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Le fobie: sintomi, diagnosi e terapia

Il concetto di fobie secondo l’etimologia della parola deriva dal greco e significa “paura”, e consiste in un profondo stato di panico e di angoscia devastanti su oggetti, animali, persone e luoghi, che scatenano nel soggetto un terrore paralizzante.

Le fobie incidono negativamente sul profilo psichico, fisico, cognitivo, emotivo, affettivo e comportamentale, compromettendo il normale funzionamento sociale, scolastico, familiare, lavorativo e tante altre aree importanti della vita quotidiana.

Esse possono colpire anche i soggetti emotivamente e psicologicamente stabili, e dipendono notevolmente dalla presenza di stimoli scatenanti l’ansia fobica inseriti nell’ambiente circostante.

Le fobie (la paura senza oggetto secondo la psicoanalisi) sono determinate da un mancato superamento della fase fallica dello sviluppo psicosessuale e dal complesso Edipico, secondo la teoria psicodinamica riferita dal padre della psicoanalisi Sigmund Freud, descritta nella sua famosa opera del 1905, intitolata: “I tre saggi delle teoria sessuale”.

Il paziente fobico appare freddo, sicuro e determinato, ma dentro di se vive in continuo stato di allerta, come se da un momento all’altro dovesse capitare qualcosa di catastrofico e di traumatico nella sua vita.

Le paure verso i grossi animali (leoni, gatti, cavalli) sono collegati alla prima infanzia, mentre, le paure verso gli animali piccoli (rettili, insetti) sono collegati alla seconda infanzia.

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Per prevenire eventuali situazioni fobiche, egli ricorre a delle strategie, tipo: fuga, evitamento (per scansare l’oggetto fobico) e mezzi di rassicurazione (servirsi di un personaggio o qualcosa che possa tranquillizzarlo).

Il principale meccanismo di difesa attuato è lo “spostamento”.

Nella prognosi della fobia si fa particolare attenzione al senso della vista, infatti, mediante le tecniche biometriche è possibile rilevare l’intensità della paura provata dal paziente dinanzi all’oggetto scatenante.

Sintomatologia delle fobie

In genere le fobie si manifestano con i seguenti sintomi psico-somatici:

  • vertigini;
  • crisi di pianto;
  • capogiri;
  • perdite di equilibrio;
  • crisi di panico;
  • nausea e vomito;
  • atassia (rigidità muscolare);
  • dispnea / asma;
  • senso di svenimento;
  • ansia;
  • palpitazioni e tachicardia;
  • aritmia;
  • insonnia e incubi notturni;
  • sudorazione fredda;
  • secchezza delle fauci.

I pazienti quando sono travolti dalle fobie riportano dei segni evidenti sul volto, quali:

  • midriasi (dilatazione pupillare);
  • fronte corrugata;
  • occhi spalancati;
  • pallore sul volto;
  • labbra semichiuse;
  • denti serrati;
  • rigidità del collo;
  • muscoli facciali contratti.

Tutti i sintomi e i tratti sul volto sopra descritti sono presenti in tutti i tipi di fobie e in particolare in due fondamentali macrocategorie di disturbo fobico:

  • Fobie Semplici;
  • Fobie Sociali.

Le fobie semplici

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Le fobie semplici consistono in stati di paura paralizzanti, traumatizzanti, devastanti irrazionali e smisurati verso oggetti che di per sé non sono pericolosi, ma agli occhi del soggetto fobico appaiono pericolosissimi, spingendogli addirittura a perdere completamente il self – control, cadendo in preda al panico.

Esse possono essere anche anticipatorie, manifestandosi prima dell’esposizione all’oggetto fobico, sconvolgendo lo stato psico-somatico del soggetto, e compromettendo enormemente l’inserimento sociale, scolastico e lavorativo.

Le fobie semplici sono delle vere e proprie psicopatologie, sono molto diffuse e colpiscono maggiormente il sesso femminile, e si manifestano sin dalla tenera età, esattamente dalla fanciullezza, e tendono a scemare nell’età adulta.

Gli oggetti fobici possono essere:

  • piccoli e/o grandi animali;
  • luoghi;
  • persone sconosciute;
  • particolari situazioni;
  • punture.

Le fobie sociali

Le fobie sociali costituiscono un profondo stato di ansia e di panico scatenati dal contatto con persone, luoghi e ambienti ignoti, e dalle circostanze in cui si è esposti a giudizi e critiche altrui, provocando una menomazione nel normale funzionamento sociale, familiare, scolastico e lavorativo.

I bambini e gli adolescenti a causa delle fobie sociali sviluppano delle condotte di evitamento sociale e scolastico, rifiutando il contatto con il gruppo dei pari e con gli insegnanti.

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Nell’infanzia la fobia sociale è comune a tutti i bambini, invece nell’adolescenza è circoscritta a specifiche circostanze e ambienti.

La sindrome fobica sociale si manifesta in comorbidità con il disturbo evitante e antisociale di personalità.

Le fobie più diffuse

Le fobie sono molteplici, citiamo solo alcune tra le più diffuse nella popolazione generale:

  • agorafobia (paura degli spazi aperti);
  • claustrofobia (paura degli spazi chiusi);
  • eritrofobia (paura di arrossire, specialmente in pubblico);
  • xenofobia (paura degli stranieri);
  • ematofobia (paura del sangue);
  • acrofobia (paura delle altezze);
  • bacillofobia (paura di batteri e microbi);
  • musofobia (paura dei topi);
  • talassofobia (paura del mare);
  • aracnofobia (paura dei ragni);
  • amaxofobia (paura di guidare l’automobile);
  • pirofobia (paura del fuoco e degli incendi);
  • necrofobia (paura di morire);
  • acluofobia (paura del buio);
  • gerontofobia (paura di invecchiare);
  • aeronausifobia (paura di vomitare in aereo a causa del mal d’aria);
  • algofobia (paura di provare dolori e di soffrire);
  • amartofobia (paura di sbagliare e di fare brutta figura);
  • atefobia (paura della rovina);
  • omofobia: (paura degli omosessuali);
  • atychifobia (paura del fallimento);
  • coimetrofobia: (paura del cimitero);
  • dentofobia (paura del dentista);
  • brontofobia (paura dei tuoni);
  • nosocomefobia (paura dell’ospedale e di essere ricoverati);
  • decidofobia (paura di prendere importanti decisioni);
  • dermatofobia (paura di contrarre le patologie della pelle);
  • dichefobia (paura della giustizia e delle sentenze emesse dai magistrati);
  • mastigofobia (paura di ricevere punizioni);
  • dystychifobia (paura di fare incidenti, in particolare quelli stradali);
  • elmintofobia (paura dei vermi);
  • farmacofobia (paura di prendere medicinali);
  • fobofobia (paura di aver paura);
  • maniafobia (paura di contrarre le patologie psichiche);
  • nosofobia (paura di ammalarsi);
  • cancerofobia (paura di contrarre i tumori);
  • obesobofobia: (paura di aumentare di peso);
  • ofidiofobia: (paura dei serpenti e degli animali striscianti);
  • pediculofobia: (paura dei pidocchi);
  • radiofobia: (paura dei raggi X);
  • selacofobia: (paura degli squali);
  • traumatofobia: (paura di procurarsi ferite);
  • tomofobia: (paura degli interventi chirurgici e di tutti gli strumenti annessi e connessi);
  • zoofobia: (paura di tutti gli animali);
  • cacofobia: (paura di apparire brutti);
  • toxofobia: (paura di intossicarsi e avvelenarsi);
  • patofobia: (paura di contrarre qualsiasi malattia);
  • monofobia: (paura di vivere soli);
  • sociofobia: (paura di relazionarsi con la società).

Le fobie più curiose

Le fobie più curiose e più rare sono:

  • ambulofobia: (paura di deambulare);
  • antrofobia: (paura dei fiori);
  • catapedafobia: (paura di saltare);
  • calliginefobia: (paura delle belle donne);
  • aurofobia: (paura degli oggetti d’oro);
  • batonofobia: (paura delle piante e degli alberi);
  • catisofobia: (paura di sedersi);
  • chaetofobia: (paura dei capelli);
  • anemofobia: (paura del vento);
  • cherofobia: (paura della felicità);
  • ablutofobia: (paura di farsi il bagno e la doccia);
  • alectorofobia: (paura dei galli e galline);
  • alliumfobia: (paura dell’aglio);
  • chrometofobia: (paura dei soldi);
  • ciclofobia: (paura delle biciclette);
  • cromofobia: (paura dei colori);
  • defecaloesiofobia: (paura di provare dolore durante l’evacuazione);
  • coprofobia: (paura delle feci);
  • cyberfobia: (paura del pc);
  • dipsofobia: (paura di bere);
  • eleuterofobia: (paura di essere liberi);
  • cronometrofobia: (paura dell’orologio);
  • chorofobia: (paura di danzare);
  • fagofobia: (paura di mangiare);
  • ergofobia: (paura di lavorare);
  • angrofobia: (paura di avere fame);
  • eufobia: (paura dei genitali femminili);
  • papirofobia: (paura della carta);
  • eufobia: (paura di ricevere buone notizie);
  • ittiofobia: (paura dei pesci);
  • urofobia: paura delle urine e di urinare;
  • menofobia: (paura del ciclo mestruale);
  • ommetafobia: (paura degli occhi);
  • siderofobia: paura delle stelle e delle costellazioni.

Comorbidità

La sindrome fobica si manifesta in comorbidità con le seguenti psicopatologie:

  • Disturbo da panico (con o senza agorafobia);
  • Disturbo d’ansia generalizzato;
  • Disturbo d’ansia da separazione;
  • Ipocondria;
  • Disturbo ossessivo-compulsivo;
  • Bipolarismo e disturbi dell’umore;
  • Disturbi della condotta alimentare;
  • Disturbi della personalità (antisociale – dipendente – evitante);
  • Tossicomanie (l’abuso di alcol e droghe hanno lo scopo di ridurre ansia e fobie).

Terapie delle fobie

Nel trattamento delle fobie si ricorre a due terapie:

  • Farmacoterapia;
  • Psicoterapia.
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La farmacoterapia può svolgersi in svariati modi, in base ai sintomi e alla storia clinica del paziente, si seguirà una specifica terapia farmacologica con precisi dosaggi e posologie da rispettare.

I farmaci prescritti sono gli antipsicotici tipici e atipici, integrati con gli antidepressivi triciclici e/o atipici, ansiolitici e/o con gli stabilizzatori dell’umore.

Le modalità di assunzione dei medicinali sono per via orale oppure intramuscolare.

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Analizziamo le reazioni provocate dalle varie componenti farmacologiche:

  • Antidepressivi triciclici (principi attivi: ClomipraminaImipraminaAmitriptilina): sono prescritti non solo nei casi di depressione, ma anche nelle psicosi, schizofrenia, disturbi da TIC, disturbi alimentari, disturbi d’ansia, attacchi di panico, ADHD, disturbi somatoformi, disturbi del sonno, ecc;
  • Ansiolitici (principi attivi delle Benzodiazepine sono: Lorazepam – Oxazepam – Diazepam) fungono da: tranquillanti, ipnoinducenti (riducono il sonno), miorilassanti (rilassano la muscolatura) e anticonvulsivanti (ideali per il trattamento dell’epilessia). Da evitare l’uso contemporaneo delle benzodiazepine con i FANS (farmaci anabolizzanti non steroidei – antiinfiammatori), alcol e droghe, che se assunti questi ultimi avranno un esito fatale;
  • Antidepressivi Atipici (principi attivi: TrazodoneLevosulpride): efficaci nella cura degli attacchi di panico, depressione endogena, ossessioni e compulsioni. Come effetti collaterali essi procurano: disturbi del sonno, vomito, mal di testa, capogiri, forte calo della pressione arteriosa, disfunzioni sessuali (“priapismo”: erezione patologica del pene), ecc;
  • Stabilizzatori dell’umore (principi attivi: LitioValproato Sodico): efficaci nel trattamento della distimia, bipolarismo, disturbi dell’umore di varia origine, disturbi maniacali e ipomaniacali, disturbi bipolari I e II associati al disturbo depressivo maggiore, disturbo cliclotimico. Come effetti collaterali essi provocano: aumento dell’appetito, nausea,vomito, tremor, capogiri, ecc;
  • Molecole antipanico (principi attivi: Alprazolam – Paroxetina);
  • IMAO – Inibitori delle monoamminossidasi: efficaci nel trattamento dei disturbi dell’alimentazione, depressione, disturbo da panico e disturbi del sonno;
  • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSri), della noradrenalina (NAri) e di entrambi (NSri).

Nel trattamento psicoterapico si interviene con le seguenti tecniche:

  • Psicoterapia cognitivo-comportamentale;
  • Psicoterapia breve strategica;
  • Psicoterapia psicoanalitica;
  • Psicoterapia di sostegno;
  • Counseling: solo in caso di lievi fobie.

E’ preferibile e consigliabile affiancare ambedue i trattamenti terapeutici!

In alternativa esistono tre ottimi rimedi contro le fobie, quali:

  • Agopuntura: tecnica medica cinese finalizzata ad armonizzare il Sistema Nervoso Centrale e il Sistema Muscolo-Scheletrico, favorendo il relax dei muscoli e dei nervi;
  • Rimedi omeopatici;
  • Condotta alimentare: gli alimenti favoriti sono: cereali, riso, frutta, ortaggi, frutta secca, legumi, soia, latte, latticini, formaggi, carne magra, pesce fresco e azzurro.
BIBLIOGRAFIA
  1. Lis A., Stella S., Zavattini G.C., Manuale di Psicologia Dinamica, Il Mulino,1999;
  2. Marcelli D., Psicopatologia del bambino, Masson, Milano, 2013;
  3. A. Siracusano, Manuale di psichiatria, Il pensiero scientifico editore, 2007;
  4. Cassano G. Battista, Pancheri Paolo – Manuale di psichiatria, Utet, 2005;
  5. Giberti R., Rossi R., Manuale di Psichiatria, Piccin Editore, ultima edizione.

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