Tandemact: effetti collaterali e controindicazioni

Tandemact 30 mg/2 mg compresse (Pioglitazone Cloridrato + Glimepiride) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

Tandemact è indicato nel trattamento di pazienti con diabete mellito
di tipo 2, che mostrano intolleranza a metformina o per i quali
metformina è controindicata e che sono già trattati con una combinazione
di pioglitazione e glimepiride.

Tandemact 30 mg/2 mg compresse: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Tandemact 30 mg/2 mg compresse ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Tandemact 30 mg/2 mg compresse, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Tandemact 30 mg/2 mg compresse: controindicazioni

Tandemact è controindicato in pazienti con:

-Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti, o ad
altre sulfoniluree o sulfonamidi -Insufficienza cardiaca o storia di
insufficienza cardiaca (classi NYHA da I a IV) -Insufficienza epatica -Diabete
mellito di tipo 1 -Coma diabetico -Chetoacidosi diabetica -Gravi alterazioni
della funzione renale –Gravidanza -Allattamento

Tandemact 30 mg/2 mg compresse: effetti collaterali

Riassunto del profilo di sicurezza

Sono stati condotti studi clinici in cui pioglitazone e glimepiride sono stati somministrati in concomitanza (vedere paragrafo 5.1). La maggior parte delle reazioni ipoglicemiche si verificano immediatamente a causa della sulfonilurea componente di Tandemact. I sintomi possono quasi sempre essere controllati rapidamente dalla assunzione immediata di carboidrati (zuccheri). Questa è una reazione seria che si può verificare non comunemente (≥ 1/1.000, < 1/100) (vedere paragrafo 4.4). Trombocitopenia, leucopenia, eritrocitopenia, granulocitopenia, agranulocitosi, anemia emolitica e pancitopenia di intensità da moderata a grave si possono verificare raramente (≥ 1/10.000, < 1/1.000) (vedere paragrafo 4.4). Altre reazioni, come fratture delle ossa, aumento ponderale ed edema possono comparire frequentemente (≥ 1/100, < 1/10) (vedere paragrafo 4.4).

Lista delle reazioni avverse

Le reazioni avverse riportate negli studi in doppio cieco e nell’esperienza dopo l’immissione in commercio sono sotto elencate secondo la terminologia MedDRA per classe sistemica organica e frequenza assoluta. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe sistema organica, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di incidenza e gravità.

Reazione avversa Frequenza delle reazioni avverse
Pioglitazone Glimepiride Tandemact
Infezioni ed infestazioni
infezione delle alte vie respiratorie comune comune
sinusite non comune non comune
Tumori benigni, maligni e non specificati(cisti e polipi compresi)
carcinoma della vescica non comune non comune
Patologie del sistema emolinfopoietico
alterazioni dei parametri ematologici1 raro raro
Disturbi del sistema immunitario
shock allergico2 molto raro molto raro
vasculite allergica2 molto raro molto raro
ipersensibilità e reazioni allergiche3 non nota non nota
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
ipoglicemia non comune
aumento dell’appetito non comune
Patologie del sistema nervoso
capogiro comune
ipo-estesia comune comune
cefalea non comune
insonnia non comune non comune
Patologie dell’occhio
disturbi visivi4 comune non comune
edema maculare non nota non nota
Patologie dell’orecchio e del labirinto
vertigini non comune
Patologie gastrointestinali5
flatulenza comune
vomito molto raro molto raro
diarrea molto raro molto raro
nausea molto raro molto raro
dolore addominale molto raro molto raro
pressione addominale molto raro molto raro
sensazione di pienezza nello stomaco molto raro molto raro
Patologie epatobiliari6
epatite molto raro molto raro
compromissione della funzionalità epatica (con colestasi ed ittero) molto raro molto raro
Patologie della cute e del tessutosottocutaneo
sudorazione non comune
ipersensibilità alla luce molto raro molto raro
orticaria2 non nota non nota
prurito non nota non nota
rash2 non nota non nota
Patologie del sistema muscoloscheletrico edel tessuto connettivo
fratture ossee7 comune comune
Patologie renali e urinarie
glicosuria non comune
proteinuria non comune
Patologie sistemiche e condizioni relativealla sede di somministrazione
edema8 comune
affaticamento non comune
Esami diagnostici
aumento ponderale9 comune comune comune
aumento della lattico deidrogenasi non comune
riduzione delle concentrazioni sieriche di sodio molto raro molto raro
aumento della alanina aminotransferasi10 non nota non nota

Descrizione delle reazioni avverse selezionate

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1 Possono manifestarsi trombocitopenia da moderata a grave, leucopenia, eritrocitopenia, granulocitopenia, agranulocitosi, anemia emolitica e pancitopenia. Queste sono in genere reversibili con l’interruzione del trattamento.

2 In casi molto rari reazioni di lieve ipersensibilità possono diventare reazioni gravi con dispnea, caduta della pressione arteriosa ed a volte shock. Possono manifestarsi reazioni di ipersensibilità della pelle come prurito, rash ed orticaria. Sono possibili reazioni allergiche crociate con sulfoniluree, sulfonamide o sostanze correlate.

3 Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità in pazienti trattati con pioglitazone dopo l’introduzione sul mercato. Queste reazioni comprendono anafilassi, angioedema e orticaria.

4 Sono stati riportati disturbi visivi principalmente all’inizio del trattamento correlati a modifiche del glucosio ematico e sono dovuti ad un’alterazione temporanea del turgore e dell’indice di rifrazione del cristallino come osservato con altri prodotti medicinali ipoglicemizzanti.

5 Patologie gastrointestinali sono molto rare e raramente portano all’interruzione della terapia.

6 Si può verificare un aumento degli enzimi epatici. In casi molto rari, si può sviluppare insufficienza della funzionalità epatica (per es. con colestasi ed ittero), come pure epatite che può degenerare in insufficienza epatica.

7 È stata condotta un’analisi cumulativa degli eventi avversi relativi a fratture ossee riportati da studi clinici randomizzati, controllati verso medicinale di confronto, in doppio cieco in oltre 8.100 pazienti trattati con pioglitazone e 7.400 trattati con medicinale di confronto per un periodo superiore ai 3,5 anni. Un’incidenza più elevata di fratture è stata osservata nelle donne trattate con pioglitazone (2,6%) rispetto a quelle trattate con medicinale di confronto (1,7%). Non è stato osservato alcun aumento dell’incidenza di fratture negli uomini trattati con pioglitazone (1,3%) rispetto a quelli trattati con medicinale di confronto (1,5%).

Nello studio PROactive, della durata di 3,5 anni, 44/870 (5,1%; 1,0 fratture per 100 anni-paziente) pazienti di sesso femminile trattate con pioglitazone sono andate incontro a fratture rispetto a 23/905 (2,5%; 0,5 fratture per 100 anni-paziente) pazienti di sesso femminile trattate con medicinale di confronto. L’eccesso di rischio di fratture osservato nelle donne trattate con pioglitazone in questo studio è pertanto di 0,5 fratture per 100 anni-paziente. Non è stato osservato alcun aumento dell’incidenza di fratture negli uomini trattati con pioglitazone (1,7%) rispetto a quelli trattati con medicinale di confronto (2,1%). Durante la commercializzazione, sono stati riferiti casi di fratture ossee in pazienti di entrambi i sessi (vedere paragrafo 4.4).

8 È stato riportato edema nel 6-9% dei pazienti trattati con pioglitazone per un anno in studi clinici controllati. I tassi di edema nei gruppi di confronto (sulfonilurea, metformina) sono stati del 2-5%. L’entità dell’edema è stata generalmente da lieve a moderata e di solito non ha richiesto l’interruzione del trattamento.

9 In studi controllati con medicinale attivo l’aumento di peso medio con pioglitazone somministrato per un anno in monoterapia è stato di 2-3 kg. Questo risultato è stato simile a quello osservato nel gruppo di confronto con sulfonilurea. In studi di combinazione pioglitazone, associato ad una sulfonilurea per un anno, ha causato un aumento medio di peso di 2,8 kg.

10 Negli studi clinici con pioglitazone, l’incidenza dell’aumento dell’ALT di 3 volte i limiti superiori della norma è stata uguale al placebo ma inferiore a quella osservata nei gruppi di confronto trattati con metformina o sulfonilurea. I livelli medi degli enzimi epatici sono diminuiti con il trattamento con pioglitazone.

In studi clinici controllati l’incidenza di segnalazioni di insufficienza cardiaca riportata con il trattamento con pioglitazone è stata la stessa osservata nei gruppi trattati con placebo, metformina e sulfonilurea, ma era aumentata quando pioglitazone è stato utilizzato in terapia di associazione con insulina. In uno studio su pazienti con malattia macrovascolare maggiore preesistente, l’incidenza di insufficienza cardiaca grave è stata dell’1,6% più alta con pioglitazone che con placebo, quando aggiunti ad una terapia che includeva insulina. Tuttavia, ciò non ha comportato un aumento nella mortalità in questo studio. In questo studio, in pazienti che hanno ricevuto pioglitazone ed insulina, è stata osservata una più alta percentuale di pazienti con insufficienza cardiaca in quelli con età ≥ 65 anni, rispetto a pazienti con meno di 65 anni (9,7% rispetto a 4,0%). In pazienti in terapia con insulina senza pioglitazone, l’incidenza di insufficienza cardiaca è stata di 8,2% nei pazienti con età ≥ 65 anni, rispetto a 4,0% in pazienti con meno di 65 anni. È stata riportata insufficienza cardiaca durante la commercializzazione di pioglitazone, e più frequentemente quando pioglitazone è stato usato in associazione con insulina o in pazienti con storia di insufficienza cardiaca (vedere paragrafo 4.4).

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Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione.

Tandemact 30 mg/2 mg compresse: avvertenze per l’uso

Non esiste esperienza clinica di altri agenti ipoglicemizzanti orali
aggiunti al trattamento con Tandemact o somministrati contemporaneamente a
glimepiride e pioglitazone.

Ipoglicemia:

Quando i pasti sono assunti ad orari irregolari o completamente saltati, il
trattamento con Tandemact può causare ipoglicemia a causa della sulfonilurea. I
sintomi possono essere quasi sempre controllati con l’assunzione immediata di
carboidrati (zucchero). I dolcificanti artificiali non hanno effetto.

E’ noto dall’uso di altre sulfonilureee che, nonostante il successo iniziale
delle contromisure adottate, l’ipoglicemia può manifestarsi nuovamente.
L’ipoglicemia grave o prolungata, controllata temporaneamente dalle normali
quantità di zucchero, richiede un trattamento medico immediato e occasionalmente
ospedalizzazione.

Il trattamento con Tandemact richiede il monitoraggio regolare del controllo
glicemico.

Ritenzione idrica e insufficienza cardiaca:

Pioglitazone può causare ritenzione idrica che può esacerbare o precipitare
una insufficienza cardiaca. Quando vengono trattati pazienti che presentano
almeno un fattore di rischio per lo sviluppo di insufficienza cardaica
congestizia (es. precedente infarto del miocardio o malattia coronarica
sintomatica), i medici devono iniziare il trattamento con la più bassa dose
disponibile e aumentare la dose gradualmente. I pazienti devono essere osservati
relativamente a segni e sintomi di insufficienza cardiaca, aumento di peso o
edema, particolarmente quelli con una ridotta riserva cardiaca. Sono stati
riportati durante la commercializzazione casi di insufficienza cardiaca quando
pioglitazone è stato usato in combinazione con insulina o in pazienti con storia
di insufficienza cardiaca. Poiché insulina e pioglitazone sono associati a
ritenzione idrica, la somministrazione concomitante può aumentare il rischio di
edema. Tandemact deve essere interrotto se si manifesta qualsiasi deterioramento
dello stato cardiaco.

Uno studio di outcome cardiovascolare di pioglitazone è stato effettuato in
pazienti di età inferiore a 75 anni con diabete mellito di tipo 2 e preesistente
malattia macrovascolare maggiore. Pioglitazone o placebo sono stati aggiunti
alla terapia antidiabetica e cardiovascolare in corso fino a 3,5 anni. Questo
studio ha mostrato un aumento nelle segnalazioni di insufficienza cardiaca,
tuttavia ciò non ha comportato un aumento nella mortalità in questo studio. Si
deve usare cautela in pazienti con età superiore ai 75 anni a causa della
limitata esperienza in questo gruppo di pazienti.

Funzione epatica:

Durante l’esperienza post-marketing, raramente è stata riportata disfunzione
epatocellulare con pioglitazone e glimepiride (vedere paragrafo 4.8). Si
raccomanda, quindi, che i pazienti trattati con Tandemact siano sottoposti a
monitoraggio periodico degli enzimi epatici. Gli enzimi epatici devono essere
controllati prima di iniziare la terapia con Tandemact in tutti i pazienti. La
terapia con Tandemact non deve essere iniziata in pazienti con aumentati livelli
basali degli enzimi epatici (ALT > 2,5 volte il limite superiore della norma) o
con qualsiasi evidenza di malattia epatica.

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Dopo l’inizio della terapia con Tandemact, si raccomanda di monitorare gli
enzimi epatici periodicamente secondo necessità clinica. Se i livelli di ALT
sono aumentati di 3 volte il limite superiore della norma durante la terapia con
Tandemact, i livelli degli enzimi epatici devono essere rivalutati appena
possibile. Se i livelli ALT rimangono > 3 volte il limite superiore della norma,
la terapia deve essere interrotta. Se qualche paziente manifesta sintomi che
suggeriscono disfunzione epatica, che possono includere nausea inspiegabile,
vomito, dolore addominale, affaticamento, anoressia e/o urine scure, devono
essere controllati gli enzimi epatici. La decisione se continuare a trattare il
paziente con Tandemact deve essere guidata dal giudizio clinico in attesa delle
valutazioni di laboratorio. Se si manifesta ittero, la terapia farmacologica
deve essere interrotta.

Aumento di peso:

Negli studi clinici con pioglitazone e sulfonilurea in monoterapia o in
combinazione si è evidenziato aumento di peso dose correlato, che può essere
dovuto ad accumulo di adipe e in qualche caso associato a ritenzione idrica. In
alcuni casi l’aumento di peso può essere un sintomo di insufficienza cardiaca
quindi il peso deve essere attentamente monitorato. Una parte del trattamento
del diabete è il controllo della dieta. Si deve consigliare ai pazienti di
attenersi strettamente ad una dieta controllata dal punto di vista calorico.

Ematologia:

Sono stati osservati rari cambiamenti nell’ematologia con il trattamento con
glimepiride (vedere paragrafo 4.8). Quindi il trattamento con Tandemact richiede
un regolare monitoraggio ematologico (specialmente leucociti e piastrine).

E’ stata osservata una lieve riduzione dell’emoglobina media (riduzione
relativa del 4%) e dell’ematocrito (riduzione relativa del 4,1%) durante la
terapia con pioglitazone, consistente in emodiluizione. Modifiche simili sono
state osservate in pazienti trattati con metformina (riduzione relativa
dell’emoglobina 3 – 4% e dell’ematocrito 3,6 – 4,1%) e in misura minore con
sulfonilurea e insulina (riduzione relativa dell’emoglobina 1 – 2% e
dell’ematocrito 1 – 3 %) in studi comparativi controllati con pioglitazone.

Il trattamento di pazienti con deficit da G6PD con sulfoniluree può causare
anemia emolitica. Poiché la glimepiride appartiene alla classe chimica delle
sulfoniluree, si deve usare cautela nei pazienti con deficit da G6PD e
considerare un’alternativa alla sulfonilurea.

Disturbi visivi:

Sono stati riportati con i tiazolidinedioni, incluso pioglitazone, casi
post-marketing di nuova insorgenza o peggioramento di edema maculare diabetico,
con diminuzione della acuità visiva. Molti di questi pazienti hanno manifestato
edema periferico concomitante. Non è chiaro se esista o meno un’associazione
diretta tra pioglitazone ed edema maculare ma i medici devono fare attenzione
alla possibilità di edema maculare se i pazienti riferiscono disturbi della
acuità visiva; si deve considerare l’opportunità di una appropriata visita
oftalmologica.

Altro:

In un’analisi cumulativa degli eventi avversi di fratture ossee riportati da
studi clinici randomizzati, controllati, in doppio cieco in oltre 8.100 pazienti
trattati con pioglitazone e 7.400 trattati con farmaco di confronto per un
periodo superiore ai 3,5 anni, è stata osservata un’aumentata incidenza di
fratture ossee nelle donne.

Sono state osservate fratture nel 2,6% delle donne trattate con pioglitazone
rispetto all’1,7% di donne trattate con farmaco di confronto. Non è stato
osservato alcun aumento dell’incidenza di fratture negli uomini trattati con
pioglitazone (1,3%) rispetto al gruppo di confronto (1,5%).

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L’incidenza calcolata delle fratture è stata pari a 1,9 fratture per 100
pazienti-anno nelle donne trattate con pioglitazone e ad 1,1 fratture per 100
pazienti-anno nelle donne trattate con un farmaco di confronto. Pertanto
l’aumento del rischio di fratture per le donne in questo set di dati
relativamente a pioglitazone risulta essere di 0,8 fratture per 100
pazienti-anno.

Nello studio sul rischio cardiovascolare PROactive, della durata di 3,5 anni,
44/870 (5,1%; 1,0 fratture per 100 pazienti-anno) pazienti di sesso femminile
trattate con pioglitazone sono andate incontro a fratture rispetto a 23/905
(2,5%; 0,5 fratture per 100 pazienti-anno) pazienti di sesso femminile trattate
con farmaco di confronto. Non è stato osservato alcun aumento dell’incidenza di
fratture negli uomini trattati con pioglitazone (1,7%) rispetto a quelli
trattati con farmaco di confronto (2,1%).

Il rischio di fratture deve essere preso in considerazione nella terapia a
lungo termine nelle donne trattate con pioglitazone.

Come conseguenza dell’aumentata azione dell’insulina, il trattamento con
pioglitazone in pazienti con sindrome dell’ovaio policistico può causare la
ripresa dell’ovulazione. Queste pazienti possono essere a rischio di gravidanza.
Le pazienti devono essere consapevoli del rischio di gravidanza e se una
paziente desidera intraprendere una gravidanza o se interviene una gravidanza,
il trattamento deve essere interrotto (vedere paragrafo 4.6).

Pioglitazone deve essere usato con cautela durante la somministrazione
concomitante di inibitori (es. gemfibrozil) o induttori (es. rifampicina) del
citocromo P450 2C8. Il controllo glicemico deve essere monitorato attentamente.
Si devono considerare l’aggiustamento della dose di pioglitazone all’interno
della posologia raccomandata o modifiche nel trattamento del diabete (vedere
paragrafo 4.5)

Le compresse contengono lattosio monoidrato e quindi non devono essere
somministrate a pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al
galattosio, carenza di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosiogalattosio.


Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

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In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

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