Elipsodox: Scheda tecnica e prescrivibilità

Elipsodox - Naloxone Cloridrato/Ossicodone Cloridrato - Dolore severo che può essere adeguatamente gestito solo con analgesici oppioidi.

Elipsodox

Elipsodox (Naloxone Cloridrato/Ossicodone Cloridrato)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Elipsodox: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Elipsodox

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

ELIPSODOX, 5 mg/2,5mg compresse a rilascio prolungato

ELIPSODOX, 10 mg/5mg compresse a rilascio prolungato

ELIPSODOX, 20 mg/10mg compresse a rilascio prolungato

ELIPSODOX, 40mg/20mg compresse a rilascio prolungato

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

ELIPSODOX, 5 mg/2,5 mg

Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 5 mg di ossicodone cloridrato equivalenti a 4,5

mg di ossicodone, e 2,5 mg di naloxone cloridrato come 2,75 mg di naloxone cloridrato

diidrato equivalenti a 2,25 mg di naloxone.

ELIPSODOX, 10 mg/5 mg

Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 10 mg di ossicodone cloridrato equivalenti a

9,0 mg di ossicodone, e 5,0 mg di naloxone cloridrato come 5,5 mg di naloxone cloridrato

diidrato equivalenti a 4,5 mg di naloxone.

ELIPSODOX, 20 mg/10 mg

Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 20 mg di ossicodone cloridrato equivalenti a

18 mg di ossicodone, e 10 mg di naloxone cloridrato come 11 mg di naloxone cloridrato

diidrato equivalenti a 9,01 mg di naloxone.

ELIPSODOX, 40mg/20 mg

Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 40 mg di ossicodone cloridrato equivalenti a

36 mg di ossicodone, e 20 mg di naloxone cloridrato come 22 mg di naloxone cloridrato

diidrato equivalenti equivalente a 18,02 mg di naloxone.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

03.0 Forma farmaceutica

Compresse a rilascio prolungato

ELIPSODOX, 5 mg / 2,5 mg

Compresse rivestite, di colore blu, 9.6×4.8mm, ellittiche, biconvesse, con inciso “5” su un

lato.

ELIPSODOX, 10 mg / 5 mg

Compresse rivestite, di colore da bianco a biancastro, 9.6×4.8mm, ellittiche, biconvesse, con

inciso “10” su un lato.

ELIPSODOX, 20 mg / 10 mg

compresse rivestite, di colore rosa, 9.6×4.8mm, ellittiche, biconvesse, con inciso “20” su un

lato.

ELIPSODOX, 40 mg / 20 mg

compresse rivestite, di colore giallo, 11×5.5mm, ellittiche, biconvesse, con inciso “40” su un

lato.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Dolore severo che può essere adeguatamente gestito solo con analgesici oppioidi.

L’antagonista oppioide naloxone è aggiunto per contrastare la stitichezza indotta

dall’oppioide attraverso il blocco dell’azione di ossicodone a livello dei recettori oppioidi

localizzati nell’intestino.

ELIPSODOX è indicato negli adulti.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

Analgesia

L’efficacia analgesica di ELIPSODOX è equivalente a quella delle formulazioni a rilascio

prolungato contenenti ossicodone cloridrato.

Il dosaggio deve essere adeguato alla intensità del dolore e alla sensibilità individuale del

paziente. Se non diversamente prescritto, ELIPSODOX deve essere somministrato come di

seguito indicato:

Adulti

La dose iniziale abituale per un paziente mai trattato con oppioidi è di 10 mg/5 mg di

ossicodone cloridrato/naloxone cloridrato, ad intervalli di 12 ore.

I pazienti che sono già in trattamento con oppioidi possono iniziare con dosi più alte di

ELIPSODOX, questo dipenderà dalla loro precedente esperienza con gli oppioidi.

L’uso di ELIPSODOX da 5 mg/2,5 mg, va usato per la titolazione, quando si inizia una

terapia e quando va regolato il dosaggio individuale..

La dose massima giornaliera di queste compresse è 160 mg di ossicodone cloridrato e 80 mg

di naloxone cloridrato. La dose massima giornaliera è riservata ai pazienti che sono stati

trattati con una dose giornaliera stabile e che necessitano ora di una dose maggiore.

Particolare attenzione deve essere posta nel valutare l’opportunità di un aumento del dosaggio

in caso di pazienti con funzionalità renale compromessa e di pazienti con insufficienza epatica

lieve. Per quei pazienti che richiedono dosi maggiori, deve essere presa in considerazione la

somministrazione di dosi supplementari di ossicodone cloridrato a rilascio prolungato agli

stessi intervalli di tempo, tenendo conto della massima dose giornaliera di 400 mg di

ossicodone cloridrato a rilascio prolungato. In caso di dose supplementare di ossicodone

cloridrato, l’effetto benefico di naloxone cloridrato sulla funzione intestinale potrebbe essere

compromesso. Dopo la completa interruzione della terapia con queste compresse e conseguente passaggio ad

altro oppioide si può verificare un peggioramento della funzione intestinale.

Alcuni pazienti in trattamento con queste compresse a rilascio prolungato secondo un regolare

schema temporale, richiedono un trattamento con analgesici a rilascio immediato quali

“farmaci di soccorso” per il trattamento del dolore episodico intenso. ELIPSODOX è una

formulazione a rilascio prolungato e per questo non indicato per il trattamento del dolore

episodico intenso.

Per il trattamento del dolore episodico intenso, una singola dose di farmaco di soccorso deve

approssimativamente corrispondere a 1/6 dell’equivalente dose giornaliera di ossicodone

cloridrato. La necessità di più di due somministrazioni di “farmaci di soccorso” al giorno è

generalmente un’indicazione che il dosaggio richiede un aggiustamento in aumento. Questo

aggiustamento deve essere effettuato ogni 1 – 2 giorni con incrementi di 5 mg/2,5 mg due

volte al giorno o, dove richiesto, 10 mg/5 mg di ossicodone cloridrato/naloxone cloridrato,

sino a che non venga raggiunta una dose adeguata.

Lo scopo è quello di stabilire la specifica dose individuale da assumere due volte al giorno,

che mantenga una adeguata analgesia e che faccia ricorrere il meno possibile ad altro

“farmaco di soccorso”, per tutto il tempo per cui è necessaria una terapia per il dolore.

ELIPSODOX è assunto, ad un determinato dosaggio, due volte al giorno secondo uno schema

temporale fisso. Mentre una somministrazione simmetrica (stesso dosaggio mattina e sera),

soggetta ad uno schema temporale fisso (ogni 12 ore), è appropriata per la maggior parte dei

pazienti, alcuni pazienti, in base alla situazione individuale di dolore, possono trarre beneficio

da un dosaggio asimmetrico adattato all’andamento del loro dolore. Generalmente deve essere

utilizzata la dose analgesica efficace più bassa.

Nella terapia del dolore non maligno, dosi giornaliere fino a 40 mg/ 20mg di ossicodone

cloridrato/naloxone cloridrato sono generalmente sufficienti, ma possono essere necessari

dosaggi più alti.

Per dosi non realizzabili / praticabili con questo dosaggio, sono disponibili altri dosaggidi

questo medicinale.

Anziani Come per i giovani adulti, il dosaggio deve essere adattato all’intensità del dolore e alla

sensibilità del singolo paziente.

Compromissione epatica

Uno studio clinico effettuato su pazienti con compromissione epatica, ha evidenziato che le

concentrazioni plasmatiche sia di ossicodone che di naloxone, sono elevate. Le concentrazioni

di naloxone sono incrementate in maniera maggiore rispetto a ossicodone (vedere paragrafo

5.2). Nei pazienti con compromissione epatica, non è ancora nota la rilevanza clinica di una

più alta esposizione a naloxone. Deve essere usata particolare attenzione quando si

somministrano queste compresse a pazienti con compromissione epatica di lieve entità

(vedere paragrafo 4.4). ELIPSODOX è controindicato nei pazienti con compromissione

epatica di grado da moderato a grave(vedere paragrafo 4.3).

Compromissione renale

Uno studio clinico effettuato su pazienti con danno renale ha mostrato che le concentrazioni

plasmatiche di ossicodone e di naloxone sono elevate. Le concentrazioni di naloxone sono

incrementate in maniera maggiore rispetto a quanto accade per ossicodone (vedere paragrafo

5.2). Non è ancora nota la rilevanza clinica di un’esposizione relativamente alta a naloxone,

nei pazienti con danno renale. Deve essere usata particolare attenzione quando si

somministrano queste compresse a pazienti con compromissione renale (vedere paragrafo

4.4).

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di ELIPSODOX non è stata stabilita nei bambini e negli adolescenti

di età inferiore a 18 anni. Non sono disponibili dati.

Modo di somministrazione

Uso orale.

Queste compresse a rilascio prolungato sono assunte al dosaggio stabilito due volte al giorno,

secondo uno schema temporale fisso. Le compresse a rilascio prolungato possono essere assunte con sufficiente liquido con o senza

cibo. Queste compresse devono essere deglutite intere, non devono essere spezzate, masticate

a frantumate (vedere paragrafo 4.4).

Durata dell’uso

Queste compresse non devono essere somministrate per un periodo superiore a quello

necessario. Se a seconda della natura e gravità del dolore si rendesse necessario un

trattamento a lungo termine, è richiesto un attento e regolare monitoraggio per stabilire se e in

quale misura sia necessario un ulteriore trattamento.

Analgesia

Se il paziente non necessita più di una terapia con oppioidi, si raccomanda di interrompere il

trattamento riducendo gradualmente il dosaggio nel periodo di circa una settimana al fine di

ridurre il rischio di una crisi di astinenza (vedere paragrafo 4.4).

04.3 Controindicazioni

 Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1

 Grave depressione respiratoria con ipossia e/o ipercapnia

 malattia polmonare -ostruttiva cronica grave

 Cuore polmonare

Asma bronchiale grave

 Ileo paralitico non indotto da oppioidi

 Compromissione epatica di grado da moderato o grave.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Il rischio maggiore causato dall’eccesso di oppioidi è la depressione respiratoria.

Deve essere usata cautela nel somministrare queste compresse a pazienti anziani o infermi,

pazienti con ileo paralitico indotto da oppioidi, pazienti con funzione polmonare gravemente

compromessa, mixedema, ipotiroidismo, morbo di Addison (insufficienza corticosurrenale),

psicosi tossica, colelitiasi, ipertrofia prostatica, alcolismo, delirium tremens, pancreatite, ipotensione, ipertensione, malattia cardiovascolare preesistente, trauma cranico (causa dovuto

al rischio di aumento della pressione intracranica), disturbi dell’epilessia o predisposizione

alle convulsioni.

È consigliata cautela in pazienti sottoposti a trattamento con inibitori MAO o depressori del

SNC.

L’uso concomitante di oppioidi, incluso ossicodone cloridrato, e medicinali sedativi quali

benzodiazepine o medicinali correlati ad esse può causare sedazione, depressione respiratoria,

coma e morte. A causa di questi rischi, la prescrizione concomitante con questi medicinali

sedativi deve essere riservata ai pazienti per i quali le opzioni di un trattamento alternativo

non sono possibili. Se si decide di prescrivere ELIPSODOX in concomitanza a medicinali

sedativi, deve essere usata la dose efficace più bassa possibile e la durata del trattamento deve

essere la più breve possibile.

I pazienti devono essere attentamente valutati per i segni e i sintomi di depressione

respiratoria e sedazione. A tale riguardo, è fortemente raccomandato di informare i pazienti e

le persone che se ne prendono cura (dove applicabile) di prestare attenzione a questi sintomi

(vedere paragrafo 4.5).

Disturbi della respirazione correlati al sonno

Gli oppioidi possono causare disturbi della respirazione correlati al sonno, inclusi apnea

centrale del sonno (CSA) e ipossiemia correlata al sonno. L’uso di oppioidi aumenta il rischio

di CSA in modo dose-dipendente. In pazienti con CSA, deve essere presa in considerazione la

riduzione del dosaggio totale degli oppioidi.

Deve inoltre essere usata cautela nel somministrare queste compresse a pazienti con lieve

compromissione epatica o con danno renale lieve. Un attento monitoraggio medico è

particolarmente necessario per pazienti con grave danno renale.

La diarrea può essere considerata quale possibile effetto di naloxone.

In pazienti sottoposti al trattamento con oppioidi per un lungo periodo di tempo, il passaggio

al trattamento con ELIPSODOX può inizialmente provocare la sindrome da astinenza. Questi

pazienti possono richiedere una specifica attenzione. ELIPSODOX non è indicato per il trattamento dei sintomi da astinenza.

Durante la somministrazione a lungo termine, il paziente può sviluppare tolleranza al

medicinale e richiedere dosi più elevate per mantenere l’effetto desiderato. La

somministrazione cronica di queste compresse può portare alla dipendenza fisica. A seguito di

brusca interruzione della terapia, possono manifestarsi sintomi da astinenza. Se non è più

necessario il trattamento, si consiglia di ridurre gradualmente la dose giornaliera, al fine di

evitare la comparsa della sindrome da astinenza (see section 4.2).

Disturbo da uso di oppioidi (abuso e dipendenza)

Dopo somministrazioni ripetute di oppioidi, come l’ossicodone, si possono manifestare

tolleranza e dipendenza fisica e/o psicologica. È nota la comparsa di dipendenza iatrogena

dopo l’uso terapeutico di oppioidi.

L’uso ripetuto di ELIPSODOX può provocare il disturbo da uso di oppioidi (OUD). L’abuso

o l’uso errato intenzionale di ELIPSODOX può portare a sovradosaggio e/o morte. Il rischio

di sviluppare OUD è maggiore nei pazienti con una storia personale o familiare (genitori o

fratelli) di disturbi da uso di sostanze (incluso il disturbo da uso di alcol), in attuali utilizzatori

di tabacco o in pazienti con una storia personale di disturbi mentali (per es, depressione

maggiore, ansia e disturbi della personalità).

I pazienti devono essere monitorati per individuare i segni di comportamenti di ricerca di

sostanza d’abuso (per es. la richiesta troppo anticipata di nuove prescrizioni). Ciò include la

valutazione di oppioidi e psicofarmaci concomitanti (come le benzodiazepine). Per i pazienti

con segni e sintomi di OUD, deve essere preso in considerazione un ulteriore consulto con

uno specialista.

Al fine di non compromettere la caratteristica delle compresse a rilascio prolungato, le

compresse a rilascio prolungato devono essere assunte intere e non devono essere spezzate,

masticate o frantumate. Spezzare, masticare o frantumare le compresse a rilascio prolungato,

prima di ingerirle, comporta un più veloce rilascio dei principi attivi e l’assorbimento di una

possibile dose fatale di ossicodone (vedere paragrafo 4.9).

L’uso concomitante di alcool e ELIPSODOX può aumentare gli effetti indesiderati di

ELIPSODOX; l’uso concomitante deve essere evitato. Non sono stati condotti studi sulla sicurezza ed efficacia di ELIPSODOX in bambini e

adolescenti sotto i 18 anni di età. Per tale motivo l’uso nei bambini ed adolescenti sotto i 18

anni di età, va evitato.

Non c’è esperienza clinica in pazienti malati di cancro associato a carcinomatosi peritoneale o

a sindrome subocclusiva, negli stadi avanzati dei tumori dell’apparato digerente e della pelvi.

Perciò l’uso di queste compresse in questa popolazione, va evitato.

L’utilizzo di queste compresse va evitato per un uso pre-operatorio o entro le prime 12/24 ore

post-operatorie. Sulla base del tipo e della entità dell’intervento, del tipo di procedura

anestetica utilizzata, altre co-somministrazioni e della condizione individuale del paziente, il

momento giusto per l’avvio di un trattamento post-operatorio con queste compresse dipende

dall’attenta valutazione del rapporto rischio/ beneficio per ogni singolo paziente.

Deve essere fortemente scoraggiato ogni abuso di queste compresse da parte di

tossicodipendenti.

L’abuso di queste compresse per via parenterale, intranasale o orale da parte di individui

dipendenti da agonisti oppioidi, quali eroina, morfina o metadone, produce marcati sintomi da

astinenza –a causa delle caratteristiche di naloxone quale antagonista del recettore oppioide –

o intensifica i sintomi da astinenza già presenti (vedere paragrafo 4.9).

Queste compresse sono costituite da una matrice con due polimeri, destinata solamente per un

uso orale. Un uso abusivo di iniezioni per via parenterale dei componenti della compressa a

rilascio prolungato (specialmente il talco) può provocare necrosi locale del tessuto e

granulomi polmonari o possono portare ad altri effetti indesiderati gravi e potenzialmente

fatali.

La matrice vuota della compressa a rilascio prolungato può essere visibile nelle feci.

Gli oppioidi, come l’ossicodone, possono influenzare gli assi ipotalamo-ipofisi-surrene e delle

gonadi. Si possono osservare, un aumento della prolattina nel siero e una riduzione del livello

di cortisolo e testosterone nel plasma. Sintomi clinici possono verificarsi a causa di questi

cambiamenti ormonali. L’uso di ELIPSODOX può produrre risultati positivi nei controlli antidoping. L’uso di

ELIPSODOX come agente dopante può risultare rischioso per la salute.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Farmaci sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati:

L’uso concomitante di oppioidi con farmaci sedativi come benzodiazepine o farmaci correlati

ad esse aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte a causa

dell’effetto depressivo additivo del SNC. La dose e la durata dell’uso concomitante devono

essere limitate (vedere paragrafo 4.4.).

I farmaci che deprimono il SNC includono ma non sono limitate a : altri oppioidi, ansiolitici,

ipnotici e sedativi (incluse benzodiazepine), antidepressivi, antipsicotici, antistaminici, e

antiemetici

L’alcool può aumentare gli effetti farmacodinamici di ELIPSODOX; l’uso concomitante deve

essere evitato.

Modifiche clinicamente rilevanti relative all’International Normalized Ratio/Tempo di

Protrombina (INR o tempo di Quick) sono state osservate in maniera bidirezionale, quando

ossicodone e gli anticoagulanti cumarinici sono assunti contemporaneamente.

L’ossicodone è metabolizzato principalmente attraverso le vie citocromiali CYP3A4 e

CYP2D6 (vedere paragrafo 5.2). L’attività di tali vie metaboliche può essere inibita o indotta

dalla contemporanea somministrazione di altri farmaci o da elementi della dieta. Di

conseguenza, il dosaggio di ELIPSODOX può richiedere un adeguato adattamento.

Gli inibitori di CYP3A4, quali gli antibiotici della classe dei macrolidi ( per es.,

claritromicina, eritromicina, telitromicina), gli antifungini azolici (per es., ketoconazolo,

voriconazolo, itraconazolo,posaconazolo), gli inibitori delle proteasi (per es., ritonavir,

indinavir, nelfinavir, saquinavir), cimetidina e succo di pompelmo, possono causare una

riduzione di “clearance” di ossicodone, da cui potrebbe derivare un aumento della sua

concentrazione plasmatica. Potrebbe essere quindi necessaria una riduzione della dose di

queste compresse e una conseguente ri-titolazione. Gli induttori di CYP3A4, quali rifampicina, carbamazepina, fenitoina e l’“erba di San

Giovanni”, possono portare ad una induzione del metabolismo di ossicodone e causare un

aumento di “clearence” di tale principio attivo, da cui può risultare una sua diminuita

concentrazione plasmatica. Si consiglia di usare cautela, poiché potrebbe essere necessaria

una nuova titolazione per ottenere un livello adeguato nel controllo dei sintomi.

Teoricamente, i medicinali che inibiscono l’attività di CYP2D6, quali paroxetina, fluoxetina e

chinidina possono provocare una diminuzione della clearance di ossicodone che può portare

ad un aumento delle sue concentrazioni plasmatiche. La somministrazione concomitante di

inibitori di CYP2D6 non ha significativi effetti sull’eliminazione di ossicodone e non

influenza i suoi effetti farmacodinamici.

Studi in vitro sul metabolismo indicano che non sono previste interazioni clinicamente

rilevanti tra ossicodone e naloxone. E’ verosimile che a concentrazioni terapeutiche, sia

minimo il rischio di interazioni clinicamente rilevanti tra paracetamolo, acido acetilsalicilico o

naltrexone e l’associazione di ossicodone e naloxone.

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Non sono disponibili dati sull’uso di ELIPSODOX nelle donne in gravidanza e durante il

parto. I limitati dati negli uomini sull’uso di ossicodone durante la gravidanza non rivelano

evidenze di un aumentato rischio di anomalie congenite. Per naloxone non sono disponibili

dati clinici sufficienti sull’esposizione in gravidanza. Tuttavia, l’esposizione sistemica delle

donne a naloxone dopo l’uso di queste compresse, è relativamente bassa (vedere paragrafo

5.2). Sia naloxone che ossicodone passano nella placenta. Non sono stati condotti studi sugli

animali con ossicodone e naloxone in associazione (vedere paragrafo5.3). Gli studi sugli

animali con ossicodone o naloxone somministrati come medicinale singolo non hanno rilevato

alcun effetto teratogeno o embriotossico.

La somministrazione di ossicodone per un lungo periodo durante la gravidanza, può portare

sintomi di astinenza nel neonato. Se somministrato durante il parto, ossicodone può provocare

depressione respiratoria nel neonato. Queste compresse devono essere usate durante la

gravidanza solo se i benefici superano i possibili rischi del nascituro o neonato.

Allattamento

L’ossicodone passa nel latte materno. E’ stato misurato un rapporto di concentrazione latte –

plasma di 3,4:1 e pertanto sono ipotizzabili effetti di ossicodone nel lattante. Non è noto se

anche il naloxone penetri nel latte materno. Comunque dopo l’assunzione di queste

compresse, i livelli sistemici di naloxone sono molto bassi (vedere paragrafo 5.2). Un rischio

per il lattante non può essere escluso, in particolare dopo l’assunzione di dosi multiple di

queste compresse da parte della madre che allatta. L’allattamento al seno deve essere

interrotto durante il trattamento con ELIPSODOX.

Fertilità

Non ci sono dati relativi alla fertilità.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

ELIPSODOX altera moderatamente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Ciò è

particolarmente probabile all’inizio del trattamento, dopo un aumento del dosaggio o una

“rotazione” del farmaco e se queste compresse sono utilizzate in combinazione con altri

agenti depressivi del SNC. I pazienti stabilizzati con uno specifico dosaggio non devono

necessariamente richiedere misure restrittive. Pertanto è necessario che i pazienti consultino il

medico per verificare se possono guidare veicoli o usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

Le seguenti frequenze sono la base per la valutazione degli effetti indesiderati:

Molto comune (> 1/10)

Comune (> 1/100 e < 1/10)

Non comune (>1/1.000 e < 1/100)

Raro (> 1/10.000 e <1/1.000)

Molto raro (< 1/10.000)

Non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine

decrescente di gravità.

Classificazione per sistemi ed organi secondo MedDRA Comune Non comune Raro Molto raro Non nota
Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Diminuzione dell’appetito fino a perdita dell’appetito
Disturbi psichiatrici Insonnia Pensiero anormale, Ansia, Stato confusionale, Depressione, Diminuzione della libido, Nervosismo, Irrequietezza Dipendenza da farmaco Umore euforico, Allucinazioni, Incubi, Aggressività
Patologie del sistema nervoso Capogiro, Cefalea, Sonnolenza Convulsioni1, Alterazione dell’attenzione, Disgeusia, Disturbo del Linguaggio, Sincope, Tremori, Letargia Parestesia, Sedazione
Patologie dell’occhio Compromissione della visione
Patologie dell’orecchio e del labirinto Vertigini
Patologie cardiache Angina pectoris2, Palpitazioni Tachicardia
Patologie vascolari Vampate di calore Diminuzione della pressione sanguigna, Aumento della pressione sanguigna,
Patologie respiratorie, Dispnea , Sbadiglio Depressione
toraciche e mediastiniche Rinorrea, Tosse respiratoria, Sindrome di apnea centrale nel sonno
Patologie gastrointestinali Dolore addominale, Stitichezza, Diarrea, Bocca secca, Dispepsia, Vomito, Nausea, Flatulenza Distensione addominale Patologie dentali Eruttazione
Patologie epatobiliari Aumento degli enzimi epatici, Colica biliare
Patologie della cutee del tessuto sottocutaneo Prurito, Reazioni della pelle, Iperidrosi
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Spasmi muscolari, Contrazioni muscolari, Mialgia
Patologie renali e urinarie Urgenza della minzione Ritenzione urinaria
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Disfunzione erettile
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia, Affaticamento Dolore toracico. Brividi, Sindrome da Astinenza, Malessere. Dolore, Edema Periferico, Sete,
Esami diagnostici Riduzione del peso Aumento di peso
Traumatismo, avvelenamento e complicazione da procedura Traumatismo da incidenti

1 particolarmente in persone con attacchi epilettici o soggette a convulsioni

2 particolarmente in pazienti con una storia clinica di malattie coronariche

Per la sostanza attiva ossicodone cloridrato sono noti i seguenti ulteriori effetti indesiderati:

A causa delle sue proprietà farmacologiche, ossicodone cloridrato può causare depressione

respiratoria, miosi, broncospasmo, spasmi della muscolatura liscia, nonché sopprimere il

riflesso della tosse.

Classificazione per sistemi ed organi secondo MedDRA Comune Non comune Raro Molto raro Non nota
Infezioni e Herpes
infestazioni simplex
Disturbi del sistema immunitario Risposte anafilattiche
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Disidratazione Appetito aumentato
Disturbi psichiatrici Umore alterato e cambiamenti della personalità, Attività ridotta, Iperattività psicomotoria Agitazione, Disturbi della percezione (ad es., derealizzazione) Aggressività
Patologie del sistema nervoso Concentrazione compromessa, Emicrania, Ipertonia, Contrazioni muscolari involontarie, Ipoestesia, Coordinazione anormale Iperalgesia
Patologie dell’orecchio e del labirinto Udito compromesso
Patologie vascolari Vasodilatazione
Patologie respiratorie, toraciche e Disfonia
mediastiniche
Patologie gastrointestinali Singhiozzo Disfagia, Ileo, Ulcerazioni della bocca, Stomatite Melena, Sanguinamento gengivale Carie dentali
Patologie epatobiliari Colestasi Colestasi
Patologie della cutee del tessuto sottocutaneo Cute secca Orticaria
Patologie renali e urinarie Disuria
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Ipogonadismo Amenorrea
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Edema, Tolleranza al farmaco Sintomi di astinenza neonatale

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

04.9 Sovradosaggio

Sintomi di intossicazione

A seconda della storia del paziente, un sovradosaggio di ELIPSODOX può manifestarsi con

sintomi indotti sia da ossicodone (agonista dei recettori oppioidi) che da naloxone

(antagonista dei recettori oppioidi).

Sintomi di un sovradosaggio da ossicodone includono miosi, depressione respiratoria,

sonnolenza che progredisce fino allo stupore, ipotonia, bradicardia come pure ipotensione.

Nei casi più gravi può verificarsi coma, edema polmonare non cardiogeno e insufficienza

circolatoria che possono evolvere fino ad un esito fatale.

Sono improbabili sintomi di sovradosaggio da solo naloxone.

Terapia della intossicazione

Sintomi da astinenza dovuti ad un sovradosaggio di naloxone devono essere trattati

sintomaticamente in un ambiente strettamente controllato.

Sintomi clinici che suggeriscano un sovradosaggio di ossicodone devono essere trattati con la

somministrazione di antagonisti oppioidi (es.: naloxone cloridrato 0,4 – 2mg, per via

endovenosa). La somministrazione deve essere ripetuta ad intervalli di 2 – 3 minuti , come

clinicamente richiesto.

E’ inoltre possibile applicare una infusione di 2 mg di naloxone cloridrato in 500 ml di

soluzione di sodio cloruro allo 0.9% o di destrosio al 5% (0,004 mg/ml di naloxone).

L’infusione deve essere somministrata ad una velocità corrispondente alle dosi

precedentemente somministrate in bolo e sulla base della risposta del paziente.

Deve essere presa in considerazione la lavanda gastrica.

Devono essere impiegate, come necessario, misure di supporto (ventilazione artificiale,

ossigeno, infusione di vasopressori e di fluidi), , per la gestione dello shock circolatorio che

accompagna un sovradosaggio. L’arresto cardiaco o le aritmie possono richiedere il

massaggio cardiaco o la defibrillazione.

Se necessario, deve essere praticata la ventilazione artificiale. Devono essere mantenuti

l’equilibrio idrico ed elettrolitico.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria Farmacoterapeutica: Analgesici; Oppioidi; Alcaloidi naturali dell’oppio

Codice ATC: N02AA55

Meccanismo d’azione

Ossicodone e naloxone hanno un’affinità per i recettori oppioidi kappa, mu e delta del

cervello, midollo spinale ed organi periferici (per es., intestino). Ossicodone agisce come

agonista del recettore oppioide e si lega ai recettori oppioidi endogeni del SNC. Al contrario,

naloxone è un antagonista puro che agisce su tutti i tipi di recettori oppioidi.

Effetti farmacodinamici

A causa del marcato metabolismo di primo passaggio, la biodisponibilità di naloxone, a

seguito di somministrazione orale, è del < 3%, è quindi improbabile un effetto sistemico

clinicamente rilevante. A causa dell’antagonismo competitivo locale di naloxone sull’effetto

di ossicodone sui recettori oppioidi intestinali, naloxone riduce i disturbi della funzione

intestinale tipici di un trattamento con oppioidi.

Efficacia clinica e sicurezza

Per gli effetti degli oppioidi sul sistema endocrino vedere sezione 4.4.

Studi preclinici mostrano diversi effetti degli oppioidi naturali sui componenti del sistema

immunitario. La rilevanza clinica di questi risultati non è nota. Non è noto se ossicodone,

oppioide semisintetico, abbia, sul sistema immunitario, gli stessi effetti degli oppioidi naturali.

Analgesia

In uno studio clinico parallelo di 12 settimane, condotto in doppio cieco su un gruppo di 322

pazienti con stitichezza indotta da oppioidi, i pazienti che sono stati trattati con ossicodone

cloridrato – naloxone cloridrato, nell’ultima settimana di trattamento, hanno avuto in media

un movimento intestinale spontaneo extra (senza lassativi), rispetto ai pazienti che hanno continuato ad usare dosaggi comparabili di ossicodone cloridrato compresse a rilascio

prolungato (p<0,0001). L’uso di lassativi nelle prime 4 settimane è stato significativamente

inferiore nel gruppo trattato con ossicodone – naloxone rispetto a quello trattato in

monoterapia con ossicodone (31% versus 55%, rispettivamente, p<0,0001). Risultati simili

sono stati osservati in uno studio condotto su 265 pazienti non malati di cancro, confrontando

dosi giornaliere di ossicodone cloridrato/naloxone cloridrato di 60 mg/30 mg sino a 80 mg/40

mg, con ossicodone cloridrato somministrato in monoterapia allo stesso dosaggio.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Ossicodone cloridrato

Assorbimento

Ossicodone, a seguito di somministrazione orale, ha una elevata biodisponibilità assoluta, fino

al 87%.

Distribuzione

Una volta assorbito, ossicodone si distribuisce in tutto l’organismo. Circa il 45% è legato alle

proteine plasmatiche. Ossicodone attraversa la placenta e può essere rilevato nel latte

materno.

Biotrasformazione

Ossicodone viene metabolizzato nell’intestino e nel fegato a nor-ossicodone e ossimorfone e a

vari glucuronidi coniugati. Nor-ossicodone, ossimorfone e nor-ossimorfone sono prodotti

attraverso il sistema del citocromo P450. La chinidina riduce la produzione di ossimorfone

nell’uomo senza influenzare, sostanzialmente, la farmacodinamica di ossicodone. Il contributo

dei metaboliti sull’effetto farmacodinamico complessivo è insignificante.

Eliminazione

Ossicodone e suoi metaboliti vengono eliminati sia nelle urine che nelle feci. Naloxone cloridrato

Assorbimento

A seguito di somministrazione orale, naloxone ha una disponibilità sistemica molto bassa

(<3%).

Distribuzione

Naloxone attraversa la barriera placentare. Non è noto, se il naloxone passi anche nel latte

materno.

Biotrasformazione ed eliminazione

Dopo la somministrazione per via parenterale, l’emivita plasmatica è di circa un’ora. La durata

d’azione dipende dalla dose e via di somministrazione. L’iniezione intramuscolare produce un

effetto più prolungato rispetto alle dosi somministrate per via endovenosa. E’ metabolizzato

nel fegato ed escreto nelle urine. I metaboliti principali sono naloxone glucuronide, 6-β-

naloxolo e il suo glucuronide.

Ossicodone cloridrato/naloxone cloridrato (ELIPSODOX) in combinazione

Relazione farmacocinetica/farmacodinamica

Le caratteristiche farmacocinetiche di ossicodone di ELIPSODOX sono equivalenti a quelle

di ossicodone cloridrato, compresse a rilascio prolungato, somministrate in combinazione con

naloxone cloridrato, compresse a rilascio prolungato.

Tutti i dosaggi di ELIPSODOX sono intercambiabili.

Dopo somministrazione orale di ELIPSODOX, alla massima dose, a soggetti sani, le

concentrazioni plasmatiche di naloxone sono così basse che non è possibile effettuare una

analisi farmacocinetica. Per condurre una analisi farmacocinetica, viene utilizzato naloxone-3-

glucuronide, come marcatore surrogato, poiché si raggiunge una concentrazione plasmatica

sufficientemente elevata da essere misurata. Nel complesso, dopo l’ingestione di una colazione ad alto contenuto di grassi, la

biodisponibilità e il picco della concentrazione plasmatica (C ) di ossicodone vengono max

aumentate di una media del 16% e del 30% rispettivamente, rispetto alla somministrazione in

condizioni di digiuno. Questo è stato valutato come clinicamente non rilevante, quindi

ELIPSODOX, compresse a rilascio prolungato, possono essere assunte con o senza cibo

(vedere paragrafo 4.2).

Alla luce dei risultati di studi in vitro sul metabolismo del farmaco, interazioni clinicamente

rilevanti riguardanti ELIPSODOX sembrano improbabili.

Anziani

Ossicodone:

Per AUCτ di ossicodone, c’è stato per gli anziani un aumento medio del 118% (IC 90%: 103,

135), rispetto ai volontari più giovani. Per la C di ossicodone, c’è stato un aumento medio max

fino al 114% (IC 90%: 102, 127). Per C di ossicodone, c’è stato un aumento medio fino al min

128% (IC 90%: 107, 152).

Naloxone:

Per AUCτ di naloxone, c’è stato per gli anziani un aumento medio del 182% (IC 90%: 123,

270), rispetto ai volontari più giovani. Per la C di naloxone, c’è stato un aumento medio max

del 173% (IC 90%: 107, 280). Per C di naloxone, c’è stato un aumento medio del 317% min

(IC 90%: 142, 708).

Naloxone-3-glucuronide:

Per AUCτ di naloxone-3-glucuronide, per gli anziani c’è stato un aumento medio 128% (IC

90%: 113, 147), rispetto ai volontari più giovani. Per la C di naloxone-3-glucuronide, c’è max

stato un aumento medio del 127% (IC 90%: 112, 144). Per C di naloxone-3-glucuronide, min

c’è stato un aumento medio del 125% (IC 90%: 105, 148). Compromissione epatica

Ossicodone:

Per AUC di ossicodone, c’è stato un aumento medio del 143% (IC 90%: 111, 184), 319% INF

(IC 90%: 248, 411) e 310% (IC 90%: 241, 398), rispettivamente, nei soggetti con

compromissione epatica lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. Per C di max

ossicodone, c’è stato un aumento medio del 120% (IC 90%: 99, 144), del 201% (IC 90%:

166, 242) e del 191% (IC 90%: 158, 231), rispettivamente, nei soggetti con compromissione

epatica lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. Per t di ossicodone, c’è stato un 1/2Z

aumento media del 108% (IC 90%: 70, 146), 176% (IC 90%: 138, 215) e 183% (IC 90%: 145,

221), rispettivamente, nei soggetti con compromissione epatica lieve, moderata e grave,

rispetto ai volontari sani.

Naloxone:

Per AUC di naloxone, c’è stato un aumento medio del 411% (IC 90%: 152, 1112), 11518% t

(IC 90%: 4259, 31149) e 10666% (IC 90%: 3944, 28847), rispettivamente, nei soggetti con

compromissione epatica lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. Per la C di max

naloxone, c’è stato un aumento medio del 193% (IC 90%: 115, 324), 5292% (90% CI: 3148,

8896) e 5252% (90% CI: 3124, 8830), rispettivamente, nei soggetti con compromissione

epatica lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. A causa di una quantità insufficiente

di dati disponibili, t e il corrispondente AUC di naloxone non sono stati calcolati. I 1/2Z INF

confronti sulla biodisponibilità di naloxone sono pertanto basati sui valori AUCt.

Naloxone-3-glucuronide:

Per AUC di naloxone-3-glucuronide, c’è stato un aumento medio del 157% (IC 90%: 89, INF

279), 128% (IC 90%: 72, 227) e 125% (IC 90%: 71, 222 ), rispettivamente, nei soggetti con

compromissione epatica lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. Per la C di max

naloxone-3-glucuronide, c’è stato un aumento medio del 141% (IC 90%: 100, 197), 118% (IC

90%: 84, 166) e una diminuzione al 98% (IC 90%: 70, 137), rispettivamente, nei soggetti con

compromissione epatica lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. Per t di 1/2Z

naloxone-3-glucuronide, c’è stato un aumento medio di 117% (IC 90%: 72, 161), un calo al

77% (IC 90%: 32, 121) e al 94% (IC 90%: 49, 139), rispettivamente, nei soggetti con

compromissione epatica lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. Compromissione renale

Ossicodone:

Per AUC di ossicodone, c’è stato un aumento medio del 153% (IC 90%: 130, 182), 166% INF

(IC 90%: 140, 196) e 224% (IC 90%: 190, 266), rispettivamente, nei soggetti con danno

renale lieve, moderato e grave, rispetto ai volontari sani. Per la C di ossicodone, c’è stato max

un aumento medio del 110% (IC 90%: 94, 129),

135% (IC 90%: 115, 159) e 167% (IC 90%: 142, 196), rispettivamente, nei soggetti con

danno renale lieve, moderato e grave, rispetto ai volontari sani. Per t di ossicodone, c’è 1/2Z

stato un aumento medio del 149%, 123% e 142%, rispettivamente, nei soggetti con danno

renale lieve, moderato e grave, rispetto ai volontari sani.

Naloxone:

Per AUC di naloxone, c’è stato un aumento medio del 2850% (IC 90%: 369, 22042), 3910% t

(IC 90%: 506,

30243) e 7612% (IC 90%: 984, 58871), rispettivamente, nei soggetti con danno renale lieve,

moderato a e grave, rispetto ai volontari sani. Per la C di naloxone, c’è stato un aumento max

medio del 1076% (90% CI:

154, 7502), 858% (IC 90%: 123, 5981) e 1675% (IC 90%: 240, 11676), rispettivamente, nei

soggetti con danno renale lieve, moderato e grave, rispetto ai volontari sani. A causa di una

insufficiente quantità di dati disponibili, i valori t e il corrispondente valoreAUC di 1/2Z INF

naloxone, non sono stati calcolati. I raffronti della biodisponibilità di naloxone sono pertanto

basati sui valori di AUCt. I rapporti possono essere stati influenzati dall’impossibilità di

caratterizzare pienamente i profili plasmatici di naloxone nei soggetti sani.

Naloxone-3-glucuronide:

Per AUC di naloxone-3-glucuronide, c’è stato un aumento medio del 220% (IC 90%: 148, INF

327), 370% (IC: 90%: 249, 550) e 525% (IC 90%: 354, 781 ), rispettivamente, nei soggetti

con danno renale lieve, moderato e grave, rispetto ai soggetti sani. Per C di naloxone-3max

glucuronide, c’è stato un aumento medio del 148% (IC 90%: 110, 197), 202% (IC 90%: 151,

271) e 239% (IC 90%: 179, 320 ), rispettivamente, nei soggetti con danno renale lieve,

moderato e grave, rispetto ai soggetti sani. Per il valore t di naloxone-3-glucuronide, non 1/2Z

c’è stato, mediamente, alcun cambiamento significativo tra i soggetti con danno renale e

quelli sani. Abuso

Al fine di evitare di danneggiare le tipiche proprietà delle compresse a rilascio prolungato, le

compresse di ELIPSODOX non devono essere spezzate, frantumate o masticate, perché

questo porterebbe ad un rapido rilascio dei principi attivi. Inoltre, naloxone, se somministrato

per via intranasale, ha una velocità di eliminazione più lenta. Entrambe le caratteristiche

indicano che l’abuso di ELIPSODOX non produrrà l’effetto desiderato. Nei ratti ossicodone-

dipendenti, la somministrazione endovenosa di ossicodone cloridrato/naloxone cloridrato, nel

rapporto di 2:1, ha provocato sintomi di astinenza.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Non ci sono dati relativi a studi riguardanti la tossicità riproduttiva della combinazione di

ossicodone e naloxone.

Studi effettuati sui singoli componenti hanno mostrato che ossicodone non ha effetti sulla

fertilità e sullo sviluppo embrionale precoce, nei ratti maschi e nelle femmine, a dosi fino a 8

mg/ kg di peso corporeo e non ha provocato malformazioni nei ratti a dosi fino a 8 mg/kg e

nei conigli a dosi di 125 mg/kg di peso corporeo. Tuttavia, nei conigli, quando, ai fini della

valutazione statistica, sono stati utilizzati singoli feti, è stato osservato un aumento di

anomalie nello sviluppo dose-correlato (aumento dell’incidenza di 27 vertebre pre-sacrali e di

costole soprannumerarie). Quando tali parametri sono stati statisticamente valutati, con

l’utilizzo di cucciolate, è risultata aumentata solamente l’incidenza relativa alle 27 vertebre

pre-sacrali e soltanto nel gruppo trattato con 125 mg/kg, un livello di dose che ha prodotto

gravi effetti farmacotossici negli animali gravidi. In uno studio sullo sviluppo pre e post-

natale condotti su ratti F1, con dosi 6 mg/kg/die i loro pesi corporei sono risultati inferiori se

paragonati al peso corporeo del gruppo di controllo trattato con dosi che hanno ridotto il peso

materno e l’assunzione di cibo (NOAEL 2 mg/kg di peso corporeo).

Non sono stati rilevati effetti né sui parametri di sviluppo fisico, riflessologico e sensoriale o

sugli indici comportamentali e riproduttivi. Gli studi standard sulla tossicità riproduttiva di

naloxone mostrano che ad alte dosi somministrate per via orale, naloxone non è risultato

teratogeno e /o embrio/fetotossico e non influisce sullo sviluppo pre/post- natale. A dosi

molto elevate (800 mg/kg/die), naloxone, a dosaggi che hanno prodotto una significativa

tossicità nelle ratte madri (es.: perdita del peso corporeo, convulsioni), ha causato

un’aumentata mortalità dei cuccioli nel periodo immediatamente successivo al parto . Tuttavia, nei cuccioli sopravvissuti, non sono stati osservati effetti sullo sviluppo o sul

comportamento.

Non sono stati effettuati studi di carcinogenicità a lungo termine con ossicodone/naloxone in

combinazione o con ossicodone come singolo componente. Con naloxone, è stato condotto

uno studio di carcinogenicità orale nei ratti della durata di 24 mesi, con dosi fino a 100

mg/kg/die. I risultati indicano che naloxone non è carcinogenico in queste condizioni.

Ossicodone e naloxone, in forma di entità singole, mostrano un potenziale clastogenico nei

tests in vitro. Tuttavia, simili effetti non sono stati osservati nei test in vivo, anche a dosi

tossiche. I risultati indicano che il rischio mutageno di ELIPSODOX sull’uomo, alle

concentrazioni terapeutiche, può essere escluso con sufficiente certezza.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Nucleo della compressa:

Ipromellosa 603

Polivinilacetato, dispersione 30%

Povidone K30

Sodio laurilsolfato

Cellulosa microcristallina PH 102

Silicio diossido

Magnesio stearato

ELIPSODOX 5 mg/2,5 mg

Rivestimento della compressa:

Polivinilalcol,

Titanio diossido (E171)

Macrogol 3350,

Talco,

Blu brillante FCF lacca di alluminio (E133). ELIPSODOX 10 mg/5 mg

Rivestimento della compressa:

Polivinilalcol,

Titanio diossido (E171)

Macrogol 3350,

Talco

ELIPSODOX 20 mg/10 mg

Rivestimento della compressa:

Polivinilalcol,

Titanio diossido (E171)

Macrogol 3350,

Talco,

Ferro ossido rosso (E172)

Ferro ossido giallo (E172)

ELIPSODOX 40 mg/20 mg

Rivestimento della compressa:

Polivinilalcol,

Titanio diossido (E171)

Macrogol 3350,

Talco,

Ferro ossido rosso (E172)

Ferro ossido giallo (E172)

Ferro ossido nero (E172)

06.2 Incompatibilità

Non pertinente

06.3 Periodo di validità

3 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Blister perforati in dose unitaria, protette da una pellicola e a prova di bambino:

Blister in Poliammide-Alluminio-PVC / Alluminio-PET.

Contenuto delle confezioni:

Confezione da 28 compresse a rilascio prolungato.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in

conformità alla normativa locale vigente

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

L. Molteni & C. dei F.lli Alitti Società di Esercizio SpA

Strada Statale 67, Loc. Granatieri

50018 Scandicci (Firenze) – Italia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

043811013 “5 mg/2,5 mg compresse a rilascio prolungato” 28 X 1 compresse in blister PA-Al-

PVC/Al-PET

043811025 “10 mg/5 mg compresse a rilascio prolungato” 28 X 1 compresse in blister PA-Al-

PVC/Al-PET

043811037 “20 mg/10 mg compresse a rilascio prolungato” 28 X 1 compresse in blister PA-Al-

PVC/Al-PET

043811049 “40 mg/20 mg compresse a rilascio prolungato” 28 X 1 compresse in blister PA-Al-

PVC/Al-PET

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

02/2017

10.0 Data di revisione del testo

03/2022