Chi usa lacrime artificiali spesso sbaglia dettagli fondamentali: tocca la punta del flacone sull’occhio, non conta le gocce, le instilla a caso sopra il trucco o con le lenti a contatto inserite. Sono piccoli errori che possono ridurre l’efficacia del prodotto e, nei casi peggiori, favorire irritazioni o infezioni. Per proteggere davvero la superficie oculare serve invece una tecnica di applicazione corretta, costante e adattata al tipo di collirio lubrificante che si sta usando.
Quando usare le lacrime artificiali
Le lacrime artificiali si usano di solito quando è presente secchezza oculare (sindrome dell’occhio secco o “dry eye”), cioè quando il film lacrimale naturale è insufficiente o di scarsa qualità e l’occhio brucia, si arrossa, lacrima paradossalmente o dà sensazione di corpo estraneo. Sono utili in molte condizioni: lavoro prolungato al computer, ambienti climatizzati o molto secchi, uso di alcuni farmaci sistemici, disturbi delle palpebre che alterano la distribuzione delle lacrime, patologie corneali lievi valutate dall’oculista.
Si ricorre a una lubrificazione artificiale anche in fasi iniziali o lievi di malattie come la cheratocongiuntivite secca o la blefarite, o dopo piccoli interventi laser, sempre su indicazione dello specialista. Se invece compaiono dolore intenso, calo visivo improvviso, secrezione densa o fotofobia marcata, l’automedicazione con lacrime artificiali non è sufficiente: in questi scenari la priorità è una valutazione oftalmologica per escludere infezioni, ulcere corneali o altre urgenze che richiedono terapie mirate e non solo colliri lubrificanti.
Tipi di lacrime artificiali
Per capire come applicarle correttamente è utile distinguere i diversi tipi di lacrime artificiali. I prodotti si differenziano per viscosità (fluidi o densi), composizione (ad esempio a base di carbossimetilcellulosa, acido ialuronico, polivinilalcol, lipidi) e presenza o meno di conservanti. Le formulazioni fluide, simili alle lacrime naturali, si usano di solito più volte al giorno; quelle più dense (gel, unguenti) restano più a lungo sull’occhio, ma possono offuscare momentaneamente la vista e sono spesso riservate alla sera o alle forme più severe.
Un’altra distinzione pratica riguarda i flaconi multidose rispetto alle confezioni monodose. I flaconi multidose di solito contengono conservanti per limitare la contaminazione microbica dopo l’apertura; le monodose invece sono spesso prive di conservanti e vengono buttate dopo poche applicazioni nell’arco della giornata, risultando preferibili per chi ha occhi molto sensibili o deve instillare il prodotto molte volte. Esistono poi lacrime specifiche per portatori di lenti a contatto, spesso isotone e compatibili con il materiale delle lenti, che si usano prima o dopo l’inserimento secondo quanto indicato nel foglietto illustrativo e dal proprio oculista.
Come applicare correttamente
Per applicare correttamente le lacrime artificiali occorre trasformare pochi gesti semplici in una routine precisa e ripetibile. Prima di tutto, lavare accuratamente le mani con acqua e sapone, asciugandole con un asciugamano pulito. Quindi scuotere leggermente il flacone se il produttore lo prevede e rimuovere il tappo senza toccare con le dita la punta del contagocce. A questo punto è utile mettersi seduti o sdraiati, con il collo leggermente esteso, guardando verso l’alto per esporre bene la superficie oculare e facilitare la caduta della goccia.
La tecnica standard prevede di abbassare delicatamente la palpebra inferiore con un dito pulito, creando una piccola “tasca” congiuntivale. Tenendo il flacone a pochi centimetri dall’occhio, senza mai appoggiarlo a ciglia o pelle, si lascia cadere 1 goccia nella tasca, evitando di strizzare l’occhio durante il gesto. Subito dopo, si chiudono delicatamente le palpebre per 1–2 minuti, senza strizzare, e si può applicare una lieve pressione con un dito sull’angolo interno dell’occhio (punto lacrimale) per ridurre il drenaggio del farmaco verso il naso e prolungare il contatto con la superficie oculare.
Se occorre instillare gocce in entrambi gli occhi, si ripete lo stesso procedimento sull’altro lato, mantenendo sempre la punta del flacone pulita e lontana da contatti. Quando si devono usare più colliri diversi (per esempio un collirio antibiotico e lacrime artificiali), è opportuno distanziare le somministrazioni di almeno alcuni minuti, seguendo l’ordine e gli intervalli suggeriti dall’oculista, in modo da evitare diluizioni reciproche e assicurare la corretta permanenza di ciascun prodotto sulla superficie corneale.
Possibili effetti collaterali
Le lacrime artificiali sono in genere ben tollerate, ma possono avere effetti collaterali lievi e transitori, come bruciore oculare immediato dopo l’instillazione, visione offuscata per qualche minuto (più frequente con i gel), sapore amaro in bocca per drenaggio nel naso-faringe. Questi disturbi di solito si attenuano continuando il trattamento o scegliendo una formulazione diversa. Alcune persone sono invece sensibili ai conservanti, con arrossamento, prurito e fastidio persistente che migliorano passando a formulazioni senza conservanti, spesso disponibili in flaconcini monodose.
Più raramente possono comparire reazioni allergiche vere e proprie agli eccipienti, con edema palpebrale, intenso rossore, secrezione oculare o peggioramento della sintomatologia; in questo caso il prodotto va sospeso e serve un controllo medico per valutare terapie alternative. Se dopo l’uso di lacrime artificiali compaiono dolore intenso, fotofobia severa, riduzione del visus o secrezione purulenta, il problema non va attribuito solo al collirio lubrificante: questi sono segnali di allarme che richiedono un esame oftalmologico, anche per escludere patologie corneali più serie che necessitano di trattamenti specifici oltre alla semplice lubrificazione.
Consigli per l’uso quotidiano
Una lubrificazione davvero efficace dell’occhio secco non dipende solo dalla singola instillazione, ma da una serie di abitudini quotidiane. Chi lavora molte ore al computer o davanti a schermi tende a ridurre la frequenza dell’ammiccamento (battito di ciglia), con conseguente evaporazione più rapida del film lacrimale; programmarsi piccole pause visive regolari, distogliendo lo sguardo dallo schermo e sbattendo gli occhi più volte, aiuta a distribuire meglio il collirio e le lacrime naturali. Un umidificatore negli ambienti climatizzati e l’uso di occhiali avvolgenti all’aperto possono ridurre ulteriormente l’evaporazione.
Un altro punto chiave è la conservazione del prodotto: il flacone va sempre richiuso subito dopo l’uso, tenuto lontano da fonti di calore e da ambienti sporchi, e non condiviso con altre persone per evitare contaminazioni crociate. Le monodose, una volta aperte, andrebbero utilizzate nel breve arco di tempo indicato dal produttore e poi eliminate. Se il medico ha prescritto un certo numero di applicazioni al giorno, la tentazione di “aumentare a piacere” il dosaggio va evitata: se i sintomi non migliorano non si risolve aumentando le gocce, ma rivalutando insieme allo specialista il tipo di lacrime, la frequenza o la necessità di terapie aggiuntive come impacchi caldi palpebrali o trattamenti specifici per blefarite e disfunzione delle ghiandole di Meibomio.
Una tecnica di instillazione ordinata, associata a scelte mirate del tipo di lacrime artificiali e a buone abitudini ambientali e comportamentali, permette nella maggior parte dei casi di controllare bene i disturbi del dry eye e di proteggere cornea e congiuntiva nel tempo, riducendo gli episodi di irritazione e il ricorso a farmaci più impegnativi.
Per approfondire
Mayo Clinic – Dry eyes: symptoms and causes offre una panoramica chiara sulle principali cause di secchezza oculare e su come il film lacrimale protegge la superficie dell’occhio.
Mayo Clinic – Dry eyes: diagnosis and treatment descrive gli esami usati dall’oculista e le diverse opzioni terapeutiche, dalle lacrime artificiali agli interventi più avanzati.
MSD Manuals – Keratoconjunctivitis sicca entra nel dettaglio delle forme più cliniche di occhio secco, con spiegazioni utili anche a medici e studenti.
MSD Manuals – Overview of the eyelids and tears spiega struttura e funzioni delle palpebre e delle lacrime, utile per comprendere perché la tecnica di instillazione influisce sulla distribuzione del collirio.
Mayo Clinic News Network – Treatment for dry eyes riassume in ottica pratica l’approccio per ridurre i sintomi del dry eye, con consigli su quando rivolgersi a uno specialista.




