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Copaxone 40 mg/ml: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Copaxone 40 mg/ml

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Copaxone 40 mg/ml: ultimo aggiornamento pagina: 07/05/2019 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Copaxone

Indice della scheda

Copaxone 40 mg/ml: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

Copaxone 40 mg/ml soluzione iniettabile in siringa preriempita

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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siringa preriempita (1 ml) di soluzione iniettabile contiene 40 mg di glatiramer acetato*, equivalenti a 36 mg di glatiramer.

Glatiramer acetato è il sale acetato di polipeptidi sintetici contenente quattro aminoacidi naturali: acido L-glutammico, L-alanina, L-tirosina e L-lisina, in ambiti di frazione molare rispettivamente di 0,129-0,153, 0,392-0,462, 0,086-0,100 e 0,300-0,374. Il peso molecolare medio di glatiramer acetato è compreso fra 5.000-9.000 dalton. A causa della sua complessità compositiva, nessun polipeptide specifico può essere completamente caratterizzato, anche in termini di sequenza amminoacidica, sebbene la composizione finale di glatiramer acetato non è del tutto casuale.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Soluzione iniettabile (iniezione).

Soluzione limpida priva di particelle visibili.

La soluzione iniettabile ha un pH di 5.5 – 7.0 ed un’osmolarità di circa 300 mOsmol/L.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Indice

Copaxone è indicato per il trattamento di forme recidivanti di sclerosi multipla (SM) (vedere paragrafo 5.1 per ìnformazìonì ìmportantì sulla popolazìone ìn cuì è stata stabìlìta l’effìcacìa).

Copaxone non è indicato in pazienti affetti da SM progressiva primaria o secondaria.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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L’inizio del trattamento con Copaxone deve essere supervisionato da un neurologo o da un medico esperto nel trattamento della SM.

Posologia

La posologia raccomandata negli adulti è di 40 mg di glatiramer acetato (una siringa preriempita), somministrato come iniezione sottocutanea tre volte alla settimana a distanza di almeno 48 ore l’una dall’altra.

Attualmente non si sa per quanto tempo il paziente debba essere trattato. Una decisione concernente il trattamento a lungo termine deve essere presa caso per caso dal medico curante.

Danno renale

Copaxone non è stato studiato specificamente in pazienti con danno renale (vedere paragrafo 4.4).

Anziani

Copaxone non è stato studiato specificamente nell’anziano.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di glatiramer acetato nei bambini e negli adolescenti non sono state stabilite.

Non essendoci abbastanza informazioni disponibili sull’uso di Copaxone 40 mg/ml TIW in bambini e adolescenti sotto i 18 anni non è possibile farne alcuna raccomandazione d’uso. Di conseguenza, Copaxone 40 mg/ml TIW non deve essere utilizzato in questa popolazione.

Modo di somministrazione Copaxone è per uso sottocutaneo.

I pazienti devono essere istruiti sulle tecniche di auto-iniezione e devono essere seguiti da un operatore sanitario la prima volta che si iniettano da soli il prodotto e nei 30 minuti successivi.

Deve essere scelta una diversa sede per ogni iniezione, in modo da ridurre le possibilità di un’eventuale irritazione o di dolore nella sede dell’iniezione. Le sedi dell’auto-iniezione comprendono l’addome, le braccia, le anche e le cosce.

Se i pazienti desiderano effettuare l’iniezione con un dispositivo di iniezione, è disponibile il dispositivo CSYNC.

Il dispositivo CSYNC è un autoiniettore da utilizzare con le siringhe preriempite di Copaxone e non è stato testato con altre siringhe preriempite. Il dispositivo CSYNC deve essere utilizzato come raccomandato nelle informazioni fornite dal produttore del dispositivo.

04.3 Controindicazioni

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Copaxone è controindicato nelle seguenti condizioni:

Ipersensibilità al principio attivo (glatiramer acetato) o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

Copaxone deve essere somministrato esclusivamente per via sottocutanea. Copaxone non deve essere somministrato per via endovenosa o intramuscolare.

Il medico curante deve spiegare al paziente che, entro alcuni minuti dopo l’iniezione di Copaxone, può verificarsi una reazione associata ad almeno uno dei seguenti sintomi: vasodilatazione (vampate di calore), dolore toracico, dispnea, palpitazioni o tachicardia (vedere paragrafo 4.8). La maggior parte di questi sintomi è di breve durata e si risolve spontaneamente senza lasciare alcuna conseguenza. Se si manifesta un evento avverso grave, il paziente deve sospendere immediatamente il trattamento con Copaxone e contattare il medico curante o un medico del pronto soccorso. Un trattamento sintomatico può essere istituito a discrezione del medico.

Non vi sono evidenze che suggeriscano che qualche particolare gruppo di pazienti sia esposto ad un rischio speciale di queste reazioni. Tuttavia bisogna esercitare cautela quando si somministra Copaxone a pazienti con disturbi cardiaci pre-esistenti. Questi pazienti devono essere seguiti regolarmente durante il trattamento.

Raramente sono state segnalate convulsioni e/o reazioni anafilattoidi o allergiche. Raramente possono verificarsi serie reazioni di ipersensibilità (ad es. broncospasmo, anafilassi od orticaria). Se le reazioni sono gravi, bisogna istituire un trattamento appropriato e bisogna sospendere Copaxone.

Anticorpi reattivi contro glatiramer acetato sono stati riconosciuti nel siero di pazienti durante il trattamento cronico giornaliero con Copaxone. I livelli massimi sono stati raggiunti dopo una durata media del trattamento di 3-4 mesi e, successivamente, sono diminuiti e si sono stabilizzati ad un livello leggermente superiore a quello basale.

Non vi sono prove che facciano ritenere che questi anticorpi reattivi contro glatiramer acetato siano neutralizzanti o che la loro formazione influenzi probabilmente l’efficacia clinica di Copaxone.

In pazienti con danno renale, la funzione renale deve essere monitorata durante il trattamento con Copaxone. Sebbene non vi siano prove di un deposito a livello glomerulare di immunocomplessi nei pazienti, non si può escludere tale possibilità.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Le interazioni fra Copaxone e altri farmaci non sono state valutate formalmente.

Non sono disponibili i dati sull’interazione con l’interferone beta.

In pazienti trattati con Copaxone che ricevevano una concomitante somministrazione di corticosteroidi è stata osservata un’aumentata incidenza di reazioni nella sede dell’iniezione.

Uno studio in vitro fa ritenere che glatiramer acetato in circolo si leghi in misura elevata alle proteine plasmatiche, ma che non venga spostato dalla fenitoina o dalla carbamazepina e che non sposti esso stesso la fenitoina o la carbamazepina. Tuttavia, dato che Copaxone ha, teoricamente, la possibilità di alterare la distribuzione delle sostanze legate alle proteine, deve essere accuratamente monitorato l’impiego concomitante di tali prodotti medicinali.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Gli studi sugli animali non hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).I dati attuali sull’uso di Copaxone 20 mg/ml nelle donne in gravidanza indicano assenza di malformazioni o tossicità fetale

/neonatale. I dati sull’uso di Copaxone 40 mg/ml sono coerenti con questi risultati. Ad oggi, non sono disponibili dati epidemiologici rilevanti. A scopo precauzionale, è preferibile evitare l’uso di Copaxone durante la gravidanza a meno che il beneficio per la madre superi il rischio per il feto.

Allattamento

Non è noto se glatiramer acetato o i suoi metaboliti siano escreti nel latte materno. Nei ratti non sono stati osservati effetti significativi sulla prole, ad eccezione di una lieve riduzione degli aumenti di peso corporeo nella

progenie delle madri trattate durante la gravidanza e durante l’allattamento (vedere paragrafo 5.3).

Un rischio per i neonati/bambini non può essere escluso. È necessario decidere se interrompere l’allattamento o interrompere/astenersi dalla terapia con Copaxone tenendo conto del beneficio dell’allattamento per il bambino e del beneficio della terapia per la donna.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati eseguiti studi sugli effetti del farmaco sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

Indice

La maggior parte dei dati di sicurezza è stata ottenuta con Copaxone 20 mg/ml somministrato come iniezione sottocutanea una volta al giorno. Questo paragrafo presenta i dati di sicurezza ottenuti in quattro studi controllati verso placebo su Copaxone 20 mg/ml somministrato una volta al giorno e in uno studio controllato verso placebo su Copaxone 40 mg/ml somministrato tre volte alla settimana.

Non è stato effettuato un confronto diretto nello stesso studio tra la sicurezza di Copaxone 20 mg/ml (somministrato una volta al giorno) e quella di Copaxone 40 mg/ml (somministrato tre volte alla settimana).

Copaxone 20 mg/ml (somministrato una volta al giorno)

In tutti gli studi clinici su Copaxone 20 mg/ml le reazioni avverse osservate più frequentemente sono state reazioni nella sede dell’iniezione che sono state segnalate dalla maggior parte dei pazienti trattati con Copaxone. In studi controllati, la percentuale di pazienti che hanno riferito queste reazioni, almeno una volta, era più elevata dopo trattamento con Copaxone 20 mg/ml (70%) rispetto a quanto segnalato dopo iniezioni di un placebo (37%). Le reazioni segnalate più di frequente nella sede dell’iniezione, riportate con maggior frequenza nei pazienti trattati con Copaxone 20 mg/ml rispetto ai pazienti trattati con placebo, erano: eritema, dolore, presenza di masse, prurito, edema, infiammazione e ipersensibilità.

Come reazione immediata dopo l’iniezione è stata descritta una reazione associata ad almeno uno o più dei seguenti sintomi: vasodilatazione (vampate di calore), dolore toracico, dispnea, palpitazione o tachicardia (vedere paragrafo 4.4). Questa reazione può verificarsi entro alcuni minuti dopo l’iniezione di Copaxone. Almeno un componente di questa reazione immediata dopo l’iniezione è stato segnalato almeno una volta dal 31% dei pazienti trattati con Copaxone 20 mg/ml rispetto al 13% del gruppo trattato con placebo.

Tutte le reazioni avverse segnalate con maggior frequenza nei pazienti trattati con Copaxone 20 mg/ml rispetto ai pazienti trattati con placebo vengono presentate nella tabella riportata qui di seguito. Questi dati

derivano da quattro studi clinici-pivotal, in doppio cieco, controllati con placebo, eseguiti su un totale di 512 pazienti trattati con Copaxone 20 mg/giorno e di 509 pazienti trattati con placebo fino a 36 mesi. Tre studi hanno incluso un totale di 269 pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante-remittente (RRMS) trattati con Copaxone 20 mg/giorno e 271 pazienti trattati con placebo fino a 35 mesi. Il quarto studio, eseguito in pazienti che avevano manifestato un primo episodio clinico e che erano considerati essere ad alto rischio di sviluppare SM clinicamente definita, ha incluso 243 pazienti trattati con Copaxone 20 mg/giorno e 238 pazienti trattati con placebo fino a 36 mesi.

Classificazione
per sistemi e organi (SOC)
Molto comune
(≥1/10)
Comune
(≥1/100,
<1/10)
Non comune
(≥1/1000,
<1/100)
Infezioni ed
infestazioni
Infezioni,
Influenza
Bronchite,
gastroenteriti, Herpes Simplex, otite media, rinite, ascesso dentale, candidiasi vaginale*
Ascessi, cellulite,
foruncolosi, Herpes Zoster, pielonefrite
Tumori benigni,
maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)
Neoplasie
benigne della pelle, neoplasie
Cancro della
pelle
Patologie del
sistema emolinfopoietico
Linfoadenopatia* Leucocitosi,
leucopenia, splenomegalia, trombocitopenia, morfologia linfocitaria anormale
Disturbi del
sistema immunitario
Ipersensibilità
Patologie
endocrine
Gozzo,
ipertiroidismo
Disturbi del
metabolismo e della nutrizione
Anoressia,
aumento di peso*
Intolleranza
all’alcool, gotta, iperlipidemia, aumento dei livelli di sodio nel sangue, diminuzione dei livelli sierici di ferritina
Disturbi Ansia*, Nervosismo Sogni anormali,
Classificazione
per sistemi e organi (SOC)
Molto comune
(≥1/10)
Comune
(≥1/100,
<1/10)
Non comune
(≥1/1000,
<1/100)
psichiatrici depressione stato
confusionale, euforia, allucinazioni, ostilità, comportamenti maniacali, disturbi della personalità, tentativi di suicidio
Patologie del
sistema nervoso
Cefalea Disgeusia,
ipertonia, emicrania, disordini della parola, sincope, tremore*
Sindrome del
tunnel carpale, disturbi cognitivi, convulsioni, disgrafia, dislessia, distonia, disfunzione motoria, mioclono, nevriti, blocco neuromuscolare, nistagmo, paralisi, paralisi del nervo peroneale, stupor, difetti del campo visivo
Patologie
dell’occhio
Diplopia, disturbi
oculari*
Cataratta,
lesione alla cornea, occhi secchi, emorragie oculari, ptosi palpebrali, midriasi, atrofia ottica
Patologie
dell’orecchio e del labirinto
Disturbi
dell’orecchio
Patologie
cardiache
Palpitazioni* ,
tachicardia*
Extrasistole,
bradicardia sinusale, tachicardia parossistica
Patologie
vascolari
Vasodilatazione* Vene varicose
Classificazione
per sistemi e organi (SOC)
Molto comune
(≥1/10)
Comune
(≥1/100,
<1/10)
Non comune
(≥1/1000,
<1/100)
Patologie
respiratorie, toraciche e mediastiniche
Dispnea* Tosse, rinite
stagionale
Apnea, epistassi,
iperventilazione, laringospasmo, patologie polmonari, sensazione di soffocamento
Patologie
gastrointestinali
Nausea* Patologie ano-
rettali, costipazione, carie dentali, dispepsia, disfagia, incontinenza fecale, vomito*
Colite, polipi al
colon, enterocoliti, eruttazione, ulcera esofagea, periodontite, emorragie rettali, ingrossamento delle ghiandole salivari
Patologie
epatobiliari
Test di
funzionalità epatica anormale
Colelitiasi,
epatomegalia
Patologie della
cute e del tessuto sottocutaneo
Eruzione
cutanea *
Ecchimosi,
iperidrosi, prurito, patologie della cute*, orticaria
Angioedema,
dermatite da contatto, eritema nodoso, nodulo cutaneo
Patologie del
sistema muscoloscheletri co e del tessuto connettivo
Artralgia, dolore
alla schiena*
Dolore al collo Artrite, borsite,
dolore al fianco, atrofia muscolare, osteoartrite
Patologie renali
ed urinarie
Urgenza
minzionale, pollachiuria, ritenzione urinaria
Ematuria,
nefrolitiasi, patologie del tratto urinario, disturbi urinari
Condizioni di
gravidanza, puerperio e perinatali
Aborto
Patologie
dell’apparato riproduttivo e della mammella
Ingorgo
mammario, disfunzione erettile, prolasso pelvico, priapismo, disfunzioni della
Classificazione
per sistemi e organi (SOC)
Molto comune
(≥1/10)
Comune
(≥1/100,
<1/10)
Non comune
(≥1/1000,
<1/100)
prostata, striscio
cervicale anormale, disturbo testicolare, emorragie vaginali, disturbi vulvovaginali
Patologie Astenia, dolore Brividi*, edema Cisti, effetti tipo
sistemiche e al petto*, facciale*, atrofia postumi da
condizioni reazioni al sito di nella sede sbornia,
relative alla sede iniezione*§, dell’iniezione, ipotermia,
di dolore* reazioni locali*, reazione
somministrazion edema immediata dopo
e periferico, l’iniezione,
edema, piressia infiammazione,
necrosi nella
sede
dell’iniezione,
disturbi delle
mucose.
Traumatismo, Sindrome post-
avvelenamento vaccinica
e complicazioni
da procedura

* incidenza superiore al 2% (>2/100) nel gruppo trattato con Copaxone rispetto al gruppo trattato con placebo. Gli effetti indesiderati senza il simbolo * riportano un’incidenza inferiore o uguale al 2%.

§ il termine “reazioni nella sede dell’iniezione” (varie tipologie) include tutti gli effetti indesiderati osservati nella sede dell’iniezione ad eccezione dell’atrofia e della necrosi nella sede dell’iniezione che sono riportati separatamente nella tabella.

♣ include i termini correlati alla lipoatrofia localizzata nella sede dell’iniezione.

Nel quarto studio descritto sopra, una fase di trattamento in aperto ha seguito il periodo di controllo con placebo. Nessun cambiamento nel profilo di rischio noto di Copaxone 20 mg/ml è stato osservato durante il periodo di follow-up in aperto fino a 5 anni.

Segnalazioni rare (≥1/10.000, <1/1.000) di reazioni anafilattoidi sono state raccolte da pazienti affetti da SM trattati con Copaxone in studi clinici non controllati e dalle esperienze successive all’immissione in commercio del prodotto.

Copaxone 40 mg/ml (somministrato tre volte alla settimana)

La sicurezza di Copaxone 40 mg/ml è stata valutata in uno studio clinico in doppio cieco, controllato verso placebo, su pazienti affetti da RRMS; in totale, 943 pazienti sono stati trattati con Copaxone 40 mg/ml tre volte alla settimana e 461 pazienti sono stati trattati con placebo per 12 mesi.

In generale, le reazioni avverse osservate nei pazienti trattati con Copaxone 40 mg/ml somministrato tre volte alla settimana sono state quelle già note e descritte per Copaxone 20 mg/ml somministrato una volta al giorno. In particolare, reazioni avverse nella sede dell’iniezione (ISR, injection site reactions) e reazioni immediate dopo l’iniezione (IPIR, immediate post-injection reactions) sono state segnalate con una frequenza inferiore con Copaxone 40 mg/ml somministrato tre volte alla settimana rispetto a Copaxone 20 mg/ml somministrato una volta al giorno (rispettivamente 35,5% vs. 70% per le ISR e 7,8% vs. 31% per le IPIR).

Reazioni nella sede dell’iniezione sono state riferite dal 36% dei pazienti trattati con Copaxone 40 mg/ml, rispetto al 5% dei pazienti trattati con placebo. Reazioni immediate dopo l’iniezione sono state riferite dall’8% dei pazienti trattati con Copaxone 40 mg/ml, rispetto al 2% dei pazienti trattati con placebo.

Sono state osservate alcune reazioni avverse specifiche:

Risposte anafilattiche sono state osservate raramente (≥1/10.000, <1/1.000) nei pazienti affetti da SM trattati con Copaxone 20 mg/ml in studi clinici non controllati e nell’esperienza post-marketing, mentre sono state riportate dallo 0,3% dei pazienti trattati con Copaxone 40 mg/ml (non comuni:

≥1/1.000, <1/100).

Non sono stati segnalati casi di necrosi in sede di iniezione.

Eritema cutaneo e dolore alle estremità, non descritti per Copaxone 20 mg/ml, sono stati riportati ciascuno dal 2,1% dei pazienti trattati con Copaxone 40 mg/ml (comuni: ≥1/100,

<1/10).

Lesione epatica indotta da farmaci ed epatite tossica, osservate raramente nella sorveglianza post-marketing nei pazienti affetti da SM trattati con Copaxone 20 mg/ml, sono state riportate ciascuna da un paziente (0,1%) trattato con Copaxone 40 mg/ml (non comuni: ≥1/1.000, <1/100).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta- reazione-avversa.

04.9 Sovradosaggio

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Sintomi

Sono stati segnalati alcuni casi di sovradosaggio con Copaxone (fino a 300 mg di glatiramer acetato). Questi casi non erano associati ad eventi avversi diversi da quelli citati nel paragrafo 4.8

Gestione

In caso di sovradosaggio, i pazienti devono essere tenuti sotto controllo e bisogna istituire una terapia sintomatica e di sostegno appropriata.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: farmaci antineoplastici ed immunomodulatori, altri immunostimolanti,

Codice ATC: L03AX13.

Meccanismo d’azione

Il meccanismo mediante il quale glatiramer acetato esercita effetti terapeutici in forme recidivanti di SM non è del tutto chiarito, ma si presume che implichi la modulazione dei processi immunitari. Studi su animali e su pazienti affetti da SM suggeriscono che il glatiramer acetato agisca sulle cellule immunitarie innate, inclusi monociti, cellule dendritiche e cellule B, che a loro volta modulano le funzioni adattive delle cellule B e T inducendo la secrezione di citochine antinfiammatorie e regolatorie. Non è noto se l’effetto terapeutico sia mediato dagli effetti cellulari sopra descritti perché la fisiopatologia della SM è nota solo parzialmente.

Efficacia e sicurezza clinica

Sclerosi multipla recidivante-remittente

Le evidenze a supporto dell’efficacia di Copaxone 40 mg/ml soluzione iniettabile, somministrato per via sottocutanea tre volte alla settimana, nella riduzione della frequenza delle recidive derivano da uno studio controllato verso placebo della durata di 12 mesi.

Nello studio clinico pivotal, la sclerosi multipla recidivante remittente era caratterizzata da almeno una recidiva documentata negli ultimi 12 mesi, o da almeno due recidive documentate negli ultimi 24 mesi, o da una recidiva documentata tra gli ultimi 12 e gli ultimi 24 mesi, con almeno una lesione in T1 captante il gadolinio documentata tramite risonanza magnetica effettuata negli ultimi 12 mesi.

L’endpoint primario era il numero totale di recidive confermate. Gli endpoint secondari alla RMI includevano il numero cumulativo di lesioni nuove/ingrossate in T2 e il numero cumulativo di lesioni captanti il gadolinio su immagini pesate in T1, entrambe misurate ai mesi 6 e 12.

Un totale di 1404 pazienti è stato randomizzato in un rapporto 2:1 a ricevere Copaxone 40 mg/ml (n=943) o placebo (n=461). I due gruppi di trattamento erano paragonabili in termini di dati demografici basali, caratteristiche della SM e parametri della RMI. I pazienti presentavano una mediana di 2,0 recidive nei 2 anni precedenti lo screening.

Rispetto al placebo, i pazienti trattati con Copaxone 40 mg/ml tre volte alla settimana hanno presentato riduzioni statisticamente significative degli endpoint primari e secondari, coerenti con l’effetto del trattamento con Copaxone 20 mg/ml somministrato una volta al giorno.

La seguente tabella presenta i valori degli endpoint primari e secondari per la popolazione intent-to-treat:

Endpoint Stime medie aggiustate Valore p
Copaxone
(40
mg/ml) (N=943)
Placeb o (N=461
)
Tasso annualizzato di recidiva (ARR) 0,331 0,505 p<0,00 01
Differenza del rischio assoluto* (intervalli di confidenza al 95%) -0,174 [da -0,2841 a
-0,0639]
Numero cumulativo di lesioni nuove/ingrossate in T2 ai mesi 6 e 12 3,650 5,592 p<0,00 01
Rapporto tra i tassi** (intervalli di confidenza al 95%) 0,653 [da 0,546 a
0,780]
Numero cumulativo di lesioni captanti il gadolinio su immagini pesate in T1 ai mesi 6 e 12 0,905 1,639 p<0,00 01
Rapporto tra i tassi** (intervalli di confidenza al 95%) 0,552 [da 0,436 a
0,699]

* La differenza del rischio assoluto è definita come la differenza tra

l’ARR medio aggiustato di GA 40 mg TIW e l’ARR medio aggiustato del placebo.

** Il rapporto tra i tassi è definito come il rapporto tra i tassi medi aggiustati di GA 40 mg TIW e del placebo.

Non è stato effettuato un confronto diretto nello stesso studio tra l’efficacia e la sicurezza di Copaxone 20 mg/ml (somministrato una volta al giorno) e quelle di Copaxone 40 mg/ml (somministrato tre volte alla settimana).

Copaxone 40 mg/ml: la proporzione dei pazienti con progressione della disabilità confermata a 3 mesi (CDP) è stata un endpoint esplorativo in uno studio controllato con placebo di 12 mesi (GALA). La CDP a 3 mesi è stata riscontrata nel 3% e nel 3,5% dei pazienti trattati rispettivamente con placebo e con Copaxone (odds ratio, OR [IC 95%]: 1,182 [0,661, 2,117] (p

= 0,5726)). Considerando l’estensione in aperto dello studio (fino a 7 anni), il tempo alla CDP a 6 mesi è stato valutato come endpoint esplorativo. L’hazard ratio (HR) [IC 95%] per la coorte intent-to-treat,

confrontando il gruppo trattato da subito con Copaxone con il gruppo che ha iniziato il trattamento durante l’estensione, è stato 0,892 [0,688, 1,157] (p=0,3898).

Attualmente non è stata dimostrata l’utilità di Copaxone in pazienti affetti dalla malattia progressiva primaria o secondaria.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Non sono stati eseguiti studi farmacocinetici in pazienti. I dati ottenuti in vitro e i dati limitati raccolti da volontari sani hanno rivelato che, somministrando per via sottocutanea glatiramer acetato, la sostanza attiva sia prontamente assorbita e che gran parte della dose sia rapidamente degradata in frammenti più piccoli già nel tessuto sottocutaneo.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati non clinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di safety pharmacology, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità della riproduzione, oltre alle informazioni comprese in altre sezioni del RCP. A causa della mancanza di dati farmacocinetici per l’uomo, non è possibile stabilire i margini di esposizione tra uomo e animale.

In un numero limitato di ratti e scimmie trattati per almeno sei mesi è stato riferito il deposito di immunocomplessi nei glomeruli renali. Nel corso di uno studio sul ratto durato due anni, non è emersa alcuna indicazione di depositi di immunocomplessi nei glomeruli renali.

In seguito alla somministrazione ad animali sensibilizzati (cavie o ratti), sono stati segnalati casi di anafilassi. Non si sa se questi dati abbiano rilevanza per l’uomo.

Tossicità nella sede dell’iniezione era un’ evidenza comune dopo ripetute somministrazioni agli animali.

Nei ratti, è stata osservata una lieve ma statisticamente significativa riduzione dell’aumento di peso corporeo della prole nata da madri trattate durante la gravidanza e durante l’allattamento a dosi sottocutanee ≥ 6 mg/kg/giorno (2,83 volte la dose giornaliera massima raccomandata in mg/m2 per un adulto di 60 kg) rispetto al controllo. Non sono stati osservati altri effetti significativi sulla crescita e sullo sviluppo comportamentale della prole.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Mannitolo

Acqua per preparazioni iniettabili

06.2 Incompatibilità

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In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali

06.3 Periodo di validità

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anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Tenere le siringhe preriempite nell’imballaggio esterno, per proteggere il medicinale dalla luce.

Conservare in frigorifero (2°C – 8°C). Non congelare.

Se non è possibile conservare le siringhe preriempite in frigorifero, esse possono essere conservate tra 15°C e 25°C, una sola volta fino ad un massimo di 1 mese.

Dopo questo mese, se le siringhe preriempite di Copaxone non sono state usate e sono ancora nella loro confezione originale devono essere messe in frigorifero (2°C – 8°C).

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Una siringa pre-riempita contenente Copaxone 40 mg/ml soluzione iniettabile è costituita da una siringa cilindrica in vetro incolore di tipo I da 1 ml con un ago inserito, uno stantuffo blu in polipropilene (polistirene opzionale) dotato di tappo in gomma e una protezione per l’ago.

Ogni siringa preriempita è confezionata separatamente in un blister in PVC.

Copaxone 40 mg/ml è disponibile in confezioni contenenti 3 o 12 siringhe preriempite da 1 ml di soluzione per iniezione o in una confezione multipla contenente 36 (3 confezioni da 12) siringhe pre-riempite da 1 ml di soluzione per iniezione.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Il prodotto è monouso. Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Teva GmbH

Graf-Arco-Str. 3,

89079 Ulm, Germania

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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035418060 – "40 mg/ml soluzione iniettabile in siringa preriempita" 12 siringhe preriempite da 1 ml con ago

035418072 – "40 mg/ml soluzione iniettabile in siringa preriempita" 3 siringhe preriempite da 1 ml con ago

035418084 – "40 mg/ml soluzione iniettabile in siringa preriempita" 3 x 12 siringhe preriempite da 1 ml con ago

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data della prima autorizzazione: 19 Marzo 2015

10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 15/09/2017

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983