Riassunto EPAR dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA)
Fonte: Agenzia europea per i medicinali (EMA), riassunto EPAR destinato al pubblico (PDF in italiano), ultimo aggiornamento della sintesi 08-2024. Numero EMA EMEA/H/C/005392. Pagina del medicinale sul sito EMA.
Testo riprodotto dal documento ufficiale EMA senza modifiche; consultato il 18/10/2026.
Sintesi in linguaggio semplice di Padcev e perché è autorizzato nell’Unione europea (UE)
1. Cos’è Padcev e per cosa si usa?
Padcev è un medicinale antitumorale usato negli adulti per il trattamento di:
- cancro uroteliale, un cancro della vescica e del tratto urinario. È usato da solo in pazienti in cui il cancro è avanzato o metastatico (si è diffuso ad altre parti dell’organismo) e che sono già stati sottoposti a chemioterapia a base di platino e a immunoterapia mirata a PD-1 o PD-L1. Può essere utilizzato anche in associazione a pembrolizumab (un altro medicinale antitumorale) se il cancro è metastatico o non può essere asportato chirurgicamente e i pazienti non sono ancora stati soggetti a trattamento;
- cancro della vescica muscolo-invasivo (MIBC), un tipo di cancro che si è diffuso nello o attraverso lo strato muscolare della vescica. È usato come trattamento preliminare per ridurre le dimensioni del tumore (trattamento neoadiuvante) prima della rimozione chirurgica della vescica e poi continuato dopo l’intervento per ridurre il rischio di recidiva del cancro (trattamento adiuvante). È usato in associazione a pembrolizumab in pazienti adulti per i quali il trattamento con chemioterapia contenente cisplatino non è adatto.
Contiene il principio attivo enfortumab vedotin.
2. Come si usa Padcev?
Padcev può essere ottenuto soltanto con prescrizione medica. Il trattamento deve essere avviato e supervisionato da un medico con esperienza nell’uso di medicinali antitumorali. Padcev è somministrato mediante infusione (flebo) in vena della durata di 30 minuti. Se Padcev è usato da solo, il paziente deve essere sottoposto a infusione tre volte nell’arco di 28 giorni (nei giorni 1, 8 e 15). Se è usato in associazione a pembrolizumab, Padcev va somministrato due volte nell’arco di 21 giorni (nei giorni 1 e 8).
Il trattamento deve continuare fino a quando la malattia non peggiora o gli effetti indesiderati non diventano intollerabili.
Se il paziente manifesta effetti indesiderati gravi, il medico può interrompere il trattamento o ridurre la dose. Per maggiori informazioni sull’uso di Padcev, vedere il foglio illustrativo o contattare il medico o il farmacista.
3. Come agisce Padcev?
Il principio attivo di Padcev, enfortumab vedotin, è costituito da un anticorpo (un tipo di proteina) coniugato con un’altra sostanza nota come MMAE. L’anticorpo si lega innanzitutto a una proteina presente sulla superficie delle cellule tumorali per penetrare in tali cellule. Dopo che il principio attivo è entrato nelle cellule, la MMAE ne distrugge lo scheletro interno causandone la morte; tale azione contribuisce ad arrestare il peggioramento o la diffusione del cancro.
4. Quali benefici di Padcev sono stati evidenziati negli studi?
Cancro uroteliale In uno studio principale condotto su 608 pazienti con cancro uroteliale avanzato già sottoposti a chemioterapia a base di platino e a immunoterapia, Padcev si è dimostrato più efficace della chemioterapia nel prolungare la vita dei pazienti. In questo studio i pazienti trattati con Padcev sono sopravvissuti per un tempo mediano di circa 13 mesi, mentre quelli sottoposti a chemioterapia sono sopravvissuti per un tempo mediano di 9 mesi.
Un altro studio su 886 pazienti con cancro uroteliale avanzato o metastatico non ancora sottoposti a trattamento ha confrontato i benefici di Padcev in associazione a pembrolizumab con quelli della chemioterapia a base di platino e gemcitabina (un altro medicinale antitumorale). I pazienti trattati con Padcev in associazione a pembrolizumab sono sopravvissuti per un tempo mediano di circa 13 mesi senza peggioramento della malattia e per un tempo mediano complessivo di 32 mesi. I pazienti trattati con chemioterapia a base di platino e gemcitabina sono sopravvissuti per un tempo mediano di circa 6 mesi senza peggioramento della malattia e complessivamente per circa 16 mesi in media.
Cancro della vescica muscolo-invasivo (MIBC) Uno studio principale ha dimostrato che i pazienti adulti trattati con Padcev in associazione a pembrolizumab sia prima che dopo la rimozione chirurgica della vescica hanno vissuto più a lungo senza che il cancro peggiorasse, si ripresentasse o causasse complicanze rispetto a pazienti adulti sottoposti solo a intervento chirurgico. Lo studio ha esaminato pazienti adulti affetti da MIBC per i quali il trattamento con chemioterapia a base di cisplatino non era adatto. I risultati hanno evidenziato che il 28 % dei pazienti trattati con Padcev in associazione a pembrolizumab (48 su 170) ha fatto registrare un evento, nel senso che il cancro è peggiorato, si è ripresentato o ha comportato altre complicanze. In confronto, ha fatto registrare un evento il 55 % dei pazienti sottoposti unicamente a intervento chirurgico per l’asportazione della vescica e dei linfonodi (95 su 174).
Gli studi effettuati con Padcev sono descritti più dettagliatamente nelle relazioni di valutazione del medicinale.
5. Quali sono gli effetti indesiderati e le limitazioni di Padcev?
Per l’elenco completo delle limitazioni e degli effetti indesiderati rilevati con Padcev, vedere il foglio illustrativo.
Se Padcev è usato da solo gli effetti indesiderati più comuni (che possono riguardare più di 1 persona su 10) comprendono alopecia (perdita di capelli), stanchezza, appetito ridotto, neuropatia sensoriale periferica (danni ai nervi con conseguenze per la sensibilità al dolore, alla temperatura e al tatto), diarrea, nausea, sensazione di prurito, disgeusia (alterazione della percezione gustativa), anemia (bassa conta di globuli rossi), calo ponderale, eruzione cutanea, cute secca, occhi secchi, vomito, aumento dei livelli di enzimi epatici e iperglicemia (livelli elevati di zucchero nel sangue). Se Padcev è usato in associazione a pembrolizumab per il trattamento del cancro uroteliale o del MIBC, gli effetti indesiderati più comuni comprendono neuropatia sensoriale periferica, prurito, stanchezza, diarrea, alopecia, eruzione cutanea, calo ponderale, appetito ridotto, nausea, anemia, disgeusia, cute secca, aumento dei livelli di enzimi epatici, iperglicemia e ipotiroidismo (insufficiente attività della ghiandola tiroidea). Alcuni effetti indesiderati sono stati segnalati solo in uno di questi contesti di trattamento.
Se Padcev è usato in associazione a pembrolizumab per il trattamento del cancro uroteliale, gli effetti indesiderati (che possono anch’essi riguardare più di 1 persona su 10) comprendono occhi secchi, vomito e neutropenia (bassi livelli di neutrofili, un tipo di globuli bianchi). Se Padcev è usato in associazione a pembrolizumab per il trattamento del MIBC, gli effetti indesiderati (che possono anch’essi riguardare più di 1 persona su 10) comprendono neuropatia periferica (danno ai nervi delle braccia e delle gambe).
6. Perché Padcev è autorizzato nell’UE?
Al momento dell’approvazione le opzioni di trattamento per i pazienti affetti da cancro uroteliale in stadio avanzato o metastatico erano poche. È stato dimostrato che Padcev, da solo o in associazione a pembrolizumab, prolunga la vita di questi pazienti. Per i pazienti affetti da MIBC, il trattamento principale al momento dell’approvazione era la chemioterapia neoadiuvante a base di cisplatino seguita da un intervento chirurgico. Tuttavia, la chemioterapia a base di cisplatino non era idonea per il 50 % dei pazienti affetti da MIBC. In questo contesto, Padcev somministrato in associazione a pembrolizumab ha dimostrato di migliorare la durata di vita dei pazienti senza che il MIBC peggiorasse, si ripresentasse o causasse complicanze. Tuttavia, a causa della progettazione dello studio, non è stato possibile determinare in che misura Padcev e pembrolizumab hanno contribuito in modo specifico all’effetto complessivo del trattamento né distinguere gli effetti del trattamento somministrato prima e di quello somministrato dopo l’intervento chirurgico.
Gli effetti indesiderati di Padcev sono stati considerati accettabili per un medicinale antitumorale se sono prese misure per ridurre al minimo i rischi.
L’Agenzia europea per i medicinali ha deciso che i benefici di Padcev sono superiori ai rischi e che il suo uso può essere autorizzato nell’UE.
7. Quali sono le misure prese per garantire l’uso sicuro ed efficace di Padcev?
La ditta che commercializza Padcev garantirà che a tutti gli operatori sanitari che prescrivono questo medicinale sia fornito un pacchetto informativo per il paziente, contenente anche una scheda del paziente. La scheda informerà i pazienti che il trattamento potrebbe causare gravi reazioni cutanee come sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica consigliando loro di rivolgersi immediatamente a un medico se hanno sintomi di tali reazioni.
Le raccomandazioni e le precauzioni che gli operatori sanitari e i pazienti devono osservare affinché Padcev sia usato in modo sicuro ed efficace sono state riportate anche nel riassunto delle caratteristiche del prodotto e nel foglio illustrativo.
Come per tutti i medicinali, i dati sull’uso di Padcev sono costantemente monitorati. I sospetti effetti indesiderati riportati con Padcev sono valutati attentamente e qualsiasi azione necessaria alla salvaguardia dei pazienti è intrapresa.
8. Altre informazioni su Padcev
Padcev ha ricevuto un’autorizzazione all’immissione in commercio valida in tutta l’UE il 13 aprile 2022. Ulteriori informazioni su Padcev, compresi il foglio illustrativo e le relazioni di valutazione, sono disponibili sul sito web dell’Agenzia: ema.europa.eu/medicines/human/EPAR/padcev.
Per informazioni sulla disponibilità di questo medicinale nel proprio paese, contattare l’autorità nazionale competente.
Ultimo aggiornamento della presente sintesi: 08-2024.
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