Timoptol Collirio: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Timoptol Collirio

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Timoptol Collirio: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Timoptol Collirio: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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TIMOPTOL XE 0,25% collirio a rilascio prolungato TIMOPTOL XE 0,50% collirio a rilascio prolungato

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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TIMOPTOL XE 0,25% collirio a rilascio prolungato 1 ml di soluzione contiene:

Principio attivo: timololo maleato 3,42 mg (corrispondenti a 2,50 mg di timololo).

TIMOPTOL XE 0,50% collirio a rilascio prolungato 1 ml di soluzione contiene:

Principio attivo: timololo maleato 6,83 mg (corrispondenti a 5,00 mg di timololo). Per gli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Collirio a rilascio prolungato.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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TIMOPTOL è indicato in:

pazienti con ipertensione oculare,

pazienti con glaucoma cronico ad angolo aperto,

pazienti afachici con glaucoma,

pazienti con glaucoma secondario (alcuni casi) ,

pazienti con angolo stretto e con episodi precedenti di chiusura d’angolo, spontanea o iatrogena, nell’occhio controlaterale, in cui sia necessario ridurre la pressione endoculare (vedere paragrafo 4.4).

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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La terapia iniziale è in genere una goccia di TIMOPTOL XE 0,25% nell’occhio o negli occhi affetti una volta al giorno. Se la risposta clinica non è adeguata, la posologia può essere variata somministrando una goccia di TIMOPTOL XE 0,50% nell’occhio o negli occhi affetti una volta al giorno. Capovolgere il flacone e agitare una volta. Non è necessario agitare il flacone più di una volta.

Se necessario, con TIMOPTOL XE può essere somministrata una terapia concomitante per la riduzione della pressione intraoculare. Non è raccomandata l’applicazione di due beta-bloccanti per uso topico (vedere paragrafo 4.4).

Altri medicinali per uso topico devono essere somministrati almeno 10 minuti prima di TIMOPTOL XE.

Trasferimento da altra terapia

Quando un paziente viene trasferito da TIMOPTOL a TIMOPTOL XE, TIMOPTOL deve essere sospeso dopo un dosaggio giornaliero appropriato ed iniziare il giorno successivo con TIMOPTOL XE alla stessa concentrazione.

Quando un paziente viene trasferito da un altro agente ß-bloccante per uso topico oftalmico, questo, dopo un dosaggio appropriato, deve essere sospeso per un giorno, prima di iniziare il giorno successivo il trattamento con TIMOPTOL a rilascio prolungato: una goccia di TIMOPTOL XE

0,25% nell’occhio affetto una volta al giorno. Se la risposta clinica è inadeguata, si può aumentare la dose ad una goccia di TIMOPTOL XE 0,50% una volta al giorno.

Quando un paziente viene trasferito da un singolo agente antiglaucoma, diverso dai beta-bloccanti per uso topico, proseguire il farmaco e aggiungere una goccia di TIMOPTOL XE 0,25 % in ogni occhio affetto una volta al giorno. Dal giorno successivo, sospendere il farmaco antiglaucoma precedentemente usato e proseguire con TIMOPTOL XE 0,25%. Se è richiesta una posologia maggiore di TIMOPTOL XE, sostituire con una goccia di TIMOPTOL XE 0,50% in ogni occhio affetto una volta al giorno.

Quando si usa il medicinale in presenza di occlusione nasolacrimale o si chiudono le palpebre per 2 minuti, l’assorbimento sistemico è ridotto. Questo può portare a una riduzione degli effetti indesiderati sistemici e ad un aumento dell’attività locale.

04.3 Controindicazioni

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TIMOPTOL XE è controindicato in pazienti con:

Malattia reattiva delle vie aeree compresa l’asma bronchiale o un’anamnesi di asma bronchiale, grave malattia polmonare cronica ostruttiva.

Bradicardia sinusale, sindrome del seno malato, blocco seno-atriale, blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado non controllato con pace-maker. Insufficienza cardiaca conclamata, shock cardiogeno.

Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti. Controindicato in gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Come altri agenti oftalmici per uso topico, il timololo è assorbito per via sistemica. A causa della componente beta-adrenergica, timololo, possono verificarsi gli stessi tipi di reazioni avverse cardiovascolari, polmonari e le altre reazioni avverse viste con gli agenti di blocco beta-adrenergico sistemici. L’incidenza di reazioni avverse sistemiche dopo somministrazione oftalmica per via topica è più bassa rispetto alla somministrazione sistemica. Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.

Patologie cardiache:

Nei pazienti con malattie cardiovascolari (ad es. cardiopatia coronarica, angina di Prinzmetal e insufficienza cardiaca) e ipotensione, la terapia con beta-bloccanti deve essere valutata in modo critico e deve essere presa in considerazione la terapia con altri principi attivi. I pazienti con malattie cardiovascolari devono essere tenuti sotto osservazione per l’insorgenza di segni di peggioramento di queste malattie e di reazioni avverse.

A causa del loro effetto negativo sul tempo di conduzione, i beta-bloccanti devono essere somministrati solo con cautela nei pazienti con blocco cardiaco di primo grado.

L’insufficienza cardiaca deve essere adeguatamente controllata prima di iniziare la terapia con TIMOPTOL XE. In pazienti con una storia di malattia cardiaca severa devono essere tenuti sotto osservazione i segni di insufficienza cardiaca e deve essere controllata la frequenza.

Patologie vascolari:

Pazienti con gravi disturbi/patologie circolatorie periferiche (ad es. gravi forme di malattia di Raynaud o di sindrome di Raynaud) devono essere trattati con cautela.

Patologie respiratorie:

In seguito alla somministrazione di alcuni beta-bloccanti oftalmici sono state riportate reazioni respiratorie, incluso il decesso dovuto a broncospasmo in pazienti asmatici.

TIMOPTOL deve essere usato con cautela in pazienti con malattia polmonare cronica ostruttiva (BPCO) lieve/moderata e soltanto se il potenziale beneficio è superiore al potenziale rischio.

Ipoglicemia/diabete:

I beta-bloccanti devono essere somministrati con cautela nei pazienti soggetti a ipoglicemia spontanea o nei pazienti con diabete labile, perché i beta-bloccanti possono mascherare i segni e i sintomi dell’ipoglicemia acuta.

I beta-bloccanti possono anche mascherare i sintomi di ipertiroidismo. La sospensione brusca della terapia con beta-bloccanti può accelerare un peggioramento dei sintomi.

Malattie corneali:

I beta-bloccanti oftalmici possono indurre secchezza degli occhi. I pazienti con malattie corneali devono essere trattati con cautela.

Altri agenti beta-bloccanti:

L’effetto sulla pressione endoculare o gli effetti noti del beta-blocco sistemico possono essere potenziati quando il timololo è somministrato a pazienti già in terapia con un agente beta-bloccante sistemico. La risposta di questi pazienti deve essere attentamente tenuta sotto controllo. Non è raccomandata l’applicazione di due agenti di blocco beta-adrenergico per uso topico (vedere paragrafo 4.5).

In pazienti con glaucoma ad angolo chiuso, l’obiettivo immediato del trattamento è la riapertura dell’angolo. Questo richiede il restringimento della pupilla con un miotico.

TIMOPTOL ha scarso o nessun effetto sulla pupilla. Quando TIMOPTOL è usato per ridurre la pressione intraoculare elevata nel glaucoma ad angolo chiuso deve essere impiegato con un miotico e non da solo.

La terapia con beta-bloccanti può aggravare i sintomi della miastenia gravis.

Reazioni anafilattiche:

Durante l’assunzione di beta-bloccanti, i pazienti con un’anamnesi di atopia o con un’anamnesi di grave reazione anafilattica verso una varietà di allergeni possono presentare una reattività maggiore alla stimolazione ripetuta con tali allergeni e possono non rispondere alla dose di adrenalina normalmente usata per il trattamento delle reazioni anafilattiche.

Distacco della coroide:

Il distacco della coroide è stato riportato con la somministrazione di terapia che riduce l’umor acqueo (per esempio timololo, acetazolamide) in seguito a procedure filtranti.

Anestesia chirurgica:

Le preparazioni oftalmologiche contenenti beta-bloccanti possono bloccare gli effetti sistemici dei β-agonisti ad es. dell’adrenalina. L’anestesista deve essere informato quando il paziente è in terapia con timololo.

Sospensione della terapia

In alcuni pazienti, dopo somministrazione di beta-bloccanti per via sistemica in corso di anestesia, è stata osservata una ipotensione severa e prolungata. Quindi, prima di un intervento chirurgico programmato, è raccomandata una sospensione graduale di TIMOPTOL XE.

Come per i beta-bloccanti sistemici, se nei pazienti con cardiopatia coronarica è necessaria la sospensione del timololo oftalmico, la terapia deve essere sospesa gradualmente.

Altri

In pazienti con glaucoma ad angolo chiuso, l’obiettivo immediato del trattamento è la riapertura dell’angolo. Questo richiede il restringimento della pupilla con un miotico.

TIMOPTOL XE ha scarso o nessun effetto sulla pupilla. Quando TIMOPTOL XE è usato per ridurre la pressione intraoculare elevata nel glaucoma ad angolo chiuso deve essere impiegato con un miotico e non da solo.

Uso di lenti a contatto

TIMOPTOL XE non è stato studiato in pazienti portatori di lenti a contatto. In uno studio clinico, il tempo impiegato per eliminare il 50% della soluzione gelificante è stato fino a 30 minuti.

Uso pediatrico

E’ stato dimostrato che il timololo maleato in soluzione oftalmica è efficace e ben tollerato in età pediatrica; tuttavia, in questa fascia di età la formulazione di timololo maleato presente in TIMOPTOL XE non è stata studiata.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Con il timololo non sono stati effettuati studi specifici di interazione farmacologica.

Esiste la possibilità di effetti additivi che danno luogo a ipotensione e/o bradicardia marcata quando la soluzione oftalmica di beta-bloccanti viene somministrata insieme a calcio antagonisti per os, medicinali che causano deplezione delle catecolamine o agenti di blocco beta-adrenergico, antiaritmici (incluso l’amiodarone), glicosidi digitalici, parasimpaticomimetici, narcotici, inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), e guanetidina.

Durante il trattamento combinato con inibitori del CYP2D6 (per esempio chinidina, fluoxetina, paroxetina) e timololo è stato riportato un potenziamento del beta-blocco sistemico (per esempio riduzione della frequenza cardiaca, depressione).

Occasionalmente è stata riportata midriasi risultante dall’uso concomitante di beta-bloccanti oftalmici e adrenalina (epinefrina).

I beta–bloccanti per via orale possono esacerbare l’ipertensione di rimbalzo che può far seguito alla sospensione della clonidina.

Se i due farmaci sono somministrati contemporaneamente, i beta-bloccanti devono essere sospesi diversi giorni prima della sospensione graduale della clonidina. Se si sostituisce la clonidina con la terapia con beta-bloccanti, l’introduzione di questi ultimi deve essere ritardata per diversi giorni dopo l’interruzione della somministrazione di clonidina.

Si raccomanda di tenere il paziente sotto stretta osservazione quando un beta-bloccante viene somministrato a pazienti che ricevono medicinali che causano deplezione delle catecolamine, come la reserpina, a causa di possibili effetti additivi e dell’insorgenza di ipotensione e/o bradicardia marcata, che possono dar luogo a vertigine, sincope o ipotensione posturale.

Esiste la possibilità che ipotensione, disturbi di conduzione atrioventricolare (AV) e insufficienza ventricolare sinistra insorgano in pazienti che ricevono un agente beta-bloccante quando al regime di trattamento viene aggiunto un calcio antagonista per os. La natura di qualsiasi tipo di effetto cardiovascolare tende a dipendere dal tipo di calcio antagonista usato. I derivati diidropiridinici, come la nifedipina, possono dar luogo a ipotensione, mentre il verapamil o il diltiazem hanno una maggiore propensione a dar luogo a disturbi della conduzione AV o ad insufficienza ventricolare sinistra quando vengono usati con un beta-bloccante.

L‘uso concomitante di agenti di blocco beta-adrenergico e digitale con diltiazem o verapamil può avere effetti additivi sul prolungamento del tempo di conduzione AV.

I calcio antagonisti per os possono essere usati in associazione con agenti di blocco beta- adrenergico quando la funzione cardiaca è normale, ma si deve evitarne l’uso in pazienti con compromissione della funzione cardiaca.

I calcio antagonisti per via endovenosa devono essere usati con cautela in pazienti che ricevono agenti di blocco beta-adrenergico.

Sebbene TIMOPTOL XE da solo abbia un effetto scarso o nullo sul diametro pupillare, occasionalmente è stata riportata midriasi risultante dall’uso concomitante di timololo maleato oftalmico ed adrenalina.

I beta-bloccanti possono incrementare l’effetto ipoglicemizzante dei farmaci antidiabetici.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Non ci sono dati adeguati per supportare l’uso del timololo nelle donne in gravidanza. Il timololo non deve essere usato durante la gravidanza a meno che non sia chiaramente necessario.

Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.

Studi epidemiologici non hanno rivelato malformazioni ma hanno manifestato un rischio di ritardo di crescita intrauterina quando i beta-bloccanti vengono somministrati per via orale. Inoltre, segni e sintomi di beta-blocco (ad es. bradicardia, ipotensione, distress respiratorio e ipoglicemia) sono stati osservati nel neonato quando i beta-bloccanti sono stati somministrati fino al parto. Se il TIMOPTOL XE viene somministrato fino al parto, il neonato deve essere attentamente monitorato durante i primi giorni di vita.

Allattamento

I beta-bloccanti sono escreti nel latte materno. Tuttavia, alle dosi terapeutiche di timololo maleato come collirio non è probabile che siano presenti nel latte materno quantitativi sufficienti per produrre nel neonato i sintomi clinici del beta-blocco.

Per ridurre l’assorbimento sistemico, vedere paragrafo 4.2.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati effettuati studi sugli effetti del TIMOPTOL XE sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Tuttavia, quando si guidano veicoli o si usano macchinari, si deve tenere in considerazione che un transitorio offuscamento della visione dopo istillazione, che dura in genere dai 30 secondi ai 5 minuti, e possibili effetti indesiderati, quali capogiro e disturbi della visione, possono interferire con la capacità di alcuni pazienti di guidare veicoli e/o usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Come altri medicinali oftalmici somministrati per via locale, il timololo è assorbito nel circolo sistemico. Questo può causare effetti indesiderati simili a quelli osservati con gli agenti beta- bloccanti sistemici. L’incidenza di reazioni avverse sistemiche dopo somministrazione oftalmica per via topica è più bassa rispetto alla somministrazione sistemica. Le reazioni avverse elencate comprendono reazioni viste all’interno della classe dei beta-bloccanti oftalmici.

TIMOPTOL XE è di solito ben tollerato. Il disturbo più frequente correlato con l’uso del medicinale negli studi clinici originali con TIMOPTOL XE è stato un transitorio offuscamento della visione (6%) dopo istillazione, che dura dai 30 secondi ai 5 minuti.

Le seguenti reazioni avverse possibilmente, probabilmente o definitivamente correlate con l’uso del medicinale si sono manifestate con una frequenza almeno dell’1% negli studi clinici controllati con trattamento attivo:

Patologie dell’occhio:

Bruciore e dolore puntorio, iniezione congiuntivale, essudazione, sensazione di corpo estraneo, prurito.

Le seguenti ulteriori reazioni avverse sono state riportate con la somministrazione oculare di questa o di altre formulazioni di timololo maleato negli studi clinici o con l’uso commerciale del farmaco:

Patologie del sistema emolinfopoietico

Lupus eritematoso sistemico.

Patologie del sistema nervoso e disturbi psichiatrici:

Cefalea, capogiro, depressione, insonnia, incubi, perdita di memoria, aumento dei segni e dei sintomi di miastenia grave, parestesia, diminuzione della libido, accidente cerebrovascolare.

Patologie dell’occhio

Segni e sintomi di irritazione oculare compresa congiuntivite, blefarite, cheratite, diminuita sensibilità corneale e secchezza oculare. Disturbi visivi, incluse variazioni di rifrazione (dovute in alcuni casi alla sospensione della terapia miotica), diplopia, ptosi, distacco della coroide a seguito di chirurgia filtrante (vedere paragrafo 4.4).

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Tinnito.

Patologie cardiache e vascolari:

Bradicardia, aritmia, ipotensione, sincope, blocco della conduzione cardiaca, ischemia cerebrale, insufficienza cardiaca congestizia, palpitazione, arresto cardiaco, edema, claudicatio, fenomeno di Raynaud, mani e piedi freddi, dolore toracico.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Broncospasmo (soprattutto in pazienti con preesistente malattia broncospastica), insufficienza respiratoria, dispnea, tosse.

Patologie gastrointestinali:

Nausea, diarrea, dispepsia, bocca secca.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Alopecia, eruzione cutanea simile a psoriasi o esacerbazione della psoriasi.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella

Malattia di Pyronie.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Astenia, stanchezza, segni e sintomi di reazioni allergiche che comprendono reazione anafilattica, angioedema, orticaria, eruzione cutanea localizzata e generalizzata, mascheramento dei segni e dei sintomi di ipoglicemia in insulino dipendenti.

Ulteriori reazioni avverse sono state viste con i beta-bloccanti oftalmici e possono potenzialmente verificarsi con TIMOPTOL XE:

Disturbi del sistema immunitario:

Prurito.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione:

Ipoglicemia, iperglicemia.

Disturbi psichiatrici:

Nervosismo.

Patologie dell’occhio:

Visione offuscata, lacrimazione, arrossamento, erosione corneale.

Patologie cardiache:

Blocco atrioventricolare, insufficienza cardiaca.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Respiro corto.

Patologie gastrointestinali:

Disgeusia, dolore nella parte alta dell’addome, vomito.

Patologie epatobiliari:

Epatomegalia

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Eruzione cutanea.

Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivo:

Mialgia, artropatia.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella:

Disfunzione sessuale.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Sete.

Effetti indesiderati potenziali

Gli effetti indesiderati riportati negli studi clinici con il timololo dopo somministrazione sistemica possono essere considerati potenziali effetti indesiderati del timololo per uso oftalmico (fare riferimento alle schede tecniche dei prodotti a base di timololo per uso sistemico).

Effetti indesiderati senza correlazione causale nota

Le seguenti reazioni avverse sono state riportate, ma una relazione causale alla terapia con timololo maleato non è stata stabilita: edema maculare cistoide afachico, congestione nasale, anoressia, effetti sul S.N.C. (es. cambiamenti comportamentali che includono confusione, allucinazioni, ansia, disorientamento, nervosismo, sonnolenza ed altri disturbi psichici), ipertensione, fibrosi retroperitoneale e pseudopemfigoide.

04.9 Sovradosaggio

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Sono stati riportati casi di sovradosaggio involontario con TIMOPTOL, che hanno comportato effetti sistemici simili a quelli osservati con agenti di blocco beta-adrenergico somministrati per via sistemica, quali capogiro, cefalea, respiro corto, bradicardia, broncospasmo ed arresto cardiaco. (vedere paragrafì 4.8 e 4.4). Il trattamento deve essere sintomatico e di supporto.

Gli studi hanno mostrato che il timololo non viene prontamente dializzato.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: oftalmologici – sostanze beta-bloccanti Codice ATC: S01ED01

TIMOPTOL XE è una formulazione innovativa di TIMOPTOL (timololo maleato, MSD) contenente un nuovo veicolo di rilascio.

TIMOPTOL XE riduce la pressione endoculare elevata e normale sia in presenza che in assenza di glaucoma. La pressione endoculare elevata è un importante fattore di rischio nella patogenesi della perdita visiva del glaucomatoso. Più alto è il livello della pressione endoculare, maggiore è la probabilità di perdita del campo visivo e di danno a livello del nervo ottico.

Gli studi clinici hanno mostrato che l’effetto ipotensivo sulla pressione endoculare di TIMOPTOL XE in una somministrazione giornaliera è equivalente a TIMOPTOL somministrato due volte al giorno. Il veicolo di TIMOPTOL XE aumenta il tempo di contatto del farmaco sull’occhio. Il collirio a rilascio prolungato contiene un eteropolisaccaride anionico altamente purificato derivato dalla gomma gellan. In presenza di cationi, le soluzioni acquose di gomma gellan formano un gel trasparente chiaro a basse concentrazioni polimeriche. Quando TIMOPTOL XE viene a contatto con il sottile strato lacrimale precorneale si trasforma in gel.

L’inizio d’azione del timololo maleato è in genere rapido, verificandosi circa 20 minuti dopo l’instillazione. La riduzione massima della pressione endoculare con TIMOPTOL XE si verifica in 2- 4 ore. TIMOPTOL XE ha un profilo di sicurezza simile a quello di TIMOPTOL e sono entrambi ben tollerati. La bradicardia è stata riportata meno frequentemente con TIMOPTOL XE che con TIMOPTOL. In tre studi di confronto fra TIMOPTOL XE 0,5% una volta al giorno e TIMOPTOL 0,5% due volte al giorno, TIMOPTOL XE non ha abbassato la frequenza cardiaca media quanto

TIMOPTOL (vedere paragrafo 4.4). Con entrambe le formulazioni di TIMOPTOL XE, 0,25% e 0,5%, una significativa riduzione della pressione endoculare è stata mantenuta per 24 ore.

TIMOPTOL XE è un farmaco bloccante i recettori ß-adrenergici, non selettivo, privo di significativa attività simpaticomimetica intrinseca, come pure di effetto deprimente diretto a livello miocardico e di effetto anestetico locale (stabilizzante di membrana).

Negli studi clinici il timololo maleato, rispetto alla pilocarpina e all’adrenalina, è stato in genere efficace in più pazienti e gli effetti collaterali riportati sono risultati inferiori come gravità e numero. A differenza dei miotici, il timololo maleato riduce la pressione endoculare con scarso o nessun effetto sulla accomodazione o sul diametro pupillare. In questo modo modificazioni della acuità visiva dovute ad una aumentata accomodazione non sono comuni, e non si manifestano visione offuscata o oscurata e cecità notturna prodotte dai miotici. Inoltre, pazienti con cataratta viene evitata l’impossibilità di vedere l’opacità intorno al cristallino quando la pupilla è ristretta dai miotici. Quando i pazienti passano dai miotici a TIMOPTOL XE, può essere necessario un esame di refrazione una volta esauriti gli effetti del miotico.

Come con altri farmaci antiglaucoma, in alcuni pazienti dopo terapia prolungata è stata osservata una ridotta responsività al timololo maleato.

In studi clinici con TIMOPTOL in cui 164 pazienti sono stati seguiti per almeno 3 anni, dopo la stabilizzazione iniziale non sono state osservate differenze significative della pressione endoculare media. Questo indica che l’effetto ipotensivo del timololo maleato sulla pressione endoculare viene mantenuto.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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In uno studio sulle concentrazioni plasmatiche del farmaco, l’esposizione sistemica al timololo è stata inferiore quando volontari sani hanno ricevuto TIMOPTOL XE 0,50% una volta al giorno rispetto a quando hanno ricevuto TIMOPTOL XE 0,50% due volte al giorno.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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In studi di 12 mesi e un mese rispettivamente su scimmie e conigli trattati con TIMOPTOL XE per via topica, non sono stati osservati effetti indesiderati a livello oculare.

La DL50 orale del timololo è 1190 mg/kg nelle femmine di topo e 900 mg/kg nelle femmine di ratto. La DL50 orale della gomma gellan è maggiore di 5000 mg/kg nel ratto.

In uno studio della durata di 2 anni sulla somministrazione orale di timololo maleato in ratti , si è verificato un aumento statisticamente significativo (p 0,05) dell’incidenza di feocromocitoma nei ratti maschi trattati con 300 mg/kg/die (dose 300 volte superiore alla dose orale massima raccomandata nell’uomo). La dose orale massima raccomandata è di 60 mg di timololo; una goccia di TIMOPTOL XE 0,50%, contiene circa 1/300 di tale dose, 0,2 mg circa. Tali differenze non sono state osservate in ratti trattati con dosi pari a 25-100 volte la dose orale massima raccomandata nell’uomo.

In uno studio nei topi con somministrazione orale per l’intera durata della vita, si è verificato un aumento statisticamente significativo (p0,05) dell’incidenza complessiva di tumori polmonari benigni e maligni, polipi uterini benigni e adenocarcinoma mammario in topi femmine a dosaggi di 500 mg/kg/die (500 volte la dose orale massima raccomandata nell’uomo), ma non a dosi di 5 o 50 mg/kg/die. In uno studio successivo su topi femmine, in cui è stato effettuato l’esame post mortem solo dell’utero e dei polmoni, è stato di nuovo osservato un aumento statisticamente significativo dell’incidenza di tumori polmonari a dosi di 500 mg/kg/die.

In studi su ratti (fino a 105 settimane) e su topi (96-98 settimane) trattati con il collirio per via orale a concentrazioni fino al 5% e 3% rispettivamente, della loro dieta, non sono stati osservati né un aumento d’incidenza di tumori né segni manifesti di tossicità.

Il timololo maleato si è mostrato privo di potenziale mutageno quando valutato in vivo (topo) mediante test del micronucleo e analisi citogenetiche (dosi fino a 800 mg/kg) e in vitro mediante analisi di trasformazione neoplastica della cellula (fino a 100 g/ml). Studi sulla fertilità e sulla riproduzione in ratti non hanno mostrato effetti indesiderati sulla fertilità nel maschio e nella femmina a dosi fino a 150 volte la dose orale massima raccomandata nell’uomo.

Studi di teratogenicità con timololo in topi e conigli a dosi fino a 50 mg/kg/die (50 volte la dose orale massima raccomandata nell’uomo) non hanno mostrato segni di malformazioni fetali. Sebbene

a questi dosaggi si fosse osservato un ritardo dell’ossificazione fetale, non si sono osservati effetti indesiderati sullo sviluppo postnatale della prole. Dosi di 1.000 mg/kg/die (1.000 volte la dose orale massima raccomandata nell’uomo) si sono dimostrate materno-tossiche ed hanno causato un aumento del numero di aborti fetali. Un aumento degli aborti fetali è stato anche osservato nei conigli trattati con dosi 100 volte superiori la dose orale massima raccomandata nell’uomo, in questo caso senza apparente materno-tossicità.

Il collirio è privo di potenziale mutageno quando valutato in vivo (topo) mediante test del micronucleo a dosi fino a 45 mg/kg. Inoltre, la gomma gellan a concentrazioni fino a 20 mg/ml non ha mostrato mutagenicità nei test seguenti in vitro:

(1) test della sintesi di DNA non schedato in epatociti di ratto, (2) test di mutagenesi su cellule di mammifero V-79 e (3) test delle aberrazioni cromosomiche in cellule ovariche di criceto cinese.

Nei test di Ames, il collirio (a concentrazioni fino a 1000 mcg/piastra, che rappresenta il suo limite di solubilità) non ha indotto aumenti delle regressioni doppi o maggiori del doppio di quelli osservati con il solvente di controllo. L’effetto mutageno, quindi, non è stato evidenziato.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Gomma gellan, mannitolo trometamolo, benzododecinio bromuro, acqua per preparazioni iniettabili.

06.2 Incompatibilità

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Non note.

06.3 Periodo di validità

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Validità: 2 anni a confezionamento integro.

Il prodotto non deve essere usato oltre 28 giorni dopo la prima apertura del flacone.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare al di sotto dei 25°C e a riparo da fonti luminose. Evitare il congelamento.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Capovolgere il contenitore e agitare una volta prima dell’uso. Non è necessario agitare il contenitore più di una volta.

Dosatore oftalmico OCUMETER Plus

Il dosatore oftalmico OCUMETER Plus è costituito da un contenitore translucido in polietilene ad alta densità con un dosatore contagocce sigillato, una superficie comprimibile per l’erogazione delle gocce ed un tappo costituito da due parti assemblate. All’atto della prima apertura, il tappo perfora il dosatore contagocce sigillato e, automaticamente, le due parti che lo compongono si incastrano, trasformandolo in un unico elemento. Il sigillo di protezione è costituito da una fascetta sull’etichetta del flacone.

TIMOPTOL XE è disponibile nelle seguenti confezioni:

TIMOPTOL XE 0,25% collirio a rilascio prolungato – flacone da 2,5 ml con dosatore oftalmico OCUMETER Plus

TIMOPTOL XE 0,50% collirio a rilascio prolungato – flacone da 2,5 ml con dosatore oftalmico OCUMETER Plus

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Il paziente deve essere informato di evitare che la estremità del contagocce venga a contatto con l’occhio o con le zone circostanti.

Il paziente deve essere informato che le soluzioni oftalmiche, se usate impropriamente, possono essere contaminate da batteri comuni che notoriamente causano infezione oculare. L’uso di soluzioni infette può causare gravi danni all’occhio e conseguente perdita della visione.

Istruzioni per l’uso del dosatore oftalmico OCUMETER Plus

Prima di usare il farmaco assicurarsi che la fascetta di sicurezza situata nella parte anteriore del flacone sia intatta. Uno spazio fra flacone e tappo è normale per un flacone che non è ancora stato aperto.

Strappare la fascetta di sicurezza per rompere il sigillo.

Per aprire il flacone, svitare il tappo ruotandolo nel senso indicato dalle frecce.

Inclinare il capo all’indietro e tirare leggermente verso il basso la palpebra inferiore, in modo da formare una tasca fra la palpebra e l’occhio.

Capovolgere il flacone, afferrandolo con il pollice o l’indice a livello dell’area comprimibile. Premere leggermente fino a che non sia stata erogata una singola goccia nell’occhio, come prescritto dal proprio medico. NON METTERE A CONTATTO L’ESTREMITA’ DEL CONTAGOCCE CON L’OCCHIO O CON LA PALPEBRA.

Ripetere i punti 4 e 5 per l’altro occhio, qualora il medico abbia prescritto il trattamento per entrambi gli occhi.

Reinserire il tappo riavvitandolo fino a farlo entrare in stretto contatto con il flacone. Non avvitare troppo strettamente.

L’estremità del contagocce è dimensionata in modo da ottenere una goccia di volume prefissato; di conseguenza, NON allargare il foro presente all’estremità del contagocce.

Dopo aver utilizzato tutte le dosi, il flacone conterrà una quantità eccedente di TIMOPTOL. Ciò è dovuto al fatto che il produttore ha aggiunto una quantità eccedente di prodotto alla quantità richiesta per fornire il pieno dosaggio del farmaco secondo la prescrizione del medico. Non cercare di rimuovere dal flacone la quantità di farmaco eccedente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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MSD Italia S.r.l.

Via Vitorchiano, 151 – 00189 Roma

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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TIMOPTOL 0,25% collirio,soluzione – flacone da 5 ml con dosatore oftalmico OCUMETER Plus 024278107

TIMOPTOL 0,50% collirio,soluzione – flacone da 5 ml con dosatore oftalmico OCUMETER Plus 024278121

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Giugno 2010

10.0 Data di revisione del testo

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Settembre 2012

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Timoptol – Coll 5 ml 0,25% C/dos (Timololo Maleato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Etico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: S01ED01 AIC: 024278107 Prezzo: 3,43 Ditta: Santen Italy Srl


Timoptol – Coll 5 ml 0,5% C/dos (Timololo Maleato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Etico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: S01ED01 AIC: 024278121 Prezzo: 3,42 Ditta: Santen Italy Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983