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Gliben F

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Gliben F: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Gliben

 

01.0 Denominazione del medicinale

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GLIBEN F

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Una compressa rivestita contiene:

Principi attivi: glibenclamide 5 mg; fenformina cloridrato 25 mg.

Per gli eccipienti, vedere 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

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Compresse rivestite.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Diabete mellito dell’adulto, specie nelle forme resistenti alle sulfaniluree e nei casi di insulino-resistenza.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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La posologia deve essere stabilita e regolata dal medico curante iniziando con una compressa al giomo, per via orale.

In base al controllo clinico ed ai risultati degli esami di laboratorio, si può aumentare successivamente la posologia di una compressa alla volta. Le compresse devono essere ingerite 30 minuti prima dei pasti con un po’ d’acqua. Dosi fino a due compresse al giomo, possono essere prese in una sola volta alla prima colazione. Dosi maggiori saranno suddivise tra i tre pasti.

Non dovrà mai essere superata la dose di 100 mg di fenformina pro die.

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04.3 Controindicazioni

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Stati prediabetici; diabete cheto-acidosico; diabete latente o sospetto; coma e precoma diabetico; tasso sierico della creatinina superiore a 12 mg/l; diabetici con precedenti di acidosi lattica; funzionalità epatica o renale gravemente compromessa; in corso di trattamento con diuretici o con agenti antiipertensivi suscettibili di provocare alterazioni della funzione renale o quando viene praticata una urografia endovenosa; affezioni cardiocircolatorie gravi (scompenso cardiaco, stato di shock cardiogenico o tossinfettivo; turbe della circolazione arteriosa periferica); affezioni respiratorie gravi, insufficienza surrenale, alcoolismo cronico; regimi fortemente ipocalorici e, soprattutto, stati di digiuno; shock; gravi malattie distrofiche; emorragie acute gravi; gangrena; gravidanza.

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Qualora nel corso della cura si verificassero compromissioni dello stato generale (febbre, eruzioni cutanee, ecc.), il paziente al più presto deve chiedere consiglio al medico curante. In qualche caso, come può accadere con altre sulfaniluree, si può avere ridotta tolleranza all’alcool che può facilitare i casi di acidosi lattica da fenformina con iperazotemia secondaria. Si consigliano periodici controlli, anche a lunga distanza, della funzionalità renale. La lattacidosi può decorrere in modo grave se non si interrompe il trattamento con fenformina e non si adottano misure adeguate. Sono stati riferiti casi con alti livelli ematici di acido lattico, aumento del rapporto lattato/piruvato, abbassamento del pH ematico, iperazotemia che eccezionalmente hanno avuto un decorso sfavorevole.

La determinazione della creatinina nel siero deve essere effettuata prima dell’inizio della cura, ogni due mesi nel primo semestre e poi ogni semestre.

In casi di manifestazioni ipoglicemiche (vedere sez. 4.8 effetti indesiderati) somministrare carboidrati; nei casi più gravi, che raramente possono arrivare fino alla perdita della coscienza, è necessario effettuare un’infusione lenta i.v. di soluzione glucosata.

In concomitanza di traumi, interventi chirurgici, malattie infettive e febbrili, può rendersi necessario instaurare temporaneamente la terapia insulinica per mantenere un adeguato controllo metabolico.

L’uso degli ipoglicemizzanti orali del gruppo delle sulfaniluree deve essere limitato ai pazienti con diabete mellito sintomatico insorto in età adulta e non chetogenico che non possa essere controllato con la dieta, nei quali la somministrazione di insulina sia impraticabile.

Gli ipoglicemizzanti orali non sono indicati nel trattamento del diabete latente, del diabete sospetto, negli stati prediabetici.

Il trattamento con sulfaniluree di pazienti con deficienza di G6PD può portare ad anemia emolitica. GLIBEN F, contenendo glibenclamide come principio attivo, deve essere pertanto utilizzato con cautela in tali pazienti e deve essere considerata un’alternativa terapeutica.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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L’azione ipoglicemizzante delle sulfaniluree può essere aumentata dal dicumarolo e derivati, dagli inibitori delle monoaminossidasi, dai sulfamidici, dal fenilbutazone e derivati, dal cloramfenicolo, dalla ciclofosfamide, dal probenecid, dal feniramidolo e dai salicilati; essa può essere invece diminuita dalla adrenalina, dai corticosteroidi, dai contraccettivi orali e dai diuretici tiazidici. Cautela deve essere anche posta nel somministrare contemporaneamente betabloccanti.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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E’ controindicata la somministrazione del farmaco durante la gravidanza e l’allattamento.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Il farmaco non altera lo stato di vigilanza.

 

04.8 Effetti indesiderati

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Fenomeni ipoglicemici possono manifestarsi, sebbene raramente, in corso di terapia con sulfaniluree soprattutto in soggetti debilitati, in età avanzata, in caso di sforzi fisici inconsueti, di alimentazione irregolare o assunzione di bevande alcooliche, di compromissione della funzionalità renale e/o epatica (vedere sez. 4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego).

Molto rara è la comparsa di disturbi gastroenterici (quali nausea e senso di pienezza epigastrica) e di cefalea; essi sono in relazione alla posologia ed in genere scompaiono con la riduzione di questa, se compatibile con il mantenimento dell’equilibrio metabolico.

In pazienti in trattamento con sulfaniluree sono state talvolta riportate manifestazioni allergiche cutanee che sono però transitorie ed in genere scompaiono con il proseguimento della terapia. Molto rare ed in genere reversibili sono le alterazioni a carico del sistema emopoietico.

 

04.9 Sovradosaggio

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In caso di assunzione abnorme del farmaco può instaurarsi un quadro ipoglicemico anche grave che può arrivare fino al coma. E’ necessario pertanto, oltre alle normali pratiche di pronto intervento, instaurare prontamente una terapia glucosata idonea al ripristino e mantenimento di una normale glicemia.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Associazioni di antidiabetici orali.

Codice ATC: A10BD01

Il Gliben F è un ipoglicemizzante orale, costituito dall’associazione di una sulfanilurea (glibenclamide) e di un derivato biguanidico (fenformina). L’effetto terapeutico della fenformina si svolge prevalentemente aumentando l’utilizzazione periferica del glucosio, inibendo la neoglucogenesi epatica e riducendo l’assorbimento intestinale del glucosio.

Tale meccanismo d’azione costituisce il presupposto teorico per l’impiego della fenformina in associazione alla glibenclamide, la quale svolge attività ipoglicemizzante prevalentemente per stimolazione delle cellule beta del pancreas.

Per il particolare meccanismo d’azione dei due componenti si ha quindi un potenziamento della loro azione come è dimostrato dal fatto che lo stesso effetto ipoglicemizzante si ottiene con dosaggi più bassi di entrambi i componenti, consentendo così di ridurre al minimo gli effetti collaterali indesiderati di ciascuno di essi.

In particolare il basso dosaggio della fenformina riduce il rischio di acidosi lattica che questa sostanza può provocare per aumento della glicolisi anaerobica, con conseguente iperproduzione di lattato.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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La glibenclamide è assorbita rapidamente per il 50% nel tratto gastro-enterico dopo somministrazione orale. L’emivita è di circa 5 ore; la durata dell’azione ipoglicemizzante è di circa 8-12 ore.

La fenformina è prontamente e parzialmente (50-80%) assorbita dal canale gastro-enterico; ha una emivita di circa 3 ore. La durata dell’effetto ipoglicemizzante è di 6 ore.

Nel Gliben F, mentre la glibenclamide si trova nello strato superficiale del confetto ed è prontamente ceduta, la fenformina si ritrova microincapsulata nel nucleo del confetto ed è ceduta lentamente. Pertanto le massime concentrazioni attive di fenformina si ottengono a partire dalla seconda ora e perdurano fino alla sesta ora compresa.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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La DL50 per os nel ratto è uguale a 1550 mg/kg. Le somministrazioni di dosi rilevanti nel ratto e nel cane per 6 mesi non hanno determinato alterazioni sensibili dei vari parametri considerati.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Una compressa rivestita contiene:

amido di mais, carmellosa sodica, gelatina, magnesio stearato, polivinilcloruro, gomma lacca, glicerolo triacetato, talco, silice colloidale idrata, saccarosio, cera carnauba, cera bianca, paraffina solida.

 

06.2 Incompatibilità

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Niente da segnalare per l’uso previsto.

 

06.3 Periodo di validità

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3 anni.

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare a temperatura non superiore a 30°C.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister – 30 compresse rivestite

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Non pertinente.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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ABIOGEN PHARMA S.p.A.

Via Meucci 36 – 56014 Ospedaletto – PISA.

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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GLIBEN F 5 mg +25 mg compresse rivestite – 30 compresse AIC n. 022925010

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Marzo 1974 / Maggio 2005

 

10.0 Data di revisione del testo

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01/09/2007

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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