Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 6 schede tecniche AIFA, 3 bugiardini, 1 pagina principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFANimodipina Altan
- 2 Scheda tecnica AIFANimodipina Eg
- 3 Scheda tecnica AIFANimodipina Ge
- 4 Scheda tecnica AIFANimodipina
- 5 Scheda tecnica AIFANimodipina Hexal
- 6 Scheda tecnica AIFANimodipina My
- 7 BugiardinoNimodipina Altan
- 8 BugiardinoNimodipina Pensa
- 9 BugiardinoNimodipina Hexal
- 10 Principio attivoNimodipina
Il testo è generato solo da questi 10 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Nimodipina è un principio attivo calcio-antagonista selettivo, derivato diidropiridinico, disponibile in schede tecniche e foglietti illustrativi di medicinali equivalenti o generici con nomi commerciali diversi, sia in soluzione per infusione sia in gocce orali.[1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10] Serve soprattutto a prevenire o trattare i deficit neurologici ischemici legati al vasospasmo cerebrale dopo emorragia subaracnoidea, e in una formulazione per infusione è indicata per prevenire il deterioramento neurologico causato da vasospasmo cerebrale indotto da emorragia subaracnoidea aneurismatica.[1, 2, 3, 4, 5, 6] Prima di usarla è importante sapere che alcune formulazioni non devono essere impiegate in gravidanza e allattamento, che esistono controindicazioni con rifampicina e con alcuni antiepilettici, e che in presenza di ipotensione, compromissione epatica o altre condizioni cliniche serve cautela o, in alcuni casi, il farmaco non deve essere usato.[1, 2, 3, 4, 5, 6, 8, 9]
A cosa serve
Nimodipina è indicata nelle formulazioni orali per la prevenzione e la terapia dei deficit neurologici ischemici correlati a vasospasmo cerebrale.[2, 3, 4, 5, 6] La formulazione per infusione è indicata per la prevenzione del deterioramento neurologico causato da vasospasmo cerebrale indotto da emorragia subaracnoidea di origine aneurismatica.[1] Nelle schede tecniche, l’effetto terapeutico è collegato alla selettività cerebrale della nimodipina e alla sua capacità di ridurre il danno neurologico ischemico associato al vasospasmo.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
Formulazioni e come si usa
Le fonti forniscono due tipi di formulazioni: soluzione per infusione endovenosa e gocce orali. Le confezioni orali riportate nelle schede tecniche hanno 30 mg in 0,75 ml di soluzione, mentre la soluzione per infusione contiene 0,2 mg/ml.[1, 2, 3, 4, 5, 6, 10]
Soluzione per infusione
Il trattamento endovenoso inizia con 1 mg/ora per 2 ore; se ben tollerato e senza una grave diminuzione della pressione sanguigna, può essere aumentato dopo due ore a 2 mg/ora. Nei pazienti con peso corporeo inferiore a 70 kg o con pressione sanguigna instabile, la dose iniziale deve essere 0,5 mg/ora o meno, se necessario.[1] La somministrazione deve avvenire come infusione endovenosa continua tramite catetere centrale e pompa di infusione, senza aggiungere il medicinale alla sacca o bottiglia di infusione e senza miscelarlo con altri farmaci.[1] Il trattamento endovenoso deve iniziare il prima possibile e non oltre 4 giorni dopo l’emorragia, proseguendo per il periodo di massimo rischio di vasospasmo, in genere 5-14 giorni; dopo l’infusione, si raccomanda di proseguire con nimodipina orale 60 mg ogni 4 ore per circa 7 giorni.[1]
Gocce orali
Per le formulazioni orali, la dose giornaliera raccomandata nelle schede tecniche è in genere 30 mg tre volte al giorno, cioè 0,75 ml di soluzione tre volte al giorno, oppure 60 mg ogni 4 ore per circa 7 giorni dopo la terapia parenterale, secondo l’indicazione e la specifica formulazione.[2, 3, 4, 5, 6] Le gocce vanno assunte lontano dai pasti, diluite in poca acqua, e non vanno assunte con succo di pompelmo.[2, 3, 4, 5, 6] L’intervallo tra le somministrazioni non deve essere inferiore a 4 ore.[2, 3, 4, 5, 6]
| Formulazione | Dose standard per adulti | Dose massima giornaliera riportata | Note |
|---|---|---|---|
| Soluzione per infusione | 1 mg/ora per 2 ore, poi 2 mg/ora se tollerata | Non indicata come “massima” nella scheda tecnica | Nei pazienti <70 kg o con pressione instabile si parte da 0,5 mg/ora o meno.[1] |
| Gocce orali | 30 mg 3 volte al giorno | 60 mg ogni 4 ore per circa 7 giorni dopo terapia parenterale | Assumere lontano dai pasti, diluire in poca acqua, non con pompelmo.[2, 3, 4, 5, 6] |
Per i bambini e gli adolescenti, le schede tecniche riportano che la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite sotto i 18 anni; la dose pediatrica, quando prevista, dipende dal peso e va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto, con decisione del pediatra.[1, 2, 4, 6]
Controindicazioni e avvertenze
La controindicazione comune a tutte le formulazioni riportate è l’ipersensibilità alla nimodipina o a uno degli eccipienti.[1, 2, 3, 4, 5, 6] Nelle formulazioni orali, sono controindicate anche la somministrazione con rifampicina e la terapia concomitante con fenobarbital, fenitoina o carbamazepina, perché possono ridurre in modo significativo l’efficacia della nimodipina.[2, 3, 4, 5, 6] In alcune schede tecniche orali, la funzionalità epatica gravemente compromessa, in particolare la cirrosi, è una controindicazione per il trattamento dei deficit neurologici ischemici; nella formulazione per infusione invece è riportata cautela, non divieto assoluto, nei casi di compromissione epatica lieve o moderata.[1, 2, 4, 5, 6]
Serve cautela in caso di pressione sistolica inferiore a 100 mmHg, edema cerebrale generalizzato o aumento marcato della pressione endocranica.[1, 2, 3, 4, 5, 6] Anche nei pazienti con angina instabile o entro le prime 4 settimane dopo infarto miocardico acuto il medico deve valutare attentamente il rapporto rischio-beneficio.[1, 2, 3, 4, 5, 6] Nella formulazione per infusione la nimodipina non deve essere usata nell’emorragia subaracnoidea traumatica, perché il rapporto rischio/beneficio non è stato stabilito.[1]
Le schede tecniche avvertono inoltre che nei pazienti con insufficienza renale grave, soprattutto con filtrazione glomerulare inferiore a 20 ml/min, è necessario un monitoraggio attento e una valutazione cauta della necessità del trattamento.[1, 2, 3, 4, 5, 6] La funzione renale va monitorata anche se la nimodipina è somministrata insieme a farmaci potenzialmente nefrotossici come aminoglicosidi, cefalosporine o furosemide.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
Interazioni
Nimodipina è metabolizzata dal citocromo P450 3A4, quindi farmaci che lo inibiscono o lo inducono possono modificare i suoi livelli o il suo effetto.[1, 2, 3, 4, 5, 6] Tra gli inibitori citati nelle schede tecniche ci sono, per esempio, macrolidi, inibitori delle proteasi anti-HIV, antimicotici azolici, nefazodone, fluoxetina, quinupristin/dalfopristin, cimetidina e acido valproico; in questi casi la pressione arteriosa deve essere monitorata e può essere necessario ridurre la dose.[2, 3, 4, 5, 6]
La nimodipina può aumentare l’effetto ipotensivo di altri antipertensivi, inclusi diuretici, beta-bloccanti, ACE-inibitori, antagonisti del calcio, alfa-bloccanti, inibitori della PDE5 e alfa-metildopa; se la combinazione è inevitabile, è richiesto un monitoraggio particolarmente attento.[1] La somministrazione endovenosa concomitante con beta-bloccanti può accentuare la riduzione della pressione e l’effetto inotropo negativo.[1]
Gravidanza e allattamento
Nelle schede tecniche orali, nimodipina non deve essere somministrata in gravidanza o durante l’allattamento.[3, 4, 5, 6] Nella scheda della soluzione per infusione, invece, in gravidanza non ci sono studi adeguati e il medicinale può essere somministrato solo dopo attenta valutazione dei benefici e dei rischi; durante l’allattamento si raccomanda di non allattare al seno.[1] In tutte le schede, la nimodipina e i suoi metaboliti risultano presenti nel latte materno a concentrazioni simili a quelle plasmatiche materne.[1, 2, 4, 5, 6]
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati segnalati più spesso nelle schede tecniche comprendono ipotensione, tachicardia o bradicardia, cefalea, nausea, vasodilatazione e aumento transitorio degli enzimi epatici.[1, 2, 3, 4, 5, 6] Sono stati riportati anche trombocitopenia, reazioni allergiche, rash, ileo e reazioni al sito di iniezione o infusione nella formulazione endovenosa.[1] Nelle formulazioni orali sono stati descritti inoltre capogiri o vertigini, palpitazioni, sincope, edema, costipazione, diarrea e flatulenza in alcune tabelle di frequenza.[2, 3, 4, 5, 6]
Domande frequenti
Nimodipina si usa per tutti i tipi di ictus? No. Le fonti la indicano per il vasospasmo cerebrale legato a emorragia subaracnoidea e per i deficit neurologici ischemici correlati, non per tutti gli ictus.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
Posso prendere nimodipina con succo di pompelmo? No, le formulazioni orali riportano di non assumerla con succo di pompelmo.[2, 3, 4, 5, 6]
La nimodipina va usata in gravidanza? Nelle formulazioni orali non deve essere usata in gravidanza o allattamento; per la formulazione per infusione la decisione richiede una valutazione attenta di benefici e rischi, e in allattamento è raccomandato non allattare.[1, 3, 4, 5, 6]
Serve un controllo speciale se ho la pressione bassa? Sì. Le schede tecniche raccomandano cautela se la pressione sistolica è inferiore a 100 mmHg.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
Posso usarla insieme a rifampicina? No. Nelle formulazioni orali l’associazione con rifampicina è controindicata.[2, 3, 4, 5, 6]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Nimodipina Altan: Scheda tecnica e prescrivibilità. Avvertenze.
