Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFALuminalette
- 2 IndicazioniLuminalette
- 3 Effetti collateraliLuminalette
- 4 Sicurezza e azioneLuminalette
- 5 Principio attivoFenobarbital
Il testo è generato solo da questi 5 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Luminalette è un farmaco a base di fenobarbital. È indicato principalmente come sedativo generale, soprattutto per l’epilessia e per le condizioni che richiedono una sedazione di lunga durata; è particolarmente utile nelle convulsioni tonico-cloniche del grande male e nelle convulsioni corticali focali.[1] Prima di usarlo bisogna sapere che è controindicato in varie condizioni, tra cui porfiria, insufficienza renale o epatica, cardiopatie gravi e alcune intossicazioni acute; inoltre può dare assuefazione, interazioni importanti e riduzione dell’attenzione e dei riflessi.[1] Il fenobarbital può non essere adatto in donne in età fertile se il beneficio non supera i rischi, richiede una contraccezione altamente efficace durante il trattamento e per 2 mesi dopo l’ultima dose, e l’allattamento al seno è sconsigliato.[1]
A cosa serve
Luminalette contiene fenobarbital, un barbiturico con azione ipnotico-sedativa. La scheda tecnica lo indica soprattutto come sedativo generale, in particolare nell’epilessia e nelle situazioni in cui serve una sedazione prolungata. È descritto come utile nelle convulsioni tonico-cloniche del grande male e nelle convulsioni corticali focali. Può essere usato anche come ipnotico.[1]
Formulazioni e come si usa
La formulazione riportata nella scheda tecnica è Luminalette 15 mg compresse. Ogni compressa contiene 15 mg di fenobarbital.[1]
La posologia abituale, salvo diversa prescrizione medica, è di da 1 a 3 compresse tre volte al giorno. Nei pazienti anziani la dose deve essere stabilita con attenzione dal medico, che può valutare una riduzione dei dosaggi indicati.[1]
Poiché il medicinale è un antiepilettico e il dosaggio può richiedere aggiustamenti in base alla situazione clinica, la scelta della dose spetta al medico.[1]
Controindicazioni e avvertenze
Luminalette è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti, porfiria, insufficienza renale ed epatica, cardiopatie gravi, intossicazione acuta da alcool, da analgesici o da ipnotici. È controindicato anche con daclatasvir, dasabuvir, paritaprevir, ombitasvir, ledipasvir e sofosbuvir.[1]
Il fenobarbital può dare assuefazione. La terapia continuata induce enzimi epatici e può accelerare il metabolismo di altri farmaci, per esempio anticoagulanti, alcuni antibiotici e steroidi surrenali.[1]
Le preparazioni a base di Hypericum perforatum non dovrebbero essere assunte insieme a medicinali contenenti fenobarbital, perché possono ridurne i livelli plasmatici e l’efficacia; l’effetto di induzione può persistere per almeno 2 settimane dopo la sospensione dell’iperico.[1]
L’effetto dell’alcool è potenziato, quindi l’assunzione di bevande alcoliche dovrebbe essere limitata. Anche l’associazione con altri psicofarmaci e antistaminici richiede particolare cautela e vigilanza medica per evitare effetti indesiderati da interazione.[1]
La sospensione brusca in pazienti epilettici può provocare uno stato di male epilettico.[1]
Sono stati segnalati casi di ideazione e comportamento suicidari con i farmaci antiepilettici, e i dati disponibili non escludono lo stesso rischio con Luminalette. I pazienti devono essere monitorati per segni di ideazione o comportamento suicidari.[1]
Con l’uso di fenobarbital sono state segnalate reazioni cutanee gravi e potenzialmente letali, tra cui sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica e DRESS. Il rischio più alto di SJS e TEN si ha nelle prime 8 settimane di trattamento. Se compaiono rash progressivo, vesciche o lesioni delle mucose, il trattamento deve essere sospeso; se il paziente ha sviluppato SJS o TEN con fenobarbital, il medicinale non deve essere riutilizzato.[1]
Gravidanza e allattamento
Nelle donne in età fertile il fenobarbital non deve essere usato a meno che il beneficio potenziale superi i rischi dopo aver valutato opzioni terapeutiche alternative. Prima di iniziare il trattamento va considerato un test di gravidanza per escludere una gravidanza in corso.[1]
Durante il trattamento e per 2 mesi dopo l’ultima dose è richiesta una contraccezione altamente efficace. La scheda tecnica avverte che il fenobarbital può ridurre l’efficacia dei contraccettivi orali contenenti estrogeni e/o progesterone; per questo devono essere presi in considerazione metodi contraccettivi alternativi, anche combinando più metodi o usando un dispositivo intrauterino non ormonale.[1]
Il fenobarbital attraversa la barriera placentare ed è escreto nel latte materno. Per questo esiste un piccolo rischio di sedazione nel neonato e l’allattamento al seno è sconsigliato.[1]
Effetti indesiderati
Tra gli effetti indesiderati segnalati ci sono reazioni cutanee allergiche, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica e DRESS. Sono stati segnalati anche epatite tossica, leucopenia, agranulocitosi, trombocitopenia, porpora e aplasia midollare. Nei neonati di madri trattate con fenobarbital è stata riportata ipotrombinemia sensibile alla vitamina K; nei trattamenti cronici possono comparire anemia megaloblastica sensibile ai folati e osteomalacia.[1]
Sul sistema nervoso possono verificarsi iperattività psicomotoria nei pazienti pediatrici, mentre sedazione, atassia e nistagmo possono comparire soprattutto negli anziani e con dosi elevate; sono possibili anche disturbo cognitivo, eccitazione, agitazione, delirio, umore alterato, alterazione dell’attenzione e stato confusionale.[1]
Con trattamenti a lungo termine sono stati riportati diminuzione della densità minerale ossea, osteopenia, osteoporosi e fratture; può comparire anche osteomalacia, che risponde alla vitamina D.[1]
Domande frequenti
Luminalette si usa per l’epilessia? Sì. La scheda tecnica lo indica soprattutto per l’epilessia, in particolare per le convulsioni tonico-cloniche del grande male e per le convulsioni corticali focali.[1]
Posso bere alcolici durante il trattamento? No, o comunque con molta cautela: l’effetto dell’alcool è potenziato e la scheda tecnica raccomanda di limitarne l’assunzione.[1]
Posso guidare? No, se il medicinale riduce attenzione e riflessi. La scheda tecnica avverte di evitare di guidare o svolgere attività pericolose che richiedono vigilanza.[1]
È compatibile con l’iperico? No. Le preparazioni a base di Hypericum perforatum non dovrebbero essere assunte insieme al fenobarbital perché possono ridurne l’efficacia; l’associazione è sconsigliata e può richiedere controllo dei livelli ematici e aggiustamento della terapia.[1]
In gravidanza si può usare? Solo se il medico ritiene che il beneficio superi i rischi. La scheda tecnica raccomanda una valutazione accurata, contraccezione efficace nelle donne in età fertile e attenzione al rischio per il feto.[1]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Luminalette: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
