Herceptin: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Herceptin: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 2 schede tecniche AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo, 1 riassunto EPAR EMA scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAHerceptin 150 mg
  2. 2 Scheda tecnica AIFAHerceptin 600 mg/5 ml
  3. 3 BugiardinoHerceptin
  4. 4 IndicazioniHerceptin si usa solo nel tumore al seno o anche in altri tumori HER2-positivi?
  5. 5 Effetti collateraliHerceptin
  6. 6 Sicurezza e azioneHerceptin e gravidanza: quali rischi e quali precauzioni sono necessarie?
  7. 7 Riassunto EPAR EMAHerceptin (trastuzumab)
  8. 8 Principio attivoTrastuzumab

Il testo è generato solo da questi 8 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Herceptin è un farmaco a base di trastuzumab, un anticorpo monoclonale usato nei tumori HER2-positivi della mammella e, per la formulazione endovenosa, anche nel carcinoma gastrico metastatico.[1, 2, 7] Prima di usarlo bisogna verificare che il tumore esprima HER2 con un test validato e sapere che il trattamento può dare problemi cardiaci, quindi richiede una valutazione e un monitoraggio accurati.[1, 2, 3] Esistono formulazioni diverse: Herceptin 150 mg per infusione endovenosa e Herceptin 600 mg/5 ml per iniezione sottocutanea tramite dispositivo; non vanno confuse con altri medicinali a base di trastuzumab.[1, 2, 8]

A cosa serve

Herceptin è indicato nei pazienti adulti con carcinoma mammario HER2-positivo in fase iniziale e metastatica. Nella malattia metastatica può essere usato da solo dopo fallimento di almeno due schemi chemioterapici, oppure in associazione a paclitaxel, docetaxel o a un inibitore dell’aromatasi nelle donne in postmenopausa con recettori ormonali positivi. Nella malattia in fase iniziale è usato dopo chirurgia, chemioterapia e, se applicabile, radioterapia, oppure in associazione a specifici schemi chemioterapici neoadiuvanti o adiuvanti.[1, 2]

La formulazione endovenosa è indicata anche nel carcinoma gastrico metastatico o della giunzione gastroesofagea HER2-positivo, in associazione con cisplatino e capecitabina oppure 5-fluorouracile, nei pazienti adulti non precedentemente trattati per la malattia metastatica.[2, 7]

In tutti i casi Herceptin va usato solo se l’iperespressione di HER2 o l’amplificazione del gene HER2 è stata documentata con un test accurato e validato.[1, 2, 3, 5, 7]

Formulazioni e come si usa

Formulazione endovenosa: Herceptin 150 mg

Questa formulazione è una polvere da ricostituire per infusione endovenosa. Deve essere somministrata solo per via endovenosa, da un operatore sanitario e sotto la supervisione di un medico esperto nella somministrazione di chemioterapia citotossica. Prima di iniziare è obbligatorio controllare la corretta formulazione e verificare l’etichetta del flaconcino.[1]

Per le formulazioni endovenose, la scheda tecnica prevede uno schema con dose iniziale di carico seguito da dose di mantenimento a intervalli regolari; la scelta dello schema dipende dalla malattia da trattare e, se necessario, dalla terapia associata.[1]

Per il carcinoma mammario in fase iniziale, la terapia prosegue in genere per 1 anno o fino a recidiva, a seconda di quale evento si verifichi per primo. Nella malattia metastatica, il trattamento continua fino alla progressione della malattia.[2]

Formulazione sottocutanea: Herceptin 600 mg/5 ml

Questa formulazione è una soluzione iniettabile da somministrare per via sottocutanea tramite dispositivo. La dose raccomandata è fissa, indipendente dal peso del paziente, e si somministra ogni 3 settimane. La durata della somministrazione è di circa 5 minuti.[2]

Se la dose non viene iniettata per errore o per malfunzionamento del dispositivo, si raccomanda di somministrarla con un nuovo dispositivo. Se l’iniezione è solo parziale, la dose piena successiva va fatta alla visita seguente, dopo 3 settimane. In caso di problemi ripetuti con il dispositivo, la scheda tecnica prevede il passaggio alla formulazione alternativa.[2]

Controindicazioni e avvertenze

Herceptin non deve essere usato in caso di ipersensibilità nota al trastuzumab, alle proteine murine o a uno qualsiasi degli eccipienti. Per la formulazione endovenosa, la controindicazione include anche i pazienti con severa dispnea a riposo dovuta a complicanze di neoplasie avanzate o che necessitano di ossigenoterapia supplementare. Per la formulazione sottocutanea, la controindicazione include anche la ialuronidasi o altri eccipienti.[1, 2]

Il trattamento comporta un rischio aumentato di disfunzione cardiaca, anche grave, fino allo scompenso cardiaco congestizio. La scheda tecnica segnala cautela particolare nei pazienti con ipertensione, coronaropatia, scompenso cardiaco, frazione di eiezione del ventricolo sinistro inferiore al 55% o età avanzata. È richiesta una valutazione cardiaca basale e un monitoraggio periodico durante il trattamento; per la formulazione endovenosa la valutazione va ripetuta ogni 3 mesi durante la terapia e poi ogni 6 mesi fino a 24 mesi dopo l’ultima somministrazione.[1, 2]

La scheda tecnica indica anche che, se possibile, le antracicline andrebbero evitate fino a 7 mesi dopo la sospensione di Herceptin, perché il trastuzumab può rimanere in circolo fino a 7 mesi.[1, 2]

Per la formulazione sottocutanea, in caso di ipersensibilità nota all’adesivo acrilico del dispositivo, va considerata un’alternativa terapeutica.[2]

Gravidanza e allattamento

Herceptin deve essere evitato in gravidanza, a meno che il beneficio potenziale per la madre superi il rischio per il feto. La scheda tecnica riporta casi post-marketing di compromissione dello sviluppo o della funzionalità renale associati a oligoidramnios, alcuni con ipoplasia polmonare fetale ed esito fatale. Se una gravidanza si verifica durante il trattamento o nei 7 mesi successivi all’ultima dose, è raccomandato un attento monitoraggio multidisciplinare.[1, 2]

Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento e per 7 mesi dopo la fine della terapia.[1, 2, 3]

Durante l’allattamento Herceptin non deve essere usato: le donne non devono allattare al seno durante la terapia e nei 7 mesi successivi all’ultima dose.[1, 2]

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse più gravi e/o comuni segnalate con Herceptin includono disfunzione cardiaca, reazioni infusionali o correlate alla somministrazione, ematotossicità in particolare neutropenia, infezioni e reazioni avverse polmonari.[1, 2, 5]

Tra gli effetti indesiderati riportati con la formulazione endovenosa nella scheda tecnica compaiono, tra gli altri, infezione, rinofaringite, sepsi neutropenica, anemia, neutropenia, trombocitopenia e riduzione dei leucociti, con diverse frequenze.[1] Per la formulazione sottocutanea, lo studio registrativo ha mostrato un profilo di sicurezza complessivamente simile a quello della formulazione endovenosa, ma con una frequenza maggiore di eventi avversi gravi, reazioni correlate alla somministrazione, infezioni postoperatorie della ferita chirurgica e ipertensione.[2]

Studi principali

Secondo il riassunto EPAR dell’EMA, per il carcinoma mammario in fase iniziale Herceptin endovenoso è stato valutato in cinque studi principali su circa 10 000 pazienti. In uno studio, il 8% dei pazienti trattati dopo chirurgia, chemioterapia e radioterapia ha avuto una recidiva nel primo anno contro il 13% dei non trattati. Negli altri studi, l’aggiunta di Herceptin alla chemioterapia ha ridotto le recidive a 3 anni, con una differenza compresa tra 4,8% e 11,8% a seconda dello schema.[7]

Nel carcinoma mammario metastatico, l’EPAR riferisce uno studio su 222 pazienti trattati in monoterapia dopo fallimento di terapie precedenti, due studi su 657 pazienti complessivamente con paclitaxel o docetaxel, e uno su 208 donne in postmenopausa con anastrozolo. Nel carcinoma gastrico metastatico, Herceptin è stato confrontato con la stessa chemioterapia senza trastuzumab in uno studio su 594 pazienti.[7]

Domande frequenti

Herceptin si usa solo nel tumore al seno? No. La formulazione endovenosa è indicata anche nel carcinoma gastrico metastatico HER2-positivo, in associazione con cisplatino e capecitabina o 5-fluorouracile.[2, 7]

Serve un test prima di iniziare? Sì. La misurazione di HER2 è obbligatoria prima di iniziare la terapia.[1, 2]

Herceptin si può usare in gravidanza? In generale va evitato. La scheda tecnica raccomanda l’uso solo se il beneficio per la madre supera il rischio per il feto.[1, 2]

Quanto dura il trattamento? Nel carcinoma mammario metastatico si prosegue fino alla progressione della malattia; nel carcinoma mammario in fase iniziale, per 1 anno o fino a recidiva, secondo quale evento si verifichi per primo.[2]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Herceptin 150 mg: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.