Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.
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- 1 Scheda tecnica AIFAEstreva – Estradiolo
- 2 BugiardinoEstreva
- 3 Effetti collateraliEstreva
- 4 Principio attivoEstradiolo
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Estreva è un farmaco a base di estradiolo in gel transdermico, usato come terapia ormonale sostitutiva per trattare i sintomi da carenza di estrogeni nelle donne in postmenopausa.[1, 2] Prima di usarlo bisogna sapere che non deve essere impiegato in caso di tumore della mammella, tumori estrogeno-dipendenti, trombosi venosa o arteriosa, sanguinamento genitale non diagnosticato, iperplasia endometriale non trattata, malattia epatica attiva o porfiria.[1, 2] La terapia va iniziata solo se i sintomi incidono sulla qualità della vita e, durante il trattamento, il medico deve rivalutare periodicamente rischi e benefici.[1, 2]
A cosa serve
Estreva 0,1% gel contiene estradiolo, un estrogeno naturale. Compensa la carenza di produzione estrogenica e allevia i sintomi della menopausa. L’indicazione riportata in scheda tecnica è la terapia ormonale sostitutiva nei sintomi da carenza di estrogeni nelle donne in postmenopausa; l’esperienza nelle donne oltre i 65 anni è limitata.[1, 2]
Formulazioni e come si usa
Estreva è disponibile come gel traslucido e inodore in flacone con pompa dosatrice. Ogni erogazione della pompa rilascia 0,5 g di gel, pari a 0,5 mg di estradiolo. Ogni flacone contiene 50 g di gel; sono disponibili confezioni da uno o tre flaconi.[1, 4]
La dose iniziale riportata in scheda tecnica è 0,5 g di gel al giorno per 24-28 giorni. La dose media è 1,5 g al giorno, cioè 3 dosi consecutive, per 24-28 giorni. La dose individuale può variare da 0,5 a 3 g di gel al giorno, e va usata la dose minima efficace per il minor tempo possibile.[1]
Il gel va applicato sulla pelle pulita, asciutta e intatta, preferibilmente dopo la doccia, al mattino o alla sera, su addome, cosce, braccia o spalle. La superficie di applicazione deve essere circa grande il doppio della mano. Il gel non va applicato su seno o mucose, bisogna evitare il contatto con gli occhi, non è necessario frizionare e si consiglia di attendere 2 minuti prima di vestirsi. Dopo l’uso vanno lavate le mani.[1]
Nelle donne con utero intatto è essenziale associare un progestinico per almeno 12-14 giorni per ciclo per ridurre il rischio di iperplasia endometriale indotta dagli estrogeni. Nelle donne isterectomizzate, salvo precedente diagnosi di endometriosi, l’aggiunta del progestinico non è raccomandata. Sono possibili un regime ciclico, con 24-28 giorni di trattamento seguiti da 2-7 giorni di sospensione, oppure un regime continuo senza interruzione; nel regime ciclico il sanguinamento può comparire durante la sospensione, mentre nel continuo il progestinico va assunto per almeno 12 giorni al mese nelle donne non isterectomizzate.[1]
Se si dimentica una dose, può aumentare la probabilità di metrorragia da interruzione e spotting.[1]
Controindicazioni e avvertenze
Estreva non deve essere usato in caso di: cancro della mammella accertato, pregresso o sospetto; tumori maligni estrogeno-dipendenti, accertati o sospetti; sanguinamento genitale non diagnosticato; iperplasia endometriale non trattata; tromboembolismo venoso in atto o pregresso; disturbi trombofilici noti, come deficit di proteina C, proteina S o antitrombina; malattia tromboembolica arteriosa in atto o recente, come angina o infarto miocardico; malattia epatica acuta o pregressa finché la funzionalità non sia tornata normale; ipersensibilità al principio attivo o a uno degli eccipienti; porfiria.[1, 2, 3]
La terapia ormonale sostitutiva va iniziata solo se i sintomi della postmenopausa compromettono la qualità di vita. Prima di iniziare o riprendere il trattamento serve un’anamnesi completa personale e familiare e una visita medica che includa seno e zona pelvica; durante la terapia sono raccomandati controlli periodici e, quando indicato, esami di screening come la mammografia.[1, 2]
Servono particolare cautela e sorveglianza se la paziente ha o ha avuto fibromi uterini, endometriosi, fattori di rischio tromboembolico, rischio aumentato di tumori estrogeno-dipendenti, ipertensione, disturbi epatici, diabete con o senza complicanze vascolari, colelitiasi, emicrania o cefalea grave, lupus eritematoso sistemico, epilessia, asma o otosclerosi.[1, 2]
La terapia va interrotta se compare una controindicazione o in caso di ittero, peggioramento della funzione epatica o significativo aumento della pressione arteriosa, secondo quanto riportato in scheda tecnica.[1]
Interazioni
Gli estrogeni possono avere un metabolismo aumentato da farmaci o sostanze che inducono enzimi, soprattutto il citocromo P450. Tra quelli citati ci sono fenobarbital, fenitoina, carbamazepina, rifampicina, rifabutina, nevirapina, efavirenz ed erba di San Giovanni. Ritonavir e nelfinavir, pur noti come inibitori, possono mostrare anche proprietà di induzione se assunti con ormoni steroidei.[1]
Con la via transdermica si evita il primo passaggio epatico, quindi il gel può essere meno influenzato dagli induttori enzimatici rispetto agli estrogeni per via orale. Un aumento del metabolismo degli estrogeni e dei progestinici può però ridurre l’effetto clinico e modificare il sanguinamento uterino.[1]
Gravidanza e allattamento
Estreva non è indicato in gravidanza. Se una gravidanza si verifica durante il trattamento, la terapia deve essere sospesa immediatamente. Gli studi epidemiologici sull’esposizione accidentale del feto agli estrogeni non indicano effetti teratogeni o fetotossici nella maggior parte dei casi riportati.[1]
Estreva non è indicato durante l’allattamento.[1]
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati riportati con la terapia ormonale sostitutiva comprendono reazioni di ipersensibilità, aumento o diminuzione di peso, umore depresso, ansia, riduzione o aumento della libido, cefalea, capogiri, emicrania, disturbi della vista, intolleranza alle lenti a contatto, palpitazioni, dolore addominale, nausea, dispepsia, gonfiore, vomito, reazioni cutanee, prurito, eritema nodoso, orticaria, irsutismo, acne, crampi muscolari, sanguinamento uterino o vaginale incluso spotting, dolore o tensione mammaria, dismenorrea, perdite vaginali, sindrome premestruale, aumento del volume mammario, edema e fatica.[1, 3]
Tra i rischi più importanti segnalati per la TOS c’è l’aumento del rischio di cancro della mammella, soprattutto con la terapia combinata estrogeni-progestinici per oltre 5 anni; il rischio con i soli estrogeni è più basso rispetto alla combinazione. Nelle donne con utero integro, la terapia a base di soli estrogeni non è raccomandata perché aumenta il rischio di carcinoma endometriale; aggiungere un progestinico per almeno 12 giorni per ciclo può ridurre questo rischio.[1, 3]
Il sovradosaggio con applicazione transdermica è improbabile. Se accade, possono comparire nausea, vomito ed emorragia da sospensione; non esiste un antidoto specifico e il trattamento è sintomatico.[1]
Domande frequenti
Estreva si usa solo dopo la menopausa? Sì, l’indicazione riportata è la terapia dei sintomi da carenza di estrogeni nelle donne in postmenopausa.[1, 2]
Si può usare in gravidanza? No, non è indicato. Se si verifica una gravidanza durante il trattamento, va sospeso subito.[1]
Va usato da solo se l’utero è presente? No, nelle donne con utero intatto è essenziale associare un progestinico per almeno 12-14 giorni per ciclo.[1]
Quanto dura il trattamento? Va usata la dose minima efficace per la minore durata possibile e la terapia va rivalutata almeno ogni anno.[1, 2]
Posso applicarlo su seno o mucose? No, non deve essere applicato sul seno né sulle mucose.[1]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Estreva – Estradiolo: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
