Laroxyl: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Laroxyl: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFALaroxyl
  2. 2 BugiardinoLaroxyl
  3. 3 IndicazioniLaroxyl
  4. 4 Effetti collateraliLaroxyl
  5. 5 Sicurezza e azioneLaroxyl
  6. 6 Principio attivoAmitriptilina

Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato: gli articoli di approfondimento in fondo alla pagina sono solo elencati.

Laroxyl è un farmaco a base di amitriptilina, disponibile come compresse rivestite da 10 mg e 25 mg e come gocce orali soluzione da 40 mg/ml; contiene anche amitriptilina base 10 mg, 25 mg o 40 mg per ml, secondo la formulazione.[1, 6] È indicato negli adulti per il disturbo depressivo maggiore, per il dolore neuropatico, per la profilassi della cefalea tensiva cronica e dell’emicrania; inoltre è indicato nei bambini di almeno 6 anni per l’enuresi notturna, ma solo dopo esclusione di cause organiche e solo se gli altri trattamenti non hanno funzionato.[1] Prima di usarlo bisogna sapere che è controindicato in caso di allergia, infarto recente, disturbi del ritmo o del blocco cardiaco, insufficienza coronarica, uso concomitante di I-MAO, epatopatia severa e nei bambini sotto i 6 anni; per l’enuresi il medicinale deve essere prescritto solo da un professionista esperto.[1]

A cosa serve

Laroxyl contiene amitriptilina, un antidepressivo triciclico. La scheda tecnica lo indica per il trattamento del disturbo depressivo maggiore negli adulti, per il dolore neuropatico negli adulti, per la profilassi della cefalea tensiva cronica negli adulti e per la profilassi dell’emicrania negli adulti. Nei bambini di età pari o superiore a 6 anni è indicato per il trattamento dell’enuresi notturna, ma solo quando siano state escluse patologie organiche, inclusa la spina bifida e i disturbi correlati, e quando non si sia ottenuta risposta a tutti gli altri trattamenti non farmacologici e farmacologici, compresi antispastici e prodotti correlati con la vasopressina.[1]

Il foglietto illustrativo riporta anche l’uso nelle diverse forme di depressione descritte in quella fonte, oltre che nella prevenzione dell’emicrania e delle cefalee croniche o ricorrenti e nel trattamento del dolore neuropatico periferico dell’adulto.[2]

Formulazioni e come si usa

Laroxyl è disponibile in compresse rivestite da 10 mg e 25 mg, e in gocce orali soluzione da 40 mg/ml. Una goccia corrisponde a 2 mg di amitriptilina.[1]

Per il disturbo depressivo maggiore negli adulti, la scheda tecnica indica di iniziare con 25 mg due volte al giorno, cioè 50 mg al giorno. Se necessario, la dose può essere aumentata di 25 mg a giorni alterni fino a un massimo di 150 mg al giorno, divisi in due dosi. La dose di mantenimento è la più bassa efficace. Negli anziani oltre 65 anni e nei pazienti con malattia cardiovascolare si inizia con 10 mg-25 mg al giorno; la dose giornaliera può essere aumentata fino a 100 mg-150 mg, divisi in due dosi, in base alla risposta e alla tollerabilità. Dosi superiori a 100 mg vanno somministrate con cautela.[1]

Per il dolore neuropatico e per la profilassi della cefalea tensiva cronica e dell’emicrania negli adulti, la dose raccomandata è di 25 mg-75 mg al giorno, la sera. La dose iniziale è di 10 mg-25 mg alla sera; le dosi possono essere aumentate di 10 mg-25 mg ogni 3-7 giorni in base alla tollerabilità. La dose può essere assunta una volta al giorno oppure divisa in due dosi. Una dose singola superiore a 75 mg non è raccomandata e dosi superiori a 100 mg vanno somministrate con cautela.[1]

La scheda tecnica sottolinea che non tutti gli schemi di dosaggio sono realizzabili con tutte le forme farmaceutiche o i dosaggi disponibili.[1]

Per la popolazione pediatrica, la scheda tecnica riporta che l’amitriptilina non deve essere usata nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni per depressione, dolore neuropatico, cefalea tensiva cronica ed emicrania, perché sicurezza ed efficacia a lungo termine non sono state stabilite. Per l’enuresi, la dose dipende dal peso e va consultata nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo; la scelta e la gestione della terapia spettano al pediatra o allo specialista esperto.[1, 2]

Controindicazioni e avvertenze

Laroxyl è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti, infarto miocardico recente, blocco cardiaco di qualsiasi grado, disturbi del ritmo cardiaco e insufficienza coronarica. È anche controindicato con gli I-MAO, perché l’associazione può provocare una sindrome serotoninergica; il trattamento con amitriptilina può iniziare 14 giorni dopo la sospensione degli I-MAO non selettivi irreversibili e almeno un giorno dopo la sospensione di moclobemide, mentre gli I-MAO possono essere iniziati 14 giorni dopo l’interruzione di amitriptilina. Inoltre è controindicato nell’epatopatia severa e nei bambini sotto i 6 anni.[1]

La scheda tecnica avverte che con dosi elevate sono probabili aritmie cardiache e ipotensione severa, ma questi eventi possono comparire anche a dosi normali in pazienti con cardiopatia preesistente. Segnala inoltre casi di prolungamento del QT e aritmie, per cui è richiesta cautela in caso di bradicardia significativa, insufficienza cardiaca scompensata o uso concomitante di medicinali che prolungano il QT. Gli squilibri elettrolitici aumentano il rischio proaritmico.[1]

Laroxyl va usato con cautela anche in caso di disturbi convulsivi, ritenzione urinaria, ipertrofia prostatica, ipertiroidismo, sintomatologia paranoide, malattia epatica o cardiovascolare in stadio avanzato, stenosi pilorica e ileo paralitico. Nei pazienti con angolo camerulare ristretto può favorire un attacco di glaucoma acuto.[1]

Il foglietto illustrativo aggiunge che, prima di prenderlo, il paziente deve informare il medico in caso di problemi cardiaci o vascolari, epilessia o predisposizione alle convulsioni, età avanzata, problemi di tiroide, disturbi oculari o gastrointestinali.[2]

Interazioni

La scheda tecnica riporta come combinazione controindicata gli I-MAO, inclusi moclobemide e selegilina, per il rischio di sindrome serotoninergica.[1]

Tra le associazioni non raccomandate o da evitare, la fonte cita i simpaticomimetici, perché amitriptilina può potenziarne gli effetti cardiovascolari, gli anticolinergici, per il rischio di ileo paralitico e iperpiressia, e i medicinali che prolungano il QT, perché aumentano la probabilità di aritmie ventricolari. È indicata cautela anche con metadone e con diuretici che inducono ipokaliemia, come la furosemide.[1]

Gravidanza e allattamento

In gravidanza, la scheda tecnica dice che i dati clinici disponibili sono limitati e che amitriptilina non è raccomandata, salvo evidente necessità e dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio. Dopo uso cronico o nelle ultime settimane di gravidanza possono comparire sintomi di astinenza nel neonato, tra cui irritabilità, ipertonia, tremore, respirazione irregolare, ridotta sete e pianto forte, con possibili sintomi anticolinergici.[1]

Durante l’allattamento amitriptilina e i suoi metaboliti sono escreti nel latte materno; il rischio per il lattante non può essere escluso. La decisione se interrompere l’allattamento o la terapia va presa considerando sia il beneficio dell’allattamento sia quello del trattamento per la madre.[1]

Effetti indesiderati

Amitriptilina può causare sonnolenza, tremore, capogiro, cefalea, disturbi dell’attenzione, disgeusia, disturbo dell’accomodazione, midriasi, palpitazioni, tachicardia e ipotensione ortostatica. Tra gli eventi meno comuni o rari sono riportati convulsioni, allucinazioni, delirio nei pazienti anziani, aritmie, blocco atrioventricolare, blocco di branca, torsione di punta e glaucoma acuto.[1]

Il foglietto illustrativo riporta anche secchezza delle fauci, visione indistinta, stipsi, disuria, ritenzione urinaria, sedazione, ansietà, agitazione, stati confusionali, euforia, reazioni ipomaniacali, alterazioni della funzionalità epatica, variazioni della glicemia e reazioni di ipersensibilità cutanea o generalizzata.[2]

Domande frequenti

Laroxyl si può usare nei bambini? Sì, ma solo per l’enuresi notturna nei bambini di almeno 6 anni e solo in condizioni ben precise; per depressione, dolore neuropatico e cefalee la scheda tecnica non ne raccomanda l’uso sotto i 18 anni.[1]

Qual è la dose massima negli adulti? Per la depressione negli adulti la dose massima indicata è 150 mg al giorno, divisi in due dosi. Per dolore neuropatico e profilassi delle cefalee la scheda tecnica indica 25 mg-75 mg al giorno, con cautela per dosi superiori a 100 mg e senza raccomandare una dose singola superiore a 75 mg.[1]

Posso prenderlo insieme agli I-MAO? No. L’associazione è controindicata e può causare sindrome serotoninergica.[1]

Laroxyl è raccomandato in gravidanza? No, non è raccomandato in gravidanza salvo evidente necessità e dopo valutazione accurata del rapporto rischio/beneficio.[1]

Può dare sonnolenza? Sì. La scheda tecnica lo descrive come un medicinale sedativo e avverte che può ridurre attenzione e concentrazione.[1]

Approfondimenti su Laroxyl

I 18 articoli di Torrinomedica su Laroxyl, divisi per tema. Non sono stati usati come fonte del riassunto qui sopra.

Con altri farmaci, malattie, cibo e alcol (1)
Per quali disturbi si usa (3)
Dosi, formulazioni e modo d'uso (11)
Altre domande (3)

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Tutte le informazioni su Laroxyl: pagina del farmaco.