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Obgemsa
Obgemsa
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
Obgemsa: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)
01.0 Denominazione del medicinale
Obgemsa 75 mg compresse rivestite con film
02.0 Composizione qualitativa e quantitativa
contiene 75 mg di vibegron. Eccipiente con effetti noti Ogni compressa rivestita con film contiene 1,5 mg di lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
03.0 Forma farmaceutica
Compressa rivestita con film (compressa) .
Compressa rivestita con film, ovale, verde chiaro, con impresso V75 su un lato e liscia sull’altro. La dimensione della compressa è di circa 9 mm (lunghezza) x 4 mm (larghezza) × 3 mm (altezza).
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
Obgemsa è indicato nel trattamento sintomatico di pazienti adulti con sindrome della vescica iperattiva (overactive bladder – OAB).
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Posologia
La dose raccomandata è di 75 mg una volta al giorno.
Popolazioni speciali Compromissione renale
Non è raccomandato alcun aggiustamento della dose di vibegron per i pazienti con compromissione renale lieve, moderata o severa (15 mL/min < GFR < 90 mL/min (velocità di filtrazione glomerulare) e pazienti che non hanno necessità di dialisi). Vibegron non è stato studiato in pazienti con malattia renale allo stadio terminale (GFR < 15 mL/min con o senza emodialisi) e pertanto non è raccomandato in questi pazienti (vedere paragrafo 5.2).
Compromissione epatica
Non è raccomandato alcun aggiustamento della dose di vibegron per i pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata (Child-Pugh A e B). Vibegron non è stato studiato in pazienti con compromissione epatica severa (Child-Pugh C) e pertanto non è raccomandato in questa popolazione di pazienti (vedere paragrafo 5.2).
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di vibegron nei bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni non sono state stabilite.
Non ci sono dati disponibili. Modo di somministrazione Somministrazione orale, con o senza cibo. La compressa deve essere deglutita con un bicchiere d’acqua.
Le compresse rivestite con film da 75 mg di Obgemsa possono anche essere frantumate, mescolate con un cucchiaio (circa 15 mL) di cibo morbido (ad esempio purea di mele) e assunte immediatamente con un bicchiere d’acqua.
04.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso
Pazienti con ostruzione allo svuotamento vescicale e pazienti che assumono medicinali antimuscarinici per l’OAB Sono stati riportati casi di ritenzione urinaria tra i pazienti che assumevano vibegron. Il rischio di ritenzione urinaria può essere aumentato nei pazienti con ostruzione allo svuotamento vescicale e anche nei pazienti che assumono un medicinale antagonista muscarinico in concomitanza con il trattamento con vibegron. I segni e i sintomi di ritenzione urinaria devono essere monitorati prima e durante il trattamento con vibegron, in particolare nei pazienti con ostruzione allo svuotamento vescicale clinicamente significativa, nei pazienti con condizioni che predispongono all’ostruzione allo svuotamento vescicale e nei pazienti che assumono un medicinale antagonista muscarinico in concomitanza con vibegron.
Vibegron deve essere interrotto nei pazienti che sviluppano ritenzione urinaria. Eccipienti I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol di sodio (23 mg) per compressa, cioè, è essenzialmente “senza sodio”.
04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
Vibegron è un substrato per il citocromo P450 (CYP) 3A4, per molteplici enzimi UGT e per la pompa di efflusso glicoproteina P (P-gp).
Medicinali che influenzano l’esposizione a vibegron
Inibitori di CYP3A4/P-gp
L’esposizione a vibegron (AUC) è aumentata di 2,1 e 1,6 volte in presenza degli inibitori forte e moderato di CYP3A/Pgp ketoconazolo e diltiazem, rispettivamente, in volontari sani. Non è necessario alcun aggiustamento della dose quando vibegron è assunto in associazione con inibitori forti e moderati del CYP3A e/o della Pgp.
Induttori del CYP3A4/P-gp
L’AUC di vibegron non è stata influenzata dalla somministrazione di dosi ripetute di rifampicina, un forte induttore del CYP3A/P-gp, in volontari sani, mentre la Cmax di vibegron era superiore dell’86%. Non è necessario alcun aggiustamento della dose di vibegron quando somministrato con induttori del CYP3A o della P-gp.
Effetto di vibegron su altri medicinali
Una singola dose di 100 mg di vibegron ha aumentato la Cmax e l’AUC rispettivamente del 21% e dell’11% del substrato della P
gp digossina in volontari sani. La concentrazione sierica di digossina deve essere monitorata e utilizzata per la titolazione del dosaggio di digossina per ottenere l’effetto clinico desiderato.
Deve essere tenuto in considerazione il potenziale di interazione di vibegron con la Pgp quando assunto in associazione con substrati sensibili della Pgp con indice terapeutico ristretto, ad esempio dabigatran etexilato, apixaban o rivaroxaban.
Vibegron è un inibitore di OCT1 in vitro. Questa interazione non è stata studiata in vivo e la rilevanza clinica non è attualmente nota.
Interazioni farmacodinamiche
La co-somministrazione di vibegron con metoprololo, un beta-bloccante rappresentativo, o amlodipina, un vasodilatatore rappresentativo, non ha determinato una diminuzione o un aumento clinicamente significativo della pressione arteriosa sistolica (PAS) rispetto al solo metoprololo o alla sola amlodipina.
Popolazione pediatrica
Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti.
04.6 Gravidanza e allattamento
Donne in età fertile
Vibegron non è raccomandato in donne in età fertile che non usano misure contraccettive. Gravidanza I dati relativi all’uso di vibegron in donne in gravidanza non esistono o sono in numero limitato. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).
Vibegron non è raccomandato durante la gravidanza.
Quando viene pianificata o clinicamente confermata una gravidanza, il trattamento con vibegron deve essere interrotto e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa.
Allattamento
Non è noto se vibegron e/o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno.
I dati preclinici disponibili negli animali hanno mostrato l’escrezione di vibegron/metaboliti nel latte (vedere paragrafo 5.3).
Il rischio per i neonati/lattanti non può essere escluso. Vibegron non deve essere somministrato durante l’allattamento.
Fertilità
L’effetto di vibegron sulla fertilità umana non è stato stabilito. Gli studi sugli animali non hanno mostrato effetti sulla fertilità nei ratti né maschi né femmine (vedere paragrafo 5.3).
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Obgemsa non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.
04.8 Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse più frequentemente riportate includono infezione delle vie urinarie (6,6%), cefalea (5,0%), diarrea (3,1%), nausea (3,0%).
La frequenza delle reazioni avverse al farmaco che hanno portato all’interruzione del trattamento è dello 0,9%. Le reazioni avverse più comuni che portano all’interruzione del trattamento sono: cefalea (0,5%), stipsi, diarrea, nausea ed eruzione cutanea (0,2% ciascuno).
Tabella delle reazioni avverse
La tabella sottostante elenca le reazioni avverse osservate con vibegron ottenute dallo studio di fase 3 di 12 settimane, dallo studio di fase 3 di estensione a lungo termine e dai dati post-marketing.
La frequenza delle reazioni avverse è definita come segue: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1 000, < 1/100); raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000); molto raro (< 1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili).
Tabella 1: Reazioni avverse segnalate per vibegron 75 mg
|
Classificazione per sistemi e organi |
Reazione avversa | Frequenza |
|---|---|---|
| Infezioni ed infestazioni | Infezioni del tratto urinario | Comune |
|
Patologie del sistema nervoso |
Cefalea | Comune |
| Patologie vascolari | Vampata di calore | Non comune |
| Patologie gastrointestinali | Stipsi, diarrea, nausea | Comune |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | Eruzione cutaneaa | Non comune |
| Patologie renali e urinarie | Ritenzione urinaria b | Non comune |
| Esami diagnostici |
Volume urinario residuo aumentato |
Comune |
a include eruzione cutanea pruriginosa ed esantema eritematoso
b include sforzo urinario
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
04.9 Sovradosaggio
Sono stati riportati casi di sovradosaggio in un intervallo di dosi compreso tra 100 e 375 mg al giorno. Tutti gli eventi avversi osservati in seguito al sovradosaggio segnalato erano non gravi. Gli eventi avversi segnalati sono stati disturbi gastrointestinali, cefalea e dispnea.
In caso di sospetto sovradosaggio, il trattamento deve essere sintomatico e di supporto.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: Urologici, farmaci per la frequenza urinaria e l’incontinenza, ATC code: G04BD15 Meccanismo d’azione
Vibegron è un agonista potente e selettivo del recettore beta-3 adrenergico umano rispetto a β1-AR e β2-AR. L’attivazione del recettore beta-3 adrenergico situato nel muscolo detrusore della vescica aumenta la capacità della vescica rilassando la muscolatura liscia del detrusore durante il riempimento della vescica.
Efficacia e sicurezza clinica
L’efficacia di vibegron 75 mg è stata valutata in uno studio di fase 3, di 12 settimane, in doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo e con controllo attivo (EMPOWUR) in pazienti con OAB con sintomi di urgenza e frequenza urinaria con o senza incontinenza urinaria da urgenza (UUI). I pazienti sono stati randomizzati 5:5:4 a ricevere vibegron 75 mg, placebo o tolterodina ER 4 mg per via orale, una volta al giorno per 12 settimane. Per l’ingresso nello studio, i pazienti dovevano avere sintomi di OAB da almeno 3 mesi con una media di 8 o più minzioni al giorno e almeno 1 UUI al giorno, o una media di 8 o più minzioni al giorno e una media di almeno 3 episodi di urgenza al giorno. L’UUI è stata definita come perdita di urina di qualsiasi quantità perché il paziente ha sentito il bisogno o la necessità di urinare immediatamente. La popolazione dello studio comprendeva pazienti naïve a medicinali per la OAB e pazienti che avevano ricevuto una precedente terapia con medicinali per la OAB. Un totale di 1 518 pazienti è stato randomizzato: 547 soggetti sono stati randomizzati al gruppo vibegron, 540 al gruppo placebo e 431 al gruppo tolterodina. Di questi 1 518 pazienti, 54 pazienti (10,0%) trattati con placebo e 45 pazienti (8,2%) trattati con vibegron 75 mg hanno abbandonato lo studio. Il principale motivo di interruzione della partecipazione allo studio clinico è stato il ritiro del consenso (3,9% nel gruppo placebo e 2,6% nel gruppo vibegron).
Gli endpoint co-primari erano la variazione rispetto al basale del numero medio giornaliero di minzioni e del numero medio giornaliero di episodi di UUI alla settimana 12. Gli endpoint secondari importanti includevano la variazione rispetto al basale del numero medio giornaliero di episodi di urgenza, il numero medio giornaliero di episodi di incontinenza totale, il volume medio di svuotamento per minzione, la % di pazienti con ≥75% e il 100% di riduzione del numero medio giornaliero di episodi di UUI e il punteggio del dominio di coping del questionario sulla vescica iperattiva (OAB-q LF).
Un totale di 1 515 pazienti ha ricevuto almeno una dose giornaliera di placebo (n=540), vibegron 75 mg (n=545) o controllo attivo (n=430). La maggior parte dei pazienti era di origine caucasica (78%) e di sesso femminile (85%) con un’età media di 60 (intervallo da 18 a 93) anni, il 77% dei pazienti presentava UUI (OAB Wet). La percentuale di pazienti al basale di età superiore a 65 anni era del 42,6% e di età superiore a 75 anni era del 12,1%.
Vibegron 75 mg si è dimostrato efficace nel trattamento dei sintomi di OAB entro 2 settimane e l’efficacia è stata mantenuta per tutto il periodo di trattamento di 12 settimane (i risultati sono presentati di seguito nella Tabella 2).
Tabella 2: Valore basale medio e variazione rispetto al basale alla settimana 12 per frequenza di minzione, episodi di incontinenza urinaria da urgenza, episodi di urgenza, episodi di incontinenza totale e volume di svuotamento per minzione
| Parametro | Placebo |
Vibegron 75 mg |
Tolterodina ER 4 mg |
|---|---|---|---|
| Numero medio giornaliero di minzionia | |||
| Valore basale medio (n) | 11,8 (520) | 11,3 (526) | 11,5 (417) |
| Variazione rispetto al basaleb (n) | -1,3 (475) | -1,8 (492) | -1,6 (378) |
| Differenza verso placebo | -0,5 | -0,3 | |
| Intervallo di confidenza al 95% | -0,8, -0,2 | -0,6, 0,1 | |
| Valore p | <0,001d e | 0,0988 | |
| Numero medio giornaliero di episodi UUIc | |||
| Valore basale medio (n) | 3,5 (405) | 3,4 (403) | 3,4 (319) |
| Variazione rispetto al basaleb (n) | -1,4 (372) | -2,0 (383) | -1,8 (286) |
| Differenza verso placebo | -0,6 | -0,4 | |
| Intervallo di confidenza al 95% | -0,9, -0,3 | -0,7, -0,1 | |
| Valore p | <0,0001d, e | 0,0123 | |
| Numero medio giornaliero di episodi di “necessità di urinare immediatamente” (urgenza)a | |||
| Valore basale medio (n) | 8,1 (520) | 8,1 (526) | 7,9 (417) |
| Variazione rispetto al basaleb (n) | -2,0 (475) | -2,7 (492) | -2,5 (378) |
| Differenza verso placebo | -0,7 | -0,4 | |
|---|---|---|---|
| Intervallo di confidenza al 95% | -1,1, -0,2 | -0,9, 0,0 | |
| Valore p | 0,002 d e | 0,0648 | |
| Numero medio giornaliero di episodi di incontinenza totalec | |||
| Valore basale medio (n) | 4,2 (405) | 4,1 (403) | 4,1 (319) |
| Variazione rispetto al basaleb (n) | -1,6 (372) | -2,3 (383) | -2,0 (286) |
| Differenza verso placebo | -0,7 | -0,5 | |
| Intervallo di confidenza al 95% | -1,0, -0,4 | -0,8, -0,1 | |
| Valore p | <0,0001d e | 0,0074 | |
| Volume medio di svuotamento (mL) per minzione a | |||
| Valore basale medio (n) | 148 (514) | 155 (524) | 147 (415) |
| Variazione rispetto al basaleb (n) | 2 (478) | 24 (490) | 16 (375) |
| Differenza verso placebo | 21 | 13 | |
| Intervallo di confidenza al 95% | 14, 28 | 9, 22 | |
| Valore p | <0,0001d e | <0,001 | |
|
a Popolazione FAS: set di analisi completo. Tutti i pazienti randomizzati con OAB che hanno assunto almeno 1 dose del trattamento in studio in doppio cieco e hanno avuto almeno una variazione valutabile rispetto alla misurazione della minzione al basale. b Media dei minimi quadrati corretta per trattamento, basale, tipo di OAB (solo per analisi su FAS), sesso, regione geografica, visita dello studio e visita dello studio per termine di interazione di trattamento. c Popolazione FAS-I: utilizzata per gli endpoint di incontinenza e includeva pazienti nella popolazione FAS con OAB Wet all’ingresso nello studio che presentavano almeno 1 variazione valutabile rispetto alla misurazione dell’UUI al basale. d Statisticamente significativo. e Parametri inclusi nella procedura di test multipli. Il test di ipotesi è stato eseguito solo per vibegron-placebo. |
|||
Ulteriori endpoint secondari chiave includevano la percentuale di pazienti con una riduzione alla settimana 12 rispetto al basale del numero medio giornaliero di episodi di UUI ≥ 75% o 100%. I risultati sono presentati di seguito (Tabella 3).
Tabella 3: Analisi di efficacia secondaria: analisi dei rispondenti al 75% ed al 100% all’incontinenza urinaria da urgenza alla settimana 12 – FAS-I (ha incluso pazienti nella popolazione FAS con OAB Wet all’inizio dello studio che avevano almeno 1 cambiamento valutabile rispetto alla misurazione UUI al basale)
| Statistica | Placebo N=405 | Vibegron 75 mg N=403 |
Tolterodina ER 4 mg N=319 |
|---|---|---|---|
| Soggetti con almeno il 75% di riduzione dell’UUI dal basale alla settimana 12 | |||
| Stimato2 n (%) | 133 (32,8) | 199 (49,3) | 135 (42,2) |
| Attivo-Placeboa | |||
| Differenza CMH | 16,5 | 9,4 | |
| IC 95% | [9,7; 23,4] | [2,1; 16,7] | |
| Valore p | < 0,0001b c | 0,0120 | |
| Soggetti con il 100% di riduzione dell’UUI dal basale alla settimana 12 | |||
| Stimato2 n (%) | 77 (19,0) | 102 (25,3) | 67 (20,9) |
| Attivo-Placeboa | |||
| Differenza CMH | 6,3 | 1,9 | |
| IC 95% | [0,4; 12,1] | [-4,1; 7,8] | |
| Valore p | 0,0360b c | 0,5447 | |
Note: l’imputazione multipla è stata utilizzata per imputare valori mancanti per qualsiasi motivo nelle settimane analizzate.
Le frequenze presentate e il denominatore utilizzato per la percentuale erano basati su soggetti in FAS-I e trattamento randomizzato.
*La proporzione stimata utilizza la procedura SAS MIANALYZE con stima dell’effetto di imputazione multipla standard.
a La differenza di proporzione e il corrispondente IC e il valore p sono stati calcolati utilizzando la stima della differenza di rischio di Cochran- Mantel-Haenszel stratificata per sesso (femmina vs maschio), con pesi proposti da Greenland e Robins.
b Statisticamente significativo.
c Confronti inclusi nella procedura di test multipli. I confronti tra tolterodina ER e placebo sono considerati descrittivi.
La sicurezza e l’efficacia a lungo termine di Obgemsa 75 mg sono state valutate fino a 52 settimane in uno studio di estensione di fase 3 in 505 pazienti che avevano completato lo studio di fase 3 di 12 settimane (EMPOWUR).
Popolazione pediatrica
L’Agenzia europea per i medicinali ha rinviato l’obbligo di presentare i risultati degli studi con Obgemsa in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica nel “Trattamento dell’iperattività detrusoriale neurogena” (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Assorbimento
La Cmax e l’AUC medie di vibegron sono aumentate in modo più che proporzionale alla dose fino a 600 e 400 mg rispettivamente dopo dose singola e ripetuta. Le concentrazioni allo stato stazionario vengono raggiunte entro 7 giorni dalla somministrazione una volta al giorno. Il rapporto medio di accumulo (Rac) è stato 1,7 per Cmax e 2,4 per AUC0-24 ore × Il Tmax mediano di vibegron è di circa 1-3 ore.
La somministrazione orale di una compressa rivestita con film di vibegron da 75 mg frantumata e mescolata con 15 mL di purea di mele non ha prodotto cambiamenti clinicamente rilevanti nella farmacocinetica di vibegron rispetto alla somministrazione di una compressa rivestita con film di vibegron intatta da 75 mg. Pertanto, vibegron può essere frantumato per la somministrazione in alimenti morbidi.
Effetti del cibo
La co-somministrazione di una compressa da 75 mg con un pasto ad elevato contenuto di grassi ha ridotto la Cmax e l’AUC di vibegron rispettivamente del 63% e del 37%. L’effetto del cibo sembrava essere minore allo stato stazionario (AUC invariata e Cmax inferiore del 30%). Negli studi di fase 3 che hanno dimostrato l’efficacia e la sicurezza, vibegron è stato somministrato con o senza cibo. Vibegron può dunque essere assunto con o senza cibo.
Distribuzione
Il volume medio apparente di distribuzione dopo somministrazione orale è di 9 120 litri. Il legame di vibegron con le proteine del plasma umano è di circa il 50%. Il rapporto medio di concentrazione sangue-plasma è di 0,9.
Biotrasformazione
Vibegron viene metabolizzato tramite ossidazione e glucuronidazione diretta ma il metabolismo non è la principale via di eliminazione. Vibegron è il principale componente circolante dopo una singola dose di 14C-vibegron. È stato osservato un metabolita maggiore nel plasma umano e si tratta di un glucuronide di fase II che rappresenta dal 12 al 14% dell’esposizione totale. Tutti gli enzimi UGT ricombinanti valutati in vitro hanno dimostrato un certo metabolismo di vibegron (principalmente, UGT1A3, UGT1A4, UGT1A6, UGT2B10, UGT2B15).
Sebbene gli studi in vitro suggeriscano un ruolo del CYP3A4 nel metabolismo ossidativo di vibegron, i risultati in vivo indicano che questi isoenzimi svolgono un ruolo limitato nell’eliminazione complessiva.
Eliminazione
I valori medi di emivita terminale (t½) dopo somministrazione di dosi multiple sono da 59 a 94 ore in soggetti giovani e anziani, e l’emivita effettiva è di circa 31 ore in tutte le popolazioni.
Dopo la somministrazione orale di 100 mg di 14C-vibegron a volontari sani, circa il 59% della dose radiomarcata è stata recuperata nelle feci e il 20% nelle urine. Vibegron invariato rappresentava la maggior parte della radioattività escreta (54 e 19% del radiomarcato nelle feci e nelle urine, rispettivamente). La maggior parte della dose recuperata nelle feci è probabilmente principio attivo non assorbito. L’escrezione urinaria del principio attivo è la principale via di eliminazione (circa il 50% di vibegron assorbito). Anche l’escrezione biliare del principio attivo immutato può contribuire all’eliminazione, mentre il metabolismo epatico sembra svolgere un ruolo minore.
Compromissione renale
Rispetto ai volontari con funzione renale normale (GFR ≥ 90 mL/min), la somministrazione di una dose singola di 100 mg di vibegron ha aumentato la Cmax e l’AUC medie di: – 1,6 e 2,1 volte, rispettivamente, nei volontari con compromissione renale lieve (60 ≤ GFR < 90 mL/min), 2,0 e 1,6 volte, rispettivamente, nei volontari con compromissione renale moderata (30 ≤ GFR <60 mL/min)
1,8 e 1,2 volte, rispettivamente, nei volontari con compromissione renale severa (GFR < 30 mL/min) Non è raccomandato alcun aggiustamento della dose di vibegron per i pazienti con compromissione renale lieve, moderata o severa (15 mL/min < GFR < 90 mL/min e che non richiedono dialisi). Vibegron non è stato studiato in pazienti con malattia renale allo stadio terminale (GFR< 15 mL/min con o senza emodialisi) e pertanto non è raccomandato in questi pazienti.
Compromissione epatica
Rispetto ai volontari con funzionalità epatica normale, la somministrazione di una dose singola di 100 mg di vibegron ha aumentato la Cmax e l’AUC medie di 1,3 e 1,3 volte, rispettivamente, nei volontari con compromissione epatica moderata (Child-Pugh Classe B)
Non è raccomandato alcun aggiustamento della dose di vibegron per i pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata (Child-Pugh A e B). Vibegron non è stato studiato in pazienti con compromissione epatica severa (Child-Pugh C) e pertanto non è raccomandato in questa popolazione di pazienti.
Popolazione pediatrica
Non sono disponibili dati di farmacocinetica in bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni. Altre popolazioni speciali Non sono state osservate differenze clinicamente significative nella farmacocinetica di vibegron in base all’età (intervallo studiato: da 18 a 93 anni), genere o etnia.
Il peso (intervallo studiato: da 39 a 161 kg) ha avuto un effetto modesto sulla clearance e sul volume centrale di distribuzione nell’analisi farmacocinetica della popolazione. L’aumento delle esposizioni a vibegron derivante da differenze di peso non è considerato clinicamente significativo.
05.3 Dati preclinici di sicurezza
Vibegron ha mostrato una potenza in vitro su β3-AR rispettivamente di 9 e 78 volte inferiore nei conigli e nei ratti rispetto all’uomo. Pertanto, i margini di sicurezza per i potenziali effetti mediati da β3-AR sullo sviluppo o sulla riproduzione sono di conseguenza più bassi rispetto agli effetti non correlati a β3- AR.
Studi sugli animali non hanno mostrato effetti sullo sviluppo embrio-fetale di vibegron durante il periodo di organogenesi a esposizioni (AUC) di circa 275 volte e 285 volte superiori all’esposizione clinica alla dose raccomandata nell’uomo (RHD) di 75 mg/die di vibegron, rispettivamente nei ratti e nei conigli. Ossificazione scheletrica fetale ritardata e riduzione del peso corporeo fetale sono state osservate nei conigli a circa 898 volte l’esposizione clinica (AUC) alla RHD, in presenza di tossicità materna. Nei ratti trattati con vibegron durante la gravidanza e l’allattamento, non sono stati osservati effetti sulla prole a 89 volte l’esposizione clinica alla RHD. La tossicità per lo sviluppo è stata osservata nella prole a circa 458 volte l’esposizione clinica (AUC) alla RHD, in presenza di tossicità materna.
Quando una singola dose orale di vibegron radiomarcato è stata somministrata a ratti in allattamento postnatale, è stata osservata radioattività nel latte.
Non sono stati osservati effetti sulla fertilità nei ratti maschi o femmine a dosi fino a 300 mg/kg/giorno, associati ad un’esposizione sistemica (AUC) almeno 275 volte superiore rispetto a quella degli esseri umani trattati con la dose raccomandata nell’uomo (RHD) di 75mg/die. Tossicità generale, diminuzione della fecondità e diminuzione della fertilità sono state osservate nei ratti femmine alla dose di 1 000 mg/kg/giorno, associate a un’esposizione sistemica stimata 1 867 volte più elevata (AUC) rispetto all’uomo trattato con la dose raccomandata nell’uomo (RHD) di 75 mg al giorno.
INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
Nucleo della compressa Mannitolo Cellulosa microcristallina Croscarmellosa sodica Idrossipropilcellulosa Magnesio stearato Film di rivestimento Lacca di alluminio contenente indaco carminio (E132) Ipromellosa (E464) Ossido di ferro giallo (E172) Lattosio monoidrato Titanio biossido (E171) Triacetina
06.2 Incompatibilità
Non pertinente.
06.3 Periodo di validità
4 anni
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
06.5 Natura e contenuto della confezione
Flacone in HDPE bianco, quadrato o rotondo rispettivamente chiuso con un tappo in polipropilene (PP) a prova di bambino e una guarnizione interna contenente uno strato di polietilene (PE) a contatto con le compresse. Ogni flacone contiene 7, 30 o 90 compresse rivestite con film.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
PIERRE FABRE MEDICAMENT Les Cauquillous 81500 Lavaur Francia
08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio
EU/1/24/1822/001 7 compresse rivestite con film in flacone rotondo EU/1/24/1822/002 30 compresse rivestite con film in flacone rotondo EU/1/24/1822/003 90 compresse rivestite con film in flacone rotondo EU/1/24/1822/004 7 compresse rivestite con film in flacone quadrato EU/1/24/1822/005 30 compresse rivestite con film in flacone quadrato EU/1/24/1822/006 90 compresse rivestite con film in flacone quadrato
09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione
Data della prima autorizzazione:
10.0 Data di revisione del testo
Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data:
