Iclusig: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Iclusig: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 riassunto EPAR EMA scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAIclusig 15 mg
  2. 2 BugiardinoIclusig
  3. 3 IndicazioniIclusig
  4. 4 Effetti collateraliIclusig
  5. 5 Sicurezza e azioneIclusig
  6. 6 Riassunto EPAR EMAIclusig (ponatinib)

Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Iclusig è un farmaco a base di ponatinib. È indicato negli adulti con leucemia mieloide cronica o leucemia linfoblastica acuta Philadelphia positiva quando alcuni trattamenti precedenti non hanno funzionato, non sono tollerati, oppure quando è presente la mutazione T315I.[1] Prima di iniziarlo, il medico deve valutare con attenzione il rischio cardiovascolare, perché questo medicinale può causare eventi occlusivi arteriosi e venosi, anche gravi.[1, 2] Non deve essere usato se c’è ipersensibilità a ponatinib o a uno qualsiasi degli eccipienti; inoltre, in chi ha avuto infarto, rivascolarizzazione o ictus va considerato con molta cautela e solo se il beneficio supera il rischio.[1]

A cosa serve

Iclusig è indicato in pazienti adulti con leucemia mieloide cronica (LMC) in fase cronica, accelerata o blastica resistenti a dasatinib o nilotinib, oppure intolleranti a questi farmaci e per i quali il successivo trattamento con imatinib non è clinicamente appropriato, oppure nei quali è stata identificata la mutazione T315I. È indicato anche nella leucemia linfoblastica acuta con cromosoma Philadelphia positivo (LLA Ph+) in pazienti resistenti a dasatinib, oppure intolleranti a dasatinib e per i quali imatinib non è clinicamente appropriato, oppure nei quali è stata identificata la mutazione T315I.[1]

Formulazioni e come si usa

Iclusig è disponibile in compresse rivestite con film da 15 mg, 30 mg e 45 mg di ponatinib. Ogni compressa contiene anche lattosio monoidrato.[1]

La terapia deve essere iniziata da un medico esperto nella diagnosi e nel trattamento della leucemia. Prima di iniziare il trattamento, il medico deve valutare il profilo cardiovascolare del paziente e gestire attivamente i fattori di rischio cardiovascolare; durante la terapia, questo monitoraggio deve continuare.[1]

Nell’adulto, la dose iniziale raccomandata è di 45 mg una volta al giorno. Il trattamento va proseguito fino a progressione della malattia o tossicità inaccettabile. Se il paziente non mostra una risposta ematologica completa entro 3 mesi, l’interruzione del trattamento deve essere valutata.[1]

In alcuni pazienti con LMC in fase cronica che abbiano ottenuto una risposta citogenetica maggiore, può essere valutata una riduzione della dose a 15 mg al giorno, tenendo conto del rischio cardiovascolare, degli effetti indesiderati, del tempo necessario a ottenere la risposta e dei livelli di trascritto BCR-ABL; se la risposta si perde, la dose può essere riportata a 30 mg o 45 mg al giorno, secondo tollerabilità.[1]

Per la gestione delle tossicità ematologiche e non ematologiche possono essere necessarie riduzioni o interruzioni del trattamento. In presenza di reazioni avverse severe, il farmaco va sospeso; se gli eventi si risolvono o migliorano, il trattamento può essere ripreso aumentando gradualmente la dose, se clinicamente appropriato.[1]

Dose standard nell’adulto

Formulazione Dose iniziale raccomandata Dose massima giornaliera riportata in scheda Note
Compresse rivestite con film 15 mg, 30 mg, 45 mg 45 mg una volta al giorno 45 mg una volta al giorno Possibile riduzione a 15 mg in alcuni pazienti con LMC-FC dopo risposta citogenetica maggiore; possibile risalita a 30 mg o 45 mg in caso di perdita di risposta.[1]

Per bambini e adolescenti, la scheda AIFA di questa formulazione riporta indicazioni per adulti; se un medico dovesse prescriverlo in età pediatrica, la dose va letta nella tabella ufficiale della scheda tecnica o del foglietto illustrativo e deve essere definita dal pediatra.[1, 2]

Controindicazioni e avvertenze

Iclusig è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1]

Può causare mielosoppressione, con trombocitopenia, neutropenia e anemia anche gravi, soprattutto nei primi 3 mesi di trattamento. Per questo va eseguito un emocromo ogni 2 settimane per i primi 3 mesi e poi ogni mese, o secondo necessità clinica.[1]

Sono state segnalate occlusioni arteriose, comprese infarto del miocardio, ictus, occlusioni arteriose della retina, stenosi dei grandi vasi cerebrali, vasculopatia periferica e stenosi dell’arteria renale. Questi eventi si sono verificati anche in pazienti senza fattori di rischio cardiovascolare, ma sono più frequenti con l’età e in chi ha storia di ischemia, ipertensione, diabete o iperlipidemia.[1]

Nella scheda tecnica, Iclusig non deve essere usato in pazienti con storia di infarto del miocardio, precedente rivascolarizzazione o ictus, a meno che il potenziale beneficio superi il potenziale rischio.[1]

Il medicinale richiede cautela anche in caso di compromissione epatica o renale. Nei pazienti con intolleranza ereditaria al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non deve essere assunto, perché contiene lattosio monoidrato.[1]

Il foglietto illustrativo richiama anche la necessità di attenzione in caso di disturbi del fegato, del pancreas, della funzione renale, ipertensione, problemi cardiaci, sanguinamento o precedente trombosi; segnala inoltre la possibilità di riattivazione dell’epatite B.[2]

Interazioni

Si deve prestare attenzione all’uso concomitante con inibitori moderati o forti del CYP3A e con induttori moderati o forti del CYP3A.[1]

L’uso insieme ad anticoagulanti richiede cautela, soprattutto nei pazienti a rischio di sanguinamento.[1]

Il foglietto illustrativo elenca diversi medicinali che possono influire su Iclusig, tra cui alcuni antimicotici azolici, antivirali per HIV, antibiotici macrolidi, rifampicina, carbamazepina, fenitoina, fenobarbital, iperico e digossina.[2]

Gravidanza e allattamento

Nelle donne in età fertile e negli uomini trattati con Iclusig è raccomandato evitare una gravidanza o il concepimento durante il trattamento, usando un metodo contraccettivo efficace. Se si usano contraccettivi ormonali sistemici, è opportuno affiancare un metodo alternativo o supplementare.[1]

In gravidanza, Iclusig deve essere usato solo se chiaramente necessario, perché i dati nell’uomo sono insufficienti e gli studi animali hanno mostrato tossicità riproduttiva. Se viene usato durante la gravidanza, la paziente deve essere informata del possibile rischio per il feto.[1]

L’allattamento deve essere interrotto durante la terapia, perché non è noto se ponatinib passi nel latte materno.[1]

Effetti indesiderati

Gli effetti gravi più comuni riportati negli studi clinici comprendono polmonite, pancreatite, dolore addominale, fibrillazione atriale, piressia, infarto del miocardio, malattia occlusiva dell’arteria periferica, anemia, angina pectoris, riduzione delle piastrine, neutropenia febbrile, ipertensione, malattia coronarica, insufficienza cardiaca congestizia, accidente cerebrovascolare, sepsi, cellulite, insufficienza renale acuta, infezione delle vie urinarie e aumento della lipasi.[1, 2]

Nel profilo di sicurezza compaiono anche infezioni delle vie respiratorie superiori, riduzione di piastrine, neutrofili e globuli bianchi, anemia, pancitopenia, neutropenia febbrile, ipotiroidismo, riduzione dell’appetito, disidratazione, ritenzione idrica, alterazioni metaboliche e insonnia.[4]

Studi principali

Nello studio principale citato dall’EMA, Iclusig è stato valutato in 449 adulti con LMC o LLA Ph+ resistenti o intolleranti a dasatinib o nilotinib, oppure con mutazione T315I; il farmaco non è stato confrontato con altri trattamenti.[6]

Nella LMC in fase cronica, circa il 54% dei pazienti ha ottenuto una risposta citogenetica maggiore; nella LMC in fase accelerata circa il 58% ha ottenuto una risposta ematologica maggiore e nella fase blastica circa il 31%. Nei pazienti con LLA Ph+ in fase accelerata circa il 41% ha ottenuto una risposta ematologica maggiore.[6]

L’EMA ha autorizzato Iclusig perché ha ritenuto che i benefici superassero i rischi in pazienti con opzioni terapeutiche limitate, pur sottolineando il rischio di coaguli e ostruzioni arteriose o venose e la necessità di riconoscere e trattare i fattori che possono aumentarlo, come ipertensione e colesterolo elevato.[6]

Domande frequenti

Iclusig si prende con o senza cibo? La fonte disponibile riporta la somministrazione per via orale una volta al giorno, ma non specifica nella parte consultata se debba essere assunto con o senza cibo.[6, 1]

Serve un controllo del sangue durante la terapia? Sì. La scheda tecnica raccomanda un emocromo ogni 2 settimane per i primi 3 mesi e poi ogni mese o secondo indicazione clinica.[1]

Può causare problemi al cuore o ai vasi? Sì. Sono stati descritti eventi occlusivi arteriosi e venosi, anche gravi, e il rischio può essere dose-dipendente.[1, 6]

È usato nei bambini? Nella scheda tecnica AIFA fornita, le indicazioni riportate sono per pazienti adulti.[1]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Iclusig 15 mg: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.