Cardiolite: a cosa serve e come si usa

Cardiolite (Tetrakis Cu Tetrafluoroborato + Cloruro Stannoso Diidrato + Levocisteina Cloridrato Monoidrato): indicazioni e modo d’uso

Cardiolite (Tetrakis Cu Tetrafluoroborato + Cloruro Stannoso Diidrato + Levocisteina Cloridrato Monoidrato) è un farmaco che serve per curare le seguenti condizioni patologiche:

Medicinale solo per uso diagnostico.

Dopo ricostituzione con una soluzione di Sodio Pertecnetato [99m Tc], CARDIOLITE può essere usato per via endovenosa nelle seguenti indicazioni:

diagnosi strumentale della patologia ischemica del miocardio;

diagnosi strumentale e localizzazione di infarto del miocardio;

valutazione della funzione globale ventricolare con tecnica di primo passaggio (per la determinazione della frazione di eiezione e/o della cinesi parietale biventricolare);

supporto per la diagnosi di malignità in pazienti con sospetto cancro della mammella.

supporto diagnostico per lo studio di pazienti con iperparatiroidismo anche recidivante o persistente.

Cardiolite: come si usa?

farmaco: indicazioni e modo d'uso

Come per tutti i farmaci, anche per Cardiolite è molto importante rispettare e seguire i dosaggi consigliati dal medico al momento della prescrizione.

Se però non ricordate come prendere Cardiolite ed a quali dosaggi (la posologia indicata dal medico), è quanto meno necessario seguire le istruzioni presenti sul foglietto illustrativo. Vediamole insieme.

Posologia di Cardiolite

La fiala è ricostituita con un massimo di 11,1 GBq (300 mCi) di Sodio Pertecnetato (99m Tc) preparazione iniettabile Ph. Eur., priva di sostanze ossidanti, in un volume di 1-3 ml. Controllare la purezza radiochimica, prima della somministrazione al paziente.

Di seguito sono riportate le dosi consigliate per singola iniezione endovenosa per un paziente medio (70 kg).

Per la diagnosi della patologia ischemica ed infartuale del miocardio: 185-740 MBq (5-20 mCi).

Per la valutazione della funzionalità ventricolare globale: 740-925 MBq (20-25 mCi) iniettati in bolo.

Per la diagnosi di patologia ischemica del miocardio sono necessarie due iniezioni separate (a riposo e durante test ergometrico) per differenziare la riduzione di captazione miocardica del tracciante transitoria (ischemica) da quella persistente (infartuale).

Non deve essere somministrata un’attività superiore a 925 MBq come somma delle due iniezioni, che dovrebbero essere effettuate ad almeno 6 ore di distanza, indipendentemente dalla loro sequenza. Dopo la somministrazione durante test ergometrico è consigliabile far continuare l’esercizio per almeno un minuto (se possibile).

Per la diagnosi di infarto del miocardio può essere sufficiente una sola iniezione a riposo.

Per la diagnosi di malignità in pazienti con sospetto cancro della mammella: 740-925 MBq (20-25 mCi) iniettati in bolo.

Per il supporto diagnostico per lo studio di pazienti con iperparatiroidismo anche recidivante o persistente: 185-740 MBq (5-20mCi) iniettati in bolo.

In ogni caso la dose usata dovrebbe essere la più bassa possibile.

Imaging cardiaco:

Se possibile, il paziente dovrebbe essere a digiuno da almeno quattro ore prima dell’esame. E’ consigliabile che il paziente assuma un leggero pasto grasso o che beva uno o due bicchieri di latte nel periodo che intercorre fra l’iniezione e l’imaging. In questo modo si promuove una rapida cleareance epatobiliare del Tecnezio Tc-99m Sestamibi, risultante in una minore attività epatica nell’immagine.

Il rapporto attività cardiaca/fondo aumenta nel tempo, tuttavia il momento ideale per l’acquisizione dell’immagine, inteso come migliore compromesso tra conteggi sul miocardio e contrasto dell’immagine, è circa 1-2 ore sia dopo l’iniezione a riposo che dopo l’iniezione durante test ergometrico. Non ci sono evidenze di cambi significativi nella concentrazione del tracciante nel miocardio o di una sua ridistribuzione, per cui l’acquisizione delle immagini può essere effettuata fino a 6 ore dopo l’iniezione.

La diagnosi di patologia ischemica o infartuale del miocardio può essere ottenuta sia con tecnica planare che tomografica ed in entrambi i casi è possibile sincronizzare l’acquisizione con il tracciato ECG (gating).

Le acquisizioni scintigrafiche planari (per es. 5-10 minuti ciascuna) possono essere effettuate nelle tre proiezioni standard (anteriore, obliqua anteriore sinistra a 45°, obliqua anteriore sinistra a 70° o laterale sinistra).

Le acquisizioni tomoscintigrafiche (SPECT) dovrebbero prevedere circa 20-40 secondi per ogni proiezione, a seconda della dose iniettata.

Per la valutazione della funzione globale ventricolare può essere utilizzata la stessa tecnica del primo passaggio standard con il solo Tc-99m. I dati dovrebbero essere acquisiti in list-mode o in fast frame-mode utilizzando una gamma camera con alta velocità di conteggio. Per la valutazione della cinesi parietale possono essere utilizzati i protocolli di acquisizione dell’angiocinecardioscintigrafia all’equilibrio (blood pool), con valutazione soltanto visiva.

Per la diagnosi di malignità in pazienti con sospetto cancro della mammella l’acquisizione delle immagini deve iniziare 5-10 minuti dopo l’iniezione, con la paziente in posizione prona con il seno liberamente pendente. Acquisire l’immagine della mammella con cancro sospetto per 10 minuti, mantenendo la camera il più vicino possibile alla mammella.

La paziente deve essere poi riposizionata con la mammella controlaterale pendente in modo da potere ottenere un’immagine anche di questa. Infine si può acquisire un’immagine anteriore supina della paziente con le braccia dietro la testa.

Per il supporto diagnostico per lo studio di pazienti con iperparatiroidismo anche recidivante o persistente.

Nella tecnica di sottrazione si possono usare sia I-123 che Tc-99m pertecnetato. Quando si usa I-123 vengono somministrati da 11 a 22 MBq di I-123 per via orale. Quattro ore dopo la somministrazione dello I-123, si acquisiscono le immagini del collo e del torace. Dopo l’acquisizione delle immagini dello I-123, vengono iniettati 185-370 MBq di Tc-99m Sestamibi e 10 minuti dopo l’iniezione si possono acquisire le immagini. Quando si usa il pertecnetato, vengono iniettati 37-148 MBq di sodio pertecnetato e 30 minuti dopo vengono acquisite le immagini del collo e del torace. Dopo l’acquisizione vengono iniettati 185-370 MBq di Tc-99m Sestamibi e dopo 10 minuti si possono acquisire le immagini.

Nella tecnica a doppia-fase vengono iniettati 370-740 MBq di Tc-99m Sestamibi e le prime immagini del collo e del torace si possono acquisire dopo 10 minuti. Dopo un periodo di wash-out che può durare 1-2 ore, si ripete l’acquisizione delle immagini.

Ricordate in ogni caso che se non ricordate la posologia indicata dal medico e utilizzate Cardiolite seguendo le istruzioni del foglietto illustrativo, sarà poi opportuno che contattiate il vostro medico e lo avvisiate del dosaggio che avete assunto, per avere conferma o ulteriori consigli!

Lo posso prendere se sono incinta?

Un’altra domanda che spesso ci poniamo prima di prendere una medicina è se è possibile assumerla in gravidanza

Tenendo presente che in gravidanza sarebbe opportuno evitare qualsiasi farmaco se non strettamente necessario e che prima di assumere qualsiasi farmaco in gravidanza va sentito il medico curante, vediamo insieme quali sono le istruzioni sulla scheda tecnica di Cardiolite per quanto riguarda la gravidanza:

Cardiolite: si può prendere in gravidanza?

Qualora si presenti la necessità di somministrare farmaci radioattivi a donne in età fertile, è necessario prendere informazioni circa una eventuale gravidanza. Le donne nelle quali non si è verificata la mestruazione devono essere considerate in stato di gravidanza a meno di accertamenti che la escludano. Là dove esiste incertezza, l’esposizione alle radiazioni deve essere la più bassa possibile compatibilmente con l’ottenimento dell’informazione clinica desiderata. Devono essere tenute in considerazione tecniche alternative, che non comportano l’uso di radiazioni ionizzanti.

La dose stimata per l’utero, dopo un’iniezione a riposo di 740 MBq, è di 5,8 mGy. Una dose di radiazioni superiore a 0,5 mGy (che equivale approssimativamente all’esposizione annuale da radiazione di fondo) può potenzialmente causare rischi per il feto; per questo la somministrazione è controindicata nelle donne in gravidanza.

Prima di somministrare un radiofarmaco ad una donna che sta allattando al seno, si deve prendere in considerazione se l’esame possa essere ragionevolmente rimandato ad allattamento terminato o se è stato scelto il radiofarmaco adatto, tenendo presente la secrezione della radioattività nel latte materno.

Se la somministrazione è considerata necessaria, l’allattamento al seno deve essere sospeso per 24 ore ed il latte prodotto deve essere scartato. Generalmente si consiglia di riprendere l’allattamento al seno quando il livello di radioattività nel latte materno non comporti per il bambino una dose di radiazioni maggiore di 1 mSv.

Ne ho preso troppo! Cosa fare?

Può anche capitare che per errore o distrazione assumiate una quantità di farmaco superiore a quella prescritta dal vostro medico.

Talvolta capita che bambini piccoli per gioco ingeriscano dei farmaci lasciati a portata di mano: raccomandiamo sempre di tenere i farmaci lontano dalla portata dei bambini, in luoghi chiusi e custoditi.

Cosa devo fare se per sbaglio ho preso un dosaggio eccessivo di Cardiolite?

Qualunque sia la causa dell’ingestione di una quantità eccessiva di farmaco, ecco cosa riporta la Scheda Tecnica di Cardiolite in caso di sovradosaggio.

Cardiolite: sovradosaggio

In caso di somministrazione di un sovradosaggio di radiazioni con Tecnezio Tc-99m Sestamibi, la dose assorbita dal paziente deve essere ridotta, quando possibile, aumentando l’eliminazione del radionuclide dal corpo tramite frequente minzione e defecazione.

Cardiolite: istruzioni particolari

I componenti del Kit prima della preparazione non sono radioattivi, tuttavia dopo l’aggiunta di Sodio Pertecnetato (99m Tc) preparazione iniettabile Ph. Eur, il preparato deve essere conservato in opportuni contenitori schermati.

La somministrazione di radiofarmaci crea rischi a terzi per irraggiamento o contaminazione da urina, vomito, ecc. Si devono pertanto adottare misure di protezione in accordo alle regolamentazioni nazionali.

Il prodotto non contiene né conservanti né batteriostatici.

Il Tecnezio Tc-99m Sestamibi deve essere usato entro 10 ore dalla ricostituzione.

Deve essere ricostituito con Sodio Pertecnetato (99m Tc) preparazione iniettabile Ph. Eur., priva di agenti ossidanti.

Come per qualsiasi medicinale, se al momento della preparazione l’integrità della fiala è compromessa, il prodotto non deve essere usato.

Istruzioni per la preparazione del Tecnezio Tc-99m Sestamibi:

Procedura di bollitura:

La preparazione del Tc-99m Sestamibi dal Kit CARDIOLITE deve essere effettuata in condizioni di sterilità secondo la procedura seguente:

Utilizzare guanti impermeabili durante le operazioni di preparazione. Rimuovere il dischetto di plastica della fiala del kit CARDIOLITE e disinfettare con alcool etilico il tappo sottostante.

Porre la fiala in un opportuno contenitore schermato recante l’etichetta con la data, l’ora di preparazione, il volume e l’attività impiegate.

Aspirare con siringa sterile schermata un volume da 1 a 3 ml di soluzione sterile, apirogena e priva di additivi, di Sodio Pertecnetato Tc-99m (attività massima 11,1 GBq=300 mCi).

Iniettare in condizioni sterili la soluzione di Sodio Pertecnetato Tc-99m nella fiala schermata in piombo. Prima di estrarre l’ago aspirare un pari volume di contenuto gassoso per mantenere la pressione atmosferica all’interno della fiala.

Agitare la fiala vigorosamente con rapidi movimenti dall’alto in basso.

Rimuovere la fiala dalla schermo piombato e porla in posizione verticale in un recipiente schermato in bagnomaria con acqua all’ebollizione. Mantenerla in acqua per dieci minuti prendendo il tempo dall’inizio della ripresa dell’ebollizione. Anche il bagnomaria deve essere schermato.

Nota: durante la fase di bollitura la fiala deve rimanere in posizione verticale e il livello dell’acqua bollente non deve raggiungere il tappo della fiala.

Togliere la fiala schermata dall’acqua e lasciarla raffreddare per quindici minuti.

Prima della somministrazione, verificare visivamente l’assenza di particelle in sospensione o variazioni di colore della soluzione originale.

Prima della somministrazione al paziente, deve essere controllata la purezza radiochimica seguendo il metodo radio TLC descritto in seguito.

Prelevare in asepsi la dose con una siringa sterile schermata. Usare entro 10 ore dalla preparazione.

Attenzione: esiste sempre la possibilità che durante il riscaldamento la fiala possa rompersi con conseguente contaminazione radioattiva.

Procedura a ciclo termico:

Utilizzare guanti impermeabili durante le operazioni di preparazione. Rimuovere il dischetto di plastica della fiala del kit CARDIOLITE e disinfettare con alcool etilico il tappo sottostante.

Porre la fiala in un opportuno contenitore schermato recante l’etichetta con la data, l’ora di preparazione, il volume e l’attività impiegate.

Aspirare con siringa sterile schermata un volume da 1 a 3 ml di soluzione sterile, apirogena e priva di additivi, di Sodio Pertecnetato Tc-99m (attività massima 11,1 GBq=300 mCi).

Iniettare in condizioni sterili la soluzione di Sodio Pertecnetato Tc-99m nella fiala schermata in piombo. Prima di estrarre l’ago aspirare un pari volume di contenuto gassoso per mantenere la pressione atmosferica all’interno della fiala.

Agitare la fiala vigorosamente con rapidi movimenti dall’alto in basso.

Porre lo schermo sul blocco di riscaldamento, premendo leggermente in basso e ruotando lo schermo di un quarto di giro per assicurare che vi sia un corretto accoppiamento tra lo schermo ed il blocco.

Premere il pulsante proceed per iniziare la procedura (il ciclo termico automaticamente scalda e raffredda la fiala ed il suo contenuto). Consultare il Manuale di Istruzioni del Recon-o-Stat per ulteriori dettagli.

Prima della somministrazione, verificare visivamente l’assenza di particelle in sospensione o variazioni di colore della soluzione originale.

Prima della somministrazione al paziente, deve essere controllata la purezza radiochimica seguendo il metodo radio TLC descritto in seguito.

Prelevare sterilmente la soluzione da iniettare con una siringa sterile schermata. Utilizzare entro 10 ore dalla preparazione.

Radio TLC per la quantificazione della resa di marcatura del Tc-99m Sestamibi.

Materiali:

Strisce Baker-Flex di ossido di alluminio, # 1 B-F pre-cut da 2,5 cm x 7,5 cm.

Etanolo > 95%.

CAPINTEC o altro contatore di dose per la misura di attività.

Siringa da 1 ml con ago 22-26.

Una piccola camera di sviluppo (beaker da 100 ml) con copertura in pellicola trasparente (Parafilm).

Procedura:

Porre nel beaker una piccola quantità di etanolo (fino ad avere un livello di liquido di 3-4 mm). Coprire il beaker con Parafilm e farlo condizionare per circa 10 minuti.

2.2 Utilizzando una siringa da 1 ml (con ago da 22-26) depositare una goccia di etanolo sulla striscia da TLC di ossido di alluminio, a 1,5 cm dal margine inferiore. Non lasciare asciugare la goccia.

Depositare una goccia di soluzione di Tc-99m Sestamibi sopra la goccia di etanolo e lasciare asciugare senza riscaldare.

Sviluppare la cromatografia fino a 5 cm dal punto di deposizione.

Tagliare la striscia a 4 cm dal margine inferiore e misurare l’attività di ciascun pezzo nel contatore di dose.

Calcolare la percentuale di purezza radiochimica come percentuale di Tc-99m Sestamibi = (Attività della porzione superiore) / (Attività in entrambe le porzioni della striscia) x 100.

La percentuale di Tc-99m Sestamibi dovrebbe essere almeno del 94% altrimenti la preparazione non va utilizzata.

Attenzione: non utilizzare il prodotto se la purezza radiochimica risultasse minore del 94%.

Attenzione: esiste sempre la possibilità che durante il riscaldamento la fiala possa rompersi con conseguente contaminazione radioattiva.

Smaltimento: dopo la ricostituzione, il contenitore ed eventuali eccedenze del prodotto radiomarcato dovranno essere smaltiti secondo le norme di radioprotezione.


Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco