Pentacol: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Pentacol: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAPentacol
  2. 2 BugiardinoPentacol
  3. 3 IndicazioniPentacol
  4. 4 Effetti collateraliPentacol
  5. 5 Sicurezza e azionePentacol
  6. 6 Principio attivoMesalazina

Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato: gli articoli di approfondimento in fondo alla pagina sono solo elencati.

Pentacol è un farmaco a base di mesalazina, un antinfiammatorio intestinale usato per trattare la colite ulcerosa e, in alcune formulazioni, anche il morbo di Crohn e la malattia infiammatoria cronica intestinale non classificabile (IBDU).[1] Può essere impiegato sia nelle fasi attive sia nella prevenzione delle recidive, ma prima di usarlo bisogna considerare bene controindicazioni, età, funzionalità renale ed epatica, gravidanza e allattamento.[1, 2] Le diverse formulazioni non sono equivalenti per indicazioni e posologia: compresse e preparazioni rettali hanno usi specifici e dosaggi diversi, che vanno seguiti come indicato dal medico o nella scheda tecnica/foglietto illustrativo.[1, 2]

A cosa serve

Pentacol contiene mesalazina e appartiene agli antinfiammatori intestinali.[1, 2] Le indicazioni cambiano in base alla formulazione:

  • Compresse gastroresistenti da 400 mg e 800 mg: colite ulcerosa, morbo di Crohn e IBDU.[1]
  • Compresse gastroresistenti da 1200 mg: colite ulcerosa.[1]
  • Gel rettale: proctiti ulcerose, morbo di Crohn e flogosi idiopatiche intestinali acute e croniche a localizzazione anorettale e perianale.[1]
  • Granulato per sospensione rettale: colite ulcerosa e flogosi idiopatiche intestinali acute e croniche a localizzazione rettosigmoidea.[1]
  • Schiuma rettale: colite ulcerosa e flogosi idiopatiche intestinali acute e croniche a localizzazione rettosigmoidea, colon sinistro e porzione distale del trasverso.[1]
  • Sospensione rettale: colite ulcerosa a localizzazione retto-sigmoidea.[1]
  • Supposte: colite ulcerosa a localizzazione rettale.[1, 2]

Pentacol è indicato sia nel trattamento delle fasi attive della malattia sia nella prevenzione delle recidive. Nella fase attiva severa può essere associato a un corticosteroide.[1, 2]

Formulazioni e come si usa

Compresse gastroresistenti

Negli adulti, per la colite ulcerosa in fase di mantenimento della remissione, la dose media è di 2,4 g al giorno, corrispondenti a 6 compresse da 400 mg, oppure 3 compresse da 800 mg, oppure 2 compresse da 1200 mg, suddivise in 2 o 3 somministrazioni.[1] Nella fase di induzione della remissione della colite ulcerosa, la dose iniziale raccomandata nelle forme acute lievi è 2,4 g al giorno; nelle forme acute moderate la dose può essere aumentata fino a 4,8 g al giorno, sempre in 2 o 3 somministrazioni. La durata del trattamento nelle fasi attive è di 4-6 settimane.[1]

Per morbo di Crohn e IBDU, negli adulti la dose media è di 2 compresse da 400 mg oppure 1 compressa da 800 mg tre volte al giorno; nelle fasi acute si può aumentare fino a 10 compresse da 400 mg o 5 compresse da 800 mg al giorno, secondo il parere del medico. Anche qui la durata delle fasi attive è di 4-6 settimane.[1]

La scheda tecnica indica che nei trattamenti a lungo termine per prevenire le recidive il dosaggio quotidiano deve essere stabilito dal medico in base alle condizioni del paziente e all’evoluzione della malattia.[1]

Le compresse vanno ingerite intere, senza frazionarle né masticarle, con un sorso d’acqua e lontano dai pasti.[1]

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia nei bambini sotto i 2 anni non sono state stabilite.[1] Le compresse da 400 mg e 800 mg sono controindicate sotto i 6 anni, mentre le compresse da 1200 mg non devono essere usate sotto i 18 anni per la possibile difficoltà di deglutizione legata alla dimensione.[1]

Nei bambini dai 6 anni in su la dose dipende dal peso corporeo e deve essere determinata individualmente: la scheda tecnica riporta una tabella con gli schemi per la fase acuta e per il mantenimento, e la decisione spetta al pediatra.[1] In generale, la scheda tecnica segnala che nei bambini fino a 40 kg si raccomanda spesso una dose pari alla metà di quella degli adulti, mentre sopra i 40 kg si usa la dose adulta.[1]

Formulazioni rettali

Per il gel rettale, nella fase attiva la dose media giornaliera per adulti è di 1500 mg di mesalazina, pari a tre tubetti da 500 mg, salvo diverso giudizio del medico. La durata del trattamento nella fase attiva è di 4-6 settimane.[1, 3]

Per le formulazioni rettali la scheda tecnica ricorda che esse permettono di portare il farmaco direttamente sulle mucose del tratto basso dell’intestino interessato dalla malattia.[1, 5]

Per le supposte, il foglietto illustrativo riporta negli adulti una dose media giornaliera di 3 supposte nella fase attiva, in 2-3 somministrazioni, mentre per la prevenzione delle recidive la dose media raccomandata è di 1-2 supposte al giorno.[2] Nei bambini sopra i 2 anni, il medico definisce dosi proporzionalmente ridotte.[2]

Controindicazioni e avvertenze

Pentacol è controindicato in caso di ipersensibilità alla mesalazina, ai salicilati o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2] È controindicato anche in pazienti con compromissione renale grave, compromissione epatica grave, ulcera peptica in fase attiva, nefropatie gravi e diatesi emorragica.[1] Inoltre non deve essere somministrato ai bambini sotto i 2 anni.[1, 2]

La scheda tecnica aggiunge che Pentacol 400 mg e 800 mg compresse non vanno somministrate sotto i 6 anni e le compresse da 1200 mg non vanno somministrate sotto i 18 anni.[1]

Durante il trattamento possono verificarsi recidive dei sintomi sia dopo la sospensione sia se la terapia di mantenimento è inadeguata.[1, 2] Con le compresse, in caso di digestione gastrica molto lenta o stenosi pilorica, il principio attivo può liberarsi nello stomaco, con irritazione gastrica e possibile perdita di efficacia.[1]

Prima e durante il trattamento la scheda tecnica raccomanda controlli del sangue e delle urine secondo il giudizio del medico, con un primo controllo dopo 14 giorni, poi a intervalli di 4 settimane e quindi ogni 3 mesi se i valori sono normali.[1] Va inoltre controllata la funzione renale prima di iniziare la terapia e almeno due volte all’anno.[1]

Serve particolare cautela in caso di problemi di fegato, asma o altre malattie polmonari, e nei pazienti trattati con ipoglicemizzanti orali, diuretici, cumarinici e corticosteroidi.[1, 2] La mesalazina è stata associata a una sindrome di intolleranza acuta e, in caso di sospetta reazione di ipersensibilità, il trattamento va interrotto.[1, 2]

Interazioni

La scheda tecnica consiglia di evitare la somministrazione contemporanea delle compresse con lattulosio o altri farmaci che abbassano il pH del colon, perché possono ostacolare il rilascio del principio attivo.[1] Con azatioprina, 6-mercaptopurina o tioguanina può aumentare il rischio di effetti mielosoppressivi e di discrasie ematiche.[1] Con gli anticoagulanti cumarinici, come warfarin, può ridursi l’attività anticoagulante e, se l’associazione non può essere evitata, va monitorato attentamente il tempo di protrombina.[1] La mesalazina può anche potenziare l’effetto ipoglicemizzante delle sulfoniluree e richiede cautela con farmaci noti per tossicità renale, inclusi i FANS.[1]

Gravidanza e allattamento

In gravidanza la mesalazina va usata solo se strettamente necessaria e sotto controllo medico, perché attraversa la placenta e i dati disponibili sono limitati.[1, 2] La scheda tecnica raccomanda di evitare l’uso nelle ultime settimane di gravidanza.[1] Anche durante l’allattamento l’uso è da riservare ai casi in cui il beneficio superi il rischio; se il neonato presenta diarrea, l’allattamento deve essere sospeso.[1] Il foglietto illustrativo delle supposte afferma invece che la mesalazina non è escreta nel latte materno e che l’uso in allattamento deve avvenire sotto supervisione medica.[2]

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più comuni o segnalati con frequenza variabile includono cefalea, nausea, diarrea, distensione dell’addome, dolore addominale, eruzione cutanea e prurito.[1, 2] Sono stati riportati anche capogiro, sonnolenza, tremore, tachicardia, alterazioni della pressione arteriosa e, più raramente, reazioni cardiache, polmonari, epatiche, cutanee gravi e alterazioni del sangue.[1] La scheda tecnica segnala inoltre eventi molto rari a carico dei reni e delle vie urinarie, oltre a casi di nefrolitiasi.[1]

Domande frequenti

Pentacol si usa solo per la colite ulcerosa? No. Alcune formulazioni sono indicate anche per morbo di Crohn e IBDU, mentre altre sono specifiche per sedi diverse della malattia, come retto, retto-sigma o proctite.[1, 2]

Posso usare Pentacol in gravidanza? Solo se il medico lo ritiene necessario e sotto stretto controllo, perché i dati sono limitati e l’uso nelle ultime settimane di gravidanza va evitato.[1, 2]

Pentacol richiede controlli durante la terapia? Sì. La scheda tecnica raccomanda controlli ematici, urinari e della funzione renale prima e durante il trattamento.[1]

Le compresse da 1200 mg si possono dare ai ragazzi? No, non devono essere somministrate a bambini e adolescenti sotto i 18 anni per la possibile difficoltà di deglutizione.[1]

Approfondimenti su Pentacol

I 15 articoli di Torrinomedica su Pentacol, divisi per tema. Non sono stati usati come fonte del riassunto qui sopra.

Confronti e alternative (3)
Effetti indesiderati e sicurezza (1)
Per quali disturbi si usa (5)
Dosi, formulazioni e modo d'uso (5)
Altre domande (1)

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Tutte le informazioni su Pentacol: pagina del farmaco. Avvertenze.