Longastatina: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Longastatina: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 2 schede tecniche AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFALongastatina
  2. 2 Scheda tecnica AIFALongastatina lar
  3. 3 BugiardinoLongastatina
  4. 4 IndicazioniLongastatina
  5. 5 Effetti collateraliLongastatina
  6. 6 Sicurezza e azioneLongastatina
  7. 7 Principio attivoOctreotide Acetato

Il testo è generato solo da questi 7 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Longastatina è un farmaco a base di octreotide acetato, un analogo sintetico della somatostatina con azione più prolungata. È usato per controllare i sintomi e ridurre GH e IGF-1 nell’acromegalia, per alcuni tumori endocrini gastro-entero-pancreatici, per prevenire complicazioni dopo chirurgia del pancreas, per l’emorragia da varici gastro-esofagee nei pazienti cirrotici e per alcuni adenomi ipofisari secernenti TSH. Prima di usarlo bisogna sapere che è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti, e che durante il trattamento vanno monitorati glicemia, funzione tiroidea, funzione epatica e colecisti.[1, 2, 3]

A cosa serve

Longastatina è indicata per il controllo sintomatico e la riduzione dei livelli plasmatici di GH e IGF-1 nei pazienti con acromegalia non adeguatamente controllati con chirurgia o radioterapia, oppure quando la chirurgia è controindicata, non accettata o si attende l’effetto massimo della radioterapia.[1, 2] È inoltre indicata per il trattamento dei sintomi associati a tumori endocrini funzionanti gastro-entero-pancreatici, come i tumori carcinoidi con caratteristiche della sindrome del carcinoide; la scheda tecnica precisa che non è una terapia antitumorale e non è curativa in questi pazienti.[1, 2] La formulazione LAR è indicata anche nei pazienti con tumori neuroendocrini in stadio avanzato dell’intestino medio o con sede primitiva non nota, dopo esclusione di sedi estranee all’intestino medio.[2] Longastatina è usata anche per prevenire le complicazioni dopo interventi chirurgici sul pancreas, per il trattamento d’urgenza dell’emorragia e della prevenzione del risanguinamento da varici gastro-esofagee nei pazienti cirrotici, in associazione a uno specifico trattamento come la scleroterapia endoscopica, e per gli adenomi ipofisari secernenti TSH in alcune condizioni cliniche specifiche.[1, 2]

Formulazioni e come si usa

Longastatina esiste come soluzione iniettabile/infusione in fiale da 50, 100 e 500 microgrammi/1 ml, e come flaconcino multidose da 1000 microgrammi/5 ml; Longastatina LAR esiste come polvere e solvente per sospensione iniettabile da 10, 20 e 30 mg.[1, 2, 7] Le formulazioni non sono equivalenti per modalità d’uso: la Longastatina “classica” si somministra per via sottocutanea o per infusione endovenosa dopo diluizione, mentre Longastatina LAR è una sospensione iniettabile a rilascio prolungato, somministrata ogni 4 settimane.[1, 2]

Posologia negli adulti

Formulazione Indicazione Dose iniziale e dose di mantenimento riportate in scheda tecnica
Longastatina soluzione iniettabile/infusione Acromegalia Iniziare con 0,05 – 0,1 mg ogni 8 o 12 ore per via sottocutanea; nella maggioranza dei pazienti la dose ottimale giornaliera è 0,3 mg; non superare 1,5 mg al giorno.[1]
Longastatina soluzione iniettabile/infusione Tumori endocrini gastro-entero-pancreatici Iniziare con 0,05 mg una o due volte al giorno per via sottocutanea; il dosaggio può essere aumentato fino a 0,1 – 0,2 mg 3 volte al giorno; in alcuni casi eccezionali servono dosi superiori.[1]
Longastatina soluzione iniettabile/infusione Complicazioni dopo chirurgia pancreatica 0,1 mg 3 volte al giorno per 7 giorni consecutivi, iniziando il giorno dell’intervento almeno 1 ora prima della laparotomia.[1]
Longastatina soluzione iniettabile/infusione Emorragie da varici gastro-esofagee 25 microgrammi/ora in infusione endovenosa continua per 5 giorni; nei pazienti cirrotici è stata ben tollerata fino a 50 microgrammi/ora per 5 giorni.[1]
Longastatina soluzione iniettabile/infusione Adenomi ipofisari secernenti TSH 100 microgrammi tre volte al giorno per iniezione sottocutanea.[1]
Longastatina LAR Acromegalia Si raccomanda di iniziare con 20 mg ogni 4 settimane per 3 mesi; in caso di controllo non soddisfacente si può aumentare a 30 mg ogni 4 settimane e poi a 40 mg ogni 4 settimane; se i valori si normalizzano può essere ridotta a 10 mg ogni 4 settimane.[2]
Longastatina LAR Tumori endocrini gastro-entero-pancreatici funzionanti Si raccomanda di iniziare con 20 mg ogni 4 settimane; in base al controllo clinico e biochimico può essere ridotta a 10 mg ogni 4 settimane o aumentata a 30 mg ogni 4 settimane.[2]
Longastatina LAR Tumori neuroendocrini avanzati dell’intestino medio o sede primitiva non nota 30 mg ogni 4 settimane.[2]

Per i bambini, la scheda tecnica segnala che l’esperienza è limitata; la dose dipende dal peso e va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo, con decisione del pediatra.[1, 2, 3, 4]

Nei pazienti con funzionalità renale compromessa non è necessario un aggiustamento della dose per la formulazione sottocutanea; nei pazienti con cirrosi epatica può invece essere necessario un aggiustamento della dose di mantenimento.[1]

Controindicazioni e avvertenze

Longastatina è controindicata in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2, 3, 5] Durante il trattamento sono raccomandati controlli clinici e laboratoristici, perché i tumori ipofisari GH-secernenti possono espandersi e causare complicazioni, e perché la riduzione di GH e IGF-1 nelle donne in età fertile può ripristinare la fertilità, rendendo opportuna una contraccezione adeguata quando necessaria.[1, 2] La funzione tiroidea ed epatica va controllata durante terapie prolungate.[1, 2, 3] L’octreotide può causare bradicardia, quindi può essere necessario aggiustare il dosaggio di beta-bloccanti, calcio antagonisti o farmaci per il bilancio idro-elettrolitico.[1, 2] Il trattamento può favorire calcoli biliari: la scheda tecnica stima un’incidenza tra 15 e 30% e raccomanda un’ecografia della colecisti prima del trattamento e poi a intervalli di 6-12 mesi con Longastatina, oppure a intervalli di 6 mesi con Longastatina LAR.[1, 2] Può alterare il metabolismo del glucosio, con iperglicemia o ipoglicemia; nei pazienti con insulinoma l’ipoglicemia può diventare più grave e durare più a lungo, perciò è richiesto un attento controllo.[1, 2]

Interazioni

Con Longastatina può essere necessario aggiustare la dose di insulina e dei farmaci antidiabetici.[1, 2, 3] Può essere necessario anche un aggiustamento per beta-bloccanti, calcio antagonisti e farmaci per il controllo del bilancio idro-elettrolitico.[1, 2, 3] Octreotide riduce l’assorbimento intestinale di ciclosporina e ritarda quello di cimetidina; inoltre la somministrazione contemporanea con bromocriptina aumenta la biodisponibilità di quest’ultima.[1, 2, 3] La scheda tecnica raccomanda cautela con altri farmaci metabolizzati dal CYP3A4 e con basso indice terapeutico, come chinidina e terfenadina.[1, 2]

Gravidanza e allattamento

Per la gravidanza, la scheda tecnica indica che i dati nell’uomo sono limitati e che, come misura precauzionale, è preferibile evitare Longastatina durante la gravidanza.[1, 2] Nel foglietto illustrativo si dice che può essere usata in gravidanza solo se chiaramente necessario.[3] Durante l’allattamento le pazienti non devono allattare mentre assumono Longastatina o Longastatina LAR.[1, 2] Non è noto se l’octreotide passi nel latte materno nell’uomo, ma negli animali è stato osservato il passaggio nel latte.[1, 2]

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più frequenti riguardano apparato gastrointestinale, sistema nervoso, apparato epatobiliare e metabolismo.[1, 2, 5] Tra le reazioni più comuni ci sono diarrea, dolore addominale, nausea, flatulenza, stipsi, mal di testa, colelitiasi, iperglicemia e capogiri.[1, 2, 5] Altre reazioni segnalate includono vomito, feci molli, disfunzione tiroidea, alterata tolleranza al glucosio, ipoglicemia, astenia, sabbia o fango biliare, aumento delle transaminasi, prurito, rash, alopecia, dispnea, bradicardia e, più raramente, reazioni da ipersensibilità, pancreatite acuta, epatite e aritmia.[1, 2, 5] In rari casi gli eventi gastrointestinali possono presentarsi come un’occlusione intestinale acuta.[5]

Domande frequenti

Longastatina è un farmaco antitumorale? No. Nelle indicazioni per i tumori endocrini gastro-entero-pancreatici la scheda tecnica precisa che non è una terapia antitumorale e non è curativa.[1, 2]

Si usa solo per l’acromegalia? No. È indicata anche per alcuni tumori endocrini gastro-entero-pancreatici, per la prevenzione delle complicazioni dopo chirurgia pancreatica, per l’emorragia da varici gastro-esofagee nei cirrotici e per alcuni adenomi ipofisari secernenti TSH.[1, 2, 3]

Servono controlli durante la terapia? Sì. Sono raccomandati controlli di colecisti, funzione tiroidea, funzione epatica e metabolismo glucidico, oltre al monitoraggio clinico dell’efficacia.[1, 2, 3]

Posso allattare mentre lo assumo? No. Le pazienti non devono allattare durante il trattamento con Longastatina o Longastatina LAR.[1, 2]

Esistono forme diverse del farmaco? Sì. Ci sono la soluzione iniettabile/infusione e la formulazione LAR a rilascio prolungato, con dosaggi e modalità d’uso differenti.[1, 2, 7]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Longastatina: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.