Riassunto generato con AI, aggiornato il 29/10/2026.
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Soflon è un farmaco a base di prednisone, un glucocorticoide per uso sistemico, indicato quando una malattia richiede una terapia cortisonica generale; è disponibile in compresse da 5 mg, 20 mg e 25 mg.[1, 2] Serve in molte condizioni infiammatorie, reumatiche, respiratorie e di terapia sostitutiva, ma prima di usarlo bisogna considerare bene controindicazioni, infezioni in corso, vaccinazioni con virus vivi e le principali interazioni farmacologiche.[1, 2] La dose non è uguale per tutti: dipende dalla patologia, dalla gravità e dalla risposta individuale, e va ridotta con gradualità quando si ottiene l’effetto desiderato.[1]
A cosa serve
Soflon è indicato per il trattamento di malattie che richiedono una terapia sistemica con glucocorticoidi negli adulti, nei bambini di tutte le età e negli adolescenti.[1] Le schede riportano in particolare l’uso nella terapia sostitutiva dell’insufficienza corticosurrenalica di qualsiasi origine dopo il periodo della crescita, negli stati di stress dopo terapia corticoide prolungata e in numerose malattie reumatologiche, infiammatorie e respiratorie.[1, 2]
Tra le indicazioni citate ci sono, per esempio, vasculiti sistemiche come panarterite nodosa, arterite a cellule giganti, polimialgia reumatica, arterite temporale, granulomatosi di Wegener, sindrome di Churg-Strauss, lupus eritematoso sistemico, polimiosite, policondrite cronica atrofizzante, connettiviti miste, artrite reumatoide attiva e altre artriti infiammatorie.[1, 2] Sono riportate anche indicazioni respiratorie come asma bronchiale, peggioramento acuto di malattie respiratorie croniche, alcune malattie polmonari specifiche e forme gravi di rinite allergica o febbre da fieno quando gli spray nasali con glucocorticoidi non bastano.[2]
Formulazioni e come si usa
Soflon è disponibile come compresse da 5 mg, 20 mg e 25 mg di prednisone.[1, 2]
Per gli adulti, la scheda tecnica distingue fasce di dosaggio generali:
- dosaggio alto: 80-100 mg al giorno, fino a 250 mg in alcuni casi;[1]
- dosaggio medio: 40-80 mg al giorno;[1]
- dosaggio basso: 10-40 mg al giorno;[1]
- dosaggio molto basso: 1,5-7,5 mg al giorno, fino a 10 mg in alcuni casi.[1]
La scheda tecnica ricorda che, in generale, l’intera dose giornaliera si assume al mattino tra le 6 e le 8, ma dosi giornaliere elevate possono anche essere suddivise in 2-4 somministrazioni e quelle medie in 2-3 somministrazioni.[1]
Nella terapia sostitutiva dopo il periodo della crescita, la dose abituale è di 5-7,5 mg di prednisone al giorno in due dosi separate, al mattino e a mezzogiorno; nella sindrome adrenogenitale la dose serale può essere usata per ridurre l’aumento notturno di ACTH.[1] In caso di stress fisico rilevante, infezioni sopravvenute o sforzi estremi, può essere necessario aumentare la dose, fino a 50 mg al giorno nelle condizioni di stress dopo terapia a lungo termine con glucocorticoidi.[1]
Per i bambini, la scheda riporta dosaggi espressi in mg per kg di peso corporeo al giorno e segnala che, nell’età della crescita, la terapia dovrebbe essere il più possibile alternata o intermittente.[1] La dose pediatrica va letta nella tabella della scheda tecnica e decisa dal pediatra.[1]
La riduzione della dose deve avvenire gradualmente dopo il raggiungimento dell’effetto clinico desiderato, con decrementi progressivi più ampi all’inizio e più piccoli quando la dose scende.[1] La scheda riporta anche esempi di riduzione orientativa: oltre 30 mg al giorno riduzione di 10 mg ogni 2-5 giorni, da 30 a 15 mg riduzione di 5 mg ogni settimana, da 15 a 10 mg riduzione di 2,5 mg ogni 1-2 settimane, da 10 a 6 mg riduzione di 1 mg ogni 2-4 settimane, sotto 6 mg riduzione di 0,5 mg ogni 4-8 settimane.[1]
Controindicazioni e avvertenze
Soflon è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1] La scheda tecnica precisa che non vi sono altre controindicazioni per l’uso a breve termine nelle indicazioni vitali.[1]
Il trattamento può aumentare il rischio di infezioni batteriche, virali, parassitarie, opportunistiche e micotiche, e può mascherare i sintomi di un’infezione già presente o in sviluppo.[1] Infezioni latenti come tubercolosi o epatite B possono riattivarsi.[1] La terapia deve essere effettuata solo con indicazioni rigorose e, se necessario, con terapia antinfettiva aggiuntiva in caso di infezioni virali acute, epatite cronica attiva HBsAg-positiva, micosi sistemiche, parassitosi, poliomielite, linfoadenite dopo vaccinazione BCG, infezioni batteriche acute e croniche e nell’intervallo di circa 8 settimane prima e 2 settimane dopo vaccinazioni protettive con vaccini vivi.[1]
La scheda raccomanda uno stretto controllo medico anche in caso di ulcera gastrointestinale, osteoporosi, ipertensione difficile da controllare, diabete mellito difficile da controllare, disturbi psichiatrici anche in anamnesi, glaucoma, ulcerazione corneale e danno corneale.[1] Segnala inoltre la possibile comparsa di paralisi periodica tireotossica nei pazienti con ipertiroidismo e ipokaliemia indotta da prednisone, e riporta il rischio di crisi da feocromocitoma, che può essere fatale.[1]
Interazioni
Tra le interazioni segnalate dalla scheda tecnica ci sono: aumento dell’effetto dei glicosidi cardiaci in presenza di carenza di potassio, aumento della perdita di potassio con diuretici e lassativi, riduzione dell’effetto degli antidiabetici, variazione dell’effetto degli anticoagulanti cumarinici, aumento del rischio di ulcerazioni gastrointestinali con FANS, salicilati e indometacina, e possibile aumento della pressione intraoculare con atropina o altri anticolinergici.[1]
Sono inoltre riportate possibili interazioni con praziquantel, clorochina, idrossiclorochina, meflochina, somatotropina, protirelina ed estrogeni.[1] Gli antiacidi a base di idrossido di magnesio o di alluminio possono ridurre l’assorbimento del prednisone; per questo la scheda indica di distanziare le assunzioni di 2 ore.[1] Anche sostanze che attivano CYP3A4, come rifampicina, fenitoina, barbiturici, carbamazepina e primidone, possono diminuire l’effetto del prednisone.[1]
Gravidanza e allattamento
In gravidanza Soflon deve essere usato solo dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio.[1] La scheda segnala che, con trattamento prolungato durante la gravidanza, non si possono escludere disturbi della crescita fetale e che, nel primo trimestre, è discusso un possibile aumento del rischio di schisi orale; verso fine gravidanza, l’esposizione può causare atrofia della corteccia surrenale nel feto, con necessità di trattamento sostitutivo nel neonato.[1]
Il prednisone passa nel latte materno, ma finora non sono stati riportati danni ai lattanti.[1] Tuttavia, l’uso in allattamento deve essere rigoroso e, se servono dosi più elevate, l’allattamento al seno deve essere interrotto.[1]
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati dipendono molto dalla dose e dalla durata della terapia.[1] La scheda segnala, tra gli altri, infezioni o riattivazione di infezioni, alterazioni del sangue come leucocitosi e linfopenia, reazioni allergiche anche gravi, soppressione surrenalica e sindrome di Cushing, ritenzione di sodio con edema, perdita di potassio, aumento di peso, ridotta tolleranza al glucosio e diabete mellito.[1]
Sono riportati anche disturbi psichiatrici come depressione, irritabilità, euforia, psicosi, mania, allucinazioni, ansia, insonnia e idea suicida, oltre a pseudotumor cerebri, cataratta, glaucoma, bradicardia a dosi elevate, ipertensione e aumento del rischio di arteriosclerosi e trombosi.[1] Nella terapia ormonale sostitutiva, rispettando i dosaggi raccomandati, il rischio di effetti indesiderati è indicato come basso.[1]
Domande frequenti
Soflon è un antibiotico? No, è un glucocorticoide a base di prednisone.[1, 2]
Si può prendere in caso di infezione? Non sempre: il farmaco può peggiorare o mascherare infezioni, e in diverse infezioni acute o latenti la scheda richiede indicazioni rigorose e, se necessario, una terapia aggiuntiva.[1]
Posso interromperlo di colpo? La scheda indica che la dose va ridotta gradualmente, non sospesa bruscamente, secondo l’andamento clinico.[1]
Si può usare in gravidanza? Solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio.[1]
Dà sonnolenza o impedisce di guidare? Finora non ci sono indicazioni che Soflon pregiudichi la capacità di guidare o l’uso di macchinari.[1]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Soflon – Prednisone: Scheda Tecnica del Farmaco. Avvertenze.
