La pillola dei 5 giorni dopo non è un aborto: cosa fa davvero

La pillola dei 5 giorni dopo a base di ulipristal acetato riduce il rischio di gravidanza se assunta entro 120 ore dal rapporto a rischio.

Dopo un rapporto non protetto o con contraccettivo fallito, la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo riduce la probabilità di gravidanza ritardando o bloccando l’ovulazione, cioè il rilascio dell’ovulo. Molti la confondono con un farmaco abortivo o la usano come se fosse un metodo abituale: questo porta a timori ingiustificati da un lato e a sottovalutazione dei rischi dall’altro.

In sintesi

Come funziona la pillola dei 5 giorni dopo

La pillola dei 5 giorni dopo è un farmaco per la contraccezione di emergenza a base di ulipristal acetato, un modulatore selettivo del recettore del progesterone. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le pillole di emergenza agiscono soprattutto inibendo o ritardando l’ovulazione, quindi prevenendo la fecondazione, e non interrompono una gravidanza già iniziata (scheda OMS).

Il meccanismo è ormonale: l’ulipristal interferisce con il picco di ormone luteinizzante, necessario perché il follicolo rilasci l’ovocita. Dati riportati dalle autorità sanitarie indicano che questo principio attivo può ritardare l’ovulazione anche quando è già iniziato il picco di LH, fase in cui il levonorgestrel (pillola delle 72 ore) diventa meno efficace (NHS Scotland). Se l’ovulazione è già avvenuta, l’efficacia si riduce in modo significativo.

Quando è indicata la contraccezione di emergenza

La contraccezione di emergenza è indicata dopo un rapporto sessuale a rischio di gravidanza indesiderata. Il Ministero della Salute elenca tra le situazioni tipiche il rapporto non protetto, la rottura o lo scivolamento del preservativo, l’uso scorretto del diaframma, l’aver dimenticato più compresse della pillola estroprogestinica, il ritardo nell’iniezione contraccettiva o nel cambio di cerotto o anello vaginale (Ministero della Salute).

Le linee istituzionali sottolineano che si tratta di un uso occasionale, non di un metodo regolare. La contraccezione d’emergenza non protegge da infezioni sessualmente trasmesse e non deve sostituire i contraccettivi di routine. Le linee guida internazionali NICE ricordano inoltre che, quando appropriato, un dispositivo intrauterino al rame rappresenta l’opzione più efficace per l’emergenza e può diventare poi contraccettivo di lunga durata (NICE).

Come e quando assumere la pillola dei 5 giorni dopo

Le autorità sanitarie indicano che la pillola dei 5 giorni dopo può essere assunta fino a 120 ore (5 giorni) dopo il rapporto a rischio, ma con efficacia massima se presa il prima possibile. Il Servizio sanitario britannico precisa che la compressa a base di ulipristal acetato va assunta in dose singola entro questo intervallo temporale, idealmente nelle prime ore (NHS). Ogni ritardo riduce gradualmente la probabilità di prevenire la gravidanza.

Per un uso corretto, è essenziale seguire le indicazioni del foglio illustrativo e del farmacista o medico. In caso di vomito entro poche ore dall’assunzione, può essere necessario ripetere la dose, secondo le indicazioni specifiche del prodotto. Dopo l’uso, il ciclo mestruale può anticipare o ritardare di alcuni giorni, e in caso di mancata mestruazione va considerata l’esecuzione di un test di gravidanza; su questo punto è disponibile un approfondimento dedicato su come capire se la pillola ha funzionato su Torrino Medica.

Effetti collaterali, rischi e controindicazioni

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sia i contraccettivi di emergenza contenenti levonorgestrel sia quelli a base di ulipristal acetato sono in genere ben tollerati e sicuri, con effetti collaterali di breve durata (OMS). I disturbi più frequenti, riportati anche dai fogli illustrativi, comprendono nausea, dolore addominale lieve, mal di testa, tensione mammaria, alterazioni temporanee del ciclo mestruale e affaticamento.

I documenti tecnici sull’ulipristal indicano che il farmaco non è indicato in caso di gravidanza accertata e non va usato come metodo contraccettivo regolare. Occorre cautela in presenza di gravi malattie epatiche e nell’uso concomitante di alcuni farmaci (for esempio alcuni induttori enzimatici), che possono ridurne l’efficacia. Le evidenze disponibili, anche per i preparati a base di levonorgestrel, non mostrano un aumento rilevante del rischio di gravidanza extrauterina rispetto alla popolazione generale (NCBI Bookshelf su levonorgestrel). Per gli aspetti pratici legati a sintomi come malessere, sbalzi di umore o alterazioni del flusso esistono approfondimenti specifici sugli effetti negativi e sulle sensazioni dopo l’assunzione di pillole di emergenza e su come ci si sente.

Falsi miti e cosa fare dopo averla assunta

Numerosi falsi miti circondano la pillola dei 5 giorni dopo. I principali documenti di OMS e Ministero della Salute chiariscono alcuni punti chiave: non è un farmaco abortivo, perché non interrompe una gravidanza già instaurata; non causa sterilità permanente; non protegge da HIV o altre infezioni sessualmente trasmesse; non è pensata per un uso ripetuto e abituale (fact sheet OMS). Una revisione sistematica pubblicata su rivista scientifica evidenzia inoltre che non vi sono prove convincenti di un’azione sull’impianto dell’embrione, a conferma della natura non abortiva del meccanismo d’azione dell’ulipristal acetato (PMC).

Dopo l’assunzione è opportuno monitorare il ciclo e valutare, insieme al medico o al consultorio, un metodo contraccettivo regolare più adatto per evitare nuovi ricorsi all’emergenza. Se compaiono sanguinamenti anomali intensi, dolore addominale severo o sintomi sospetti, è indicato un controllo ginecologico. Per chi utilizza abitualmente contraccettivi ormonali combinati esistono schede tecniche dettagliate su preparati come Lencya sulla banca dati Torrino Medica, utili al medico nel pianificare una strategia contraccettiva continuativa, mentre per la contraccezione di emergenza stessa sono disponibili schede di medicinali specifici come, ad esempio, Evante consultabile su Torrino Medica.

Nel complesso, la pillola dei 5 giorni dopo rappresenta uno strumento efficace di prevenzione della gravidanza indesiderata dopo un rapporto a rischio, se usato tempestivamente e in modo informato. Le fonti istituzionali concordano nel considerarla sicura per l’uso occasionale, all’interno però di un percorso di educazione alla salute sessuale che includa contraccezione regolare e prevenzione delle infezioni.

Per approfondire

Ministero della Salute – Contraccezione e salute della donna: panoramica istituzionale sui diversi metodi contraccettivi, inclusa la contraccezione di emergenza e le relative indicazioni d’uso.

Opuscolo Ministero della Salute – La contraccezione: documento divulgativo che spiega in linguaggio accessibile meccanismi, vantaggi e limiti della pillola dei 5 giorni dopo e degli altri metodi.

Organizzazione Mondiale della Sanità – Emergency contraception: scheda aggiornata su efficacia, sicurezza e meccanismi d’azione dei diversi contraccettivi di emergenza disponibili.

NHS – Emergency contraception: informazioni pratiche sull’uso delle pillole a base di ulipristal acetato e sul dispositivo intrauterino al rame come metodi di emergenza.

Revisione sistematica su ulipristal acetato: analisi scientifica dettagliata del meccanismo d’azione dell’ulipristal come contraccettivo d’emergenza e delle evidenze disponibili sull’assenza di effetto sull’impianto.