Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 2 bugiardini, 2 pagine principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFACinnarizina doc
- 2 BugiardinoCinnarizina E Dimenidrinato Tecnigen
- 3 BugiardinoCinnarizina E Dimenidrinato Doc Generici
- 4 Principio attivoCinnarizina
- 5 Principio attivoDimenidrinato
Il testo è generato solo da questi 5 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Cinnarizina è un principio attivo usato in associazione con dimenidrinato in medicinali equivalenti chiamati Cinnarizina e Dimenidrinato seguiti dal nome dell’azienda; le fonti disponibili per questa scheda riguardano proprio queste formulazioni combinate, non la cinnarizina da sola.[1, 2, 3] Questi medicinali servono per il trattamento dei sintomi vertiginosi di varia origine negli adulti e possono ridurre anche la nausea associata alle vertigini.[1, 2, 3] Prima di usarli è importante sapere che non sono indicati sotto i 18 anni, richiedono attenzione in caso di problemi renali o epatici, possono dare sonnolenza e non devono essere usati in gravidanza o durante l’allattamento.[1, 2, 3]
A cosa serve
La combinazione cinnarizina/dimenidrinato è indicata per il trattamento dei sintomi vertiginosi di varia origine negli adulti.[1] Il foglietto illustrativo spiega che il medicinale è usato per diversi tipi di vertigini e può aiutare a svolgere le attività quotidiane rese difficili da capogiri e giramenti di testa.[2, 3] Le due sostanze agiscono insieme riducendo vertigini e nausea, e l’associazione risulta più efficace rispetto ai singoli componenti.[2, 3]
Formulazioni e come si usa
Nelle fonti fornite il medicinale è una compressa da 20 mg di cinnarizina e 40 mg di dimenidrinato.[1, 2, 3] La posologia per gli adulti è di 1 compressa tre volte al giorno.[1] Negli anziani la posologia è la stessa degli adulti.[1]
| Formulazione | Dose standard nell’adulto | Dose massima giornaliera |
|---|---|---|
| Cinnarizina 20 mg + dimenidrinato 40 mg compresse | 1 compressa 3 volte al giorno | 3 compresse al giorno[1] |
Le compresse vanno assunte dopo i pasti, senza masticarle e con un po’ di liquido.[1] In genere la durata del trattamento non deve superare le quattro settimane; il medico può decidere se proseguirlo più a lungo.[1]
Per i bambini e gli adolescenti sotto i 18 anni la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite.[1, 2, 3] Per questa fascia di età non sono riportate qui dosi numeriche: la tabella posologica, se prevista, va letta nella scheda tecnica o nel foglietto illustrativo e la decisione spetta al pediatra.[1, 2, 3]
Controindicazioni e avvertenze
Il medicinale non deve essere usato in caso di ipersensibilità ai principi attivi, alla difenidramina o ad altri antistaminici con struttura simile, oppure a uno qualsiasi degli eccipienti.[1] Non deve essere usato nei pazienti con clearance della creatinina pari o inferiore a 25 ml/min, quindi con danno renale grave.[1] Non deve essere usato nemmeno in caso di compromissione epatica grave.[1]
La scheda tecnica indica inoltre che il medicinale non deve essere somministrato a persone con glaucoma ad angolo chiuso, convulsioni, sospetto aumento della pressione intracranica, abuso di alcol o ritenzione urinaria legata a disturbi uretro-prostatici.[1] Il foglietto illustrativo aggiunge anche l’epilessia tra le condizioni in cui non deve essere assunto.[2, 3]
Serve prudenza nei pazienti con danno renale lieve o moderato, nei quali il medicinale deve essere usato con cautela.[1] Nei pazienti con ipotensione va usato con prudenza perché non riduce in modo significativo la pressione arteriosa.[1] Va usato con cautela anche in presenza di condizioni che possono peggiorare con l’effetto anticolinergico, come aumento della pressione intraoculare, ostruzione piloro-duodenale, ipertrofia prostatica, ipertensione, ipertiroidismo o grave coronaropatia.[1] È richiesta prudenza anche nei pazienti con morbo di Parkinson.[1]
Interazioni
Il medicinale può potenziare l’effetto sedativo di altri farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale, tra cui alcol, barbiturici, analgesici narcotici e tranquillanti.[1, 2, 3] Gli inibitori delle monoaminossidasi possono aumentare gli effetti anticolinergici e sedativi.[1, 2, 3] Anche la procarbazina può intensificare l’effetto del medicinale.[1, 2, 3]
Può inoltre potenziare gli effetti di antipertensivi, efedrina, anticolinergici come l’atropina e antidepressivi triciclici.[1, 2, 3] Gli aminoglicosidi possono danneggiare l’orecchio interno e il medicinale può mascherarne i sintomi ototossici.[1, 2, 3] Può anche alterare la risposta cutanea ai test allergici.[1, 2, 3]
La scheda tecnica raccomanda di evitare la somministrazione concomitante con medicinali che prolungano l’intervallo QT dell’ECG, come antiaritmici di classe Ia e di classe III.[1] Inoltre la difenidramina inibisce il metabolismo mediato da CYP2D6, per cui è richiesta cautela con i substrati di questo enzima, soprattutto se hanno un intervallo terapeutico ridotto.[1]
Gravidanza e allattamento
In gravidanza la sicurezza della combinazione cinnarizina/dimenidrinato non è stata stabilita.[1] La scheda tecnica dice che il medicinale non è raccomandato durante la gravidanza.[1] Il foglietto illustrativo è ancora più netto e riporta che non deve essere preso se si è in corso di gravidanza, se la si sospetta o se la si sta pianificando.[3]
Durante l’allattamento non deve essere usato, perché cinnarizina e dimenidrinato sono escreti nel latte materno.[1] Anche il foglietto illustrativo indica di non prenderlo durante l’allattamento.[3]
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati riportati più spesso negli studi clinici sono sonnolenza, inclusi torpore, stanchezza, spossatezza e stordimento, e secchezza delle fauci.[1] In genere queste reazioni sono lievi e tendono a scomparire in pochi giorni anche continuando la terapia.[1]
Tra le reazioni avverse elencate in scheda tecnica figurano anche leucopenia, trombopenia, anemia aplastica, reazioni da ipersensibilità, cefalea, parestesie, amnesia, tinnito, tremore, nervosismo, convulsioni, disturbi della vista, dolori addominali, dispepsia, nausea, diarrea, sudorazione, eruzioni cutanee, fotosensibilità e difficoltà iniziale alla minzione.[1] Sono state inoltre segnalate, senza frequenza definibile, stipsi, aumento ponderale, tensione al petto, ittero colestatico, sintomi extrapiramidali, reazioni cutanee simil-lupus e lichen planus associati alla cinnarizina; e, per il dimenidrinato, eccitazione paradossale soprattutto nei bambini, peggioramento di un glaucoma ad angolo chiuso e agranulocitosi reversibile.[1]
Domande frequenti
Posso usare questo medicinale se ho più di 65 anni? Sì, la scheda tecnica indica che negli anziani la posologia è quella degli adulti.[1]
Posso prenderlo se ho problemi ai reni? Con danno renale lieve o moderato va usato con cautela, mentre non deve essere usato se la clearance della creatinina è pari o inferiore a 25 ml/min.[1]
Dà sonnolenza? Sì, può provocare sonnolenza e torpore, soprattutto all’inizio del trattamento.[1]
Posso guidare dopo averlo preso? Può alterare lievemente la capacità di guidare e usare macchinari; se provoca torpore, non bisogna guidare né usare macchinari.[1]
Devo prenderlo prima o dopo i pasti? Va assunto dopo i pasti, senza masticare e con un po’ di liquido.[1]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Cinnarizina doc: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
