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Tamsulosina Aur: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Tamsulosina Aur

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Tamsulosina Aur: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Tamsulosina Aur: la confezione

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01.0 Denominazione del medicinale

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Tamsulosina Aurobindo 400 microgrammi capsule rigide a rilascio prolungato.

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni capsula rigida a rilascio prolungato contiene 0,4 mg di tamsulosina cloridrato.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

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03.0 Forma farmaceutica

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Capsula rigida a rilascio prolungato.

Capsule rigide di gelatina di colore verde oliva opaco/arancio opaco di grandezza ‘0’ con stampato ‘D’ sulla testa e ‘53’ sul corpo con inchiostro nero commestibile, riempite con granuli da bianchi a quasi bianchi.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Sintomi del tratto urinario inferiore (LUTS- Lower Urinary Tract Symptoms) associati a iperplasia prostatica benigna (IPB).

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Per uso orale. Adulti:

Una capsula al giorno da assumere dopo la colazione o dopo il primo

pasto della giornata. La capsula deve essere ingerita intera con un bicchiere d’acqua stando in piedi o seduti (non stando sdraiati). La capsula non deve essere rotta o aperta, poiché si può modificare il rilascio prolungato del principio attivo.

Persone anziane:

Non è necessario ridurre la dose.

Pazienti con insufficienza renale:

Nei pazienti con clearance della creatinina superiore a 0,17 ml/sec (10 ml/min) non è necessario modificare il dosaggio.

Pazienti con insufficienza epatica:

Nei pazienti con disfunzione epatica da lieve a moderata non è necessario modificare il dosaggio (vedere anche ìl paragrafo 4.3, Controìndìcazìonì).

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia della tamsulosina nei bambini di età <18 anni non sono state ancora stabilite. I dati al momento disponibili sono riportati al paragrafo 5.1.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità a tamsulosina cloridrato, compreso l’angioedema indotto da farmaco, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Anamnesi di ipotensione ortostatica

Grave insufficienza epatica.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Come con altri antagonisti α1-adrenergici, durante il trattamento con tamsulosina può verificarsi, in singoli casi, una riduzione della pressione sanguigna, che può portare raramente a sincope. Ai primi sintomi di ipotensione ortostatica (capogiri, debolezza), il paziente deve sedersi o sdraiarsi finché tali sintomi non siano scomparsi.

Prima di iniziare la terapia con tamsulosina, si deve esaminare il paziente al fine di escludere la presenza di altre condizioni che possano causare gli stessi sintomi dell’iperplasia prostatica benigna. Prima del trattamento e, successivamente, ad intervalli regolari, si deve eseguire l’esame rettale digitale e, quando necessario, si devono determinare i livelli dell’antigene specifico prostatico (PSA).

Il trattamento di pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina < 10 ml/min) deve essere eseguito con cautela, poiché non si ha esperienza in questo tipo di pazienti.

Raramente, a seguito dell’utilizzo di tamsulosina, è stata segnalata la comparsa di angioedema. Il trattamento deve essere sospeso immediatamente, il paziente deve essere tenuto sotto controllo fino alla scomparsa dell’edema e il medicinale non deve essere somministrato di nuovo.

Durante l’intervento chirurgico di cataratta, in alcuni pazienti in corso di trattamento o precedentemente trattati con tamsulosina cloridrato, è stata osservata la Sindrome dell’iride a bandiera intraoperatoria (IFIS – “Intraoperative Floppy Iris Syndrome”, una variante della sindrome della pupilla piccola). L’IFIS può aumentare il rischio di complicazioni all’occhio durante e dopo l’operazione.

L’interruzione del trattamento con tamsulosina 1-2 settimane prima dell’intervento chirurgico di cataratta è considerato utile, tuttavia, il beneficio della sospensione della terapia non è stato ancora stabilito. L’IFIS è stata inoltre segnalata in pazienti che avevano sospeso il trattamento con tamsulosina per un periodo più lungo prima dell’intervento alla cataratta.

Non è raccomandato l’inizio della terapia con tamsulosina cloridrato nei pazienti per i quali è programmato un intervento chirurgico di cataratta. Durante la valutazione pre-operatoria, l’oftalmologo ed il team chirurgico devono considerare se i pazienti in attesa dell’intervento chirurgico di cataratta sono in trattamento o sono stati trattati con tamsulosina in modo da assicurare che, durante l’intervento, siano utilizzate misure appropriate per la gestione della IFIS.

Tamsulosina cloridrato non deve essere somministrato in associazione a forti inibitori del CYP3A4 in pazienti con un fenotipo CYP2D6 caratterizzato da una lenta metabolizzazione.

Tamsulosina cloridrato deve essere usata con cautela in associazione con gli inibitori potenti e moderati di CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5).

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Gli studi d’interazione sono stati condotti solo negli adulti.

Non si è osservata alcuna interazione quando tamsulosina cloridrato è stata somministrata in associazione ad atenololo, enalapril o teofillina.

L’uso concomitante di cimetidina porta ad un aumento dei livelli plasmatici di tamsulosina, mentre l’uso concomitante di furosemide porta ad una riduzione dei livelli plasmatici di tamsulosina; tuttavia, poiché in entrambi i casi tali livelli si mantengono nel range di normalità, non è necessaria una modifica della posologia.

In vitro, né il diazepam, né propranololo, triclormetiazide, clormadinone, amitriptilina, diclofenac, glibenclamide, simvastatina e warfarin hanno modificato la frazione libera di tamsulosina nel plasma umano. Neanche la tamsulosina modifica le frazioni libere di diazepam, propranololo, triclormetiazide e clormadinone.

Diclofenac e warfarin, tuttavia, possono aumentare la velocità di eliminazione di tamsulosina.

La somministrazione concomitante di tamsulosina cloridrato con inibitori potenti del CYP3A4 può aumentare l’esposizione a tamsulosina cloridrato. La somministrazione concomitante con ketoconazolo (un noto potente inibitore di CYP3A4) ha dato luogo ad un aumento di AUC e Cmax di tamsulosina cloridrato di un fattore rispettivamente di 2,8 e 2,2. Tamsulosina cloridrato non deve essere somministrata in associazione con potenti inibitori di CYP3A4 in pazienti con fenotipo metabolizzatore lento del CYP2D6.

Tamsulosina cloridrato deve essere usata con cautela in associazione con inibitori forti e moderati di CYP3A4.

La somministrazione concomitante di tamsulosina cloridrato con paroxetina, un forte inibitore di CYP2D6 ha dato luogo a Cmax e AUC di

tamsulosina che erano aumentati di un fattore di 1,3 e 1,6 rispettivamente, ma questi aumenti non sono considerati clinicamente rilevanti.

La somministrazione concomitante di altri antagonisti α1-adrenergici può portare ad effetti ipotensivi.

04.6 Gravidanza e allattamento

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L’uso di Tamsulosina Aurobindo non è indicato nelle donne.In studi clinici a breve e lungo termine con Tamsulosina cloridrato sono stati osservati disturbi dell’eiaculazione. Casi di disturbi dell’eiaculazione, eiaculazione retrograda e incapacità di eiaculazione sono stati riportati in studi di fase post-autorizzativa.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati eseguiti studi sugli effetti di tamsulosina sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari. Tuttavia, i pazienti devono essere a conoscenza del fatto che possono verificarsi capogiri.

04.8 Effetti indesiderati

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Comuni(≥ 1/100, < 1/10) Non comuni(≥ 1/1000, < 1/100) Rari(≥1/10.000, < 1/1000) Molto rari(< 1/10.000)
Patologie del sistema nervosoCapogiri (1,3%)CefaleaSincope
Patologie cardiachePalpitazioni
Patologie vascolariIpotensione ortostatica
Patologie respiratorie, toraciche e mediastinicheRinite
Patologie gastrointestinaliStipsi, diarrea, nausea, vomito
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoEruzione cutanea, prurito, orticariaAngioedemaSindrome di Stevens-Johnson
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammellaDisturbi dell’eiaculazionePriapismo
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneAstenia

Durante interventi chirurgici di cataratta, nel corso del periodo di sorveglianza post-marketing, una variante della sindrome della pupilla piccola, nota come Sindrome dell’iride a bandiera intraoperatoria (IFIS – Intraoperative Floppy Iris Sindrome), è stata associata alla terapia con tamsulosina (vedere anche paragrafo 4.4).

Esperienza post-marketing: oltre agli eventi avversi sopra elencati, in associazione con tamsulosina sono stati segnalati fibrillazione atriale, aritmia, tachicardia e dispnea. Poiché questi eventi segnalati spontaneamente provengono dall’esperienza post- marketing a livello mondiale, la frequenza degli eventi e il ruolo di tamsulosina nella loro insorgenza non possono essere stabiliti in maniera affidabile.

04.9 Sovradosaggio

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Sintomi

Il sovradosaggio con tamsulosina cloridrato può provocare potenzialmente effetti ipotensivi gravi.

Gravi effetti ipotensivi sono stati osservati a differenti livelli di sovradosaggio.

Trattamento

In caso di ipotensione acuta in seguito a sovradosaggio deve essere fornito un supporto cardiovascolare. La pressione sanguigna può essere regolarizzata e la frequenza cardiaca può tornare a valori normali facendo sdraiare il paziente. Se questo non è sufficiente possono essere utilizzati plasma expanders e, quando necessario, vasopressori. La funzionalità renale deve essere tenuta sotto controllo e devono essere applicate misure generali di supporto. È improbabile che la dialisi possa essere utile poiché tamsulosina ha un legame molto elevato con le proteine plasmatiche.

Per impedire l’assorbimento possono essere adottate misure quali l’emesi. Quando si è in presenza di quantità elevate di medicinale ingerito, si può effettuare una lavanda gastrica e si possono somministrare carbone attivo ed un lassativo osmotico, come il solfato di sodio.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Farmaci usati nell’ipertrofia prostatica benigna, Antagonisti dei recettori alfa-adrenergici.

Codice ATC: G04CA02

Meccanismo d’azione

Tamsulosina si lega in modo selettivo e competitivo con i recettori α1A- adrenergici postsinaptici, che trasmettono la contrazione della muscolatura liscia, rilassando in tal modo la muscolatura liscia della prostata e dell’uretra

Effetti farmacodinamici

Tamsulosina aumenta la velocità massima del flusso urinario rilassando la muscolatura liscia della prostata e dell’uretra e, quindi, rimuovendone l’ostruzione.

Il medicinale migliora anche i sintomi irritativi ed ostruttivi, nel caso in cui la contrazione della muscolatura liscia a livello delle basse vie urinarie giochi un ruolo importante.

I bloccanti alfa-adrenergici possono ridurre la pressione sanguigna diminuendo le resistenze periferiche. Durante gli studi condotti con tamsulosina in pazienti normotesi, non è stata osservata alcuna riduzione della pressione sanguigna rilevante dal punto di vista clinico.

Gli effetti del medicinale sui sintomi di riempimento e svuotamento vengono mantenuti anche durante la terapia a lungo termine. I dati

osservazionali indicano che l’uso di tamsulosina può postporre la necessità di chirurgia o cateterizzazione.

Popolazione pediatrica

Uno studio in doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo a intervalli di dose è stato eseguito su bambini con vescica neuropatica. Un totale di 161 bambini (di età 2-16 anni) sono stati randomizzati e trattati con 1 dei 3 livelli di dose di tamsulosina (basso [0,001-0,002 mg/kg], medio [0,002-0,004 mg/kg] e elevato [0,004-0,008 mg/kg]) oppure con placebo. L’endpoint primario era il numero di pazienti con riduzione della LPP (leak point pressure) del detrusore a <40 cm H2O sulla base di due valutazioni nello stesso giorno. Gli endpoint secondari erano: cambiamento reale e percentuale rispetto al basale nella LLP del detrusore, miglioramento o stabilizzazione dell’idronefrosi e dell’idrouretere e cambiamento nei volumi di urina ottenuti tramite cateterizzazione e numero di volte in cui il paziente si trovava bagnato al momento della cateterizzazione come riportato nei diari di cateterizzazione. Non è stata trovata alcune differenza significativa tra il gruppo placebo e uno qualsiasi dei 3 gruppi di dose di tamsulosina né per gli endpoint primari né per quelli secondari. Non è stata osservata alcuna risposta alla dose per nessuno dei livelli di dose testati.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

Tamsulosina è assorbita rapidamente a livello intestinale ed ha una biodisponibilità quasi completa. L’assorbimento è rallentato se prima di assumere il medicinale viene consumato un pasto. Una uniformità di assorbimento può essere promossa assumendo sempre tamsulosina dopo la colazione.

Tamsulosina mostra una cinetica di tipo lineare.

Il picco dei livelli plasmatici viene raggiunto circa 6 ore dopo l’assunzione di una dose singola di tamsulosina dopo un pasto completo. Lo stato stazionario viene raggiunto dopo 5 giorni di somministrazioni ripetute, quando la Cmax nei pazienti è circa due terzi più elevata di quella raggiunta dopo somministrazione singola. Sebbene questo sia stato dimostrato solo nei pazienti anziani, si suppone che questo avvenga anche nei pazienti più giovani.

Esiste una considerevole variazione interindividuale nei livelli plasmatici di tamsulosina dopo somministrazione singola o ripetuta.

Distribuzione

Nell’uomo, tamsulosina ha un legame alle proteine plasmatiche superiore al 99% ed il suo volume di distribuzione è piccolo (circa 0,2 l/Kg).

Biotrasformazione

Tamsulosina subisce un basso effetto di primo passaggio. La maggior parte del farmaco è presente a livello plasmatico in forma immodificata. Esso viene metabolizzato a livello epatico.

In studi nel ratto, è stata osservata solo una lieve induzione degli enzimi microsomiali epatici indotta da tamsulosina.

I metaboliti non sono altrettanto attivi o tossici rispetto al composto originario.

Escrezione

Tamsulosina ed i suoi metaboliti sono escreti principalmente nelle urine e circa il 9% della dose è presente come farmaco immodificato.

Nei pazienti l’emivita di eliminazione di tamsulosina è di circa 10 ore (quando assunta dopo un pasto) e di 13 ore allo stato stazionario.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Studi di tossicità a dosi singole e ripetute sono state eseguite nel topo, ratto e cane. Inoltre, sono stati eseguiti studi sulla tossicità nella riproduzione nel ratto e sono state valutate la carcinogenicità nel topo e nel ratto e la genotossicità sia in vivo che in vitro.

Il profilo di tossicità generale, quale osservato con dosi elevate di tamsulosina, corrisponde agli effetti farmacologici associati agli agenti bloccanti alfa-adrenergici. A livelli di dose molto elevati, nei cani l’ECG è risultato alterato. Tuttavia, ciò non è considerato come clinicamente rilevante. Tamsulosina non ha dimostrato di possedere rilevanti proprietà genotossiche.

Sono state evidenziate alterazioni maggiori di tipo proliferativo della ghiandola mammaria in ratti e topi femmine. Questi risultati, che sono probabilmente legati all’iperprolattinemia e che si ottengono solo a dosi elevate, sono da considerarsi come clinicamente non significativi.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Contenuto della capsula

Cellulosa microcristallina Talco

Copolimero dell’acido metacrilico –acrilato etilico Sodio lauril solfato

Polisorbato 80 Triacetina Calcio stearato

Involucro della capsula

Indigotina (E132)

Ossido di ferro rosso (E172) Ossido di ferro giallo (E172) Titanio diossido (E171) Gelatina

Sodio lauril solfato

Inchiostro di stampa Gommalacca Propilenglicole

Ossido di ferro nero (E172) Potassio idrossido

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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2 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere dall’umidità.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Confezioni blister in PVC/PE/PVDC/Alluminio

Blister: 1, 2, 4, 7, 10, 14, 15, 20, 28, 30, 50, 56, 60, 90, 98, 100 o 200

capsule rigide.

Flacone in HDPE rotondo e bianco opaco con chiusura in polipropilene bianco opaco: 10 e 250 capsule rigide.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Aurobindo Pharma (Italia) S.r.l. Vicolo San Giovanni sul Muro, 9 20121 – Milano

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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AIC n.

040917015 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 1 CAPSULA IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917027 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 2 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917039 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 4 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917041 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 7 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917054 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 10 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917066 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 14 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917078 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 15 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917080 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 20 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917092 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 28 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917104 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 30 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917116 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 50 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917128 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 56 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917130 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 60 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917142 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 90 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917155 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 98 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917167 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 100 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917179 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 200 CAPSULE IN BLISTER PVC/PE/PVDC/AL

040917181 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 10 CAPSULE IN FLACONE HDPE

040917193 – "400 mcg CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 250 CAPSULE IN FLACONE HDPE

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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29/10/2012

10.0 Data di revisione del testo

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10/2012

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Tamsulosina aur – 20 Cps400 mcg Rp (Tamsulosina Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: G04CA02 AIC: 040917080 Prezzo: 4,41 Ditta: Aurobindo Pharma Italia Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983