Un malessere in aereo può andare dal semplice senso di nausea a situazioni che richiedono assistenza medica urgente, perciò riconoscere i segnali e attivare subito l’equipaggio riduce rischi e panico a bordo. Spesso si tratta di disturbi legati a movimento, ansia, disidratazione o pressione in cabina, gestibili con poche mosse corrette, mentre in casi selezionati diventa necessario un atterraggio anticipato organizzato insieme al comandante.
Perché ci si può sentire male in aereo
Il malessere in aereo deriva di frequente da una combinazione di movimento, ridotta umidità in cabina, variazioni di pressione e stress psico-fisico da viaggio. La chinetosi, cioè il mal d’aria, compare quando l’orecchio interno percepisce un movimento diverso da quello che gli occhi vedono; si associa a nausea, sudorazione fredda e vertigini, soprattutto in chi è già sensibile al mal d’auto o di mare.
Altri sintomi, come mal di testa, senso di orecchie tappate o fastidio toracico, sono legati più alle variazioni di pressione in cabina e alla postura prolungata che a una vera malattia. Possono peggiorare in presenza di raffreddore, sinusite, patologie dell’orecchio o problemi cardiovascolari preesistenti. In parallelo, fattori emotivi come ansia e paura di volare amplificano la percezione di ogni fastidio.
Chi soffre di disturbi dell’equilibrio cronici, come la sindrome di Menière, teme spesso che l’aereo possa peggiorare vertigini e acufeni. Secondo un approfondimento di Humanitas su questa patologia, per queste persone non esistono controindicazioni specifiche al volo perché le variazioni di pressione non alterano in modo significativo la funzione dell’orecchio interno, pur restando utile una valutazione personalizzata.
Nausea e mal d’aria: cosa fare prima e durante il volo
La chinetosi in aereo si previene in gran parte con scelte pratiche prima del decollo. Il Servizio sanitario nazionale britannico (NHS) ricorda che chi soffre di mal d’aria dovrebbe evitare pasti troppo abbondanti, cibi grassi e alcol nelle ore precedenti, perché rallentano lo svuotamento gastrico e aumentano la nausea, privilegiando invece piccoli pasti leggeri e una buona idratazione con acqua.
Sempre l’NHS indica che, durante il volo, può aiutare sedersi in una zona dell’aereo dove il movimento si sente meno, ad esempio vicino all’ala, fissare un punto stabile o tenere gli occhi chiusi respirando lentamente, evitando di leggere o usare schermi nelle fasi più turbolente. Uno scenario tipico è il passeggero che, sentendosi improvvisamente nauseato durante una turbolenza, trova beneficio chiudendo gli occhi e concentrandosi sul respiro.
La Mayo Clinic, nelle sue indicazioni di primo soccorso per la chinetosi, consiglia anche di tenere la testa appoggiata allo schienale, dirigere il flusso d’aria della bocchetta verso il viso e chiedere, se possibile, di sedersi vicino al finestrino per avere un riferimento visivo verso l’esterno. Può risultare utile alzarsi di tanto in tanto, quando consentito, per muovere le gambe e ridurre la sensazione di oppressione e la comparsa di capogiri.
Per chi ha già avuto episodi importanti di mal d’aria, le stesse fonti suggeriscono di valutare in anticipo, con il proprio medico, un farmaco da banco contro la chinetosi da assumere prima del volo se compatibile con il quadro clinico. Rimane sempre valido l’invito a informare al più presto l’equipaggio se nausea, vomito o vertigini peggiorano, per poter ricevere assistenza, cambiare posto o ottenere liquidi in modo da prevenire la disidratazione.
Ansia e attacchi di panico in aereo
In molti casi il malessere riferito in volo è dovuto a ansia o a un vero attacco di panico, con palpitazioni, respiro corto e sensazione di perdere il controllo. Questo può accadere anche a chi viaggia frequentemente. Un esempio tipico è il passeggero che, dopo un sobbalzo dell’aereo, inizia a respirare rapidamente, sente formicolii alle mani e teme un infarto pur avendo esami cardiologici recenti normali.
Quando compaiono questi sintomi, è utile rallentare il respiro contando mentalmente l’inspirazione e l’espirazione, mantenere una posizione comoda con la schiena appoggiata e aprire leggermente gli indumenti stretti per ridurre la sensazione di costrizione toracica. Tecniche apprese in precedenza in percorsi di gestione dell’ansia, come la respirazione diaframmatica o la focalizzazione su stimoli neutri, permettono spesso di ridurre il picco di panico in pochi minuti.
Il supporto dell’equipaggio è centrale: secondo il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie statunitense (CDC), chi si sente male in aereo dovrebbe avvisare subito un assistente di volo, che potrà assistere il passeggero nel reperire cure, offrire un bicchiere d’acqua, facilitare il cambio di posto e, se necessario, chiedere se è presente un medico a bordo. Nei voli lunghi, ciò può limitare il peggioramento di crisi d’ansia già note.
Per le persone che soffrono regolarmente di aerofobia o di panico in volo, i professionisti raccomandano di programmare il viaggio, discutendo in anticipo con il medico curante eventuali farmaci ansiolitici da utilizzare in modo mirato e valutando percorsi psicoterapeutici o corsi specifici sulla paura di volare. Risultano utili anche risorse che spiegano cosa fare in caso di attacco di panico in aereo, integrando la preparazione psicologica con le misure pratiche di sicurezza.
Quando il malessere può essere un’emergenza
Alcuni segnali in volo possono indicare che il malessere non è un semplice fastidio, ma un possibile quadro di emergenza medica. Il CDC, nel capitolo del suo Yellow Book sulle emergenze mediche durante il volo, ricorda che a bordo sono sempre presenti un kit di primo soccorso, un defibrillatore automatico e un kit medico di emergenza, utilizzabili sotto indicazione di personale sanitario qualificato quando disponibile.
I sintomi che preoccupano maggiormente includono dolore toracico intenso o oppressivo, improvvisa difficoltà respiratoria, perdita di coscienza, convulsioni, grave emorragia, segni neurologici acuti come difficoltà a parlare o muovere un arto, oltre a febbre alta associata a tosse o rash cutaneo che fanno sospettare una malattia contagiosa. In queste situazioni, il personale di cabina segnala immediatamente al comandante e, tramite collegamento radio, può consultare un medico a terra.
Nel capitolo dedicato ai viaggi aerei, il CDC spiega che, una volta atterrati, le autorità sanitarie valutano caso per caso se la persona può proseguire il viaggio, se è preferibile un rinvio o se occorre una valutazione obbligatoria in presenza di sospetta malattia trasmissibile grave. In cabina, le linee guida per l’equipaggio raccomandano, in caso di passeggeri potenzialmente contagiosi, di isolarli per quanto possibile, far loro indossare una mascherina se tollerata e limitare i contatti ravvicinati.
Un elemento importante, riportato nella guida CDC per il personale di cabina, è che le compagnie hanno procedure definite per segnalare alle autorità alcuni casi di malattia a bordo e, se in seguito emerge che un passeggero aveva una patologia contagiosa importante, può essere avviata un’indagine sui contatti per rintracciare i passeggeri esposti. Per questo, se dopo il volo compaiono sintomi respiratori gravi, viene consigliata una valutazione medica, soprattutto se si è viaggiato da aree a rischio.
Farmaci da banco e precauzioni da discutere col medico
L’uso di farmaci da banco per gestire sintomi lievi in aereo, come chinetosi, mal di testa o congestione nasale, richiede alcune cautele. Un articolo di Mayo Clinic Press sui viaggi sani sottolinea l’importanza di pianificare prima del volo i possibili problemi, portando nel bagaglio a mano i medicinali abituali e gli eventuali dispositivi necessari, per non rischiare di restare senza terapia se il bagaglio imbarcato viene smarrito o ritardato.
Nella scheda di primo soccorso per la chinetosi, la Mayo Clinic ricorda che, se si valutano medicinali contro il mal di movimento, questi vanno assunti seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo e solo dopo aver verificato con il medico o il farmacista l’assenza di controindicazioni, ad esempio nel caso di malattie cardiache, glaucoma o uso concomitante di altri psicofarmaci. L’effetto sedativo di alcuni principi attivi può infatti aumentare la sonnolenza, soprattutto in abbinamento ad alcol.
Per chi presenta patologie croniche, come diabete, cardiopatie, malattie respiratorie o disturbi dell’equilibrio, le principali società scientifiche raccomandano di discutere con il curante la idoneità al volo, l’eventuale adeguamento degli orari di terapia in caso di fusi orari e l’opportunità di portare con sé certificati medici o piani terapeutici. Un cenno particolare merita la gestione dei farmaci iniettabili e dei dispositivi medici, che deve rispettare le regole di sicurezza aeroportuale.
Esistono inoltre consigli specifici per ridurre fastidi come mal di testa e dolore auricolare legati alle variazioni di pressione, dalla scelta del posto a bordo fino alle manovre di compensazione e alla prevenzione della disidratazione. Alcune risorse dedicate ai viaggi e alla salute illustrano in dettaglio come posizionarsi in cabina e come prevenire cefalea e nausea in volo, integrando le indicazioni farmacologiche con misure posturali e comportamentali durante il viaggio.
Nel complesso, chi si sente male in aereo dovrebbe segnalare subito il problema all’equipaggio, mettere in atto le misure pratiche per nausea, ansia o dolore lieve e conoscere i segnali che richiedono valutazione medica urgente. La preparazione prima del viaggio, soprattutto nei passeggeri con malattie croniche, riduce in modo significativo sia il rischio di malesseri sia la possibilità che un sintomo confondente venga interpretato come emergenza.
Per approfondire
CDC Yellow Book, emergenze mediche in volo offre una panoramica tecnica su dotazioni di bordo, ruolo dell’equipaggio e gestione clinica dei principali quadri acuti che possono insorgere durante un volo di linea.
CDC Yellow Book, capitolo Air Travel approfondisce gli aspetti di salute legati al volo, compresi i criteri con cui le autorità decidono il proseguimento del viaggio o il rinvio in presenza di malattia.
NHS, Motion sickness riassume i meccanismi della chinetosi e le principali strategie non farmacologiche e farmacologiche per prevenire nausea e vertigini in auto, nave e aereo.
Mayo Clinic, primo soccorso per la chinetosi descrive in modo pratico le misure immediate da adottare quando compaiono nausea e malessere da movimento, inclusa la scelta del posto e l’uso dell’aria condizionata.
Mayo Clinic Press, come restare in salute in viaggio fornisce indicazioni generali per preparare voli e lunghi spostamenti, con attenzione particolare alla gestione dei farmaci cronici e della disidratazione.




