Accofil: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Accofil: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 2 schede tecniche AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo, 1 riassunto EPAR EMA scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAAccofil 30 mU
  2. 2 Scheda tecnica AIFAAccofil 48 mU
  3. 3 BugiardinoAccofil
  4. 4 IndicazioniAccofil
  5. 5 Effetti collateraliAccofil
  6. 6 Sicurezza e azioneAccofil
  7. 7 Riassunto EPAR EMAAccofil (filgrastim)
  8. 8 Principio attivoFilgrastim

Il testo è generato solo da questi 8 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Accofil è un farmaco a base di filgrastim, un fattore stimolante le colonie granulocitarie che aiuta il midollo osseo a produrre più globuli bianchi, soprattutto neutrofili. È usato per ridurre la durata della neutropenia e il rischio di neutropenia febbrile in alcuni pazienti oncologici, dopo trapianto di midollo, per la mobilizzazione di cellule staminali, nelle neutropenie congenite/cicliche/idiopatiche severe e nella neutropenia persistente associata a HIV avanzato.[1, 2, 3, 7] Prima di usarlo bisogna sapere che la terapia va gestita con un centro esperto, che non va usato in caso di ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti, e che durante il trattamento sono necessarie attenzione e monitoraggio per possibili reazioni gravi, comprese quelle allergiche, polmonari, spleniche e, in alcuni pazienti, il rischio di crisi falciformi.[1, 2, 3, 5] È disponibile come siringa preriempita per somministrazione sottocutanea o per infusione endovenosa; le confezioni da 30 MU e 48 MU contengono entrambe 0,5 mL di soluzione.[1, 2, 8]

A cosa serve

Accofil è indicato per ridurre la durata della neutropenia e l’incidenza di neutropenia febbrile nei pazienti trattati con chemioterapia citotossica standard per patologie maligne, con l’eccezione della leucemia mieloide cronica e delle sindromi mielodisplastiche.[1, 2, 7] È inoltre indicato per ridurre la durata della neutropenia nei pazienti sottoposti a terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo, quando c’è un alto rischio di neutropenia severa prolungata.[1, 2, 7]

Accofil è indicato anche per la mobilizzazione delle cellule progenitrici del sangue periferico, cioè per favorire il rilascio di cellule staminali emopoietiche da raccogliere prima del trapianto.[1, 2, 3, 7] Nelle neutropenie congenite severe, cicliche o idiopatiche con ANC pari o inferiore a 0,5 x 10^9/L e storia di infezioni gravi o ricorrenti, è indicato per aumentare la conta dei neutrofili e ridurre eventi infettivi.[1, 2, 7] Nei pazienti con infezione avanzata da HIV e neutropenia persistente, è indicato per ridurre il rischio di infezioni batteriche quando altre opzioni sono inadeguate.[1, 2, 7]

Formulazioni e come si usa

Le fonti AIFA disponibili riportano due formulazioni di Accofil: 30 MU/0,5 mL e 48 MU/0,5 mL, entrambe in siringa preriempita.[1, 2] In entrambe, il principio attivo è filgrastim, prodotto con tecnologia del DNA ricombinante in Escherichia coli.[1, 2] La soluzione è limpida e incolore.[1, 2]

Per gli adulti, la dose varia in base all’indicazione. Nella chemioterapia citotossica standard, la dose raccomandata è 0,5 MU/kg/die, cioè 5 microgrammi/kg/die, e la prima dose non deve essere somministrata prima di 24 ore dopo la chemioterapia.[1, 2] Dopo terapia mieloablativa seguita da trapianto di midollo osseo, la dose iniziale raccomandata è 1,0 MU/kg/die, cioè 10 microgrammi/kg/die, con prima dose almeno 24 ore dopo la chemioterapia e almeno 24 ore dopo l’infusione di midollo osseo.[1, 2]

Per la mobilizzazione delle PBPC, quando usato da solo, la dose raccomandata è 1,0 MU/kg/die per 5-7 giorni consecutivi.[1, 2] Le informazioni della scheda tecnica riportano che spesso sono sufficienti 1 o 2 leucoaferesi nei giorni 5 e 6, ma la tempistica dipende dal contesto clinico.[1, 2]

Nei bambini, la sicurezza e l’efficacia sono indicate come simili a quelle dell’adulto per la chemioterapia citotossica, ma la dose dipende dal peso e dalla tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo; la decisione pratica spetta al pediatra.[1, 2, 3, 7]

La durata del trattamento dipende dalla risposta e dall’indicazione. Dopo chemioterapia standard per tumori solidi, linfomi e leucemie linfoidi, il trattamento può durare fino a 14 giorni; dopo induzione e consolidamento nella leucemia mieloide acuta può arrivare fino a 38 giorni.[1, 2] Non bisogna interrompere il trattamento prima del superamento del nadir atteso dei neutrofili, salvo diversa indicazione medica.[1, 2]

Controindicazioni e avvertenze

Accofil è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2] Le schede tecniche aggiungono che non deve essere somministrato a pazienti con anamnesi di ipersensibilità a filgrastim o pegfilgrastim.[1, 2]

Filgrastim non deve essere usato per aumentare la dose della chemioterapia citotossica oltre i regimi posologici standard.[1, 2] Non è indicato nei pazienti con sindrome mielodisplastica o leucemia mieloide cronica, e nei pazienti con neutropenia congenita severa che sviluppano leucemia o mostrano segni di evoluzione leucemica non deve essere somministrato.[1, 2] Nella leucemia mieloide acuta, soprattutto in alcune situazioni, la scheda tecnica raccomanda cautela per i dati limitati di sicurezza ed efficacia.[1, 2]

Il foglietto illustrativo segnala di informare il medico se si ha anemia falciforme, perché può comparire una crisi falciforme, e se si ha osteoporosi.[3] Sono descritte anche segnalazioni rare di glomerulonefrite e di infiammazione dell’aorta, per cui il bugiardino invita a contattare il medico se compaiono i sintomi compatibili.[3]

Interazioni e uso con altri farmaci

La somministrazione di filgrastim lo stesso giorno della chemioterapia mielosoppressiva non ha una sicurezza ed efficacia definite in modo conclusivo.[1, 2] Per questo l’uso non è raccomandato nel periodo compreso tra le 24 ore precedenti e le 24 ore successive alla chemioterapia.[1, 2]

Con 5-fluorouracile sono stati osservati dati preliminari che suggeriscono un possibile peggioramento della neutropenia.[1, 2] Il litio può potenziare l’effetto di filgrastim, anche se non sono emerse evidenze di danno clinico da questa interazione.[1, 2]

Gravidanza e allattamento

L’uso di filgrastim durante la gravidanza non è raccomandato.[1, 2, 3] I dati nell’uomo sono limitati, gli studi animali hanno mostrato tossicità riproduttiva e sono descritti casi di passaggio transplacentare.[1, 2]

Durante l’allattamento non è noto se il farmaco o i suoi metaboliti passino nel latte umano.[1, 2] Le schede tecniche e il bugiardino raccomandano di valutare se interrompere l’allattamento o sospendere la terapia, considerando il beneficio per madre e bambino.[1, 2, 3]

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse più gravi comprendono reazione anafilattica, gravi reazioni polmonari come polmonite interstiziale e ARDS, sindrome da perdita capillare, splenomegalia grave o rottura della milza, trasformazione in sindrome mielodisplastica o leucemia nei pazienti con neutropenia congenita severa, GvHD in alcuni trapianti e crisi falciformi nei pazienti con anemia falciforme.[1, 2, 5]

Gli effetti indesiderati più comuni sono piressia, dolore muscoloscheletrico, anemia, vomito e nausea.[1, 2, 5, 7] Negli studi clinici, il dolore muscoloscheletrico nei pazienti oncologici è stato lieve o moderato nel 10% e grave nel 3%.[1, 2] Tra gli altri eventi riportati figurano infezioni, trombocitopenia, leucocitosi, splenomegalia, cefalea, vertigini, diarrea, stitichezza, ipotensione, ipertensione, rash, alopecia e vari disturbi respiratori e gastrointestinali.[1, 2, 5]

Studi principali e motivo dell’autorizzazione

Accofil è un medicinale biosimilare di Neupogen e gli studi hanno mostrato che produce livelli di principio attivo e aumento dei neutrofili simili a quelli del medicinale di riferimento.[7] In uno studio principale su 120 donne con carcinoma mammario trattato con chemioterapia, il farmaco è stato somministrato dal giorno successivo alla chemioterapia fino a un massimo di 14 giorni e la neutropenia grave è durata in media 1,4 giorni, rispetto a 1,6 e 1,8 giorni osservati in altri studi pubblicati su filgrastim.[7] Il CHMP ha concluso che Accofil ha un profilo di qualità, sicurezza ed efficacia comparabile a Neupogen e che i benefici superano i rischi.[7]

Domande frequenti

Accofil si usa solo in oncologia? No, è usato anche in altre situazioni, come la mobilizzazione di cellule staminali, alcune neutropenie congenite severe e la neutropenia associata a HIV avanzato.[1, 2, 7]

Si può usare in gravidanza? No, l’uso in gravidanza non è raccomandato.[1, 2, 3]

Può dare dolore osseo o muscolare? Sì, il dolore muscoloscheletrico è tra gli effetti più comuni.[1, 2, 5, 7]

È disponibile in più dosaggi? Sì, le fonti riportano le siringhe preriempite da 30 MU e da 48 MU, entrambe da 0,5 mL.[1, 2, 8]

Serve una supervisione specialistica? Sì, la terapia deve essere effettuata in collaborazione con un centro oncologico o ematologico esperto.[1, 2, 3]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Accofil 30 mU: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.