Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.
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Onco è un farmaco a base di idrossicarbamide, disponibile come Onco Carbide 500 mg capsule rigide per uso orale, un antineoplastico usato in alcune malattie mieloproliferative croniche, nell’anemia falciforme omozigote e, in associazione con 5-fluorouracile e radioterapia, in alcuni carcinomi squamosi di testa e collo.[1, 2] Prima di usarlo è importante sapere che può causare depressione midollare, è controindicato in gravidanza e allattamento e non deve essere usato con il vaccino contro la febbre gialla.[1, 2] Richiede prudenza in caso di precedente radioterapia, terapia antiblastica, grave insufficienza renale o gravi epatopatie, e il medico deve controllare con attenzione i parametri del sangue durante il trattamento.[1, 2]
A cosa serve
Onco Carbide è indicato nella leucemia mieloide cronica e nelle altre sindromi mieloproliferative croniche, cioè trombocitemia essenziale, policitemia vera e mielofibrosi idiopatica. È indicato anche nell’anemia falciforme omozigote. Inoltre, nelle schede tecniche è riportato l’uso nei carcinomi primari a cellule squamose della testa e del collo, esclusi quelli delle labbra, in associazione con 5-fluorouracile e radioterapia.[1, 2]
Formulazioni e come si usa
La formulazione descritta è Onco Carbide 500 mg capsule rigide per uso orale; ogni capsula contiene 500 mg di idrossicarbamide.[1] La confezione riportata è un astuccio da 20 capsule rigide.[1]
Per gli adulti, la posologia è riportata così nelle fonti:
- nei carcinomi squamosi di testa e collo, il dosaggio raccomandato varia da 1000 mg a 2000 mg al giorno, generalmente suddiviso in due somministrazioni;[1]
- per le altre indicazioni, la scheda tecnica riporta il dosaggio in rapporto al peso e la posologia va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo, con decisione del medico.[1, 2]
Nella leucemia mieloide cronica e nelle altre sindromi mieloproliferative croniche, sei settimane di cura sono considerate sufficienti per valutarne l’efficacia; se il beneficio clinico è presente, la terapia può essere proseguita indefinitamente. Nell’anemia falciforme, per valutare l’efficacia servono almeno 6-8 mesi di trattamento continuo. In tutti i casi, la dose deve essere adattata dal medico in base all’effetto clinico e alla tollerabilità ematologica.[1, 2]
La cura va interrotta se i globuli bianchi scendono sotto 2500/mm3 o se le piastrine scendono sotto 100000/mm3; il controllo va ripetuto dopo tre giorni e, se i valori risalgono, la terapia può essere ripresa eventualmente a dose ridotta.[1]
Per i bambini, la dose dipende dal peso e deve essere letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo; la decisione spetta al pediatra.[1, 2]
Controindicazioni e avvertenze
Onco Carbide è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti, di grave depressione midollare, di gravidanza e allattamento, e con il vaccino contro la febbre gialla. La grave depressione midollare è definita nelle fonti come leucopenia con globuli bianchi inferiori a 2500/mm3, piastrinopenia con piastrine inferiori a 100000/mm3 o grave anemia.[1, 2]
Il farmaco va usato con prudenza nei soggetti precedentemente irradiati o già sottoposti a terapia antiblastica, così come in quelli con grave insufficienza renale. Nei soggetti già irradiati può comparire un’esacerbazione dell’eritema da irradiazione. Va somministrato con cautela anche in pazienti con gravi epatopatie.[1, 2]
Prima di iniziare il trattamento, un’eventuale anemia grave deve essere corretta con trasfusioni di sangue intero. Durante la terapia è necessaria una sorveglianza ematologica accurata con controllo di emoglobina, leucociti e piastrine. I pazienti anziani sono più sensibili e possono richiedere dosi più basse.[1, 2]
Le fonti segnalano inoltre che il trattamento a lungo termine con idrossicarbamide può associarsi a reazioni cutanee e del cavo orale. Pigmentazione di unghie, cute e cavo orale, xerosi, ulcere della bocca e ittiosi sono descritte come manifestazioni che in genere non richiedono sospensione, mentre le ulcere cutanee sono un effetto raro ma clinicamente rilevante e possono richiedere sospensione temporanea o definitiva; sono state osservate soprattutto nei pazienti con sindromi mieloproliferative croniche, più spesso in anziani o donne, e la loro comparsa è stata riportata con trattamenti prolungati ad alte dosi.[1, 2]
È stato anche riportato cancro della cute in pazienti trattati a lungo termine. Per questo le fonti raccomandano di proteggere la pelle dal sole, di autoispezionare la cute durante e dopo il trattamento e di eseguire uno screening per tumori maligni secondari nei controlli di routine.[1]
Interazioni
Le fonti non riportano un elevato potenziale di interazione di idrossicarbamide, ma segnalano che l’uso concomitante con altri farmaci mielosoppressivi o con la radioterapia può aumentare il rischio di depressione midollare e di altri eventi avversi.[1, 2]
Devono essere evitati l’uso concomitante di vaccini con virus attenuati, di immunosoppressori, di inibitori della trascrittasi inversa e di analoghi nucleosidici. Le fonti indicano anche di evitare l’uso concomitante di vaccini inattivati contro la poliomielite, ciclosporina e tacrolimus. È riportato un rischio di vasculite con uso concomitante o pregresso di interferone.[1, 2]
Gravidanza e allattamento
L’uso in gravidanza è di norma controindicato. Le fonti ricordano che l’idrossicarbamide è potenzialmente mutagena, attraversa la placenta e negli studi animali ha mostrato tossicità riproduttiva; se viene usata durante la gravidanza, la paziente deve essere informata del possibile rischio per il feto. Le donne in età fertile devono usare metodi contraccettivi.[1, 2]
L’allattamento deve essere sospeso durante l’uso di Onco Carbide, perché il principio attivo viene eliminato nel latte materno.[1, 2]
Effetti indesiderati
L’effetto indesiderato principale è la depressione midollare, con leucopenia, anemia e talora piastrinopenia.[1, 2] Sono inoltre riportati disturbi gastrointestinali come stomatite, anoressia, nausea, vomito, diarrea e stipsi.[1, 2] Più raramente possono comparire disuria, alopecia e alterazioni della fertilità maschile come oligospermia o azospermia, in genere reversibili; sono state riportate anche amenorrea, febbre e malattia polmonare interstiziale.[1]
Altri eventi descritti includono rash maculo-papuloso, eritema facciale, prurito, iperpigmentazione, melanonichia, secchezza cutanea, atrofia dermo-ungueale, desquamazione e lesioni cutanee simili alla dermatomiosite. Sono stati riportati raramente anche cefalea, vertigine, disorientamento, allucinazioni e convulsioni.[1] Le fonti segnalano inoltre un possibile peggioramento temporaneo di alcuni parametri renali ed epatici, leucemia secondaria nei trattamenti prolungati per malattie mieloproliferative e, molto raramente, lupus eritematoso sistemico o cutaneo.[1]
Domande frequenti
Onco Carbide è la stessa cosa di Onco? Nelle fonti fornite, il medicinale è Onco Carbide, a base di idrossicarbamide.[1, 2]
Si può usare in gravidanza? No, l’uso in gravidanza è di norma controindicato.[1, 2]
Serve un controllo del sangue durante la terapia? Sì, le fonti indicano un monitoraggio attento di emoglobina, leucociti e piastrine durante il trattamento.[1, 2]
Quando va sospeso il trattamento per i valori del sangue? Va interrotto se i globuli bianchi scendono sotto 2500/mm3 o le piastrine sotto 100000/mm3.[1, 2]
Qual è l’effetto indesiderato più importante? La depressione midollare è l’effetto collaterale principale segnalato dalle fonti.[1, 2]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Onco Carbide: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
