A cosa serve l’unguento?

Indicazioni, modalità d’uso, controindicazioni ed effetti collaterali dell’unguento per la gestione delle principali condizioni cutanee

Molte persone usano “unguento”, “crema” e “pomata” come sinonimi, rischiando di scegliere il prodotto sbagliato per il proprio problema cutaneo. L’unguento ha invece caratteristiche precise: è molto grasso, crea un film protettivo e veicola in modo diverso i principi attivi. Capire a cosa serve l’unguento, quando preferirlo ad altre forme e come applicarlo correttamente permette di proteggere la pelle senza peggiorare irritazioni, infezioni o secchezza.

In sintesi

Tipologie di unguenti

L’unguento, in farmacia e in ambito clinico, indica in genere una preparazione semisolida a prevalente componente lipidica (grassi, oli, vaseline). In termini pratici significa che contiene pochissima acqua, è molto occlusivo e rimane a lungo sulla pelle. Esistono unguenti medicati, che contengono farmaci (per esempio cortisonici, antibiotici, antimicotici), e unguenti non medicati o cosmetici, a base di sostanze emollienti e lenitive (oli vegetali, burri, cere) senza principi attivi farmacologici.

Dal punto di vista farmaceutico si distinguono unguenti anidri (solo fase grassa), emulsionati acqua-in-olio (con piccole quantità di acqua disperse nella fase oleosa) e unguenti a base di idrocarburi (vaselina, paraffina). Questa composizione condiziona la capacità di penetrazione dei principi attivi e il grado di occlusione: più l’unguento è grasso, più trattiene l’umidità cutanea ma anche il calore, motivo per cui non è sempre indicato su cute infiammata “calda” o su lesioni essudanti.

Indicazioni terapeutiche

L’uso principale degli unguenti è il trattamento di pelle molto secca, ispessita o fissurata, dove l’effetto occlusivo aiuta a ripristinare la barriera cutanea. Sono spesso scelti in patologie come dermatite atopica in fase secca, xerosi marcata, ittiosi, ragadi e alcune forme di psoriasi, quando si voglia massimizzare l’idratazione e la penetrazione del farmaco. In ambito non farmacologico, unguenti emollienti possono risultare utili su mani screpolate, talloni fissurati o labbra molto secche, se non vi sono segni di infezione o lesioni profonde.

Gli unguenti medicati, prescritti dal medico, vengono utilizzati anche per veicolare sostanze antinfiammatorie (come i corticosteroidi topici), antibiotici o antimicotici in aree dove la cute è molto secca e spessa, per migliorarne l’assorbimento. Non sono invece di solito la prima scelta su zone umide, pieghe cutanee o aree molto pelose, dove la base grassa può risultare fastidiosa o peggiorare la macerazione. Se, ad esempio, una persona ha un eczema essudante con secrezione, il medico tende a preferire formulazioni meno occlusive (creme, lozioni) e può introdurre l’unguento solo in fase più asciutta.

Modalità d’uso

L’applicazione corretta di un unguento parte sempre da una valutazione della pelle e dalle indicazioni del foglietto illustrativo o del medico. In genere si applica su cute pulita e ben asciutta, in strato sottile, distribuendo delicatamente senza sfregare in modo energico. L’effetto occlusivo fa sì che una piccola quantità sia spesso sufficiente: usare troppo prodotto non ne aumenta l’efficacia e può solo rendere la zona eccessivamente unta e poco tollerabile, soprattutto nelle pieghe o sotto i vestiti.

Ascolta l'articoloVersione audio

🎙 Pubblicato con AKAVOICE Wordpress plugin

Un errore molto comune è coprire sempre l’unguento con bendaggi occlusivi “fai da te” (pellicola, cerotti impermeabili) per “farlo penetrare meglio”. L’occlusione va eseguita solo quando prevista dalla prescrizione, perché aumenta in modo marcato l’assorbimento del farmaco e il rischio di effetti indesiderati, in particolare con i cortisonici topici. Se dopo l’applicazione compaiono bruciore intenso, peggioramento del rossore o prurito insopportabile, è opportuno sospendere il prodotto e consultare il medico o il farmacista per valutare una possibile irritazione o reazione di sensibilizzazione.

Controindicazioni

Le controindicazioni degli unguenti dipendono sia dalla base grassa, sia dal principio attivo presente. In senso generale, le formulazioni molto occlusive non vanno utilizzate su cute infetta, umida o essudante, perché possono favorire la proliferazione microbica e la macerazione. In presenza di ferite aperte, ustioni estese, ulcere o lesioni non ancora valutate, l’uso “a istinto” di un unguento può ritardare la guarigione o mascherare segni di complicanza; l’indicazione deve sempre arrivare dal personale sanitario.

Gli unguenti medicati con cortisonici o altri farmaci presentano poi controindicazioni specifiche relative alla molecola (per esempio non devono essere applicati su occhi, mucose, grandi superfici o per periodi prolungati senza controllo medico). Esiste anche la possibilità di allergia o intolleranza agli eccipienti grassi, alle cere o ai conservanti eventualmente presenti. Se una persona ha una storia di dermatite da contatto o allergie cutanee multiple, prima di iniziare un nuovo unguento è prudente discutere con il dermatologo o l’allergologo quale formulazione sia più adatta e se sia opportuno eseguire test specifici.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali degli unguenti non medicati sono di solito legati a irritazione locale, sensazione di pelle che “non respira” o comparsa di comedoni e piccole pustole in soggetti predisposti all’acne, soprattutto se l’unguento viene usato sul viso o in zone a tendenza seborroica. Il film occlusivo, infatti, può ostruire i follicoli piliferi e trattenere sebo, favorendo la formazione di punti neri o brufoli. Per questo, chi ha pelle acneica o mista dovrebbe utilizzare con cautela unguenti molto grassi in aree del corpo sensibili a questo tipo di problemi.

Quando l’unguento contiene un principio attivo farmacologico, possono comparire reazioni specifiche del farmaco: assottigliamento cutaneo, strie, aumento della fragilità vasale con teleangectasie nel caso di cortisonici usati in modo improprio e prolungato; fenomeni irritativi o allergici con alcuni antibiotici o conservanti; peggioramento di infezioni fungine se il farmaco non è adeguato al tipo di microrganismo. Se dopo qualche giorno di utilizzo i sintomi cutanei peggiorano anziché migliorare, oppure compaiono segni nuovi (vescicole, intenso bruciore, diffusa arrossatura oltre la zona trattata), la cosa più prudente è sospendere il prodotto e rivolgersi al medico per una rivalutazione della diagnosi e della terapia topica.

La scelta di un unguento, specie se medicato, andrebbe sempre inserita in un ragionamento clinico complessivo: tipo di lesione, sede, quantità di essudato, caratteristiche della pelle e storia del paziente. Comprendere che non è una semplice “crema più grassa”, ma una forma farmaceutica con pro e contro specifici, aiuta ad usarlo con maggiore consapevolezza, a riconoscere i segnali di allarme e a chiedere consulenza sanitaria quando qualcosa non va come previsto.