Riassunto generato con AI, aggiornato il 21/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 6 schede tecniche AIFA, 3 bugiardini, 1 pagina principio attivo scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFAOssigeno Air Liquide Sanita’
- 2 Scheda tecnica AIFAOssigeno Nippon Sanso
- 3 Scheda tecnica AIFAOssigeno Magaldi Life
- 4 Scheda tecnica AIFAOssigeno Linde – Ossigeno
- 5 Scheda tecnica AIFAOssigeno sico
- 6 Scheda tecnica AIFAOssigeno siad
- 7 BugiardinoOssigeno Nippon Sanso
- 8 BugiardinoOssigeno Voxisud
- 9 BugiardinoOssigeno Siad
- 10 Principio attivoOssigeno
Il testo è generato solo da questi 10 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Ossigeno è un principio attivo di un gas medicinale puro, presentato nelle schede tecniche dei medicinali chiamati Ossigeno seguiti dal nome dell’azienda, in formulazioni equivalenti o generiche. Si usa per trattare l’insufficienza respiratoria acuta e cronica e anche in anestesia, terapia intensiva e camera iperbarica; prima dell’uso è importante sapere che la terapia va dosata con cautela e che, nelle applicazioni iperbariche, esistono controindicazioni specifiche.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
A cosa serve
Nelle schede tecniche consultate, l’ossigeno è indicato per il trattamento dell’insufficienza respiratoria acuta e cronica. È indicato anche in anestesia, in terapia intensiva e in camera iperbarica.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
L’ossigeno medicinale aumenta la quantità di ossigeno che arriva ai polmoni e quindi ai tessuti.[7, 8, 9]
Formulazioni e come si usa
Le specialità riportate nelle fonti sono ossigeno medicinale al 100% in forma di gas medicinale compresso o criogenico. Le confezioni sono bombole o contenitori criogenici; la pressione della bombola serve solo come autonomia del contenitore e non come “dose” del farmaco.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
La somministrazione avviene attraverso l’aria inalata, preferibilmente con dispositivi dedicati come cannula nasale o maschera facciale, usando flussometri per regolare il dosaggio. In anestesia può essere usato un sistema chiuso, mentre in alcuni contesti l’ossigeno può essere somministrato direttamente nel sangue con ossigenatore, ad esempio nel bypass cardiopolmonare.[1, 2, 3, 5, 6]
L’ossigenoterapia normobarica consiste nella somministrazione di una miscela con una percentuale di ossigeno inspirato superiore al 21%, a una pressione compresa tra 0,21 e 1 atmosfera. Nei pazienti non affetti da insufficienza respiratoria può essere somministrato con ventilazione spontanea; nei pazienti con insufficienza respiratoria o anestetizzati deve essere somministrato in ventilazione assistita.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
Per gli adulti, una delle schede tecniche riporta che in ventilazione spontanea, nei pazienti con insufficienza respiratoria cronica, l’ossigeno si somministra a un flusso tra 0,5 e 2 litri/minuto, mentre nei pazienti con insufficienza respiratoria acuta tra 0,5 e 15 litri/minuto, sempre adattando il trattamento alla gasometria. In ventilazione assistita il valore minimo di FiO2 è 21% e può salire fino al 100%, con l’obiettivo di mantenere la PaO2 non inferiore a 8 kPa (60 mmHg) o la saturazione arteriosa non inferiore al 90%.[4]
Per i bambini, le schede tecniche e i foglietti illustrativi indicano che la dose dipende dal peso e dall’età, va letta nella tabella del medicinale e deve essere decisa dal pediatra; nelle fonti non sono riportate qui dosi numeriche per fasce pediatriche.[7, 8, 9]
Controindicazioni e avvertenze
Per l’ossigenoterapia normobarica non esistono controindicazioni assolute.[1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9]
Nell’ossigenoterapia iperbarica, invece, le schede tecniche riportano come controindicazioni: enfisema bolloso, asma evolutiva, pneumotorace o anamnesi di pneumotorace, BPCO, polmonite da Pneumocystis carinii, stato di male epilettico, claustrofobia, gravidanza normoevolvente nel primo trimestre per patologie non acute, infezioni delle alte vie respiratorie, ipertermia, sferocitosi ereditaria, neurite del nervo ottico, tumori maligni, acidosi, uso concomitante di alcuni farmaci e sostanze, oltre a infanti prematuri.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
L’ossigeno deve essere somministrato con cautela e con aggiustamenti in base alle esigenze del singolo paziente. Le schede tecniche raccomandano di usare la dose più bassa che consenta di mantenere la pressione a 8 kPa (60 mmHg), e di somministrare concentrazioni più elevate per il periodo più breve possibile, con monitoraggio frequente dell’emogasanalisi.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
Le fonti riportano che l’ossigeno può essere usato in sicurezza fino al 100% per meno di 6 ore, al 60-70% per 24 ore e al 40-50% nel corso del secondo periodo di 24 ore; dopo due giorni a concentrazioni superiori al 40% può diventare potenzialmente tossico.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
Nei pazienti con insufficienza respiratoria in cui lo stimolo a respirare è legato all’ipossia, e in quelli con rischio di insufficienza respiratoria ipercapnica, come chi ha BPCO, fibrosi cistica, obesità patologica, deformità della parete toracica, disturbi neuromuscolari o sovradosaggio di farmaci depressivi della respirazione, l’ossigeno va titolato con particolare attenzione perché può peggiorare l’ipercapnia e causare depressione respiratoria e acidosi respiratoria.[1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9]
Interazioni
L’ossigeno non deve essere somministrato in concomitanza con farmaci che ne aumentano la tossicità, come catecolamine, corticosteroidi, ormoni, alcuni chemioterapici e antimicrobici. Le schede tecniche citano in particolare epinefrina, norepinefrina, desametasone, metilprednisolone, testosterone, tiroxina, bleomicina, ciclofosfamide, 1,3-bis(2-cloroetil)-1-nitrosourea e nitrofurantoina.[1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9]
Sono inoltre riportati come fattori che possono aumentare la tossicità dell’ossigeno i raggi X, l’ipertiroidismo e la carenza di vitamina C, vitamina E o glutatione. La tossicità polmonare di alcuni farmaci, come bleomicina, actinomicina, amiodarone e nitrofurantoina, può essere accentuata dall’inalazione di alte concentrazioni di ossigeno.[1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9]
Le fonti segnalano anche che l’ossigeno può peggiorare la depressione respiratoria indotta dall’alcool.[1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9]
Gravidanza e allattamento
Durante la gravidanza, l’ossigeno a pressione atmosferica può essere usato solo quando è necessario, cioè in caso di indicazioni vitali, donne in condizioni critiche o con ipossiemia.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
L’ossigenoterapia iperbarica è controindicata nella gravidanza normoevolvente del primo trimestre per patologie non acute. Le schede tecniche segnalano che in caso di grave intossicazione da monossido di carbonio il rapporto beneficio/rischio può essere favorevole.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
Non vi sono controindicazioni per l’uso dell’ossigeno durante l’allattamento. Le fonti consultate non segnalano effetti sulla fertilità.[1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9]
Effetti indesiderati
I tessuti più sensibili all’iperossiemia sono polmoni, cervello e occhi.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
Gli effetti respiratori riportati includono tracheobronchite, dolore substernale e tosse secca, seguiti da riduzione della capacità vitale, edema interstiziale e, nei casi più gravi, fibrosi polmonare. L’inalazione di alte concentrazioni di ossigeno può favorire atelettasia e peggioramento degli scambi gassosi.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
Nelle persone con ipossia cronica e ipercapnia, concentrazioni troppo elevate di ossigeno possono ridurre lo stimolo ventilatorio e portare a depressione respiratoria, ipercapnia aggravata, acidosi respiratoria e, in casi estremi, arresto respiratorio.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
Con ossigenoterapia iperbarica sono stati descritti anche sintomi neurologici e oculari, come tinnito, disturbi della vista e dell’udito, spasmi muscolari, vertigini, nausea, ansia, confusione, irritabilità, fino a perdita di coscienza e convulsioni generalizzate.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
Domande frequenti
L’ossigeno si usa solo per problemi respiratori? No. Le schede tecniche lo indicano per l’insufficienza respiratoria acuta e cronica, ma anche in anestesia, terapia intensiva e camera iperbarica.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
La dose è uguale per tutti? No. Va adattata al singolo paziente e monitorata con emogasanalisi o pulsossimetria; per i bambini la dose dipende da peso e età e va seguita la tabella del medicinale.[1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9]
Ci sono controindicazioni per l’ossigeno normale? Per l’ossigenoterapia normobarica le fonti non riportano controindicazioni assolute.[1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9]
Posso usarlo in gravidanza? Solo se necessario e sotto controllo medico; l’uso iperbarico è controindicato nel primo trimestre per patologie non acute.[1, 2, 3, 4, 5, 6, 7]
L’ossigeno può dare effetti indesiderati? Sì, soprattutto se usato a concentrazioni elevate o per tempi prolungati: le fonti citano effetti respiratori, neurologici e oculari.[1, 2, 3, 4, 5, 6]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Ossigeno Air Liquide Sanita’: Scheda tecnica e prescrivibilità. Avvertenze.
