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Brivirac 125 mg compresse (Brivudina): sicurezza e modo d’azione

Brivirac 125 mg compresse (Brivudina) è un farmaco che serve per curare le seguenti malattie:

Trattamento precoce delle infezioni acute da herpes zoster in adulti immunocompetenti.

Brivirac 125 mg compresse: come funziona?

Ma come funziona Brivirac 125 mg compresse? Qual è il suo esatto meccanismo d’azione? Su quali organi del corpo agisce? Vediamolo insieme.

Farmacodinamica di Brivirac 125 mg compresse

Antivirale

Codice ATC J05AB15

La brivudina, il principio attivo di Brivirac, è uno dei più potenti analoghi nucleosidici che inibisce la replicazione del virus Varicella Zoster (VZV). Particolarmente sensibili sono i ceppi clinici del VZV. Nelle cellule infettate dal virus, la brivudina subisce una serie di fosforilazioni successive che producono la brivudina trifosfato, responsabile dell’inibizione della replicazione virale. La conversione intracellulare della brivudina nei suoi derivati fosforilati è catalizzata da enzimi codificati dal virus, principalmente timidina chinasi. La fosforilazione avviene solo nelle cellule infettate, ciò spiega l’alta selettività della brivudina per i bersagli virali. La brivudina trifosfato, una volta formata nelle cellule infettate dal virus, rimane all’interno delle cellule per più di 10 ore ed interagisce con la DNA polimerasi virale. Questa interazione dà come risultato la potente inibizione della replicazione virale. Il meccanismo di resistenza è basato sulla carenza della timidina chinasi virale (TK). Tuttavia, nella pratica clinica, i requisiti per la resistenza sono il trattamento cronico antivirale e l’immunodeficienza del paziente, condizioni entrambe che è improbabile si verifichino con le indicazioni e la posologia indicate.

La concentrazione di brivudina in grado di inibire la replicazione virale in vitro (IC50) corrisponde a 0.001 µg/ml (intervallo 0,0003 – 0,003 µg/ml). Pertanto, la brivudina è circa da 200 a 1000 volte più potente di aciclovir e penciclovir nell’inibire la replicazione in vitro del VZV. La concentrazione massima (Cssmax) di brivudina nel plasma degli individui che hanno ricevuto la dose proposta (125 mg una volta al giorno) è di 1.7 µg/ml (cioè 1000 volte la IC50 ”in vitro”) e la concentrazione minima (Cssmin) è di 0.06 µg/ml (cioè almeno 60 volte la IC50). La brivudina ha avuto un inizio di azione molto rapido in condizioni di crescita virale elevata, raggiungendo il 50% di inibizione della replicazione virale entro 1 h dall’esposizione al farmaco. La brivudina mostra una attività antivirale anche negli animali da esperimento infettati da virus Simian (scimmia) o da virus dell’herpes simplex tipo I (topi e cavie). La brivudina è attiva contro il virus dell’herpes simplex tipo I, mentre non ha significativa attività antivirale contro l’herpes simplex tipo II.

L’inibizione della replicazione del virus sottolinea l’efficacia di Brivirac, in pazienti allo stadio iniziale di herpes zoster, nell’accelerare la risoluzione delle manifestazioni cutanee. L’elevata potenza antivirale in vitro della brivudina si riflette nella superiore efficacia clinica, osservata in studi clinici comparativi con aciclovir,

riguardo al periodo di tempo intercorrente dall’inizio del trattamento fino all’ultima eruzione vescicolare: il tempo medio è stato ridotto del 25% con la brivudina (ore 13,5) rispetto a aciclovir (18 ore).

Inoltre, il rischio relativo di sviluppare nevralgia posterpetica (PHN) in pazienti immunocompetenti di età superiore a 50 anni che sono stati trattati per l’herpes zoster, con la brivudina è stato del 25% più basso (il 33% dei pazienti ha riportato PHN) rispetto a aciclovir (il 43% dei pazienti ha riportato PHN).

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Brivirac 125 mg compresse: come si assorbe e si elimina?

Abbiamo visto qual è il meccanismo d’azione di Brivirac 125 mg compresse, ma è altrettanto importante conoscere in quanto tempo viene assorbito dall’organismo per capire quanto tempo il farmaco impiegherà ad agire, attraverso quali vie viene eliminato (ad esempio fegato o reni) per sapere quali organi va ad impegnare e, per ultimo, in quanto tempo viene eliminato per avere idea di quando non avremo più il farmaco nell’organismo.

Tutte queste informazioni sono indicate nel paragrafo “Farmacocinetica” che segue.

Farmacocinetica di Brivirac 125 mg compresse

Assorbimento

La brivudina viene assorbita rapidamente dopo somministrazione orale di Brivirac. La biodisponibilità della brivudina è circa il 30% della dose orale di Brivirac, dovuta ad un elevato metabolismo di primo passaggio. Il picco medio delle concentrazioni plasmatiche di brivudina allo “steady state”, dopo somministrazione di una dose orale di 125 mg di Brivirac, è 1,7 µg/ml e viene raggiunto 1 h dopo la somministrazione della dose. L’assunzione di cibo ritarda leggermente l’assorbimento di brivudina ma non influisce sulla quantità totale di farmaco assorbita.

Distribuzione

La brivudina si distribuisce ampiamente nei tessuti come indicato dall’elevato volume di distribuzione (75 l). La brivudina ha un elevato legame alle proteine plasmatiche (>95%)

Biotrasformazione

La brivudina viene ampiamente e rapidamente metabolizzata mediante l’enzima pirimidina fosforilasi che scinde la parte glucidica dando luogo a bromovinil uracile (BVU), un metabolita privo di attività virustatica. BVU è l’unico metabolita rilevato nel plasma umano e la sua concentrazione di picco plasmatico è superiore di un fattore di due rispetto a quella del composto originario.

BVU viene ulteriormente metabolizzato ad acido uracilacetico, il principale metabolita polare rilevato nelle urine umane ma non rilevabile nel plasma.

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Eliminazione

La brivudina viene eliminata efficacemente con una clearance corporea totale di

240 ml/min. L’emivita plasmatica terminale della brivudina è di circa 16 h. La brivudina viene eliminata attraverso le urine (65% della dose somministrata) principalmente come acido uracilacetico e più composti polari simili ad urea. La brivudina immodificata rappresenta meno dell’1% della dose di Brivirac escreta nelle urine. I parametri cinetici di BVU, in termini di emivita terminale e di clearance sono dello stesso ordine di grandezza del composto originario.

Linearità/non-linearità

E’ stata osservata una cinetica lineare nell’intervallo di dose da 31.25 a 125 mg.

Le condizioni di stato stazionario della brivudina si raggiungono dopo 5 giorni di

somministrazione giornaliera di Brivirac, senza alcuna indicazione di ulteriore accumulo successivo.

Pazienti anziani e pazienti con compromissione renale o epatica

I principali parametri cinetici (AUC, Cmax e emivita plasmatica terminale) della brivudina misurati nei pazienti anziani e nei pazienti affetti da compromissione renale da moderata a grave (clearance della creatinina compresa fra 26 e 50ml/min/1.73m2 dell’area di superficie corporea e clearance della creatinina ?25 ml/min/1.73m2 dell’area di superficie corporea rispettivamente) e in pazienti con compromissione epatica da moderata a grave (classe Child-Pugh B-C) sono comparabili a quelli dei soggetti di controllo e quindi in questi casi non è necessario alcun aggiustamento della dose.


Brivirac 125 mg compresse: è un farmaco sicuro?

Abbiamo visto come Brivirac 125 mg compresse agisce e come si assorbe e si elimina; ma come facciamo a sapere se Brivirac 125 mg compresse è un farmaco sicuro?

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Prima di tutto è necessario leggere quali sono i dati sulla sicurezza che vengono riportati nella scheda tecnica del farmaco.

Si tratta di dati forniti dalla casa produttrice e basati su un certo numero di lavori scientifici eseguiti prima della commercializzazione: si tratta dei cosiddetti “Dati preclinici di sicurezza”, che riportiamo nel prossimo paragrafo.

Brivirac 125 mg compresse: dati sulla sicurezza

I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo per l’uso a breve termine sulla base di studi convenzionali di safety pharmacology, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità riproduttiva.

Effetti preclinici di tossicità acuta e cronica si sono osservati in studi a breve termine per esposizioni considerate sufficientemente eccedenti la massima esposizione nell’uomo. I dati raccolti da studi a lungo termine sugli animali, con esposizione giornaliera al farmaco vicina al range clinico, non sono considerati significativi per il trattamento a breve termine nell’uomo. L’organo bersaglio della tossicità in tutte le specie usate per gli studi preclinici è stato il fegato.


Dopo la commercializzazione di un farmaco, vengono tuttavia attuate delle misure di controllo dagli organi preposti, per monitorare comunque tutti gli effetti collaterali che dovessero manifestarsi nell’impiego clinico.

Tutti gli effetti collaterali segnalati nella fase di commercializzazione del farmaco, vengono poi riportati nella scheda tecnica nei paragrafi “effetti indesiderati” e “controindicazioni”.

Brivirac 125 mg compresse: si può prendere insieme ad altri farmaci?

Un altro importante capitolo da non dimenticare per valutare se un farmaco è sicuro o no, è quello delle interazioni con altri farmaci.

Può infatti capitare che un farmaco, di per sé innocuo, diventi pericoloso se associato ad alcuni altri farmaci.

Questo è vero anche per i prodotti erboristici: classico è l’esempio dell’ “Erba di San Giovanni” (Iperico) che interagisce con alcuni farmaci anticoagulanti aumentandone l’efficacia e mettendo quindi il paziente a rischio di emorragie.

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Esaminiamo allora quali sono le interazioni possibili di Brivirac 125 mg compresse

Brivirac 125 mg compresse: interazioni

Brivirac e 5-fluorouracile, comprese anche le sue preparazioni per uso topico o i suoi pro-farmaci (per es. capecitabina, floxuridina, tegafur) o le associazioni che contengono questi principi attivi, ed altre 5-fluoropirimidine (per es. flucitosina) non devono essere somministrati contemporaneamente e si deve osservare un intervallo minimo di 4 settimane prima di iniziare il trattamento con farmaci a base di 5-fluoropirimidina. Come ulteriore precauzione, l’attività dell’enzima DPD deve essere monitorata prima di iniziare qualsiasi trattamento con farmaci a base di 5-fluoropirimidina nei pazienti ai quali è stato recentemente somministrato Brivirac (vedere anche sezìonì 4.5 e 4.8).

Brivirac non deve essere usato se le manifestazioni cutanee si sono già completamente sviluppate.

Brivirac deve essere usato con cautela in pazienti con malattie epatiche croniche come epatiti. I dati post-marketing indicano che il prolungamento del trattamento oltre la durata consigliata di 7 giorni aumenta il rischio di sviluppare epatite (vedere anche sezìone 4.8)

Dato che il lattosio è presente tra gli eccipienti, i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o di malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere il farmaco.


Brivirac 125 mg compresse: posso guidare la macchina se lo prendo?

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Un capitolo poco noto e molto sottovalutato è quello degli effetti di un farmaco sui riflessi e quindi sulla capacità di guidare la macchina o di effettuare lavori pericolosi.

Molti farmaci riducono la capacità di reazione, oppure possono causare vertigini o abbassamenti di pressione che possono essere molto pericolosi per chi guida o effettua lavori in cui le capacità fisiche sono importanti: basti pensare agli operai che lavorano su impalcature o che operano su macchinari come presse o forni

E’ sempre bene quindi leggere attentamente questo piccolo ma molto importante paragrafo della Scheda Tecnica del farmaco.

Brivirac 125 mg compresse: effetti sulla guida e sull’uso di macchinari

Non ci sono studi sull’effetto di Brivirac sulla capacità di guidare veicoli o usare macchinari. Quando si guidano veicoli, si usano macchinari o si lavora senza un punto d’appoggio sicuro, si deve tenere in considerazione che sono stati segnalati vertigini e sonnolenza in alcuni casi (vedere paragrafo 4.8).

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

4 Comments

  1. Buongiorno ho preso questo farmaco inutilmente prescritto da un medico che vedendo vescicole sul petto aveva il sospetto che avessi fuoco Sant’Antonio abbinato a tubetti in crema di acyclovir
    Dermatologo ha più detto che avevo una folicolite
    Domanda Avendo fatto vaccino COVID ho difese immunitarie più deboli? E il caso prendere integratori per le difese immunitarie ? Stile immunità guardiana della solex?
    Dopo quanto tempo il mio corpo elimina buvirac e le mie condizioni immunologiche tornano normali ?
    Vi ringrazio per il consulto
    PaoloB.

    Paolo
    1. Il BRIVIRAC non influisce sulle difese immunitarie. Il vaccino COVID (come qualsiasi altro vaccino) potenzia le difese immunitarie e non le indebolisce. Gli integratori alimentari sono solo dei coadiuvanti e no aumentano le difese immunitarie. Le sue condizioni immunologiche sono già nella norma non essendo state alterate né dal Brivirac né dal vaccino.

      1. ho preso Brivirac per fuoco di Sant’antonio per7 gg (come prescrizione medica ) dopo tre gg dal fine tratamento ho ancora come effetto collaterale senso di stanchezza e sintomi simili a quelli influenzali (no febbre) ,, quanto possono durare nel tempo questi sintomi ?,si possono assumere fans per questo malessere collaterale ?
        Grazie

        Norberto

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