Come dare le gocce in bocca ai neonati?

Indicazioni pratiche per somministrare gocce orali ai neonati riducendo rischio di rigurgiti, aspirazione e errori di dosaggio.

Un neonato che piange, il termometro che segna febbre e quel flaconcino di gocce in mano: il dubbio pratico arriva subito, come dare le gocce in bocca senza far tossire o farle uscire tutte? Il modo in cui si somministra un farmaco orale nei primi mesi di vita conta quasi quanto la dose prescritta: una tecnica sbagliata può portare a sputo, rigurgito, rischio di inalazione e quindi inefficacia del trattamento.

Molti genitori, per fretta o paura, versano le gocce direttamente al centro della lingua o provano a farle bere nel biberon pieno di latte: sono due errori tipici che aumentano il rischio che il neonato rifiuti il farmaco o lo assuma solo in parte. Con pochi accorgimenti pratici – posizione corretta, uso adeguato del contagocce o della siringa dosatrice, attenzione ai tempi rispetto alla poppata – la somministrazione orale diventa più sicura e meno stressante sia per il bambino sia per l’adulto.

In sintesi

Tecniche di somministrazione

Per dare le gocce in bocca a un neonato la prima scelta è quasi sempre la siringa orale dosatrice fornita con molti farmaci pediatrici: consente di misurare con precisione il volume e di rilasciarlo in modo controllato. Il neonato andrebbe tenuto in braccio in posizione semi-seduta, con la testa leggermente sollevata ma non iperestesa, sostenendo bene il collo. Una volta caricata la siringa con la dose prescritta dal pediatra, la punta va inserita lateralmente in bocca, nello spazio tra gengive e guancia, mai in profondità verso il centro del palato o la gola. Il liquido andrebbe rilasciato lentamente, a piccoli “getti”, lasciando il tempo al bambino di deglutire spontaneamente senza forzare.

Se il farmaco è fornito con contagocce tradizionale, si può adottare una tecnica simile, ma mantenere il controllo della quantità è più complesso. Anche in questo caso la direzione ideale è verso l’interno della guancia, non direttamente sulla lingua. Alcuni genitori preferiscono far succhiare al neonato il beccuccio della siringa: è accettabile se il bambino collabora, ma è importante continuare a guidare la mano e non permettere che il piccolo “morda” o spinga troppo in profondità. Secondo le indicazioni dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, per gli sciroppi la somministrazione orale dovrebbe sempre privilegiare strumenti graduati (siringhe o cucchiaini dosatori) rispetto a cucchiai da tavola, proprio per l’accuratezza della dose e il miglior controllo del flusso di liquido (guida Bambino Gesù sulla somministrazione degli sciroppi).

Precauzioni da seguire

La precauzione principale è evitare il rischio di aspirazione, cioè che le gocce finiscano nelle vie respiratorie. Per questo non si deve mai rovesciare il bambino all’indietro, aprirgli la bocca con forza o spruzzare il liquido direttamente in fondo alla gola. Se durante la somministrazione il neonato tossisce, cambia colore, sembra affannato, bisogna interrompere subito, metterlo in posizione verticale e, se il disturbo non si risolve in pochi istanti, contattare il pediatra o il 118. Un altro aspetto da non trascurare è la corretta conservazione del farmaco: i flaconi vanno chiusi bene, conservati alla temperatura indicata sul foglio illustrativo e tenuti fuori dalla portata dei bambini più grandi, che potrebbero maneggiarli o ingerirli accidentalmente.

Dal punto di vista igienico, siringhe dosatrici e contagocce devono essere sciacquati con acqua dopo ogni utilizzo e lasciati asciugare all’aria, senza condividere gli strumenti tra fratelli se uno dei due è malato, per limitare il rischio di trasmissione di infezioni respiratorie o gastrointestinali. Non è consigliabile “assaggiare” il farmaco con la stessa siringa per verificarne il sapore, perché la saliva dell’adulto può contaminare il contenuto del flacone. Un ultimo accorgimento riguarda il rispetto rigoroso delle indicazioni sul dosaggio: la tentazione di “aggiungere qualche goccia” se il bambino ha ancora febbre o dolore è comprensibile ma pericolosa. In caso di dubbio sull’efficacia, la strada corretta è confrontarsi con il pediatra sulla dose, mai modificarla autonomamente.

Consigli per evitare rigurgiti

Molti neonati, soprattutto nelle prime settimane di vita, tendono al rigurgito, cioè alla risalita di piccole quantità di latte o liquido dallo stomaco alla bocca. Per ridurre il rischio che il farmaco venga rigettato è utile scegliere con attenzione il momento della somministrazione: di solito è meglio evitare di dare le gocce subito dopo una poppata molto abbondante o quando il bambino è agitato e piange intensamente. Un approccio pratico può essere offrire il farmaco a metà tra una poppata e l’altra, quando lo stomaco non è né completamente vuoto né troppo pieno. Durante la somministrazione occorre mantenere il neonato in posizione semi-eretta e, una volta terminato, tenerlo ancora qualche minuto in braccio, evitando di coricarlo immediatamente in posizione completamente supina.

Dal punto di vista della tecnica, rilasciare il liquido lentamente lungo l’interno della guancia stimola una deglutizione più fisiologica, simile a quella che avviene durante la suzione, e riduce il contatto diretto del farmaco con le papille gustative della lingua, spesso causa di rifiuto e sputo. Se il sapore è particolarmente sgradito, il pediatra può talvolta suggerire di associare a poca distanza un piccolo “rinforzo” gradito al bambino (per esempio qualche goccia di latte o, nei lattanti più grandi, un cucchiaino di alimento consentito), senza però mescolare direttamente il farmaco in un intero biberon: se il neonato non lo finisse, assumerebbe solo una parte della dose. Un segnale pratico da osservare è il comportamento subito dopo: se il bambino tossisce, piange forte, inarca la schiena, si può sospendere per qualche minuto, consolarlo e poi valutare con calma se e come completare l’eventuale residuo di dose, senza insistere in maniera brusca.

Quando consultare un pediatra

È opportuno rivolgersi al pediatra ogni volta che si ha un dubbio concreto sulla somministrazione delle gocce o sul fatto che il bambino le stia effettivamente assumendo. Se, per esempio, dopo più tentativi il neonato continua a sputare quasi tutto il farmaco o a rigurgitarlo subito, la dose reale assunta potrebbe essere inferiore a quella prescritta, con rischio di inefficacia terapeutica. In queste situazioni non si deve “recuperare” sommando nuovamente l’intera dose: è invece necessario riferire al medico quanto è probabilmente rimasto in bocca o è andato perso, chiedendo se sia utile ripetere parzialmente o modificare la forma farmaceutica (ad esempio passare da gocce a altra formulazione più gestibile, se disponibile e adatta all’età).

La consulenza pediatrica è urgente se, durante o dopo la somministrazione, compaiono segni che fanno pensare a una reazione avversa importante o a un problema respiratorio: respiro rumoroso o faticoso, colorito grigiastro o bluastro intorno alla bocca, difficoltà a piangere o a vocalizzare, sonnolenza eccessiva o irritabilità inconsolabile. In caso di sospetta ingestione accidentale di una dose molto superiore a quella prescritta (per esempio un fratellino più grande che ha somministrato da solo le gocce, o un errore di calcolo con la siringa), è prudente contattare immediatamente il Centro Antiveleni o il 118, tenendo a portata di mano il flacone del farmaco e il foglio illustrativo per riferire esattamente nome e concentrazione.

Domande frequenti

Una domanda ricorrente tra i genitori è se sia sempre possibile mescolare le gocce nel latte o nell’acqua del biberon per “nascondere” il sapore: nella maggior parte dei casi questa strategia non è ideale, perché se il neonato non termina il contenuto del biberon non è possibile sapere quanta parte della dose ha effettivamente assunto. Inoltre, alcuni farmaci potrebbero legarsi a componenti del latte o richiedere somministrazione a stomaco relativamente vuoto; queste indicazioni sono specifiche del singolo principio attivo e sono riportate nel foglio illustrativo, che andrebbe letto con attenzione. Un’altra incertezza riguarda il tempo che può trascorrere tra preparazione della dose e somministrazione: è bene evitare di lasciare la siringa riempita per molte ore, sia per motivi igienici sia per il rischio di errori o dimenticanze, e preparare il farmaco poco prima dell’uso.

Alcuni genitori si chiedono anche se sia “normale” che il neonato pianga ogni volta che vede avvicinarsi la siringa con le gocce. Il pianto, soprattutto nelle prime esperienze, è frequente e non indica di per sé che il farmaco faccia male: è una reazione a qualcosa di nuovo e dal sapore spesso sgradevole. Un approccio calmo, gesti lenti, una voce rassicurante, l’eventuale presenza del genitore con cui il bambino è più abituato a rilassarsi (ad esempio durante l’allattamento) possono rendere l’esperienza meno negativa nel tempo. Nelle famiglie in cui il neonato è già in fase di dentizione, il fastidio alle gengive può rendere più difficile l’apertura della bocca: in questi casi, conoscere le tappe della dentizione – per esempio l’arrivo dei primi denti tra i 4 e i 7 mesi descritto dall’Ospedale Bambino Gesù (scheda sulla dentizione 4–7 mesi) – aiuta a interpretare correttamente il comportamento del piccolo e, se necessario, a programmare la somministrazione dei farmaci in momenti di minore irritabilità.

Per dare le gocce in bocca ai neonati in modo sicuro e meno stressante servono soprattutto tre cose: una tecnica corretta (strumento graduato, posizione semi-eretta, rilascio lento lungo l’interno della gucia), qualche attenzione pratica per ridurre rigurgiti e sputi, e la disponibilità a chiedere aiuto al pediatra quando qualcosa non torna. Un breve confronto con il medico o con l’infermiere durante una visita, magari facendosi mostrare il gesto “dal vivo”, può fare la differenza tra una somministrazione faticosa e conflittuale e una routine gestibile, che consente al farmaco di svolgere davvero il suo effetto.

Per approfondire

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – Sciroppo, come somministrarlo al bambino: scheda pratica dell’ospedale pediatrico romano con indicazioni dettagliate sull’uso di siringhe dosatrici, posizione del bambino e frequenti errori di somministrazione dei farmaci orali.

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – Da 4 a 7 mesi: i primi denti: informazioni autorevoli sulle tappe della dentizione e sui possibili disturbi associati, utili per comprendere il comportamento del lattante durante la somministrazione di gocce e altri farmaci orali.

MedlinePlus – Giving liquid medicine to children: guida in inglese del portale informativo della National Library of Medicine statunitense con consigli tecnici sull’uso di siringhe, contagocce e cucchiaini dosatori nei bambini.

MedlinePlus – Safe use of medicines for children: panoramica generale sull’uso sicuro dei farmaci in età pediatrica, con richiami alla lettura dei fogli illustrativi e alla prevenzione degli errori di dosaggio e delle intossicazioni accidentali.

Per approfondire