Un fischio o un ronzio continuo nell’orecchio può diventare rapidamente un pensiero fisso, e la prima reazione è spesso cercare “cosa prendere” per farlo sparire. Per gli acufeni, però, non esiste oggi una terapia farmacologica specifica che li elimini in modo certo, mentre esistono strategie per ridurne il fastidio e gestirli meglio nella vita quotidiana.
Sintomi e possibili cause degli acufeni
Gli acufeni sono la percezione di un suono in assenza di una sorgente esterna, spesso descritto come fischio, ronzio, fruscio o battito. Possono essere continui o intermittenti, in uno o in entrambi gli orecchi, e diventare più evidenti in ambienti silenziosi, ad esempio la notte. In molti casi sono associati a perdita uditiva, ma possono comparire anche in soggetti con esami dell’udito ancora nella norma.
Le cause possibili includono danno alle cellule sensoriali dell’orecchio interno, invecchiamento dell’udito, esposizione a rumori intensi, tappi di cerume o otiti, oltre a patologie dell’orecchio medio e interno. Alcuni farmaci ototossici possono scatenare o peggiorare l’acufene; chi nota la comparsa del disturbo dopo l’inizio di una terapia può trarre utilità da un approfondimento mirato sugli acufeni da farmaci, da discutere poi con il medico curante.
Quando è utile prendere farmaci o integratori per gli acufeni
La domanda “cosa posso prendere” nasce spesso dall’idea che esista una compressa capace di spegnere il rumore, ma le principali istituzioni, come il National Institute on Deafness and Other Communication Disorders, indicano che non esistono medicinali specificamente approvati contro gli acufeni. I farmaci vengono usati soprattutto per trattare problemi associati, come insonnia, ansia o depressione legate al disturbo, e non per cancellare direttamente il suono percepito.
Integratori e prodotti da banco vengono spesso proposti per “migliorare la microcircolazione” o “nutrire il nervo acustico”, ma una revisione sistematica pubblicata su Effectiveness of Over-The-Counter Treatments for Tinnitus Symptom Relief evidenzia che le prove di efficacia sono limitate e non consentono di raccomandare un integratore come cura standard. Farmaci e integratori vanno quindi valutati caso per caso, spiegando al paziente aspettative realistiche, possibili effetti collaterali e rischi di terapie inutilmente prolungate.
Farmaci più usati per gli acufeni: indicazioni e limiti
Nella pratica clinica vengono prescritti talvolta antidepressivi, ansiolitici, anticonvulsivanti o vasodilatatori per cercare di attenuare acufeni fastidiosi, ma una review sulla farmacoterapia dell’acufene ricorda che nessun medicinale è approvato da agenzie regolatorie come Food and Drug Administration o Agenzia Europea per i Medicinali come trattamento specifico. Le linee guida internazionali raccomandano di usare questi farmaci, quando necessario, per comorbidità come ansia, insonnia o depressione, non per il tinnitus in sé.
Una network meta-analysis ha segnalato possibili benefici di medicinali ad azione centrale come amitriptilina, acamprosato o gabapentin in contesti selezionati, ma con studi limitati e spesso non replicati. Allo stesso modo, corticosteroidi, benzodiazepine, Ginkgo biloba, ossigenoterapia iperbarica e altre proposte non hanno dimostrato un vantaggio chiaro rispetto al rischio di reazioni avverse, secondo una sintesi Cochrane sui trattamenti per acufene moderato-severo. Di conseguenza, l’uso di questi farmaci come terapia di routine non è generalmente raccomandato dalle linee guida.
Rimedi non farmacologici e strategie per ridurre il fastidio
Le terapie non farmacologiche rappresentano oggi il pilastro della gestione degli acufeni cronici. Il NIDCD descrive tra i principali approcci la terapia del suono (sound therapy), l’uso di apparecchi acustici o dispositivi combinati per chi ha perdita uditiva associata, e la terapia cognitivo-comportamentale, che aiuta a ridurre l’impatto emotivo del sintomo. Una linea guida statunitense VA/DoD sulla gestione del tinnitus sottolinea il ruolo dell’educazione del paziente e delle strategie di autogestione, in un percorso strutturato.
Nel contesto europeo, il percorso NICE per il tinnitus include interventi psicologici di gruppo come terapia cognitivo-comportamentale, Acceptance and Commitment Therapy e mindfulness-based cognitive therapy. Un’altra opzione è la Tinnitus Retraining Therapy, che combina counseling e suoni a basso livello per favorire l’abitudine al rumore; un riassunto Cochrane suggerisce una possibile maggiore efficacia rispetto al semplice mascheramento sonoro, pur con evidenze di qualità modesta. In parallelo, una parte dei pazienti riferisce beneficio da routine di rilassamento, gestione dello stress e strutturazione del sonno, elementi che possono essere integrati anche con supporto psicologico o psichiatrico.
Quando rivolgersi allo specialista ORL per gli acufeni
La visita specialistica otorinolaringoiatrica è indicata quando l’acufene compare all’improvviso, soprattutto in un solo orecchio, quando si associa a calo uditivo, vertigini, dolore o secrezioni dall’orecchio. È opportuna anche se il disturbo persiste da settimane, disturba il sonno o l’umore, oppure se il paziente assume farmaci potenzialmente ototossici. Lo specialista raccoglie un’anamnesi mirata, valuta l’orecchio con esame obiettivo ed esami audiologici, e imposta un piano di gestione individualizzato.
In assenza di una causa specifica trattabile chirurgicamente o con farmaci mirati, la gestione segue le raccomandazioni di linee guida come quella pubblicata su Otolaryngology–Head and Neck Surgery, che privilegiano counseling, apparecchi acustici quando indicati, terapia del suono e interventi psicologici, con eventuale inquadramento di ansia o depressione in percorsi dedicati. Se il paziente lamenta anche agitazione marcata, episodi di panico o irritabilità costante, può essere utile valutare parallelamente un supporto per l’ansia associata, sempre in coordinamento tra medico di medicina generale, otorinolaringoiatra e, se necessario, specialista in salute mentale.
Per chi convive con acufeni senza una causa risolvibile, l’obiettivo realistico diventa ridurre il fastidio e migliorare la qualità della vita attraverso un mix di educazione, strategie sonore, supporto psicologico e uso mirato di farmaci solo quando realmente necessari per disturbi associati.
Per approfondire
National Institute on Deafness and Other Communication Disorders – Tinnitus Panoramica istituzionale su cause, valutazione e principali opzioni di gestione non farmacologica del tinnitus, utile sia a clinici sia a pazienti informati.
NIDCD – Opuscolo informativo sul tinnitus Materiale divulgativo che riassume in modo chiaro cosa sono gli acufeni, quali esami considerare e perché non esistono farmaci specifici approvati per curarli.
VA/DoD Clinical Practice Guideline for Management of Tinnitus Linea guida clinica recente che descrive un approccio strutturato alla gestione dell’acufene con focus su counseling, terapia del suono e trattamenti psicologici.
Review of Pharmacotherapy for Tinnitus Analisi critica dell’uso di farmaci nell’acufene, che spiega limiti di efficacia, rischi e motivi per cui nessun medicinale è approvato come trattamento specifico.
Effectiveness of Over-The-Counter Treatments for Tinnitus Symptom Relief Revisione sistematica che valuta integratori e trattamenti da banco per gli acufeni, chiarendo la scarsità di prove solide e il ruolo centrale delle terapie non farmacologiche.
Per approfondire
- Tinnitus | Tinnitus Treatment | MedlinePlus (medlineplus.gov)
- What Is Tinnitus? — Causes and Treatment | NIDCD (nidcd.nih.gov)
- tinnitus pharmacotherapy review - Search Results - PubMed (pubmed.ncbi.nlm.nih.gov)
- tinnitus | Search results | NICE (nice.org.uk)





