser)

* Tali trattamenti non dovrebbero essere utilizzati in gravidanza, in quanto non esistono studi riguardanti la loro sicurezza.

Non vi sono evidenze riguardanti la maggior efficacia dell’uno rispetto all’altro.

Fattori che possono influenzare la scelta di un trattamento piuttosto che di un altro includono le preferenze della paziente, le risorse disponibili, l’esperienza dell’operatore, le caratteristiche delle lesioni (grandezza, quantità, localizzazione e morfologia), i costi e gli effetti avversi di ciascun trattamento.

Di solito, le pazienti preferiscono l’automedicazione. Molte, comunque, necessitano di un periodo di terapia, più che di una singola seduta.

Non vi è evidenza del fatto che l’utilizzo di più trattamenti contemporaneamente aumenti l’efficacia della terapia.

Durante il trattamento, qualunque esso sia, sono utili visite di controllo per diverse settimane, così da verificarne l’appropriatezza e l’efficacia; se la paziente non mostra miglioramenti sostanziali, è necessario cambiare tipo di trattamento.

Nè presenza delle verruche genitali né tantomeno il loro trattamento favoriscono lo sviluppo di cancro della cervice, per cui la presenza di tali lesioni non pone indicazione all’esecuzione della colposcopia o all’aumento della frequenza dei controlli citologici.

Nelle donne in stato di gravidanza, la presenza di verruche genitali non pone indicazione all’esecuzione del parto cesareo, il quale viene effettuato solo nel caso in cui il canale vaginale sia ostruito o vi sia un eccessivo rischio di sanguinamento.

Il rischio di sviluppo di verruche a livello laringeo nei neonati da madri con verruche genitali è basso ed indipendente dal tipo di parto espletato.
 


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