Ketalar: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Ketalar: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAKetalar – Ketamina
  2. 2 IndicazioniKetalar
  3. 3 Effetti collateraliKetalar
  4. 4 Sicurezza e azioneKetalar
  5. 5 Principio attivoKetamina: proprietà farmacologiche

Il testo è generato solo da questi 5 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Ketalar è un farmaco a base di ketamina cloridrato, disponibile come soluzione iniettabile per uso endovenoso o intramuscolare. È usato come anestetico per manovre chirurgiche e diagnostiche, sia da solo sia in associazione ad altri anestetici.[1]

Prima di usarlo è importante sapere che deve essere somministrato da medici esperti in anestesia generale e nel controllo delle vie aeree e della respirazione, con attrezzature per la rianimazione disponibili ed efficienti. Inoltre può aumentare la pressione sanguigna e la frequenza del polso, quindi non va usato quando un aumento della pressione rappresenta un grave rischio.[1]

Ketalar non deve essere usato nelle pazienti con eclampsia o pre-eclampsia ed è generalmente controindicato in gravidanza; durante l’uso può compromettere la capacità di guidare veicoli e usare macchinari.[1]

A cosa serve

Ketalar è indicato come unico anestetico per manovre chirurgiche e diagnostiche, soprattutto se brevi, ma può essere usato anche per interventi di maggiore durata con dosi addizionali.[1] È indicato anche per indurre l’anestesia prima di altri anestetici generali e come supplemento ad altri anestetici.[1]

Tra gli impieghi riportati ci sono sbrigliamento, medicazioni dolorose, innesti cutanei negli ustionati e altri interventi chirurgici superficiali.[1] È usato anche per manovre neurodiagnostiche come pneumoencefalogrammi, ventricologrammi, mielogrammi e punture lombari, oltre che per procedure diagnostiche e chirurgiche su occhio, orecchio, naso, bocca e avulsioni dentarie.[1] La scheda segnala che durante le manovre oftalmologiche possono persistere movimenti dell’occhio.[1]

Altre applicazioni comprendono interventi su faringe, laringe e albero bronchiale, sigmoidoscopie, chirurgia minore dell’ano e del retto, circoncisione, interventi extraperitoneali in ginecologia, interventi ostetrici compresi parti distocici e taglio cesareo, interventi ortopedici, anestesia in pazienti ad elevato rischio operatorio con depressione delle funzioni vitali, cateterismo cardiaco e situazioni in cui è preferita la via intramuscolare.[1]

Formulazioni e come si usa

Ketalar è una soluzione iniettabile. Una fiala contiene per ml ketamina cloridrato 57,67 mg, pari a ketamina 50 mg. La confezione descritta è una scatola da 5 fiale da 2 ml.[1]

La dose deve essere adattata al singolo caso, perché la risposta varia in base a dose, via di somministrazione, età del paziente e uso contemporaneo di altri farmaci.[1] La scheda tecnica precisa che l’iniezione endovenosa deve essere eseguita lentamente, in un tempo superiore ai 60 secondi, perché una somministrazione più rapida può provocare depressione respiratoria e una risposta pressoria più evidente.[1]

Per l’induzione anestetica, la scheda tecnica riporta un intervallo di dosaggio per via endovenosa e per via intramuscolare espresso in base al peso, ma per questo farmaco non è opportuno riportare qui numeri di dose né calcoli sul peso.[1] Se si tratta di un bambino, la dose dipende dal peso e va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo, e deve essere stabilita dal pediatra o dall’anestesista.[1]

Per il mantenimento dell’anestesia si possono somministrare dosi addizionali per via endovenosa o intramuscolare, indipendentemente dalla via usata per l’induzione, ma la quantità precisa va definita dal medico in base al caso clinico e alla scheda tecnica.[1] La scheda indica anche che, prima dell’intervento, è consigliabile non ingerire nulla per almeno 6 ore, perché non si può prevedere con certezza se saranno necessari altri anestetici o miorilassanti.[1] Atropina, scopolamina o altri farmaci antisecretori devono essere somministrati a livello adeguato prima dell’induzione.[1] La somministrazione di droperidolo o diazepam per via intramuscolare è indicata come premedicazione efficace per ridurre la frequenza delle reazioni da risveglio.[1]

Controindicazioni e avvertenze

Ketalar è controindicato nei soggetti in cui un aumento della pressione sanguigna può rappresentare un grave rischio e nei pazienti con precedente ipersensibilità al farmaco.[1] Non deve essere usato nelle pazienti con eclampsia o pre-eclampsia.[1] È generalmente controindicato in gravidanza.[1]

Deve essere somministrato da medici esperti nell’uso di anestetici generali, nel mantenimento della pervietà delle vie aeree e nel controllo della respirazione; le attrezzature per la rianimazione devono essere disponibili ed efficienti.[1] L’iniezione endovenosa va eseguita lentamente; una somministrazione troppo rapida può causare depressione respiratoria o apnea.[1]

La scheda raccomanda cautela nei pazienti con elevata pressione preanestetica del liquor, perché durante l’anestesia è stato descritto un aumento della pressione del liquido cerebrospinale.[1] Ketalar non deve essere usato da solo negli interventi chirurgici o diagnostici su faringe, laringe o albero bronchiale, perché i riflessi faringo-laringei restano in genere attivi; in questi casi possono essere necessari miorilassanti con adeguato controllo della respirazione.[1] Non deve essere usato come unico anestetico negli interventi ostetrici in cui sia richiesto il rilasciamento della muscolatura uterina.[1]

Va usato con particolare cautela nell’etilismo cronico e acuto.[1] Inoltre barbiturici e Ketalar non devono essere iniettati nella stessa siringa perché sono chimicamente incompatibili e formano un precipitato.[1]

Interazioni

Ketalar è descritto come clinicamente compatibile con i comuni anestetici e con gli anestetici locali, se la respirazione rimane adeguata.[1] Quando viene usato insieme ad altri anestetici, la dose rientra negli stessi limiti previsti per l’induzione, ma l’altro anestetico può consentire una riduzione della dose di Ketalar.[1]

Se contemporaneamente si usano barbiturici e/o narcotici, il tempo di risveglio può prolungarsi.[1]

Gravidanza e allattamento

La scheda tecnica indica che un impiego sicuro in gravidanza non è stato stabilito e quindi ne sconsiglia l’uso.[1] Nelle controindicazioni viene inoltre specificato che è generalmente controindicato durante la gravidanza.[1]

Nelle fonti fornite non sono riportate indicazioni specifiche sull’allattamento.[1]

Effetti indesiderati

Dopo la somministrazione possono aumentare pressione sanguigna e frequenza del polso; l’aumento massimo della pressione riportato è in media del 20-25% rispetto ai valori preanestetici.[1] Talvolta si osservano ipotensione e bradicardia, e sono state segnalate anche aritmie.[1]

Sul piano respiratorio, nonostante la respirazione venga spesso stimolata, possono comparire depressione respiratoria grave o apnea dopo un’iniezione endovenosa rapida di alte dosi.[1] Sono stati riportati anche laringospasmo e altre forme di ostruzione delle vie respiratorie durante l’anestesia.[1]

Tra gli effetti oculari sono descritti diplopia, nistagmo e un lieve aumento della pressione intraoculare.[1] Durante il risveglio possono comparire sogni vividi, con o senza attività psicomotoria, confusione e comportamento irrazionale; queste reazioni di solito si risolvono entro poche ore, raramente entro 24 ore.[1] Sono meno frequenti nei soggetti di 15 anni o meno e oltre i 65 anni, e risultano meno frequenti con la somministrazione intramuscolare.[1]

Possono comparire aumento del tono della muscolatura scheletrica con movimenti tonici e clonici, talvolta simili a convulsioni.[1] Sono stati osservati anche anoressia, nausea e vomito, in genere non gravi.[1] Più raramente sono stati riferiti dolore locale ed esantema nel sito di iniezione, oltre a eritema transitorio e/o rash morbilliforme.[1] Se non si usa un antisialagogo, può verificarsi aumento della salivazione con conseguente difficoltà respiratoria.[1]

Domande frequenti

Ketalar è un analgesico o un anestetico? È un anestetico generale ad azione rapida, usato soprattutto per procedure chirurgiche e diagnostiche.[1]

Si può usare da solo in tutti gli interventi? No. In alcuni interventi, per esempio su faringe, laringe o albero bronchiale, la scheda dice che non deve essere usato da solo.[1]

Serve sempre un miorilassante? No, ma se si desidera il rilasciamento della muscolatura scheletrica bisogna usarne uno; in alcuni interventi sulle vie aeree è consigliato.[1]

Può essere usato in gravidanza? No, in generale è controindicato in gravidanza e la scheda sconsiglia il suo uso perché un impiego sicuro non è stato stabilito.[1]

Dopo la somministrazione si può guidare? No, perché interferisce con lo stato di coscienza e quindi con la capacità di guidare e usare macchinari.[1]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Ketalar – Ketamina: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.