Arpezol: a cosa serve e come si usa

Arpezol (Omeprazolo): indicazioni e modo d’uso

Arpezol (Omeprazolo) è un farmaco che serve per curare le seguenti condizioni patologiche:

Adulti

Trattamento a breve termine di ulcere duodenali, ulcere gastriche ed esofagiti da reflusso.

Trattamento dell’ulcera peptica quando associata ad infezione da Helicobacter pylori.

Trattamento e profilassi delle ulcere gastriche e duodenali e della gastropatia erosiva associate all’assunzione continuativa di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS).

Trattamento nonché prevenzione delle recidive dell’esofagite da reflusso e della malattia da reflusso gastro-esofageo.

Trattamento della dispepsia funzionale non ulcerosa.

Sindrome di Zollinger-Ellison.

Bambini

Trattamento dell’esofagite severa da reflusso gastro-esofageo in bambini con età superiore ai 2 anni per un periodo non superiore ai 2 mesi di tempo.

Arpezol: come si usa?

farmaco: indicazioni e modo d'uso

Come per tutti i farmaci, anche per Arpezol è molto importante rispettare e seguire i dosaggi consigliati dal medico al momento della prescrizione.

Se però non ricordate come prendere Arpezol ed a quali dosaggi (la posologia indicata dal medico), è quanto meno necessario seguire le istruzioni presenti sul foglietto illustrativo. Vediamole insieme.

Posologia di Arpezol

Si consiglia l’assunzione del prodotto al mattino, deglutendo le capsule intere con l’aiuto di liquidi. Il contenuto della capsula non deve essere masticato o frantumato.

Non è stata evidenziata interazione tra omeprazolo e l’assunzione di cibo.

Adulti

Ulcera duodenale

La dose raccomandata è di 1 capsula di ARPEZOL da 20 mg al giomo.

Nella maggior parte dei pazienti si ottiene un rapido miglioramento della sintomatologia dolorosa nell’arco di 24-48 ore, mentre la cicatrizzazione dell’ulcera si raggiunge, nella maggioranza dei casi, entro 2 settimane dall’inizio del trattamento.

Nel caso di ulcere non completamente cicatrizzate, la cicatrizzazione generalmente si ottiene prolungando il trattamento per altre 2 settimane.

In pazienti affetti da ulcera duodenale severa con 40 mg di ARPEZOL (2 capsule da 20 mg) in un’unica somministrazione giornaliera si è ottenuta la cicatrizzazione, generalmente in 4 settimane.

Ulcera gastrica

La dose raccomandata è di 1 capsula di ARPEZOL da 20 mg al giomo.

La durata del trattamento per la maggior parte dei pazienti è di 4 settimane. Solo nei casi di ulcere non completamente cicatrizzate, sarà necessario un prolungamento a 6-8 settimane.

In pazienti affetti da ulcera gastrica severa con 40 mg di ARPEZOL in un’unica somministrazione giornaliera si è ottenuta la cicatrizzazione, generalmente in 8 settimane.

Ulcera peptica associata ad infezione da Helicobacter pylori

– Triplice terapia: ARPEZOL 20 mg due volte al giomo in associazione con due antibiotici per una settimana di terapia.

– Duplice terapia: ARPEZOL 40 mg al giomo in associazione con un antibiotico per due settimane di terapia.

Gli antibiotici sperimentati in associazione ad omeprazolo sono: amoxicillina, claritromicina, metronidazolo e tinidazolo.

Ricorrere ad un nuovo ciclo di terapia nel caso in cui il paziente dovesse risultare ancora Helicobacter pylori positivo dopo il primo ciclo di terapia.

Per assicurare la cicatrizzazione nei pazienti con malattia ulcerosa peptica attiva vedere lo schema posologico riportato per le ulcere duodenali e gastriche.

Ulcere gastriche e duodenali e gastropatie erosive associate all’assunzione continuativa di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS)

La dose raccomandata è di 1 capsula di ARPEZOL da 20 mg al giomo.

Nella maggior parte dei pazienti si ottiene un rapido miglioramento della sintomatologia e la cicatrizzazione entro 4 settimane.

Nei pazienti non completamente guariti, la cicatrizzazione generalmente si ottiene prolungando il trattamento per altre 4 settimane.

Nella profilassi è raccomandata la dose di 1 capsula di ARPEZOL da 20 mg al giomo.

Esofagite da reflusso

La dose consigliata è di 1 capsula di ARPEZOL da 20 mg al giomo per 4 settimane, nei casi resistenti sarà necessario un prolungamento della terapia a 6-8 settimane. In pazienti non responsivi a questo dosaggio può essere necessario elevare la dose a 40 mg di ARPEZOL in un’unica somministrazione giornaliera per ottenere la cicatrizzazione, generalmente in 8 settimane.

Nella prevenzione delle recidive è raccomandata la dose di 10-20 mg al giomo, secondo il giudizio del medico curante.

Malattia da reflusso gastro-esofageo

La dose raccomandata per il trattamento a breve termine e per il mantenimento della remissione della malattia da reflusso gastroesofageo è di 1 capsula di ARPEZOL da 20 mg al giomo. Poiché i pazienti possono rispondere adeguatamente anche alla somministrazione di 10 mg/die, può essere appropriato un adattamento individuale della dose.

Dispepsia funzionale non ulcerosa

Nei soggetti con età non superiore a 45 anni senza indice di allarme (anemie, dimagrimento, ecc.) con dispepsia con problemi di sintomi simil-ulcerosi (dolore epigastrico a digiuno o notturno) si raccomanda una dose iniziale di 1 capsula di ARPEZOL da 20 mg al giomo per 4 settimane.

Poiché i pazienti possono rispondere adeguatamente anche alla somministrazione di 10 mg/die, è possibile utilizzare tale dose nella fase iniziale della malattia.

Nei soggetti con età superiore a 45 anni con i suddetti indici di allarme, si consiglia di effettuare una indagine endoscopica per escludere la presenza di patologia organica.

Sindrome di Zollinger-Ellison

La dose iniziale consigliata è di 60 mg di omeprazolo in un’unica somministrazione giornaliera (3 capsule da 20 mg). In seguito il dosaggio deve essere adattato individualmente e proseguito fino a quando clinicamente indicato.

In più del 90% dei pazienti con malattia severa, che avevano risposto scarsamente alle altre terapie, è stato mantenuto un controllo efficace con dosi tra 20 mg e 120 mg/die.

Dosaggi giornalieri superiori a 80 mg devono essere suddivisi in due somministrazioni giornaliere.

Bambini

Bambini con età superiore ai 2 anni con esofagite severa da reflusso

L’esperienza clinica con i bambini è limitata. L’omeprazolo deve essere usato esclusivamente in bambini con esofagite da reflusso di grado severo resistente ad altre misure terapeutiche.

Il trattamento deve essere iniziato da un pediatra in ambiente ospedaliero.

Nei bambini con esofagite da reflusso severa, a partire dai due anni di vita in poi vengono consigliate le seguenti dosi (equivalenti a circa 1 mg/kg/die) in funzione del peso.

Peso Dose
10-20 kg 10 mg
> 20 kg 20 mg

Se necessario le dosi possono essere aumentate, rispettivamente, fino a 20 mg e 40 mg.

Poiché in questa fascia di età non sono disponibili dati a lungo termine, il trattamento può essere proseguito per un periodo non superiore ai due mesi di tempo.

Anziani

Nei pazienti anziani non è necessario modificare il dosaggio.

Pazienti con disfunzioni renali

Nei pazienti con ridotta funzionalità renale non sono necessari aggiustamenti di dosaggio.

Pazienti con disfunzioni epatiche

Nei pazienti con ridotta funzionalità epatica è in genere sufficiente la dose giornaliera di 10-20 mg in quanto la biodisponibilità e l’emivita plasmatica di omeprazolo in questi pazienti sono aumentate.

Ricordate in ogni caso che se non ricordate la posologia indicata dal medico e utilizzate Arpezol seguendo le istruzioni del foglietto illustrativo, sarà poi opportuno che contattiate il vostro medico e lo avvisiate del dosaggio che avete assunto, per avere conferma o ulteriori consigli!

Lo posso prendere se sono incinta?

Un’altra domanda che spesso ci poniamo prima di prendere una medicina è se è possibile assumerla in gravidanza

Tenendo presente che in gravidanza sarebbe opportuno evitare qualsiasi farmaco se non strettamente necessario e che prima di assumere qualsiasi farmaco in gravidanza va sentito il medico curante, vediamo insieme quali sono le istruzioni sulla scheda tecnica di Arpezol per quanto riguarda la gravidanza:

Arpezol: si può prendere in gravidanza?

Il rischio di effetti dannosi a carico del feto e/o del lattante a seguito di assunzione/somministrazione di omeprazolo non è escluso, pertanto l’uso del farmaco in gravidanza è da riservare nei casi di effettiva necessità.

L’uso di omeprazolo è comunque sconsigliato nel primo trimestre di gravidanza.

Non è noto se omeprazolo sia escreto nel latte materno; per tale motivo nelle pazienti che allattano occorre decidere se rinunciare a nutrire al seno il lattante ed iniziare il trattamento o viceversa, proseguire l’allattamento evitando la somministrazione del medicinale.

Ne ho preso troppo! Cosa fare?

Può anche capitare che per errore o distrazione assumiate una quantità di farmaco superiore a quella prescritta dal vostro medico.

Talvolta capita che bambini piccoli per gioco ingeriscano dei farmaci lasciati a portata di mano: raccomandiamo sempre di tenere i farmaci lontano dalla portata dei bambini, in luoghi chiusi e custoditi.

Cosa devo fare se per sbaglio ho preso un dosaggio eccessivo di Arpezol?

Qualunque sia la causa dell’ingestione di una quantità eccessiva di farmaco, ecco cosa riporta la Scheda Tecnica di Arpezol in caso di sovradosaggio.

Arpezol: sovradosaggio

Sono stati segnalati rari casi di sovradosaggio con omeprazolo. In letteratura vengono riportate dosi sino a 560 mg e sono stati occasionalmente segnalati casi di dosi orali singole sino a 2400 mg di omeprazolo (120 volte la dose clinica usualmente raccomandata). In seguito al sovradosaggio di omeprazolo sono stati segnalati nausea, vomito, capogiri, dolori addominali, diarrea e mal di testa. In casi singoli sono stati osservati apatia, depressione e confusione.

I sintomi descritti in connessione con il sovradosaggio di omeprazolo sono stati transitori e non è stata riportata nessuna conseguenza seria.

Con l’aumentare delle dosi la velocità di eliminazione non è cambiata (cinetica di primo ordine) e non è stato necessario instaurare una terapia specifica.

Arpezol: istruzioni particolari

Vedere sezione 4.2 Posologia e modo di somministrazione.


Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco